Più passa il tempo, meno ho voglia e meno ho voglia, meno mi passa il tempo

Tempi sprecati

Blogger: boinz
Se tu mi guardassi da lontano, o caro lettore, dubito che riusciresti a distinguermi dalla massa. Tra tremila anni gli archeologi che esporranno i miei resti nel museo del 21° secolo scriveranno sulla targhetta: “Impiegato dell’era berlusconi ha un tenore di vita paragonabile a un operaio degli anni ’70 del secolo precedente ma la precarietà di una puttana nigeriana appena sbattuta sul marciapiede. Il poveraccio pensava di essere vicino alla felicità perché in realtà non capiva un cazzo. Del resto l'orribile vita che conduceva se la meritava in pieno, appartenendo egli al ceto sociale con il minor spirito di classe della storia della civiltà umana. Persino gli avvocati, persino gli industriali, i commercianti, coloro che insomma vivevano della rovina dei concorrenti erano riuniti in associazioni, corporazioni, sindacati: l'impiegato a cavallo tra 20° e 21° secolo invece, era completamente abbandonato al suo destino. I sindacati dei lavoratori che avrebbero dovuto vegliare su di lui, avevano infatti preferito dedicarsi alla difesa di operai e pensionati, che avevano un livello di reddito al limite della sopportazione umana e che soprattutto compravano le tessere e scendevano in piazza quand’era ora di manifestare. L’impiegato invece era un individualista diffidente e cattivo e così si prendeva per intero il carico di merda destinato alla massa dei lavoratori dipendenti in cambio di uno stipendio solo nominalmente più consistente di quello degli operai. Come molti suoi contemporanei, l’esemplare che vedete qui esposto aveva così cercato una via di fuga mentale aprendo un blog su internet, quella rozza prima esperienza di rete in cui poi ci siamo trasferiti -una volta divenuti puro spirito- duemila anni fa” Così, abbastanza vicino a quella che dante definì la metà del cammin di nostra vita traggo un bilancio di metà esercizio e ammetto quanto segue 1) faccio un lavoro di merda; 2) frequento in larga maggioranza delle teste di cazzo a partire dai colleghi; 3) ho uno stipendio che se io e la mia auto non facciamo puttanate, mi permette di chiudere il mese leggermente sopra il pareggio; 4) una volta ogni sette minuti immagino la scena delle mie dimissioni ultima versione io che incido con un saldatore la mia lettera di dimissioni sul cuoio capelluto del mio titolare 5) racconto in giro di aver scopato una quantità di donne pari o forse persino superiore al numero di donne in età fertile che ho effettivamente conosciuto in tutta la mia vita; 6) al di fuori di mtv, qualche sporadico programma comico, il calcio, blob, e i telegiornali praticamente non guardo più la televisione; 7) credo che i pink floyd siano stati il secondo più grande gruppo della storia, perlomeno finché il cervello di waters ha retto; 8) vorrei vedere berlusconi costretto a presentarsi alle elezioni senza fondo tinta in faccia e con i capelli del loro colore naturale; 9) non so i nomi delle veline e me ne vanto apertamente; 10) una volta ogni sette minuti penso “chi cazzo me lo fa fare”; 12) non ho più voglia; firmato: boinz, 12/01/2004

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mercoledì, dicembre 13, 2006

IL MESTIERE PIU' VECCHIO DEL MONDO

Non ho avuto la patente fino a 20 anni, un bel pasticcio quando abiti in culo a Giove. Un bel pasticcio soprattutto con le donne perché o esci con le vicine di casa, o non esci, oppure quando conosci una tipa le chiedi di portarsi dietro un'amica per poter invitare un amico automobilizzato.

