Più passa il tempo, meno ho voglia e meno ho voglia, meno mi passa il tempo

Tempi sprecati

Blogger: boinz
Se tu mi guardassi da lontano, o caro lettore, dubito che riusciresti a distinguermi dalla massa. Tra tremila anni gli archeologi che esporranno i miei resti nel museo del 21° secolo scriveranno sulla targhetta: “Impiegato dell’era berlusconi ha un tenore di vita paragonabile a un operaio degli anni ’70 del secolo precedente ma la precarietà di una puttana nigeriana appena sbattuta sul marciapiede. Il poveraccio pensava di essere vicino alla felicità perché in realtà non capiva un cazzo. Del resto l'orribile vita che conduceva se la meritava in pieno, appartenendo egli al ceto sociale con il minor spirito di classe della storia della civiltà umana. Persino gli avvocati, persino gli industriali, i commercianti, coloro che insomma vivevano della rovina dei concorrenti erano riuniti in associazioni, corporazioni, sindacati: l'impiegato a cavallo tra 20° e 21° secolo invece, era completamente abbandonato al suo destino. I sindacati dei lavoratori che avrebbero dovuto vegliare su di lui, avevano infatti preferito dedicarsi alla difesa di operai e pensionati, che avevano un livello di reddito al limite della sopportazione umana e che soprattutto compravano le tessere e scendevano in piazza quand’era ora di manifestare. L’impiegato invece era un individualista diffidente e cattivo e così si prendeva per intero il carico di merda destinato alla massa dei lavoratori dipendenti in cambio di uno stipendio solo nominalmente più consistente di quello degli operai. Come molti suoi contemporanei, l’esemplare che vedete qui esposto aveva così cercato una via di fuga mentale aprendo un blog su internet, quella rozza prima esperienza di rete in cui poi ci siamo trasferiti -una volta divenuti puro spirito- duemila anni fa” Così, abbastanza vicino a quella che dante definì la metà del cammin di nostra vita traggo un bilancio di metà esercizio e ammetto quanto segue 1) faccio un lavoro di merda; 2) frequento in larga maggioranza delle teste di cazzo a partire dai colleghi; 3) ho uno stipendio che se io e la mia auto non facciamo puttanate, mi permette di chiudere il mese leggermente sopra il pareggio; 4) una volta ogni sette minuti immagino la scena delle mie dimissioni ultima versione io che incido con un saldatore la mia lettera di dimissioni sul cuoio capelluto del mio titolare 5) racconto in giro di aver scopato una quantità di donne pari o forse persino superiore al numero di donne in età fertile che ho effettivamente conosciuto in tutta la mia vita; 6) al di fuori di mtv, qualche sporadico programma comico, il calcio, blob, e i telegiornali praticamente non guardo più la televisione; 7) credo che i pink floyd siano stati il secondo più grande gruppo della storia, perlomeno finché il cervello di waters ha retto; 8) vorrei vedere berlusconi costretto a presentarsi alle elezioni senza fondo tinta in faccia e con i capelli del loro colore naturale; 9) non so i nomi delle veline e me ne vanto apertamente; 10) una volta ogni sette minuti penso “chi cazzo me lo fa fare”; 12) non ho più voglia; firmato: boinz, 12/01/2004

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venerdì, febbraio 11, 2005

TORINO: ISTRUZIONI PER L'USO

Questo blog abbastanza sabaudo, per ragioni a me oscure è frequentato in buona percentuale da milanesi. Ora, sebbene nelle orecchie ancora mi riecheggi l'urlo della Maratona*: "Milanesi, milanesi, milanesi tutti appesi", credo che sia giusto dare loro quelle due dritte per orientarsi decentemente e non attaccare a sbuffare sin dal casello di Rondissone per poi lamentarsi perché c'è nebbia. Perché non è nebbia: è la condensa sul parabrezza causata dai vostri sbuffi!

Ora chiariamo subito un punto: l'autostrada magica in modello Hogwarts (con i pezzi che si spostano e si ricombinano) non è colpa nostra. E' colpa delle FFSS. Noi ne siamo vittime ancora più di voi (specie chi, come il sottoscritto abita a Torino Nord). Comunque per adesso va così fino a Novara. Quando attaccheranno da Novara a Milano (con grandi risatone a Rho) capirete cosa intendo dire.

A Torino orientarsi è semplice. A nord e est ci sono le montagne, a sud le colline e Superga, a ovest c'è un cazzo. Quindi se alzate la testa e vedete le montagne e avete l'ombra di fianco vuol dire che state andando a nord; se ce l'avete davanti o dietro vuol dire che state andando a est. Se vedete le colline state andando grosso modo a sud. Se non vedete un cazzo state tornando a Milano. Il problema è che le strade di Torino sono orientate da sud-ovest a nord-est e che spesso c'è uno strato di smog che copre anche l'evidenza, quindi bisogna farci un po' la mano ma fidatevi: funziona.

Comunque per andare in centro basta tenere d'occhio la Mole o al limite il Dito (altresì noto come l'accendino), l'unico grattacielo sabaudo: un autentico scarabocchio in cielo tracciato con zampa di gallina dal sig. Mussolini.
Oppure seguire i corsi: non quelli di orientamento ma i larghi vialoni che tagliano Torino da un capo all'altro incrociandosi tra loro ad angolo quasi sempre retto.
Sia detto fuor dai denti: questo secondo me condiziona anche il modo di pensare dei torinesi che effettivamente sono piuttosto squadrati e vanno subito al punto. Il milanese invece gira intorno alle cose. Per questo noi abbiamo la Fiat e i milanesi le Smart.

Unica cosa: evitate di seguire i cartelli con le indicazioni per la tangenziale e le autostrade: sono tutti sbagliati. Non so perché ma è così. In linea di massima comunque per tornare sotto la madunina dovete prendere la tangenziale. Alla peggio piuttosto che girare in tondo infilatevi in un corso e fatelo tutto: prima o poi ci arrivate perché tutti i corsi vanno o verso la tangenziale o verso il Po. Ma mi raccomando: evitate di seguire i cartelli e non svoltate mai!

(continua)

*: quella vera, quella del Comunale, quella che fece dire a un mio amico: "Quando scende il bandierone è come rientrare nell'utero materno!"


Un cazzeggio di: boinz a 13:27 | link | commenti (23)
ora ti dico adesso cosa

lunedì, febbraio 07, 2005

La Classica Puttanata Americana

Sempre più spesso mi capita di andare al cinema a vedere un film e scoprire che in capo a cinque minuti di proiezione ho già bello che capito tutto: chi fa cosa e perché. Film appena usciti ma già visti e stravisti per i quali ho coniato una definizione: Classica Puttanata Americana.
Gli amici lo sanno già: "Ehi, allora com'era 'L'Ultimo Samurai'?" "Uh, la Classica Puttanata Americana!" e chiudo qui il discorso.
L'altro giorno però un collega neo assunto ha voluto approfondire domandandomi: "Ma cosa intendi tu per Classica Puttanata Americana?" lasciandomi senza parole! Questo perché malgrado in percentuale rappresenti oramai il 95% della produzione mondiale, la CPA (Classica Puttanata Americana) è una categoria cinematografica alla quale nessun critico di settore ha mai riservato la giusta attenzione.
Così per colmare questa lacuna dottrinale ho deciso di elencare gli elementi che secondo me la distinguono dai film normali.

1) Lo dice il termine stesso ma la CPA è prima di tutto un film americano. Film del cazzo ne esistono a tutte le latitudini ma la CPA è circoscritta territorialmente alla sola Hollywood;

2) La CPA ha una storia riassumibile in una decina di parole tra le quali la congiunzione "ma".
Es.: Gli ammazzano la moglie (l'amico/il figlio/il cane) ma lui li ammazza tutti; lo sospendono dal servizio ma sgomina l'organizzazione di cui fa parte il suo capo; gli distruggono mezzo pianeta ma quando gli toccano la famiglia/la nazione/l'auto nuova, si incazza come una furia ecc. 
Insomma, il buono è protagonista di un percorso in salita ma alla fine fa il culo a tutti;
Ora, c'è da dire che la categoria delle CPA non è limitata ai soli film d'azione: esistono infatti anche le CPA sentimentali:Es.: è l'amore della sua vita ma è affetta/o da un male incurabile; si detestano ma poi si innamorano; è un cattivo/è una donnaccia ma poi si redime e muore/si sposa; insomma: i due fighi del film sono destinati a trombare e poi o a sposarsi o a morire (almeno uno dei due), ma ciò non toglie che la vera CPA sia d'azione.

