Più passa il tempo, meno ho voglia e meno ho voglia, meno mi passa il tempo

Tempi sprecati

Blogger: boinz
Se tu mi guardassi da lontano, o caro lettore, dubito che riusciresti a distinguermi dalla massa. Tra tremila anni gli archeologi che esporranno i miei resti nel museo del 21° secolo scriveranno sulla targhetta: “Impiegato dell’era berlusconi ha un tenore di vita paragonabile a un operaio degli anni ’70 del secolo precedente ma la precarietà di una puttana nigeriana appena sbattuta sul marciapiede. Il poveraccio pensava di essere vicino alla felicità perché in realtà non capiva un cazzo. Del resto l'orribile vita che conduceva se la meritava in pieno, appartenendo egli al ceto sociale con il minor spirito di classe della storia della civiltà umana. Persino gli avvocati, persino gli industriali, i commercianti, coloro che insomma vivevano della rovina dei concorrenti erano riuniti in associazioni, corporazioni, sindacati: l'impiegato a cavallo tra 20° e 21° secolo invece, era completamente abbandonato al suo destino. I sindacati dei lavoratori che avrebbero dovuto vegliare su di lui, avevano infatti preferito dedicarsi alla difesa di operai e pensionati, che avevano un livello di reddito al limite della sopportazione umana e che soprattutto compravano le tessere e scendevano in piazza quand’era ora di manifestare. L’impiegato invece era un individualista diffidente e cattivo e così si prendeva per intero il carico di merda destinato alla massa dei lavoratori dipendenti in cambio di uno stipendio solo nominalmente più consistente di quello degli operai. Come molti suoi contemporanei, l’esemplare che vedete qui esposto aveva così cercato una via di fuga mentale aprendo un blog su internet, quella rozza prima esperienza di rete in cui poi ci siamo trasferiti -una volta divenuti puro spirito- duemila anni fa” Così, abbastanza vicino a quella che dante definì la metà del cammin di nostra vita traggo un bilancio di metà esercizio e ammetto quanto segue 1) faccio un lavoro di merda; 2) frequento in larga maggioranza delle teste di cazzo a partire dai colleghi; 3) ho uno stipendio che se io e la mia auto non facciamo puttanate, mi permette di chiudere il mese leggermente sopra il pareggio; 4) una volta ogni sette minuti immagino la scena delle mie dimissioni ultima versione io che incido con un saldatore la mia lettera di dimissioni sul cuoio capelluto del mio titolare 5) racconto in giro di aver scopato una quantità di donne pari o forse persino superiore al numero di donne in età fertile che ho effettivamente conosciuto in tutta la mia vita; 6) al di fuori di mtv, qualche sporadico programma comico, il calcio, blob, e i telegiornali praticamente non guardo più la televisione; 7) credo che i pink floyd siano stati il secondo più grande gruppo della storia, perlomeno finché il cervello di waters ha retto; 8) vorrei vedere berlusconi costretto a presentarsi alle elezioni senza fondo tinta in faccia e con i capelli del loro colore naturale; 9) non so i nomi delle veline e me ne vanto apertamente; 10) una volta ogni sette minuti penso “chi cazzo me lo fa fare”; 12) non ho più voglia; firmato: boinz, 12/01/2004

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • Powered by Splinder

venerdì, novembre 26, 2004

LE NUDITA' ELETTIVE
(scleri di un venerdì di consapevolezza)

Vi capita mai di pensare: "Ma cosa ci faccio io qua dentro?" A me sì, e sempre più spesso. Cosa ci faccio io in questo ufficio? Cosa ci faccio io in questo posto? Cosa ci faccio io in questa vita? Cosa ci faccio io in questo blog?

C'è qualcosa nel mondo dei blog che mi imbarazza, la stessa che mi fa alzare il sopracciglio dinnanzi al Grande Fratello e ai cd. "Reality Show": il mondo dei blog è infatti una stanza virtuale dove in teoria ci si mette a nudo e ci si osserva vicendevolmente. Ora, noi sappiamo che questo non è esattamente vero perché non è obbligatorio guardarsi e nemmeno spogliarsi : uno può tranquillamente tenere su i pantaloni o la camiciola oppure esibire parti di carne finta (e se uno è bravo riesce pure a spacciarle per vere) oppure semplicemente mettere un costume da pagliaccio sul blazer blu e viceversa. Ma a questo punto viene da chiedersi quale sia il nostro vero "io", se quello col blazer blu o quello col naso rosso. Perché nel momento in cui ce le scegliamo, queste nudità elettive non diventano forse parte di noi e quindi più vere del vero?