Di solito, quando glielo chiedevo, le ragazze ci stavano senza fare storie: del resto un'amica al primo appuntamento l'avrebbero portata in ogni caso. A volte però dalla faccia delusa ce facevano, capivi che avrebbero voluto una serata a due, che non vedevano proprio il motivo per cui dovevi portarti dietro un rompicoglioni d'amico  e lì davvero ti giravano le balle. In effetti poche cose in vita mia mi hanno umiliato come le palle che raccontavo per trovare una giustificazione.
"Ok, vengo ma alle undici precise devo scappare ché ho perso le chiavi e la concièrge chiude a mezzanotte."
"Ok, vengo ma devo rientrare presto perché domani ho il corso di sopravvivenza."
"Ok, vengo ma alle undici ho un altro impegno e ti devo lasciare."
Che cazzo, voglio dire, persino a Cenerentola  il coprifuoco scattava a mezzanotte, ma lei mica abitava in culo a Giove...

La cosa che mi scocciava di più però era che quelle volte che pure riuscivo a combinare un'uscita a quattro, la parte più difficile era trovare il quarto.
"Senti ho organizzato con due tipe così e così: praticamente è già fatta, come se avessi già ciulato. Basta che tu venga." Ma tutti invece di stendermi il tappeto rosso mi facevano ancora le smorfie, come se mi facessero un favore. Tutte le volte.
"No, non ho voglia. Chiedi a Marco."
"Guarda, non ti dico né sì né no. Vedo poi sabato se ci ho voglia."
"Vengo ma scelgo io la tipa."
"Vengo ma il tempo di bere una birra e poi rientriamo ché c'è la Coppa America."
"Vengo ma parli tu."
"Vengo ma ti aspetto in macchina."

Tutte le volte così, robe da matti!

Ora, vero è che un paio di volte le tipe che avevo conosciuto si erano presentate con degli autentici cessi di amiche, inguardabili, inascoltabili, impresentabili. Voglio dire capita eh? niente da dire ma quella volta lì, porca miseria, avevo caricato davvero due fighe, due tipe di Corso Traiano, zarre al punto giusto, con belle cosce, belle tette e dei bei capelli neri lisci come piacciono a me e non avevo nessuna intenzione di lasciarle perdere.
"Senti, son due fighe da sballo: mi ringrazierai per la vita."
"E' perché sei tu, perché so che con te le mettiamo in cassaforte!"
"Guarda, se vieni tu è come se fossero già nude!'

E invece no, nessuno che volesse venire: chi aveva la partita di Magic, chi si doveva svegliare presto, chi aveva organizzato una cenetta con due contorsioniste. Insomma, nessuno: a quanto pare "ciulare" non era più un argomento sufficiente per uscire con una donna.

Ero alla disperazione. Sabato mattina andai con Bingo (un altro pezzentone appiedato come me) a trovare un tizio che a quanto pareva aveva la patente salvo poi scoprire che aveva la patente ma non la macchina. A sua volta però conosceva un tizio che aveva la macchina ma non la patente. "Ehi, basta solo chiedere alle due tipe di portare altre due amiche, che ci vuole?" E sì, che ci vuole?
Li mandai a cagare in blocco.

Era il pomeriggio del sabato, le lancette correvano. Avevo un appuntamento alle nove con due gnocche paiura e non sapevo come fare per andarci. Ecco, di buono c'è che se quella volta lì non mi sono buttato dentro a un cesso per poi tirare lo scarico vuol dire che non lo farò mai.

In verità un'ultima possibilità ci sarebbe pure stata ma pregavo gli dei perché mandassero un segno per farmi cambiare idea. Un terremoto, un alluvione, qualunque cosa pur di non dover imbarcare Aldo, il figlio del tappezziere.

Alle 18:30 ero davanti alla sua porta.
"Magnifico! Prendiamo il furgone di mio padre, ci sbattiamo dentro due materassi e ce le portiamo in camporella! Una bella orgia a quattro, vedi come ci divertiamo, oh sì!"
Aldo, il figlio del tapezziere e tapezziere a sua volta, era fuori di sé dall'eccitazione. Si allungava e si accorciava come una fisarmonica mentre girava per il laboratorio come un furetto impazzito.
"Ehi, calma, non ho detto questo."
"Oh sì invece: hai detto che si ciula di sicuro!"
"Sì, ma solo se ci giochiamo bene le nostre carte."
Qui si bloccò di colpo.
"Hai detto che si ciula di sicuro! Allora sei un bugiardo. Io me ne resto a casa."
"Calma: ho detto che si ciula di sicuro se ci giochiamo bene le nostre carte! E noi come ce le giochiamo le nostre carte?"
"Benissimo!"
"E allora?"
"Vado a preparare i materassi. Stasera viene fuori una bella orgetta!"
Un disastro!