3) L'eroe della CPA a inizio film è sempre nei casini. Più o meno le varianti sono sempre quelle: o è stato piantato dalla moglie; o ha fatto qualche cazzata sul lavoro; o gli hanno rigato la macchina, fatto sta che è a terra che più a terra non si può. Spesso è anche diventato un ubriacone della straminchia o un pessimista di prima.

4) L'eroe della CPA ha due categorie di capi: uno è venduto l'altro è il suo mentore spesso facente veci di Amico (v. pto. 5.) Il capo cazzeggiatore e paraculo nella CPA non esiste.

5) La vera CPA è manichea al massimo: da un lato tutti i buoni, dall'altro i cattivi. I buoni a loro volta si dividono in tre categorie: l'Eroe, l'Amico e la Fuffa.
L'Eroe è praticamente invulnerabile. Si pianta con la sua pistolina a sei colpi bello in evidenza metti tipo in mezzo a Piazza Vittorio; i cattivi, piazzati da mezza giornata sui tetti prospicienti gli sparano da tutte le parti con ogni tipo di arma da fuoco, dai tric-trac al Patriot: dopo venti minuti di casino pitipim pam pam lui viene fuori un po' sporchino ma sostanzialmente a posto, i cattivi invece sono tutti crepati. L'Eroe al limite ha una ferita alla spalla o al fegato ma dopo dieci minuti gli è già bello che passato tutto perché l'Eroe è anche omeopatico.
L'Eroe si circonda di Fuffa: deficienti, casinisti, cazzoni bravissimi a mettersi nei casini, che fortunatamente vengono massacrati a nastro tipo carne da macello e di cui nessuno sentirà la mancanza.
A cavallo tra l'Eroe e la Fuffa c'è però l'Amico. L'Amico generalmente è nero, fa il simpaticone e sta sul cazzo a tutti: fortunatamente non campa quasi mai più dei due terzi della durata del film. Quindi se il film dura 90'. l'Amico muore dopo grosso modo un'ora, se il film dura 120' campa ancora una mezz'oretta in più ma tant'è. Se però riesce a superare questo scoglio arriva dritto fino alla fine salvo crepare in zona recupero. L'Amico infatti non sopravvive mai ai titoli di coda, salvo nel caso in cui sia previsto un sequel, e allora arriva con la pelle a brandelli e poi il suo destino verrà deciso dal botteghino.

6) Anche i cattivi sono di tre categorie: c'è la Fuffa, il Cattivo e il Compare del cattivo. Per far fuori la fuffa basta scorreggiare un po' forte: sono praticamente formiche, come numero e resistenza fisica. Perché il Cattivo si circondi di simili elementi rimane un mistero. Lui infatti è invulnerabile: gli puoi passare sopra con un carro attrezzi, sparare con un cannone atomico, dargli in faccia con un paraurti senza scompigliargli un baffo. Il cattivo può morire solo per mano del buono perché il cattivo è il lato oscuro del buono (eh la peppa!) così come il Compare è il lato oscuro dell'Amico. E' infatti l'Amico a far fuori il Compare, quasi sempre lasciandoci la pelle, quasi sempre per salvare l'Eroe dalla morte certa, cosa di cui nessuno gli sarà grato, perlomeno in platea;

7) Mentre sono lì che si mazzulano come tamburi, nella vera CPA prima o poi salta fuori la Fighetta che si innamora dell'Eroe. La Fighetta è lì solo per far rifare gli occhi al pubblico maschile e per far vedere quanto l'eroe sia tutto sommato attaccato ai valori tradizionali della costituzione americana: dio, famiglia, patria, soldi, inquinamento. Dopo quei venti venticinque minuti a pensare se trombarsela o meno l'Eroe inevitabilmente desiste, in parte perché ci ha già un'altra fighetta a casa, in parte perché non gli tira il cazzo a causa degli estrogeni da pollo che ha preso per costruirsi il fisico da pescivendolo che si ritrova. La fighetta ci rimane male ma capisce e si compra un vibratore grosso come un nano da giardino;

8) La vera CPA finisce sempre con la sequenza scazzottata-inseguimento-scazzottata-inseguimento-duello finale. Durante l'inseguimento il buono rischia di esser preso sotto almeno trecento volte da ogni tipo di autoveicolo sopra le 35 tonnellate ma riesce sempre a cavarsela al pelo, malgrado le maledizioni di quella metà del pubblico che ha l'auto in doppia fila. Alla fine l'eroe e il cattivo riescono ad aggiustare i rispettivi impegni e a fronteggiarsi viso a viso. Il cattivo passa in vantaggio, sfiora il passaggio del turno ma poi gli scappa una cazzata grossa come una casa! L'eroe ne approfitta per gonfiarlo in contropiede e portare a casa la pagnotta.

9) La vera CPA finisce con la corsa della fighetta ad abbracciare l'eroe malgrado sia sporco come una merda e al sangue tipo cotoletta. Una donna vera infatti gli direbbe: "Vabbè, hai salvato il mondo. Ora vatti a lavare che poi magari ti tiro un pompino!" Il capo traditore viene sbugiardato e l'Eroe, capito che lavorare bene fa bene alla nazione, rimette la testa a posto. 


Un cazzeggio di: boinz a 16:00 | link | commenti (20)
ora ti dico adesso cosa

mercoledì, gennaio 05, 2005

Cinque cose che dovrei smettere di fare

1) cercare di toccare il culo a tutte le donne che incrocio;
2) passare tre quarti d'ora tutte le mattine davanti alla rastrelliera dei CD e poi uscire con la solita raccolta di De Gregori;
3) mostrare il dito al cane del vicino tutte le volte che mi abbaia contro;
4) cominciare un discorso e poi
5) mettermi a ridere quando sono in imbarazzo;
6) superare sistematicamente i limiti che pure mi autoimpongo;







Un cazzeggio di: boinz a 17:08 | link | commenti (26)
ora ti dico adesso cosa

martedì, novembre 23, 2004

Come dicevo da Mipassilisale, stavo pensando di fare un po' di sport per tirare giù la pancetta, fare un po' di fiato, conoscere figa ecc.
Purtroppo la selezione si sta rivelando tutt'altro che semplice perché quello che piacerebbe a me non è sempre possibile e quello che sarebbe possibile non mi piace particolarmente!

Vado a esemplificare:
1) Jogging: no, perché dopo un po' mi distraggo e mi viene da bloccarmi di colpo chiedendomi : "Dov'è che stavo andando?" sconcertando gli astanti;
2) Calcetto: passatempo bello e sano! Sfortunatamente è impossibile praticarlo individualmente e trovare altre 9 persone over-35 disponibili e contemporaneamente appartenenti alla razza umana (del tipo cioè che dopo la doccia sappia esprimere un ragionamento che vada al di là della sacra trimurti: figa-calcio-auto) è davvero disperante!
3) Tennis: ho le spalle che fanno cric-croc;
4) Basket: mi mancano almeno almeno dieci centimetri e tre diottrie;
5) Sci: odio il freddo e il bagnato e poi ho le ginocchia che fanno cric-croc;
6) Nuoto: odio il freddo e l'umido e poi ho i sinus che fanno cric croc;
7) Body building: roba da piciu.
8)
Sesso: ci ho provato una volta e non ci ho capito niente. Un casino di regole da ricordarsi e comunque prima di giocare ci va un sacco di preparazione... troppi casini! No, decisamente non fa per me!
9) Ippica: mi stanno in culo i cavalli e poi tra piazzati e vincenti non ci becco mai!