Appena aperto il blog ho detto a tutti i conoscenti: "Ehi, vienimi a trovare sul mio blog! E' davvero fico!" un po' perché mi piace condividere con le persone che apprezzo le cose che apprezzo, un po' per far vedere quanto so' bravo e un po' per gonfiare il numero dei contatti. Ho smesso. La maggior parte degli amici dopo essere passata di qui mi ha guardato come se mi vedesse per la prima volta, quasi dicendo: "Tu sei completamente pazzo!" Anzi, uno me l'ha pure detto! Non una parola sulla qualità degli scritti ma piuttosto una critica sullo scarto tra la mia vita di tutti i giorni e quello che scrivo perché la mia reale personalità non corrisponde in pieno a quella che esibisco sul blog. E' diversa, più complicata, più strutturata. Sul blog ci finisce solo la voglia di sclero, di libertà, il sogghigno, lo sberleffo, la voglia di far casino, di una vita diversa, più piena. Il costume rosso su.. vabbè, i pantaloni di velluto e il maglione a scollo a "V".

Solo la voglia però. Ogni tanto mi capita di andare a rileggere le cose che ho scritto sei mesi fa o anche solo la settimana scorsa e vengo travolto dalla sensazione di vuoto pneumatico dei miei post. Prontamente parte il messaggio registrato: "Sì vabbè, è roba scritta in mezz'ora di buco in ufficio: vedessi le cose che scrivo a casa!" Non è vero. A casa non riesco a scrivere niente. Quello che c'è qui dentro rappresenta il 98% della mia produzione. E cosa rappresenta della mia personalità? Torniamo al discorso delle nudità elettive: quello che scelgo di esibire sul blog è rappresentativo della mia vera essenza più di quello che mostro di essere nella vita di tutti i giorni? Io sono quello che risulto una volta tolte tutte le convenzioni, sganciato dal rapporto fisico con le persone, proiettato in uno spazio autenticamente mio oppure sommando convenzioni, rapporto fisico etc.? E ne sono diminuito o migliorato? E allora davvero mi chiedo: che ci faccio io in questa vita?

Mah. Fine dello sclero. :)





Un cazzeggio di: boinz a 11:16 | link | commenti (34)
bollettino dei naviganti


Commenti
#1   26 Novembre 2004 - 11:19
 
Questo post rientra perfettamente nella discussione sulla scrittura nata da Effe e da me.
Bravo!
:-*
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PlacidaSignora

#2   26 Novembre 2004 - 11:20
 
ma che è, la crisi del.. boh, dodicesimo mese? è un po' una domanda ricorrente sai? o, per lo meno, è lo stesso sclero che prende me ogni tanto.
io, di fare pubblicità al mio blog nel mondo reale, ho smesso quasi subito.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RavenRoxx

#3   26 Novembre 2004 - 11:50
 
Io credo che uno sia ugualmente vero qui e fuori di qui (parliamo ovviamente di gente che non porta la maschera sempre). Semplicemente i contesti ci spingono ad essere più o meno liberi. Io, ad esempio, cerco di scrivere sul blog solo quando mi sento ironica. Infatti ci sono lunghi periodi di nulla. Non è che sia meno me stessa è solo che lì mi va di mostrare solo una parte di me. Così come ci si "modella" a seconda degli amici con cui si sta. Ci sono quelli con cui si può dire e fare qualunque cosa, quelli solo per la discoteca, quelli solo per le vacanze, quelli solo per i libri, quelli per il cazzeggio e quelli per le lacrime. E noi siamo tutto questo insieme di cose, situazioni, momenti, emozioni, vuoti e pieni.
Buona giornata
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente neparliamoacena