Mentre venivamo giù dalla collina nel furgone rosso sangue verso un tramonto dello stesso colore, ripassavo il piano. Era molto semplice: arrivare con Aldo in discoteca, sparire in pista con la più disponibile delle due, far perdere le tracce e poi tornare a casa in qualche modo. Man mano che ci avvicinavamo a Mirafiori però Aldo diventava nero e pessimista.
"Secondo me andiamo in bianco. E poi saranno due cessi. E poi non vengono neppure."
"Son due fighe e ciuliamo sicuro. Non le hai ancora viste, rimarrai a bocca aperta!" Gesù!
"Ci ho pensato su, non combiniamo niente. Io a carte gioco di merda."
"Ma sta tranquillo che sento che invece..."
"No, senti... no."
E detto questo piantò una sterzata a 90° per infilarsi in una traversa verso la zona industriale.
"Ehi, dove cazzo vai?"
"Io stasera devo ciulare, basta."

Finimmo in una piazzetta ai piedi della collina dove ragazze scosciate e svestite, di ogni colore, sesso, razza e religione si riscaldavano al fuoco dei falò accesi.
Aldo tirò giù il finestrino: "EHI VOI DUE!!! EHI VENITE QUA!!!"
Io lo guardavo a bocca aperta: "Ma tu sei scemo!"
"Tranquillo! Ora ci facciamo una bella orgetta. Pago io. Così dopo con le tipe siamo più rilassati!"
"No, senti. Non io."
"SI' VOI DUE!!! Voi due!... Col mio amico qui!... Ok, va bene! Boinz, stringiti verso di me, falle salire."
Le due, una bruna e una biondazza ossigenata, si infilarono dal mio lato schiacciandomi contro Aldo che masticava il cicles a quattrocento battiti al minuto.
"'Sera."
"'Sera."
"Allora bellezza, dove vado?"
"Gira per di là, poi prendi la prima a destra e vai su."
Con una risata da pazzo Aldo mise la prima e fece partire il camioncino.

Arrivammo ai margini di un boschetto. Le ragazze ci indicarono un parcheggio in una strada in salita buia e disabitata poi ci fecero cenno di fermarci. Aldo diede una paccata di biglietti da dieci alla più tosta delle due e scendemmo e meno male, perché il profumo da quattro soldi che avevano addosso iniziava a darmi il mal di testa.

Facemmo il giro del camioncino. Aldo aprì il portellone posteriore e mostrò i materassi.
"Purtroppo il portellone laterale è bloccato: dovete entrare a quattro zampe."
La prima si infilò, mostrandoci il culo cellulitico e zanc! Le arrivò una sonora pacca a mano aperta da parte di Aldo. La prese sul ridere. Stessa sorte toccò alla seconda che però difettava di senso dell'umorismo e gli lanciò un'occhiataccia.
Quindi entrai io:
"Se solo provi a darmi una pacca sul culo ti stacco la mano e ti ci prendo a sberle!"
Non mi toccò il culo. Aldo salì per ultimo e poi chiuse il portellone.