Così alla fine ho deciso per:
10) Biliardo e freccette: ottimo passatempo sano e maschio! Niente di meglio dell'atmosfera fumosa di una birreria per ripulire i polmoni! E pazienza per la pancetta!















Un cazzeggio di: boinz a 12:14 | link | commenti (23)
ora ti dico adesso cosa

lunedì, novembre 08, 2004

Capisci che stai invecchiando quando:

...ti rendi conto che nessun commesso di negozio ti dà più del tu;
...ti basta una pinta di birra per svegliarti col mal di testa;
...ti viene sonno durante 90° minuto;
...incrociando una mammina col passeggino ti cade l'occhio prima sul bambino e poi sulla mammina;
...l'incazzatura per una sconfitta del Toro dura esattamente quanto il triplice fischio finale;
...inizi a rileggere i classici perché non te li ricordi più;
...hai dei colleghi che non si ricordano il Mundial 1982 perché non erano manco nati;
...nel guardaroba hai più pantaloni di velluto che jeans;
...sfogliando i listini delle auto su "Quattroruote" guardi i consumi e non la velocità massima;










Un cazzeggio di: boinz a 10:55 | link | commenti (17)
il cielo sopra torino, ora ti dico adesso cosa

mercoledì, settembre 08, 2004

Su imbeccata di Neparliamoacena, ho realizzato che effettivamente gli spunti da blog che ho postato l'altro giorno erano rivolti prevalentemente ad uomini. Non potevo lasciare la situazione così squilibrata ed eccovi dunque

MORE BLOG IDEAS

- Il tuo capo insidia tutte le tue colleghe tranne te. E' perché ti rispetta o perché a furia di merendine oramai anche la 56 ti veste stretta?
- Il tuo uomo attuale sta al tuo uomo ideale come una Prinz NSU sta alla Ferrari di Schumacher: è vero, è inutile che fai quella faccia;
- Racconta di quella volta che sei tornata da pranzo con una fogliolina di insalata incastrata tra gli incisivi davanti e che nessuno dei tuoi colleghi ti ha detto niente, hahahahaha!
- Il tuo ragazzo ti ha convinta a guardare un film porno. Ti sei addormentata dopo cinque minuti: questo fa di te una donna migliore?
- La legge fisica del "nulla si crea e nulla si distrugge" può essere considerata ancora valida, dal momento che a te basta mangiare un'oliva per ingrassare di quattro kili?
- Hanno comprato una macchina per fare il tuo lavoro. Dopo una settimana l'hanno spenta perché passava tutto il tempo sui blog. Questo ti fa sentire meno colpevole?
- Le tue colleghe ti odiano: perché sei diversa da loro o perché sei uguale a loro?
- Il tuo sogno erotico preferito è comprare una tabaccheria. Perché?
- Tira giù il sedile del guidatore della tua macchina. Piegati verso il sedile di dietro. Descrivi cosa vedi.
- Un altro tuo sogno erotico preferito è mettere un karaoke in bagno. Non credi che sia ora di farsi dare una guardatina?
- Il tuo blog è frequentato prevalentemente da dodicenni convinte di parlare con una loro coetanea. Cos'altro possiamo dire?












Un cazzeggio di: boinz a 08:55 | link | commenti (15)
ora ti dico adesso cosa

martedì, agosto 31, 2004

Neparliamoacena ha scovato un sito che aiuta i blogger di tutto il mondo quando la mattina si alzano e si scoprono a corto di idee, offrendo degli spunti per i loro post. Problema problema, gli spunti che propone fanno cagare. Allora per il bene della comunità ho pensato di darmi da fare io.

BLOG IDEAS

- La tua squadra di calcio preferita: perché l'hai scelta, perché continui a tifare per lei e perché di tutto questo non ce ne frega un cazzo;
- Il tuo segno zodiacale e perché è frequentato solo da zombie;
- L'ultima volta che hai trombato, il commissario tecnico della nazionale era ancora Enzo Bearzot: ci sarà un motivo. Spiegacelo e facci fare due risate;
- Appoggia il piede destro sulla coscia sinistra; aiutandoti con le mani allarga le dita e descrivi cosa vedi;
- La giacca che hai addosso stamattina ce l'ha uguale anche il tunisino che fa l'elemosina in corso Mediterraneo. Stamattina al collo aveva un cartello: "Datemi un euro che voglio cambiare questa giacca del cazzo." Vorrà dire qualcosa?
- La tua donna e perché gli amici l'hanno soprannominata "Il Mostro";
- Droga, puttane e alcol: per ridurti così non ne hai avuto bisogno. E' una consolazione o no?
- Il tuo blog ha il template più brutto della storia dell'informatica, al punto che Splinder sta pensando di mandarti due negracci strafatti di crack a casa. Descrivilo e possibilmente dacci l'indirizzo di chi te lo ha disegnato;
- Fuori dalla finestra un cane sta cacando sul cofano della tua macchina: descrivici la scena e i tuoi sentimenti al riguardo;
- Il massimo dell'anticonformismo che ti concedi è il gilè senape sulla camicia salmone. Pensi che questo basti a definirti come fallito o vuoi aggiungere qualcos'altro?
- Calati i pantaloni e le mutande al ginocchio. Guarda dentro le mutande. Descrivi cosa vedi.
- Il tuo rapporto con la religione e perché Dio ha interrotto un silenzio di ventimila secoli per disconoscerti.

Buon lavoro!














Un cazzeggio di: boinz a 10:14 | link | commenti (28)
ora ti dico adesso cosa

mercoledì, luglio 28, 2004

Da Sphera si è aperta un'interessante discussione sulle foto delle vacanze che i colleghi portano in ufficio per angosciare il povero blogger. Questo è il mio contributino:

POSTCARDS FROM HELL

Le foto delle vacanze dei colleghi! Orrore & raccapriccio lavorativo!
Si distinguono infatti due possibilità, a seconda della destinazione:
1) località marittima;
2) località turistica.

Località marittima: tutto quello che si intravede è uno spicchio di mare intasato come il 61 o il 49 la mattina presto. Tutti gli astanti sono ormai annoiati e incattiviti a sangue dalla vita da medusa che trascinano in spiaggia e hanno delle ghigne orrende. Del resto parlare non si parlano più; nuotare o giocare a racchette, biglie, beach volley non c'è né il fisico né lo spazio fisico; leggere è difficile visto che stiamo parlando di casi disperati di analfabetismo di ritorno; a prendere il sole dopo un po' ci si rompe i marroni; e di pisolare manco a parlarne. E' a questo punto quando cioè lo scazzo raggiunge lo zenit, quando persino la faccia in prima pagina della settimana enigmistica è diventata un'enorme macchia di biro a furia di scarabocchi, cicatrici alla Capitan Harlock, bende, denti a scacchiera, che il "lui" della situazione in preda a una noia invincibile tira fuori dalla borsa la macchina foto e dà il via a una discarica di scatti inutili di facce incarognite e bambini frignanti: una mostra oscena di primi piani orrendi, campi lunghi a tranciare gambe e braccia (come dice giustamente effe) e culi e tette cascanti. Del mare non si vede una sega, salvo uno spruzzo giù in fondo color fumo di londra. D'altra parte la giornata scelta è invariabilmente grigia e diciamo la verità, il posto fa veramente schifo al cazzo!
Al povero blogger che si ritrova l'album in mano non posso che esprimere tutta la mia solidarietà ed elargire un unico consiglio: fate i complimenti alla tecnica fotografica, parlate in termini generici di quanto faccia bene il mare ai bambini ma non chiedete mai notizie del posto o (soprattutto) chi cazzo siano i personaggi ritratti! Mai farlo, mai! E' pericolosissimo! Perché nelle foto non c'è mai "mio zio", "mia suocera" ma individui che non possono essere raccontati con meno di ottocento linee di dialogo, tipo: "Questo è il vicino della sorella della testimone di nozze di mia cognata, che ha avuto una relazione extraconiugale con il padre della zia della sorella del genero ecc. ecc. che poi è il fratello di" segue salto di settanta foto "questo qui che a sua volta bla bla bla"); perché cazzo uno vada al mare col vicino della sorella della testimone di nozze ecc. ecc. e non con la zia o i nipoti è una cosa che non capirò mai.