#4   26 Novembre 2004 - 12:37
 
*Placida (ma un po' tutti quanti): infatti sono considerazioni che mi giravano da un po' nella pancia e che ho deciso di postare dopo aver letto la vostra discussione. Scrivere sul blog è qualcosa di più personale dello scrivere per mestiere. Quando si scrive per mestiere credo che spesso e volentieri si scriva quello che si debba scrivere.
Quando si scrive sul blog invece scegliamo esattamente cosa vogliamo scrivere e come, perché vige la massima libertà. Questo non può non essere rappresentativo delle nostre pulsioni. Se vissuta con consapevolezza è anzi un'incredibile esperienza psicoanalitica. Ma alla fine della fiera non ti viene da domandarti se il tuo vero io sia quello che emerge tra i condizionamenti e le convenzioni della vita quotidiana o piuttosto quello che scegli tu nell'ambito molto più libero della vita dei blog? Io me lo sono chiesto e non mi sono dato una risposta ma un'altra domanda: i condizionamenti che ci circondano o piuttosto il nostro modo di reagire ai condizionamenti sono un freno alla nostra personalità o fanno parte di noi stessi? E una volta privati di essi, una volta privati delle catene che ci tengono ancorati a terra (e che abbiamo contribuito a mettere) risultiamo diminuiti o migliorati? Nice question, isn't it?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente boinz

#5   26 Novembre 2004 - 13:08
 
una domanda un po' marzulliana, caro boinz :)
ma senza dubbio difficile... forse coltivare quella parte di noi che ci spinge poi a scrivere quello che scriviamo, ci riuscirebbe più difficile senza condizionamenti... parlo per me, ma forse dover soffocare nella vita di tutti i giorni un pezzo della mia personalità mi spinge a proteggerlo di più, a trovarlo speciale, come fosse l'ultimo baluardo nella lotta per emergere dal mucchio, per lo meno ai miei stessi occhi.
forse se avessimo totale libertà di espressione nel quotidiano, certe sfaccettature che noi custodiamo più gelosamente non avrebbero nemmeno senso.
mah, faccio fatica a comprendere io stessa quello che ho detto :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RavenRoxx

#6   26 Novembre 2004 - 13:28
 
Porti i maglioni con lo scollo a V!?! E magari pure stampati a rombi!? Questa notizia mi ha sconvolta... mi aspetto che da un momento all'altro tu ci confessi che vai pazzo per le canzoni di Pupo... GELAAAATO AL CIOCCOLATOOO... ehm... :)
utente anonimo

#7   26 Novembre 2004 - 13:37
 
...in effetti per quanto mi riguarda, nessuno dei miei amici o colleghi di lavoro (salvo rari casi), sa che ho un blog. Non mi sono mai chiesto veramente il motivo di averli lasciti fuori...ma potrebbe essere perchè questo blog è un diario troppo personale e io non voglio essere condizionato in quello che scrivo, non mi va di pensare alle eventuali "reazioni" di chi legge e mi conosce magari sotto altre spoglie che non sono affatto "mentite" o "serie" (ci chiamiamo "merda" a vicenda, come normale appellativo) ma sono soltanto "differenti" da quelle spoglie che fai "vedere" scrivendo e sapendo che il tuo blog verrà "letto" da più persone.
Persone che ti conoscono solo per quello che scrivi...
E' affascinante.

Un pò contorto ma spero di essermi fatto "capire"...
;-)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ostica

#8   26 Novembre 2004 - 13:54
 
Sì Ostica, è uno dei motivi per i quali ho smesso di dire in giro del blog. Anche perché poi alla fine quando parli di qualcosa di realistico, vengono lì e ti chiedono: "Ma questo che hai scritto qua sono io?" E tu a dire: nononono e invece magari è proprio lui.
*Raven: e invece forse hai trovato la chiave giusta. Sul blog probabilmente presentiamo la parte di noi stessi a cui teniamo di più, quella che percepiamo come maggiormente rappresentativa di noi stessi o che comunque vogliamo esporre nella giusta evidenza, indipendentemente da quanto siamo costretti a celarla nella vita di tutti i giorni. O forse postiamo la percezione che abbiamo di noi stessi, che non è detto che corrisponda alla percezione di noi che hanno tutti gli altri.
*Monica: Non vorrai mica che venga in ufficio con i jeans strappati, la giacca sul petto depilato e lo stetson in testa, come giro abitualmente fuori? ;)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente boinz

#9   26 Novembre 2004 - 14:42
 
ahhhh!!! no!!! non ci sono più le mezze misure.