Dentro al cassone c'era la luce. Le ragazze presero subito a calarsi i pantaloni. Io non sapevo bene che fare mentre Aldo prese a spogliarsi con la velocità di superman nella sua cabina del telefono.
D'un tratto mentre si sfilava i pantaloni, Aldo tirò una scorreggia terrificante, da far vibrare i muri:
"Ehi, capisco che sei eccitato ma..."
"Ma cosa?"
"Cazzo, trattieniti! Siamo al chiuso qui."
"Ma guarda che io..."
TRAAAAA! Altro scorreggione!
Solo che non era uno scorreggione.
Era il freno a mano che cedeva. Ci fu un altro TRAAAAAA ancora più forte ed il furgoncino prese ad andare giù per la discesa in retro! Le ragazze si misero ad urlare mentre io e Aldo con un salto ci aggrappammo ai passanti della carrozzeria.
Scendemmo giù a missile senza controllo per qualche istante finché PAM! andammo a schiantarci contro qualcosa: un muro, un auto, un albero, non so.
Io e Aldo riuscimmo a tenerci in qualche maniera (non andavamo poi così veloci) mentre le ragazze andarono a sbattere contro il portellone. Non si fecero male solo grazie ai materassi che scivolati in fondo, attutirono lo shock. Mi ritirai su e lanciai un'occhiata intorno.
"Tutto bene?"
"Sì, voi?"
"Tutto bene."
Aldo si rialzò e si raddrizzò le mutande "Allora, dove eravamo rimasti?" e fece per andare addosso alle ragazze che però si irrigidirono ostili.
"Aldo" dissi io "puoi verificare se il portellone di dietro si apre ancora?"
"Eh? Aspetta che guardo." Diede due scrolloni ai portelloni poi due spallate ma senza successo.
"No, direi che sono bloccati dall'esterno."
"Il portellone laterale è bloccato bloccato? Non si riesce a sbloccare?"
"Credo che mio padre l'abbia addirittura saldato. Vabbè, ci pensiamo dopo."
"No Aldo, ci pensiamo adesso. Tu adesso mi tiri fuori da sto bordello a quattro ruote!"
"Cosa vuoi che faccia? Le porte son bloccate, qui intorno non abita nessuno. Prima o poi qualcuno verrà a cercarci."
"Tipo il protettore di 'ste due figliole?"
Si girò a guardare le ragazze come se fosse la prima volta che cogliesse le sfumature che il termine prostituzione reca con sé.
"Ah, capisco cosa vuoi dire. Che facciamo?"
"Il telefonino ce l'hai qua o l'hai lasciato in cabina?"
Il padre di Aldo, da buon artigiano sempre sulla strada aveva comprato uno dei primi Ericsson: praticamente un mattone con un'antenna ripiegabile ma all'epoca era davvero un prodigio della scienza.
"Ce l'ho qui, figurati se lo lasciavo di là, ma chi vuoi che chiami?"
La bruna delle due tirò Aldo per un braccio. "Chiama nostro amico."
"Vero, chiama amico!"
"Tu sta zitta!"
"Chiama tuo padre." Gli feci io.
"Sei fuori! Chiamiamo il tuo piuttosto!"
"Non è mica mio il camioncino!!"
"Dai, che faccio, chiamo Bingo?"
"E come cavolo ci arriva fino a qua?"
"Allora Michele."
"Ecco così abbiamo smesso di vivere."

L'aria iniziava a mancarmi. Il cassone del furgone era saturo del profumaccio da quattro soldi delle due tipe  e sentivo la nausea montare. Tra il caldo, la mancanza di ossigeno e la tensione ero una maschera di sudore.
"Che dici, chiamiamo la polizia?"
Le tipe si tirarono su minacciose: "No! Niente polizia!"
"Niente polizia noi!"
"Va bene, un carro attrezzi?"
"Ho detto niente polizia!"
"Ma non è la polizia."
"Niente polizia ho detto!"
"Vabbè..."
Aldo si massaggiò la mascella pensieroso: "E poi chi ce li ha i soldi per un carro attrezzi?"
Quindi si lasciò scivolare seduto di fianco a una delle ragazze. Facendo finta di niente le mise una mano su una coscia ma lei gli tirò una sberla: "Mavaffanculo!"
"Boinz, lo sai chi possiamo chiamare?"
"No."
"Le due tipe."
"Quelle dell'appuntamento? Scordatelo."
"Sennò chi altri?"
"Fuori discussione io non le chiamo."
"Va bene. Chi chiamiamo allora?"