Località turistica: non si vede un cazzo perché davanti a montagne, monumenti e palazzi c'è sempre "lei" in posa da zombie. La "lei" è infatti distrutta dalla fatica, è vestita da saccopelista e non si lava i capelli da sei settimane. Ha addosso una luce verticale che la schiaccia e mette in perfetto risalto tutte le imperfezioni della pelle ma dal momento che "lui" è un bastardo implacabile e merda, la fotografa lo stesso.
Il povero blogger in un impeto di pietà umana dirà: "Oh, che bello! Pensa che ho sempre sognato andarci anch'io!" ma dentro di sé penserà: "che magari se ti spostavi da davanti all'obiettivo si riusciva a vedere qualcosa."







Un cazzeggio di: boinz a 15:05 | link | commenti (8)
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Questa l'ho postata dal grande Personalità Confusa.

Tema:

LA COLAZIONE

La Colazione del campione, ogni giorno in depressione:
1) Lunedì lavorativo: tè amaro con un biscotto della salute;
2) Martedì: yogurt con muslì ai pallini di piombo;
3) Mercoledì (metà settimana): caffelatte e tronco di pane comune da sei kili;
4) Giovedì (settimana in discesa): tazzona di caffè con clamorosa pucciata di Ringo alla vaniglia (quelli al cioccolato no: fanno cagare!);
5) Venerdì (chiusura in scioltezza): pompino;
6) Sabato, Domenica & Festivi: pane e giornale, entrambi freschi entrambi croccanti, entrambi cosparsi di nutella (il giornale alla fine della colazione);








Un cazzeggio di: boinz a 09:36 | link | commenti (1)
ora ti dico adesso cosa

martedì, luglio 20, 2004

Ci tenevo a segnalarvi quanto altrove postato all'attenzione della incontrovertibile Lise Charmel a proposito di:

LE FOLLIE DEGLI UOMINI VERAMENTE INNAMORATI
(ma veramente!)

Gli uomini sono disposti a fare follie enormi per le loro donne purché non coinvolgano:
1) il loro portafogli per un importo pari alla ventesima parte dello stipendio;
2) la loro macchina oltre i sei km tra andata e ritorno;
3) le loro dodici ore di sonno;
4) 90° minuto;
5) la partita di calcetto con gli amici;
6) la pancetta che hanno sul davanti;
Ma soprattutto (soprattutto!) non devono implicare nessun tipo di contatto tra i consuoceri!

In pratica le follie che siamo disposti a compiere sono:
1) mazzo di fiori (fermo restando il pto. 1 di cui sopra);
2) bigiotteria (idem);
3) sabato pomeriggio a fare compere (con un tetto limite di un'ora e tre quarti);
4) sabato sera a vedere un film con Hugh Grant (ma solo se dopo c'è la sicurezza matematica della trombata);
5) venire a prendervi in ufficio (v. sopra)

Mmmmm.... direi basta.















Un cazzeggio di: boinz a 10:23 | link | commenti (15)
ora ti dico adesso cosa

venerdì, luglio 16, 2004

Sarò eternamente debitore di Lady-Eva (che sarà anche una persona semplice ma non una semplice persona, dal momento che in realtà è un nome collettivo dietro al quale si nasconde un corteo di ben tre blogger) per aver avanzato il dubbio che le lettere pubblicate nella rubrica del cuore del Venerdì della Repubblica, curata da Natalia Aspesi, siano fondamentalmente delle panzane.

Orbene, dopo un'accurata indagine, noi di BBB abbiamo finalmente scovato la prova definitiva: la lettera perpetua con cui questa inutile rubrica viene settimanalmente alimentata, barrando volta per volta le preferenze con una crocetta:

"Gentile Signora Aspesi,(e fin qui...)

Ho [numero] anni e da qualche mese sto vivendo una situazione difficile:

[ ]moglie
[ ]marito

fedele dopo [numero] anni di
[ ]matrimonio
[ ]felice convivenza
[ ]rapporti di vicinato
[ ]buongiorno e buonasera

ho capito che con il mio
[ ]partner
[ ]vicino
[ ]panettiere

le cose non funzionavano più, soprattutto da quando ho conosciuto
[ ]un negrone
[ ]una spogliarellista
[ ]un vigile urbano

che mi ha iniziato alle gioie
[ ]del sesso
[ ]della stima reciproca
[ ]dell'onanismo.

Ma dopo [numero] mesi di
[ ]sesso
[ ]riscaldamento autonomo
[ ]abbonamento Rai

sfrenato, in
[ ]me
[ ]lui

si è fatta strada la consapevolezza che quello che stavamo vivendo non era che
[ ]un sogno irrealizzabile
[ ]un mutuo a tasso d'usura
[ ]un film di Franco e Ciccio

e le cose hanno iniziato a complicarsi.

Da allora tutto è cambiato: la nostra storia è diventata un rincorrersi e negarsi tra uno che cercava un compagno con cui dividere
[ ]tenerezze
[ ]il telecomando
[ ]le spese condominiali,

e l'altro che dalla vita non aveva più niente da chiedere tranne
[ ]libertà
[ ]solitudine
[ ]una villa da sei miliardi con piscina.

Alla fine di tante reciproche
[ ]scorrettezze
[ ]assegni a vuoto
[ ]spazzatura buttata per le scale

il rancore che cresce fino all'inevitabile
[ ]addio
[ ]rigata sulla portiera.

E tanta amarezza.

Cordiali Saluti

--------------------

Risponde Natalia Aspesi (malgrado nessuno le abbia chiesto un cazzo):

Carissima/o, al giorno d'oggi la gente ha smesso di parlarsi. Ormai abbiamo delegato tutti i problemi di comunicazione agli SMS, alle e-mail, ai fax. Come ho giustamente e acutamente scritto nel mio libro "Tutti froci col culo degli altri" (ed. Oviesse - 904 pp. 6,50 Euro, un libro molto bello che vi consiglio) la soluzione è solo una: parlarsi, parlarsi e parlarsi. E leggere i miei libri che fanno tanto bene e sono scritti benissimo oh ma quanto scrive bene questa Natalia Aspesi!

(Correda il tutto un disegno orrendo fatto da un polacco)




































Un cazzeggio di: boinz a 14:18 | link | commenti (5)
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venerdì, giugno 25, 2004

Mi prostro riconoscente alla geniale Tam, autrice di una delle più belle frasi che ho sentito nell'arco degli ultimi dieci anni (l'altra è: "Per quell'aumento ne ho parlato col titolare ed è d'accordo").

La frase di Tam è: "LA VITA E' UN SELF SERVICE". Ed è proprio vero!

La vita è un self service perché:

... c'è sempre qualcuno davanti a te nella coda che becca l'ultima porzione del piatto che ti fa più gola;
... i conti non tornano mai;
... quando arrivi al tavolo ti accorgi che hai dimenticato un pezzo importante;
... quando tutto è finalmente a posto se da un lato quello che era freddo si è sciolto dall'altro quello che era caldo si è raffreddato e quello che era croccante si è ammosciato;
... quello che aveva un aspetto delizioso si rivela insipido;
... spesso e volentieri trovi peli dove non avresti voluto trovarne;
... quando esci se ti va bene puzzi solo di frittura;









Un cazzeggio di: boinz a 15:58 | link | commenti (3)
ora ti dico adesso cosa

lunedì, giugno 21, 2004

Sono intimamente toccato dalla generosità di Lise Charmel che in un suo post abbozza uno strepitoso elenco di cose da non dire mentre si fa l'amore, per la precisione:

1) "Aspetta!"