per me nessuno dei diari personali nascosti è sincero, non lo dico in senso negativo, ma se una persona è sincera scrive sinceramente, se non è sincera non lo sarà nemmeno per iscritto. per me l'unico vantaggio che può avere scrivere cose molto private a degli estranei non è la libertà di non sentirsi giudicato ma il poter omettere alcuni particolari in modo da contagiare chi legge con la propria visione dei fatti.
utente anonimo

#10   26 Novembre 2004 - 14:48
 
mmm si, un po' entrambe le cose... per quanto mi riguarda, a spingermi a riflettere di più su questi argomenti è stata l'esperienza dell'incontro con persone incontrate via blog.
conoscere qualcuno prima via blog e poi dal vivo, è proprio una cosa diversa... ti confronti con qualcuno di cui hai già potuto intuire già delle sfaccettature nascoste, è un po' come quei disegni in 3d, te li ricordi? quelli senza senso ma che se li fissavi per un po' nel modo giusto componevano un'immagine tridimensionale... ecco, è un po' così, per percepire le tre (o più!) dimensioni di una persona mi ci vuole del tempo... delle occasioni.... e non è detto che ci riuscirò mai.
mentre incontrando qualcuno di cui ho già potuto "conoscere", da ciò che scrive, qualche sfaccettatura nascosta, è come se di quella persona sapessi già almeno che ce le ha, delle sfaccettature nascoste... e in certi casi poi si riesce proprio a percepirle ed è davvero bello.
....ok, un casino porco peggio di prima :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RavenRoxx

#11   26 Novembre 2004 - 15:35
 
Io di parlare del mio blog agli amici me ne guardo bene... mi farebbero subito un TSO urgente con ricovero coatto in manicomio...
su, su... riprenditi... non mi piaccionole tue nudità così esposte!!! ;o)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Marcellus

#12   26 Novembre 2004 - 15:52
 
caro Boinz....non ho letto i commenti, oggi non ho voglia di fare niente..........ma ti chiedo: e se quello del blog, quello che vive e condivide tutto con la fidanzata e gli amici, quello che magari sclera in ufficio e tutto il resto alla fine fossero un unico grande utile/inutile, intelligente/stupido, serio/grottesco Boinz? Personalmente pur non conoscendoti ho grande stima e simpatia nei tuoi confronti. Se poi oggi vuoi mettere a nudo le tue debolezze e non so per quale motivo fai una critica alla tua giornata/vita, pazienza, rassegnati all'idea che sei un uomo e come tutti hai delle debolezze....il mio giudizio non cambierà,ammesso che ti interessi...sei un grande fancazzista che usa la sua indiscutibile intelligenza consapevole che non tutti possano apprezzare ciò che scrivi/pensi/dici....ciao jackson
utente anonimo

#13   26 Novembre 2004 - 16:01
 
Monica, ma io non parlo di insincerità. Io parlo della gemma poliedrica che è la personalità di ciascuno di noi e del fatto che ciascuno di noi quando scende a scrivere nei blog non racconta tutte queste facce ma solo alcune, scegliendo più o meno consapevolmente quelle nelle quali magari ci si riconosce di più. Credo anche che quelli che partano per mostrarsi diversi da quello che sono e soprattutto da quello che si percepiscano non possano e non riescano a soffocare del tutto la propria personalità, che sul lungo periodo prenda comunque il sopravvento (tolti giusto i ballisti di professione e gli schizofrenici) così come sempre sul lungo periodo si percepisca altrettanto chiaramente la fasullaggine.
PS: non ci sono manco più le mezze stagioni se è per quello!