Guardai le ragazze, poi guardai Aldo, poi guardai le ragazze: quanto ci mette un pappone a preoccuparsi? Aldo mi tese la mano col telefonino già acceso e mi fece cenno di prenderlo. Io girai la testa da un'altra parte
"Sei veramente un testa di cazzo!"
"Chiamale dai."
"Sei veramente ma veramente un testa di cazzo!"

"Sì! Prendete la collinare poi svoltate in... come si chiama 'sta via?"
"Via dei gigli."
"Via dei gigli! Esatto, poi c'è una piazzetta, prendete... non lo so come si chiama 'sta piazzetta... fa niente, la riconosci.... guarda, è piena di puttane."
"EHI!!!"
"Scusa. Prendi la prima a destra e vai sempre su. Sulla sinistra c'è un camioncino rosso, contro un muro o una macchina. Noi siamo lì!...Cosa c'è scritto di fianco al camioncino?"
"Barbisio e figlio tappezzerie. Boinz, sbrigati cazzo, sono 1500 lire al minuto!!!"
"Barbisio e figlio picio! Ok, vi aspettiamo!"

Le ragazze arrivarono dopo mezz'ora circa. Ci misero cinque minuti per mettere in moto il camioncino e quando finalmente riuscirono a farlo partire il portellone si spalancò di colpo, lasciandoci cadere giù per terra noi, le due mignotte e i materassi.

La tipa con la patente spense il camioncino e lo bloccò lasciando la marcia dentro. Quindi fece il giro per vedere cos'era successo.
"Guarda un po' 'sti due stronzi!"
Ci lanciarono una breve occhiata carica di disprezzo poi si scambiarono uno sguardo, risalirono in macchina e ripartirono senza dire niente. Aldo da terra scuoteva la testa perplesso.
"Te l'avevo detto che non avremmo combinato niente..."
Mi tirai su, mi scrollai la polvere dai pantaloni poi guardai la macchina delle ragazze allontanarsi all'orizzonte.
"Aldo."
"Eh."
"Va a cagare."


Un cazzeggio di: boinz a 00:43 | link | commenti (13)


Commenti
#1   14 Dicembre 2006 - 10:26
 
Ti rispondo qui perchè sul forum non posso farlo e non ho nessuna intenzione di iscrivermi nuovamente. Non mi sento "picio", nemmeno un pochino, come hai detto tu. Per un semplice motivo. Lei ha diritto di vivere la sua vita come crede e di farlo alla luce del sole come tu vivi la tua, senza doversi subire gli attacchi di nessuno (sui quali tralascio opinioni personali per rispetto di chi non può rispondermi). Le donne molto spesso sono obbligate a nascondere la loro bisessualità o il loro modo di vevere la sessualità molto simile al nostro, proprio a causa del comportamento (anche qui evito commenti personali) di una parte degli uomini. E' una difesa, naturale e logica. Così come fanno gli omosessuali che evitano di sbandierarlo invece di andare fieri del loro modo di essere, solo perchè sarebbero subito "segnati" da una parte delle persone che conoscono. Molte famiglie non accetterebbero di sapere che il loro figlio è gay (vissuto in prima persona con un amico al quale il padre non ha parlato per 5 anni).
Vedi, io predicavo apertura mentale in quei casi perchè le bisex, così come i gay, non ledono i diritti di nessuno. Mentre invece chi si arroga il diritto di certe azioni, battute o accuse nei loro confronti lede il diritto di ogni essere umano di essere ciò che vuole apertamente e liberamente. Come ti sentiresti se dovessi evitare di esternare apertamente la tua fede calcistica senza per questo dover essere attaccato pesantemente? Inoltre, una donna, è molto più sensibile di un uomo. E ad un certo punto crolla.
Diametralmente opposto invece il discorso religioso di cui si parlava. Non sono tollerante perchè, nonostante io non sia cattolico praticante, ci tengo che certe tradizioni Italiane continuino. Ed i primi intolleranti sono loro che con la scusa del sentirsi offeso da determinate esternazioni cristiane, ci chiedono di rinunciarvi. Ma noi gli abbiamo chiesto di rinunciare alle loro? I primi intolleranti sono loro. E se vieni a fare l'intollerante a casa mia, trovi vita estremamente dura. Cosa diresti se il ragazzo di tua sorella/figlia (se ne hai) ti chiedesse di togliere la foto della Maratona e di Pupi perchè lui viene spesso a casa tua e si sente offeso da quelle foto, in quanto tifoso di parte opposta?
No, non mi sento picio. Nemmeno un briciolo. Perchè prima di scrivere su un forum pubblico, ragiono, mi confronto, leggo, valuto e sino a quando non ho una credenza profonda di essere dalla parte del giusto, sto zitto. Poi accetto anche di cambiare idea se qualcuno ha motivazioni concrete e serie tali da farmela cambiare. Ma sul forum sono pochi quelli che dialogano in quel modo. E sono quelli che ho salutato con affetto, anche se siamo di idee completamente diverse.
utente anonimo