2) Parlare dell'Inter;

Direi che è un elenco talmente esaustivo che tutte le altre cose che possono venire in mente si piazzano automaticamente nella categoria "dettagli". Restano però un paio di inciampi che credo sarebbe opportuno evitare, tipo:

1) Fischiettare la colonna sonora del Padrino;

2) Mettersi le dita nel naso e poi esaminare di sottecchi il materiale estratto;

3) Indossare una maglietta di Paperino;

4) Sbadigliare tipo squalo;

5) Tirare fuori il Game Boy;

6) Raccontare la barzelletta dell'orso e del coniglio;

7) Fare commenti ad alta voce sulla cellulite del partner;

8) Mettersi un termometro sotto l'ascella;

9) Sfogliare le pagine gialle alla voce Serramenti in alluminio;

10) Far girare un pallone da basket sulla punta del pisello (il proprio o quello del partner è indifferente);

11) Sgranare un cesto di fagioli borlotti;

12) Ripetere ad alta voce la tabellina del 14;

13) Selezionare la suoneria del telefonino;

14) Tagliarsi le unghie dei piedi (sul letto poi è indice di gran classe);

15) Fare il suono della tromba;

16) Buttare il discorso sui soldi che in 'sta casa si spendono a cazzo ma deve finire 'sta storia!;

17) Chiedere al partner qual era il punto tre dell'ODG dell'ultima riunione dei condomini;

18) Raccontare l'ultimo pettegolezzo dell'ufficio;

19) Collegarsi al proprio blog per verificare il numero di contatti;

20) Dire: "Ah, scusa, stavo pensando ad altro."


Un cazzeggio di: boinz a 14:12 | link | commenti (8)
ora ti dico adesso cosa

giovedì, giugno 17, 2004

A proposito del dialogo sincero ultimo scorso, mi ha scritto Fantamoni (alla quale va la mia imperitura gratitudine) per dirmi quanto segue:

"mi hai ricordato vagamente il mio capo alle riunioni con i clienti. io no, tendo a dondolarmi sulla sedia pensando ai cavoli miei. una volta un cliente mi ha anche detto "lei non mi sembra molto convinta di quello che dice il suo capo"... non mi hanno più portata e non ho mai saputo cosa stava dicendo il mio capo... comunque abbiamo perso il cliente.

 

Cara Fantamoni,

Non hai mai visto Bondi? Quando il capo parla bisogna assumere un'espressione estatica e fare sì sì con la testa!

E' invece assolutamente vietato:

1) Sbadigliare acido in faccia al cliente;

2) Starnutire sputazzando sul caffè del cliente;

3) Suonare la batteria usando le penne aziendali a mo' di bacchette e facendo il rumore con la bocca;

4) Ruttare forte ogni volta che prende la parola il capo;

5) Aprire Tuttosport e mettersi a leggere;

6) Fare nononono con la testa quando parla il capo;

7) Passare dietro le spalle del capo che parla e fargli le corna e cimpirimerlo;

8) Passare dietro le spalle del capo che parla e fare nonononono con la testa ed il dito indice;
8) Parlare al telefonino e dire: "Sì, finisco con questi due stronzi e poi arrivo."

9) Tirare fuori un panino alla frittata e una birra e mettersi a mangiare, facendo rumore con la bocca e succhiandosi i denti;

10) Appoggiarsi sulla scrivania mettersi a dormire sbavando e bestemmiando deciso;

Queste sono le regole del perfetto venditore. Poi una volta durante una visita ho mostrato il culo ma era una fabbrica di gabinetti, non so se vale.



Un cazzeggio di: boinz a 14:02 | link | commenti (5)
ora ti dico adesso cosa, il lavoro

martedì, giugno 08, 2004

GUIDA AL CINEMA ITALIANO


Che il cinema italiano vada male lo sanno tutti. Che si cerchi in tutte le maniere di tenerlo in vita è lodevole. Che però la critica cerchi di sostenerlo "dopando" i commenti e gonfiando quelle che sono le misere qualità delle pellicole in questione a me personalmente non sta affatto bene: certo, “bisogna pur proteggere il prodotto nazionale” ma la maniera giusta è indicando la dritta via e denunciando le storture del sistema, non tirando a gabbare il popolino!

E prova a dirgli ancora qualcosa: invece di difendere la loro critica eccessivamente benevola e le loro ragioni ti rispondono con un sorrisetto maligno: "Ma guarda che se leggevi bene ... perché io l'avevo detto... bisogna solo saper cogliere punto..."

Insomma, per farla breve: le cose le dicono pure ma tra le righe e cazzi tuoi se non le sai leggere.

E allora acquisiamola questa capacità di "cogliere il punto", di interpretare le critiche cinematografiche per arrivare al reale giudizio sull'opera visionata ed eccovi questo breve glossario, maturato in anni e anni di fregature cinematografiche. A sinistra vi indico la formula normalmente utilizzata dai critici e a destra quello che effettivamente intendevano dire, tra un sorrisetto e l'altro :

- "Film Necessario": polpettone indigesto, politicamente o socialmente impegnato
ma cinematograficamente irrilevante;
- "Regia poco compatta": il film sbanda come una motoslitta guidata da un orso;
- "Finale ambizioso": non si capisce un cazzo;
- "Esperimento sincero": pellicola buttata via;
- "Tensione intermittente": si capisce chi è il colpevole dopo un quarto d’ora;
- "Messa in scena stilizzata": film scopiazzato da almeno altri cento;
- "Film generazionale": i ggiovani, attuali o invecchiati;
- "Commedia al femminile": tre donne che si odiano;
- "Resiste alle tentazioni commerciali": il regista si filma addosso;
- "Montaggio analogico" (un classico): hanno proiettato prima il secondo tempo e poi il primo;
- "Sviluppo irregolare": non si capisce che cazzo succede e perché;
- "Stile neorealista": girato con quattro soldi;
- "Film di attori": storia inesistente;
- "Film di regia": storia e attori inesistenti;
- "Film di ambientazione esotica": il regista si è fatto una vacanza con i soldi dello Stato;
- "Stile compiaciuto": pippa alla macchina da presa;
- "Si ride stretto": non si ride mai;
- "Il film si basa su un assunto": era meglio basarlo su un licenziato;
- "Dialoghi spumeggianti": c’è una tipa che mostra il culo;
- "Qualche caduta di gusto": film porno;
- "Simbolismo raffinato": puttanaio incomprensibile;
- "Divertenti gli effetti speciali": che si mangiano il film;
- "Liberamente tratto da una storia vera": con cui il film non ha più niente a che vedere;
- "Costruzione non lineare": guazzabuglio inestricabile;





























Un cazzeggio di: boinz a 10:31 | link | commenti (15)
ora ti dico adesso cosa

lunedì, maggio 31, 2004

Questa l'ho postata venerdì da Personalità Confusa.

Tutto sommato non è male e allora la ripropongo qua in versione riveduta e corretta (non si butta via niente!) per quei (pochi) che non frequentano il blog del grande PC.

La festicciola di compleanno della collega dirimpettaia.

Sulla depressione indotta dalle festicciole di compleanno in ufficio ci sarebbe da scrivere una monografia di dimensioni babeliche. Una delle cose più atroci è il mucchio di salatini ripieni di topo che rimane praticamente intonso fino alla fine della disputa. Un ammasso di olio freddo, pastella e rifiuti organici che anche i più disperati si rifiutano di ingerire. Il festeggiato allora prende il vassoio e inizia a girare tra gli invitati porgendo proprio l'angolo con i rottami fritti ma tutti i più anziani (memori delle feste dell'anno passato) si sottraggono parandosi dietro una scusa tipo: "No, poi non mangio." "Grazie, ma ho già approfittato troppo." Ci cascano sistematicamente i neo assunti, i timidi e gli stagisti che ringraziano, si introducono questo impasto disgustoso e subito si trovano a dover combattere con i conati.