*RAven: io tutto sommato preferisco evitare di conoscere le persone reali che ci sono dietro i blogger! E' troppo il timore di restare deluso così come è grande il timore di deludere! Ha ragione Ostica: è molto più affascinante così. Puro spirito.
*Marcello: perché ovviamente nella vita reale sei molto più trash e temi che i tuoi amici capiscano che fior di intellettuale tu sia in realtà! :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente boinz

#14   26 Novembre 2004 - 16:11
 
già, capisco benissimo!
è una scelta abbastanza rischiosa, e dipende molto dai momenti la scelta un po' folle di farlo o meno.
in genere se appena appena mi sento meno che in brillantissima forma morale non mi passa nemmeno per la testa :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RavenRoxx

#15   26 Novembre 2004 - 16:12
 
beh, nel mio blog ci finisce solo la parte gialla della mia vita.
che comunque è la migliore
(cazzo, questo è un commento incredibilmente serio)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente junior

#16   26 Novembre 2004 - 16:20
 
Grazie Jack, in effetti sapere che quello che scrivo permette a un manipolo di arditi di farsi due sane risate è già di per sé un ottimo motivo per andare avanti! Ma il punto è più generale e vale per tutti i blogger: che rapporto c'è tra la personalità che esibiamo sul blog e quella che portiamo a spasso tutti i giorni? Perché scegliamo di evidenziare un aspetto di noi stessi anziché un altro? Se c'è uno scarto secco tra la nostra vita di tutti i giorni e quella che presentiamo nei blog, non vuol forse dire che stiamo vivendo una vita sbagliata? Voglio dire: se quando siamo a spasso siamo allegri e simpatici e nei blog siamo tristi e malinconici o viceversa, non vuol forse dire che nella nostra vita c'è un cortocircuito da qualche parte? E poi noi chi siamo veramente? Quelli allegri e spigliati in assenza di condizionamenti o quelli tristi e imbranati in reazione ai medesimi condizionamenti?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente boinz

#17   26 Novembre 2004 - 16:23
 
Junior, se sapessi che fine fa la parte gialla della mia vita!!!! :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente boinz

#18   26 Novembre 2004 - 16:26
 
Mah...io se sono triste/stanca/arrabbiata/allegra nella vita reale lo sono anche nel blog. :-)**
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PlacidaSignora

#19   26 Novembre 2004 - 16:29
 
*Raven, tra l'altro il tuo paragone con i disegni 3d è azzeccatissimo ma funziona al contrario: nel senso che sul blog (ma vale per esempio anche quando conosci una celebrità) hai un'idea precisa di chi hai di fronte e quando ce l'hai di fronte ti trovi di fronte un disegno confuso in cui quello che vedevi nel blog si intravede appena.
Per quanto riguarda invece lo stato di forma emotivo, beata te che riesci a predeterminarlo. Io invece sono epidermico: reagisco a pelle e non so mai fino a come reagirò quando mi troverò di fronte a una determinata situazione. Se la persona mi è simpatica sono simpatico anch'io, se mi piace davvero tanto poi divento spettacolare (persino eccessivo); se non mi piace non ci sono santi, divento musone, antipatico, perfino cattivo. E difficilmente la mia epidermide si sbaglia. Se qualifica un personaggio per coglione puoi star sicura che lo è veramente.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente boinz

#20   26 Novembre 2004 - 16:39
 
*Placida, tralasciando l'abisso qualitativo che ci divide, a me capita il contrario. Per scrivere bene (dove per bene intendo dire divertente e scorrevole) devo essere in uno stato emotivo forte: incazzato, triste, esaltato. Anzi, è proprio quando sono ben giù che mi escono le battute migliori, mentre quando sono tranquillo tendo un po' a tirare via: mi sfuggono proprio le parole. Quando invece sono annoiato non ce n'è proprio: non riesco manco a scrivere il mio nome senza metterci una sfilza di banalità! La regola è: mai scrivere per vincere la noia! :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente boinz

#21   26 Novembre 2004 - 16:53
 
io invece sono un disastro, il primo approccio mi tradisce quasi sempre, una sfiga guarda...
e non so affatto predeterminale il mio stato emotivo: intendevo dire proprio la condizione mia personale al momento di uscire di casa! se decido in un momento di sballo, e poi metto il piede sbagliato fuori casa al momento di uscire, son capacissima di ripensarci in un attimo! e sì, lo so che è un comportamento un po' schizofrenico, ma dai, in fondo non lo siamo un po' tutti, da queste parti?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RavenRoxx

#22   26 Novembre 2004 - 16:54
 
Sono io che parlo di insincerità ma mi riferivo ai diari personali, il tuo non mi sembra che ne faccia parte.
utente anonimo