#2   14 Dicembre 2006 - 23:41
 
Dunque. Piccolo riassunto delle puntate precedenti.

Utente Anonimo è un utente di un forum che frequento.

Ieri sera la sua ragazza (molto carina tra l'altro) ha ammesso di essere bisessuale. A quanto ho capito molti utenti le hanno inviato messaggi osceni di ogni tipo ma molti di più l'hanno riempita di insulti, ferendola.
Già che c'erano hanno caricato di madonne anche Utente Anonimo perché ciccetto e vecchio (avrà la mia età a dir tanto ma è più vecchio della sua fidanzata). Utente Anonimo(giustamente) si è profondamente incazzato perché facciamo tanto quelli aperti di mente e poi dopo ci riveliamo intolleranti non solo verso la bisessualità ma anche verso una semplice differenza di età leggerissimamente più ampia di quella che si verifica normalmente in una coppia uomo-donna.

Fino a qui, ha tutte le ragioni del mondo. Purtroppo la discussione è avvenuta verso le tre del mattino sennò gli avrei dato man forte.

Fatto sta che contemporaneamente Utente Anonimo su un altro thread ha tirato su un bailamme assurdo sulla storia della scuola di Bolzano in cui le maestre hanno vietato i canti di natale religiosi per non urtare la sensibilità dei non cristiani. In buona sostanza UA dice: "Questa è casa nostra, se non vi va bene andatevene."

Alché io gli ho chiesto: ma non ti senti un po' picio a pretendere la tolleranza da una parte (quando fa comodo a te) e a fare l'intransigente xenofobo dall'altra?

Quella che c'è qui sopra è la sua risposta. UA in sintesi risponde: "le bisex, così come i gay, non ledono i diritti di nessuno. [...]
Diametralmente opposto invece il discorso religioso di cui si parlava. [...] i primi intolleranti sono loro che con la scusa del sentirsi offeso da determinate esternazioni cristiane, ci chiedono di rinunciarvi. Ma noi gli abbiamo chiesto di rinunciare alle loro? I primi intolleranti sono loro. E se vieni a fare l'intollerante a casa mia, trovi vita estremamente dura."

Dunque, chiariamo subito un punto: quella che tu chiami casa tua in realtà è anche casa loro. I bambini nati in Italia sono italiani ed hanno gli stessi diritti dei tuoi e dei miei figli (il giorno che ne avrò). Quindi il rapporto col ragazzo di mia sorella non regge. A meno che il ragazzo di mia sorella non venga a vivere a casa mia, si prenda carico di una parte dell'affitto, faccia la spesa assieme a me eccetera.

Qualcuno ha fatto il paragone con la Maratona tout court ma la Maratona pur essendo un luogo pubblico è prima di tutto un luogo di culto, il culto del Toro.