Molti salatini dall'apparenza innocua nascondono invece una pericolosissima trappola agliata della quale purtroppo ci si rende conto sempre troppo tardi: infatti è solo dopo aver superato coi denti l'involucro neutro di pasta sfoglia che dal cadavere sprigionano gli effluvi agliati degni della festa della bagna caöda di Andezeno, dove per settimane il vapore grasso di latte, olio e aglio oscenamente miscelati nasconde la luce solare. Molti vivendo l'assunzione di aglio come una ferita imbarazzante, cercano a quel punto di riparare al cesso o al primo vaso di ficus per sputare l'atroce impasto ma conosco fenomeni impiegatizi che invece si abboffano di queste pastarelle al Ziklon B2 solido per esibire i loro effluvi come medaglie di socialità: "A me mi hanno invitato e a te no, ahhhhhhhhh!"

Ma la cosa più triste e squallida è il capo figlio di troia che finché nel vassoio di salatini c'è qualcosa da squarciare si improvvisa compagnone, elargisce pacche cameratesche e battute idiote e risapute salvo però tornare bastardissimo esattamente un nanosecondo dopo la dipartita dell'ultima briciola commestibile, cazziando duramente i presenti per la perdita di tempo.

Alessiah, che fa un beato cazzo tutto il giorno, l'anno scorso ha avuto il pelo di girare tutta l'azienda col suo calendario dei gatti e chiedere la data di nascita a cani e porci. Quest'anno il mio cade di lunedì ma se ho culo scappo via prima.


Un cazzeggio di: boinz a 13:59 | link | commenti (3)
ora ti dico adesso cosa, il lavoro

giovedì, maggio 27, 2004

Mi hanno tolto la barriera anti rumore che divideva la mia scrivania da quella di Serena.

Dice che ci appiccicavo troppe cazzate.

In effetti nell'ordine facevano bello sfoggio di sé:

1) vignetta di Babbo Natale che caca nel camino di una casa con su scritto: "Ecco cosa ti porta Babbo Natale se sei stato cattivo.";
2) Foto della morosa a far schiattare di invidia colleghe e colleghi;
3) Le note in chiave di basso;
4) Foto di Gabriele Paolini mentre urla: "Televisione falsa!" a Rete4 (in attesa di autografo);
5) Portachiavi della Trabant;
6) Quadretto in legno con la scritta COME VA e un pollice rotante in mezzo che può essere regolato su: "Bene" (ore 12:00); "Così così" (ore 09:00); "Di merda" (ore 06:00), più posizioni intermedie, piantato fisso sulle ore 06:00;
7) Foto del mio capo durante uno dei suoi attacchi di ira paranoide incastonata in un quadretto: "Non correre, pensa a me" (a no, questo ce l'ho in macchina);
8) Piastrella smaltata con la preghiera dell'impiegato: "Gesù, Giuseppe, Sant'Anna e Maria/ Fatemi comprare una tabaccheria";
9) Prima pagina del catalogo aziendale con le facce dei dipendenti ritoccate in stile Settimana Enigmistica (benda da pirata sull'occhio destro, denti a scacchiera, orecchie a sventola, pinne ai piedi ecc.);
10) Cartello: "Se è per dirmi una cazzata, state zitti; se è per dire una cosa importante, non sono dell'umore; se è per chiedere l'ora, l'orologio sta lì (freccia)";
11) Elenco telefonico interno abbinato ai numeri del lotto (es. 048 - Morto che parla; 076 - uccello morto; 038 - donna che dorme; 023 - il culo ecc.).

Così adesso mi devo beccare Serena in faccia tutto il giorno. Se dovessi spiegare che effetto mi fa la sua presenza, direi che mi piacerebbe spaccarle il cranio usando una Fender Stratocaster a mo' di mazza mentre dagli altoparlanti suona a manetta "Smells like teen spirits" dei Nirvana, esattamente nel finale quando Kurt urla a nastro: "A DENIAL! (bum! sulla capoccia) A DENIAL! (bam!) A DENIAL! (bam!), A DENIAL! (scronch! il cranio che si rompe), A DENIAL! (scresh!), A DENIAL! (Squash!) A DENIAL! (Splosh!) A DENIAAAAAAL!" (sbeng! la stratocaster sporca di sangue e materia cerebrale lanciata dall'altro lato dell'ufficio).

Si capisce che mi sta in culo?













Un cazzeggio di: boinz a 12:20 | link | commenti (11)
ora ti dico adesso cosa, il lavoro

giovedì, aprile 08, 2004

Una cosa che mi è sempre piaciuto osservare nelle donne è il modo in cui camminano. Trovo che sia una cosa estremamente importante: anzi, secondo la mia modesta opinione una bella camminata aggiunge un sacco di fascino mentre per compensare una camminata sghemba ci vuole una bellezza di quelle importanti. Per esempio la maggior parte delle attrici americane si muovono come delle sbagasciate, come se fossero appena scese da cavallo (di un equino o di un negrone superdotato è indifferente): le braccia e le gambe che si muovono in maniera scoordinata, il busto che ondeggia sulle ginocchia come i gorilla: no buono, no buono!

Non mi piace neanche la camminata delle mannequines, con quel passo scattoso un piede davanti all'altro stile guardia rossa, lo sguardo duro e rigido manco avessero un palo della corrente al posto della spina dorsale ... davvero lo trovo quanto di meno sensuale si possa immaginare.

C'è da dire che tutti i popoli del nord in generale camminano di schifo: le tedesche, le scandinave, per non parlare delle inglesi!!! La camminata sensuale insomma parrebbe essere una caratteristica del Mediterraneo: che dipenda dal sole, dal clima o dalla religione importa poco. Li mejo siamo noi e li mejo dei (anzi delle) mejo non prendetevela ma credo che siano ancora le francesi : tutte le volte che vado in Francia rimango affascinato dalla leggerezza, dall'eleganza innata con cui le ragazze camminano, gesticolano, si muovono in generale (la stessa eleganza che fa sembrare gli uomini un po' ricchioni!) che persino quelle meno carine comunque sembrano avere qualcosa di affascinante.

Poi guardo qui in ufficio e mi prende male: Alessiah ondeggia come un'equilibrista che soffre di vertigini alla prima occupazione. Ada invece è condizionata dal culone grosso e sgonfio che le rimane sempre due passi indietro, che la fa deambulare insaccata come se avesse mal di pancia o più prosaicamente, come se si fosse appena cagata addosso. Serena ha la grazia di un manico di scopa: si sposta allungando le gambe secche mentre il tronco resta rigido fino all'improvviso scatto, tipo coltello a serramanico o cremagliera alpina: orrenda. Maria Teresa butta piedi e braccia come capita. Clelia ballonzola. Alessandra striscia i piedi tipo sciatrice di fondo.

Io sopporto.


Un cazzeggio di: boinz a 15:00 | link | commenti (8)
ora ti dico adesso cosa

giovedì, marzo 25, 2004

Qualche tempo fa ero con la mia morosa sulla strada panoramica di Superga. Per quelli che non lo sanno la collina di Superga è il polmone di Torino, una distesa di boschi a perdita d'occhio attraversata da una strada: la strada panoramica, appunto. Dopo una settimana passata nell'aria color ruggine di cui damiano, è davvero un fantastico toccasana appena dietro l'angolo. Eravamo in piedi di fronte a una distesa verde mentre un vento fresco e pulito soffiava nella nostra direzione. Stranamente nessuno in giro (anche perché da quando hanno chiuso la strada alle moto il traffico si è effettivamente assottigliato). In una sola parola: pace! Abbiamo chiuso gli occhi ed aperto i polmoni. Nessun rumore, nessun colore, niente clacson, niente gas di scarico, urla o altro. Il vento, l'erba, la mano nella mano e null'altro. Improvvisamente passi felpati alle mie spalle.

"Scusate, ci chiedevamo se conoscevate le pubblicazioni della Torre di Guardia."

E porcozzio, i testimoni di geova!

Mi son girato brutto: "Mii ma anche qui venite a rompere i coglioni?!"