#23   26 Novembre 2004 - 20:30
 
Sì Monica, ho capito ma anch'io non mi riferivo al mio. Secondo me non si può fingere di essere quello che non si è: non sul blog, forse nelle chat ma non sul blog perché sul lungo termine la vera personalità verrà comunque fuori. Invece secondo me spesso (e mi ci metto anch'io) ci si propone con un aspetto della propria personalità che è vero e reale ma non è quello con cui magari ci identificano gli altri o che risulta obiettivamente secondario rispetto ad altri aspetti più evidenti. Per fare un paragone, è un po' come se Berlusconi aprisse un blog e si facesse passare per chansonnier perché magari lui si percepisce come tale: da parte sua non sarebbe mentire ma noi sappiamo che il vero Berlusconi è completamente diverso da quello che risulterebbe al pubblico. Ora, l'esempio è un po' limite però lo stesso mi chiedo se il fatto di percepirsi chansonnier e di proporsi pubblicamente come tale senza premeditazione e senza secondi fini (con la effe minuscola), faccia di lui uno chansonnier. In pratica: che valore ha la percezione che ognuno di noi ha di se stesso e se il gradino che c'è tra la vita reale e quella virtuale sia un segno di disagio oppure no.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente boinz

#24   26 Novembre 2004 - 21:42
 
Segnalato
Buon w-end teso' :-*
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PlacidaSignora

#25   27 Novembre 2004 - 13:11
 
Oltre al "come", al "cosa" al "perchè" si scrive, riguardo ai blog, io rifletterei anche su al quando "ogni quanto" e "quanto".
Anche questo fa la differenza.
Onguno poi ha le sue ambizioni.
Io ad esempio sono curiosa, mi interessa assai "chi viene a scrivere"... spero di tener lontano il rischio dell'autoconsistenza.

"C'era una volta un blog
che disse al suo lettor
"Raccontami una storia"
il lettore cominciò..."

:-)

Ciàu
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente farolit

#26   27 Novembre 2004 - 14:45
 
Ok, per me si è esattamente la percezione che si ha di se stessi, il problema grosso sta nel VOLERLA comunicare, quindi voler essere sinceri, e nel SAPERLA comunicare, quindi saper utilizzare il linguaggio di chi ti ascolta. Le persone che ti osservano non hanno altro modo di capire come sei se non tramite quello che comunichi loro, se tu sei in grado di comunicare tutto di te e lo vuoi fare ci riesci, sia nella vita che nello scrivere. Berlusconi è un esempio lamapante, è immagine pura, gran parte della sua carriera si basa sulla sua immagine pubblica costruita a tavolino, è un bugiardo di mestiere, ma
se aprisse un blog non potrebbe che intitolarlo: sono un furbacchione e vi sto fottendo tutti, che è sicuramente la percezione che ha di se stesso e che noi abbiamo di lui, perchè non è bravo a nascondere la sua vera natura, tant'è che quando si fa prendere dallo spirito di iniziativa riesce a distuggere, in dieci secondi netti, anni e anni di lavoro che il suo staff ha fatto per la sua immagine. E' chiaro che in un blog è più facile nascondere alcuni lati del carattere, perchè solitamente è il linguaggio del corpo a tradire, ci prendono i ladri filmandoli in volto mntere dicono una bugia, secondo me non è nemmeno del tutto vero che prima o poi la personalità reale esca scrivendo un blog, dipende dalle capacità della persona che scrive, quale sia il lato che poi uno sottolinea di più per me è ovvio: il lato di se che preferisce e che pensa possa piacere di più.
stavolta mi sono impgnata! sono sicura di non essere uscita fuori tema!!!! :)
utente anonimo

#27   27 Novembre 2004 - 14:46
 
Il blog è una cosa geniale sotto molti aspetti. Onorato di averti letto, ciao.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente freeme

#28   28 Novembre 2004 - 18:44
 
che bel post boinz. Mi chiedo anch'io le stesse cose ed anch'io sono incerta sulle risposte da darmi. La differenza è che io non ho mai invitato nè, credo, lo farò mai, qualcuno che conosco a leggere il mio blog. Per pudore, perchè, appunto, mi scoprirebbe come non appaio mai. Io mi ritengo più libera nel blog di esprimere me stessa. Più libera di quanto non lo sia nella vita vera, intendo, dove si è condizionati, pirandellianamete, dalla maschera che ci è stata imposta, dalla forma, dal nostro ruolo sociale eccetera...Tutto quello che stonerebbe con la mia esistenza nel mondo lo riverso qui. E, per ora, mi piace avre un posto dove poterlo fare.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mafaldablue