Questo paragone avrebbe un senso se qualcuno fosse entrato in una chiesa e avesse chiesto che venissero tolti tutti i riferimenti al cristianesimo. Minimo minimo verrebbe mandato a fare in culo e a ragione. Stessa cosa capiterebbe in Maratona a chi chiedesse di togliere gli striscioni sul Toro.

Tornando al tuo esempio, molto più canzante, permettimi di fare una piccola modifica. Tu vai a vivere in un appartamento assieme ad un altro uomo e una donna. Voi maschietti decidete di appendere un calendario porno alla parete del salotto.
La donna si incazza, dice che è una mancanza di rispetto nei suoi confronti.
Voi maschietti però siete la maggioranza. Potete risponderle: "Vaffanculo, sei in minoranza, se non ti va bene ti cerchi un altro alloggio."
Oppure decidere che il calendario porno ve lo appendete in camera vostra.

A me sembra che tu, quello che invoca tolleranza per la tua fidanzata bisex, il calendario porno lo appenderesti in salotto e alla tua coinquilina diresti di andare a farsi fottere.

Io che della tua fidanzata bisex me ne frego, il calendario lo appenderei in camera mia, a patto però che le parti in comune restino neutre. Se io tolgo il mio calendario porno tu togli il tuo poster coi gatti.

Bene, è esattamente quello che ci si aspetta che accada in Italia e in tutti i paesi laici, perlomeno nei posti pubblici, cioè la laicità ovvero l'equidistanza e cioè l'assenza, da ogni tipo di religione.

Poi in camera sua, e nei templi suoi, ognuno fa il cazzo che vuole.
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#3   14 Dicembre 2006 - 23:45
 
PS: dimenticavo. Mi è dispiaciuto che siate stati costretti a lasciare il forum. Sinceramente in un forum se sei carino o sei un mostro ha poca importanza, quello che conta è essere simpatici e avere delle cose da dire. A voi due vi ho sempre trovato molto simpatici e credo che la vostra partenza sia una perdita importante per il forum.
Salutami E.

PS: ma hai letto quando ho scritto: "Certo che se XXX riesce a organizzare una cosa a tre con una figa come E. ha tutta la mia stima di pippaiolo"? Questo voleva essere un complimento!
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#4   15 Dicembre 2006 - 09:38
 
...scazzi a parte, quella del furgone è vera? :)
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#5   15 Dicembre 2006 - 10:18
 