Niente, ha attaccato la sua cantilena ineffabile. Dio qua, Dio là, il paradiso, l'inferno ecc. ecc. mentre l'altro imbecille fallito faceva sì con la testa. Ho pensato: adesso gli strappo la valigetta e la rinvio di controbalzo in mezzo ai boschi. Adesso prendo la mazza da baseball e gli tiro un fuoricampo su un gomito. Adesso gli do una testata sul setto nasale con tutta forza che ho in corpo. Adesso gli tiro giù un moccolo che lo faccio scappare. Invece ho preso la morosa per mano e me ne sono andato. Avevo dimenticato la mazza da baseball a casa.

Che rompicazzo 'sti testimoni di geova. Ma se io per ipotesi volessi restare nel peccato e farmi un secchio di cazzettini miei? E tutte le volte che mi vengono a scassare la minchia alle otto del mattino che fino alle cinque sono stato in giro con i miei amici cinghiali, che mi rendo conto di avere mal di testa prima ancora di svegliarmi? Loro lì implacabili: il capo e il babbeo. La vecchia e la ritardata.

Devo mettere su un sistema di risposta affinché lascino un segno sulla mia porta tipo quelli degli zingari che dica a chiare lettere: attenzione, questo è un senza dio, tenersi alla larga!

1) Farsi prestare il grembiule insanguinato dall'amico macellaio. Indossarlo quando si va alla porta e poi dire: "Scusate, siamo impegnati in una trasfusione, passate più tardi."

2) Uscire preceduti da un suono di flauto giapponese: "Io prego ai quattro venti."

3) Affiggere un cartello: "Vietato l'ingresso a: cani, ambulanti, delinquenti e testimoni di geova. Anzi, ripensandoci: cani, delinquenti e ambulanti possono entrare. I testimoni di geova vadano a fanculo!"

4) Cartello: "Attenzione: cane ateo e pericoloso. Padrone uguale, in più morde."


Un cazzeggio di: boinz a 14:53 | link | commenti (6)
ora ti dico adesso cosa, the best of boinz

martedì, marzo 23, 2004

Nel suo blog trenta marlboro avanza la proposta per cui anche gli sposi uomini indossino l'abito bianco. Dal momento che l'argomento mi tocca abbastanza da vicino ho postato il seguente commento:

Molti fanno la scelta sparagnina di prendere un vestito classico ma non eccessivo: "così lo posso mettere di nuovo."

Balle. Non esiste proprio. Toglietevelo dalla testa.

Un vestito messo per il proprio matrimonio, per quanto anonimo sia rimane marcato come se non di più di quello della sposa. Li becchi nella massa, li puoi quasi indicare a dito ai battesimi, agli altri matrimoni: guarda, quello sta riciclando il vestito di quando si è sposato. Sarà che le macchioline del riso restano indelebili come le gocce di sangue a casa del serial killer, sarà che un cafonazzo con un vestito da un milione e rotti non può che avere su l'abito del matrimonio, sarà perché la scelta per quanto oculata finisce lo stesso per scivolare su qualche particolare, magari uno solo ma eccessivo, assurdo e per questo drammaticamente rivelatore, comunque anche il vestito del matrimonio dello sposo resta per sempre ed indelebilmente IL vestito del matrimonio. E allora tanto vale portare la faccenda alle estreme conseguenze e mettersi velo, sottogonna in molibdeno sovrastato da uno sfarzo di tulle e raso bianco (taffettà caro!)


Un cazzeggio di: boinz a 11:55 | link | commenti
ora ti dico adesso cosa

lunedì, marzo 22, 2004

MA COM'E' CHE I PIU' FIGHI SON GIA' TUTTI IMPEGNATI?

A pranzo con le colleghe della contabilità cercavamo di piazzare l'ultima arrivata: disperata, squilibrata e con una fame arretrata che spaventa anche i più inveterati erotomani aziendali, a qualche manzo di solidi principi e ancor più solido pisello. Come nella scena di Harry ti presento Sally le colleghe si son lanciate in una specie di Brainstorming erotico alla ricerca del candidato ideale. "Tizio?" "Impegnato." "Caio?" "Impegnato." "Sempronio?" "Figurati, impegnatissimo." "Ma com'è che i più fighi sono tutti impegnati?"

Stavo per rispondere sarcastico (già, perché la differenza fondamentale rispetto a Harry è che c'ero io presente): "Che domanda del cazzo. E' un po' come chiedersi perché i più cessi sono tutti a spasso." ma poi mi sono trattenuto perché mi è sorto il legittimo dubbio: ma sono impegnati perché sono i più fighi o sono i più fighi perché impegnati? La faccenda meritava di essere meditata, cosa che escludeva automaticamente la possibiltà di dibattimento con le colleghe.

In realtà mi rendo conto che spesso e volentieri gli uomini a spasso, vittime dei propri ormoni diano un'immagine di loro stessi peggiore di come sia in realtà. In parte è una questione effetivamente fisica: del resto l'espressione "averne le palle piene" ha un suo perché. Ma dall'altro lato la mancanza di una donna -specie se prolungata- può generare un terribile mostro che si autoalimenta, poiché il rifiuto induce alla disistima che a sua volta provoca il rifiuto.

Dico questo perché c'è uno dei miei colleghi a spasso che come persona non è affatto male, perlomeno finché si trova in un contesto maschile: conversazione abbastanza varia e brillante, interessi tranquilli, gentile, educato ma spiritoso: insomma un bravo fiòl. Oddio, fisicamente non è Viggo Mortensen ma per restare al SdA non è neanche Gollum. Vestisse meglio sarebbe ok. Non credo però che sia mai uscito una ragazza dai tempi della presidenza Nixon, così appena entra in ufficio una donna - specie le mie aggressivissime colleghe - zac! corre davvero a nascondersi dietro le colonne portanti, a mimetizzarsi coi mobili.

Ecco, davvero mi dispiace per lui, perché è uno a posto e molte volte vorrei chiedere alle donne dell'ufficio, quelle due-tre a cavallo dei trenta ancora a spasso, ed anche quelle fuori dall'ufficio perché non lo percepiscano come un potenziale buon partito.

Non che le sposate ne abbiano un'opinione particolarmente elevata. Infatti, quando l'ho proposto come manzo potenziale per la femmina di cui sopra, la "capa" della cricca contabile ha sollevato il sopracciglio con tale veemenza da spettinarmi: "Scherzi? Uno così se lo mangia che non restano neanche le scarpe." E che ci sarebbe di male? Cioè, se proprio bisogna morire eccetera eccetera ma non è questo il punto perché il giorno che 'sto ragazzo trova una tipa che se lo cura un po', che insomma lo faccia sentire apprezzato ed importante per qualcuno che non sia la mamma, che insomma gli insegni a mettere insieme una camicia e un paio di pantaloni che non facciano a testate e a stare in mezzo alla gente come un essere umano e non come una sedia o una cassettiera, 'sto ragazzo diventerà il classico tipo: ma perché i fighi sono tutti occupati?

E poi mi sono chiesto: ma questo vale anche per noi uomini? Ci sono delle fighe che nessuno vede? Ebbene... sì (qui inchino la testa in segno di sconfitta): quanti sono i pirla che sbavano dietro all'insipida ma super truccata e push-uppata carota umana e ignorano la segretaria col bel viso e una terza di solida struttura ma vestita all'Oviesse? Ahimé tanti. A volte mi chiedo se non sia anche questa la ragione per cui vedi certi piciu assieme a delle fighe da urlo: a parte la decappottabile inglese che quella serve sempre, secondo me molti sono stati semplicemente bravi a guardare dove nessun altro guardava. Tutto qua.

Chiamali piciu...


Un cazzeggio di: boinz a 16:22 | link | commenti (6)
ora ti dico adesso cosa

venerdì, marzo 12, 2004

Uno degli approcci più divertenti al mondo dei blog consiste nel partire da un blog a caso (magari scegliendolo dalla pagina dove vengono pubblicati tutti gli aggiornamenti) e poi saltare di link in link cliccando sui preferiti. E' divertente perché a volte trovi cose interessanti, tipo questo pezzo postato dalla marchesa di merteuil.

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Sempre più amiche mi raccontano episodi penosi da loro vissuti ai primi appuntamenti.