#29   29 Novembre 2004 - 09:57
 
*Ciao Farolit: tu apri una discussione mortale: meglio un blog pieno di parole fino all'orlo ma un po' banale o un blog distillato di saggezza? Secondo me c'è spazio per tutti e due ma è la mia opinione personale!
*Grazie freeme (vorrei tanto credere che ti stessi riferendo al mio blog quando hai usato la parola geniale e non allo strumento blog in generale! Comunque è vero: il blog è una cosa strepitosa)
*Sì Mafalda: tutto sommato hai fatto bene a decidere dall'inizio di tenere i due ambiti separati, anche perché paradossalmente non ci si aspetta che un'insegnante abbia bisogno di una valvola di sfogo, si pensa che abbia un tale equilibrio che l'idea di scrivere i propri pensieri su uno strumento a disposizione di tutti farebbe nascere qualche sospetto. E questo la dice lunga sia sul sistema educativo italiano. sia sulla percezione che abbiamo del sistema educativo italiano (cmunque resto dell'idea che le parolacce sull'ascensore della scuola le abbiano scritte anche dei tuoi colleghi che non hanno un blog da imbrattare!)
Io però avevo una percezione di me stesso diversa, nel senso che non avvertivo così tanto il gradino che c'è tra il mio io quotidiano e il mio io-blogger. E invece...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente boinz

#30   29 Novembre 2004 - 15:09
 
Sicuramente sto per scrivere qualcosa già scritto negli altri 29 commenti: è un po' che non venivo e si vede.
Comunque siccome che sono qui, lo scrivo lo stesso.
Qui mostri un lato di te che evidentemente cerca una via si sfogo. Mostrarsi in toto è impossibile ovunque e con chiunque. Se vuoi, qui puoi mostrare questo lato meglio che al di fuori: qui si arriva fino in fondo, dal vivo le persone vedono solo un aspetto parziale, filtrato dalla soggettività, interrotto continuamente dall'interazione. Ovvio che non ti riconoscono: qui devono legerti per come ti mostri, e devono farlo fino in fondo. Ma tu sei anche questo, come sei il resto che non conosciamo noi.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente viridian

#31   29 Novembre 2004 - 16:05
 
E' vero Vì. Pensavo l'altro giorno che nella vita normale ti tocca fare un sacco di discorsi che non ti interessano affatto, per lavoro, vicinato, buona creanza ecc. mentre sul blog se un argomento ti interessa, posti, se no te ne stai zitto: in questa maniera risulti automaticamente più brillante. Lo stesso non credevo che ci fosse un gradino così secco tra i due ambiti e francamente pensavo di essere brillante anche fuori.
Comunque direi che ci siamo: il blog è la valvola di sfogo dove possiamo metterci i vestiti che vogliamo o anche andare nudi e solo le persone veramente equilibrate o veramente banali o veramente pazze riescono a colmare il gradino che passa tra la vita normale e quella virtuale. Questo è un problema che mi angoscia un po': io ancora non ho incontrato nessun altro blogger. In quel caso il gradino sarà in senso opposto: non mi diranno più: "Ma sei completamente pazzo!" ma "Ma sei completamente normale!" e non so cos'è peggio! :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente boinz

#32   30 Novembre 2004 - 10:57
 
Ok, uno di questi giorni io sono a Torino. Se vuoi ci si fa un caffè così ti togli il gusto di vedere com'è un blogger dal vivo :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente viridian

#33   30 Novembre 2004 - 11:07
 
Lascio la parola a Tony Renis: "Dimmi quando tu verrai/ dimmi quando quando quando"

Volentieri! :)
preparati a una delusione! :(
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente boinz

#34   02 Dicembre 2004 - 12:50
 
Tesoro, ho visto cose che voi umani non potreste immaginare.
:)))
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente viridian

Commenti

Tracce lasciate in vista

Image Hosted by ImageShack.us

Marcellus in "Eccolo, &egrav...

Contatore

Ho controllato *loading* volte il numero di contatti

Mi manda Picone