Mentre ascolto, mi si accappona la pelle e inorridisco.

Secoli di civiltà ancora non sono bastati per far capire a certi uomini come ci si comporta. E non voglio dire "per educazione" ma per "signorilità".

Tocca quindi a me cercare di insegnarvi l'ABC della signorilità quando uscite con una ragazza le prime volte.

Orbene, quando lei esce dal portone di casa, qualora siate andati a prenderla in macchina, fate il grande sforzo di accoglierla in posizione eretta, sì, proprio quella che le dimostrerà immediatamente di avere a che fare con un Homo Sapiens. Rimanere seduto in auto è da perdenti. Il perdente rimane fermo ad attendere gli eventi. Stà lì, seduto, vagamente ingobbito, incancrenito davanti al suo volantino, col ditino sull'autoradio a cercare una canzone da ascoltare. Che tristezza...ho fatto bene a mettermi i Kleenex qui vicino... Il vincente, l'intraprendente, esce fiero dalla macchina, chiude lo sportello e attende in piedi, fiero contro il mondo, l'arrivo della sua donna! L'abbraccia e l'accompagna all'auto, solo dopo tornerà al suo posto di guida.

Ora affrontiamo il tema più difficile. Quello che procura il 90% dei due di picche. AL RISTORANTE. Devo davvero dirvelo? E sì...pare di sì... DOVETE PAGARE VOI!!! Non esiste nulla di più patetico di un uomo che non paga alla prima uscita. Mi dovete credere, è squallido. Non perchè noi donne non abbiamo i soldi per pagare una cena, solo perchè quella cena sarà come un regalo, un dirle "mi sono regalato il piacere di farti trascorrere una bella serata". Non devono esserci incertezze al momento del conto. Con ogni probabilità la volta successiva sarà lei ad offrirvi la cena, ve lo giuro, non finirete all'accattonaggio.

Se riusciste anche solo lontanamente ad immaginare cosa pensa una donna di voi quando non pagate alla prima uscita, sono certa che tornati a casa vi impicchereste.

Poi ci sono gli esagerati, quelli che vogliono essere presi a calci nel sedere. Circa un anno fa ne ho conosciuto uno, prima di iniziare a mangiare mi disse: "Tutto ciò che lasci te lo paghi tu". Gli dissi "Sei un barbone", mi alzai e tornai a casa.

Come vedete, non c'è limite allo squallore umano. Vi imploro, per voi stessi e per amore di civiltà, sgranchitevi le dita e aprite il portafoglio.

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Cosa si può dire? In linea di massima è di una logica impeccabile. Tuttavia mi fa un po' sorridere il massimalismo di fondo, difetto peraltro comune a molte donne che pretendono dai loro partner non solo il massimo ma anche cose al limite della contraddizione. Per esempio vogliono l'uomo dal carattere forte MA abbastanza modesto da stare ad ascoltare le storie trite e ritrite del loro ufficio ; l'uomo fiero e sicuro di sé MA che le tratti come principesse; l'uomo generoso MA attento a gestirsi; l'uomo dal fisico scultoreo MA dalla conversazione brillante; l'uomo serio nelle intenzioni e nei principi MA che le sappia far sganasciare dal ridere; l'uomo intellettuale MA che sappia apprezzare la conversazione con l'impiegatina che non è mai andata oltre Grisham; l'uomo sessualmente travolgente MA che accetti di essere il motore esclusivo della vita sessuale di coppia; ma soprattutto vogliono l'uomo bello, con la grana in tasca, la bella casa, la bella macchina e che metta tutto a disposizione senza chiedere nulla in cambio.

Non che uomini così non esistano... anche se aspetto fisico, buone maniere, senso dell'umorismo e modestia credo che non vadano tanto d'accordo ma perché mai nella vita dovrebbero innamorarsi di una donna qualunque? Prima di partire con le unghie ribaltiamo un attimo il ragionamento: perché la classica donna da sogno: cuoca in cucina, signora in salotto e puttana a letto, con una quarta di reggiseno e un metro e mezzo di coscia; divertente, brillante e intelligente, una laurea in letteratura moderna e un lavoro appagante, dovrebbe innamorarsi di un Boinz qualunque? Non c'è nessuna ragione, e allora cazzo, sono io il primo a dire che bisogna sapersi accontentare. Poi oh! se uno è cafone, è cafone per carità, ma se l'apice della sua cafonaggine sta solo nel fatto che non aspetta la morosa fuori della macchina, beh, allora o ci si passa sopra oppure glielo si dice: "Senti, mi piacerebbe che tu mi aspettassi fuori."

Lo so, sono cose che non si dovrebbero dire ma questo non è un mondo perfetto e allora per farlo migliorare bisogna darsi da fare.

Quello che soprattutto mi deprime però nel post della marchesa è che a suo modo di vedere il successo o meno di una serata sta tutto ma proprio tutto nel come viene diviso il conto del ristorante. Se l'uomo paga il conto è un signore e la serata è stata un successo; se chiede di fare a metà è un cialtrone di merda. Come dire che la scelta del locale, dei piatti, dei vini e un'ora e mezza di conversazione è stata tutta cacca, un noioso prologo all'atto fondamentale: chi caccia la lira.

Che tristezza. La domanda allora sorge spontanea: ma è meglio una cena "a gratis" in un silenzio imbarazzato in un locale di quart'ordine o una serata divertente in un bel locale e il conto diviso in due? Purtroppo ho idea che alla marchesa questa situazione non si sia mai presentata, perché in realtà spesso gli uomini col conto esprimono più o meno consapevolmente il bilancio della serata: bellezza, io stasera con te mi sono proprio divertito/rotto il cazzo. Eeeee niente, ho idea allora che se alla marchesa e alle sue amiche chiedano sistematicamente di pagare metà conto ci sarà un motivo. Forse quel dettaglio così colpevolmente trascurato, cioè tutto quello che avviene dal momento dell'apertura dello sportello della macchina al momento del conto, forse non è così irrilevante come ritiene.

Saluti.


Un cazzeggio di: boinz a 10:03 | link | commenti (14)
ora ti dico adesso cosa, bloggheggiando

lunedì, febbraio 09, 2004

L'altro giorno ho partecipato a una discussione nel blog di Sarazen. In pratica (di mare) Sara si lamenta perché a suo dire, gli uomini quando conversano con le rispettive morose non riescono a mantenere che un bassissimo grado di attenzione, automaticamente azzerato nel momento in cui in televisione appare un'immagine vagamente calcistica oppure quando arrivano alla pagina 201 del televideo. Addirittura osserva che lo stato di ipnosi televisivo-calcistica è tale che nemmeno uno strip-tease riesce a smuoverlo dal coma cerebrale.

Il mio intervento è stato il seguente. Ve lo propongo (propino) anche perché mi piacerebbe sentire il parere dei maschietti che gironzolano da queste parti.

"Ciao Sara, mi trovavo a passare. Sai qual è la differenza fondamentale tra uomini e donne? E' la soglia che distingue le cazzate dalle cose importanti. Per esempio, cose che reputo degne di essere raccontate alla mia sweet half:
1) il titolare si è fatto venire una crisi di nervi e si è buttato giù dalla finestra;
2) tornando a casa ho assistito a uno spaventoso incidente tra un 126 FSM e un BOEING 747;
3) Mi hanno aumentato/diminuito lo stipendio del 74% (dal 73% in giù me ne dimentico prima di arrivare a casa);
4) E' esplosa la macchina del caffè e ha inondato un gruppo di giapponesi in visita perché interessati a rilevare il pacchetto di controllo onde trasformare la nostra azienda in un bowling.

Cose che la mia sweet half reputa degne di essere raccontate a me.
1) Il capo oggi ha chiamato la sua collega per nome e lei per cognome;
2) La vicina di scrivania ha messo lo stesso vestito due volte in una settimana;
3) La cucina della mensa aziendale non è fredda ma non è neanche calda: diciamo che è tiepida;
4) Il capo oggi ha consegnato la posta vistata pri