Si, ho letto anche l'altro tuo post e la prova della mia stima nei tuoi confronti è che sono qui a discutere civlmente con te su una cosa per la quale non siamo in sintonia.
Tanto per iniziare non credo che la nostra dipartita dal forum possa rappresentare una perdita, così come non è una perdita per noi. Non perchè non mi sia spiaciuto lasciare il forum, ma perchè se nel forum non posso essere me stesso senza veli senza che succeda quanto successo... preferisco investire il mio tempo altrove. Ridicolo come sia stato gestito da chi ha fatto scoppiare il casino il fatto delle foto postate. Si parla di foto che hanno scatenato la libido... :oD... la prima foto postata ritraeva lei in jeans e maglietta abbracciata a me in pantaloncini e maglietta... la seconda era un mezzo busto ed aveva una maglietta con una semplicissima scollatura, di quelle che vedi normalmente in giro. Mi sa che su quel forum per far scattare la libido basta un brandello di pelle femminile scoperto. Comunque poco importa e, come ti dicevo, non mi va di parlare di chi non può difendersi.
Tornando al discorso religioso, hai ragione: ho sbagliato l'esempio. Ed è anche vero che questa sta diventando anche casa loro. Il problema è che io reagirei allo stesso modo se noi andassimo nel loro paese a chiedere di cambiare le tradizioni. Non ne avremmo nessun diritto, anche se ci fossimo trasferiti li.
Non puoi chiedere di rinunciare alle mie tradizioni, che sono ben diverse dal calendario porno, puoi chiedermi di integrarle con le tue. Allora ben venga un oggetto religioso islamico appeso vicino alla croce, ben venga che quando noi cantiamo la canzoncina di natale loro abbiamo un'attività alternativa (durante l'ora di religione io scelsi di fare storia dell'arte), ben venga che gli sia data la possibilità di pregare negli orari che la loro religione impone o di mangiare il cibo delle loro tradizioni (eviterei di dargli il maiale per esempio). Se mi parli di integrare la nostra religione alla loro, di trovare spazi e tempi per tutti... mi trovi d'accordo. Ma se mi chiedi di rinunciare a qualcosa, mi trovi in completo disaccordo. Pongo una domanda un pò provocatoria: perchè io debbo rinunciare al crocifisso, alle canzonice ed altro... e loro non possono rinunciare al burka? Se vogliono integrarsi e ci chiedono delle rinunce, si dimpostrino pronti a farne. Altrimenti c'è qualcosa che non va. Ecco perchè ti dico che i primi intolleranti sono loro.E se tu sei intollerante... hai trovato pane per i tuoi denti. Sono a casa loro ormai, si... verissimo. Ma qui ci sono le nostre tradizioni e nessuno gli ha chiesto di venirci (non è intolleranza, ma realtà oggettiva), se vai in un altro paese devi essere pronto a dei cambiamenti. Che non sempre ti faranno piacere. Non gli chiedo di convertirsi, io non sono nemmeno cresimato, ma di accettare le nostre tradizioni. Non vogliono partecipare? Benissimo, gli forniremo spazi e tempi per dedicarsi alle loro. Per esempio l'ora di arabo per chi vuole mentre c'è religione o mentre ci sono certe attività religiose. Oppure l'insegnamento del corano, cosa che ad essere sincero imporrei anche ai nostri figli per poter capire meglio le persone con cui dobbiamo convivere.
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#6   15 Dicembre 2006 - 22:02
 
"Pongo una domanda un pò provocatoria: perchè io debbo rinunciare al crocifisso, alle canzonice ed altro... e loro non possono rinunciare al burka? Se vogliono integrarsi e ci chiedono delle rinunce, si dimpostrino pronti a farne."
Sì su questo ti dò ragione. Qui in Francia i simboli religiosi nei luoghi pubblici sono vietati a partire dal velo. Dopo i primi tempi di stretta però vedi le ragazze andare a scuola esattamente come prima.

Poi sai, io conosco dei musulmani. Se non fosse che non bevono vino, non mangiano carne di maiale eccetera non li distingueresti da un cristiano. Il punto è che se uno ha voglia di rompere le palle ogni scusa è buona, anche un crocefisso sul muro.
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#7   15 Dicembre 2006 - 22:05
 
*Raven: è quasi vera, nel senso che tutta la prima parte capitava a me, la seconda a una coppia di ragazzi che conoscevo e la terza è inventata di sana pianta.
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#8   16 Dicembre 2006 - 01:14
 
Adesso forse hai capito che non sono intollerante con loro per partito preso. Ti assicuro che sono una delle persone più tolleranti di questo mondo. A volte persino troppo... anche se alla fine la pago.
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#9   16 Dicembre 2006 - 05:59
 
posso intervenire nella discussione, ovviamente solo per quello che mi riguarda?
Utente Anonimo (o JMS, è lo stesso, no?), io sono italiano da mille generazioni, sono nato a roma, vivo a roma, mi piacciono le tradizioni italiane e tra le tante mi tengo volentieri anche le tradizioni che sono legate alla religione cattolica.
però non sono battezzato, e sono felicemente ateo. ho sempre rispettato la sensibilità di tutti, a casa mia e in casa d'altri. non tutti però hanno rispettato la mia di sensibilità. a scuola ero l'unico che non credeva nel dio degli altri, è una mia legittima scelta perchè l'italia è un paese laico e io da bambino dovevo avere il diritto di non sentirmi diverso ed escluso se non cantavo delle canzoni in cui si facevano riferimenti ad un'entità che per me non rappresenta nulla. mi dava fastidio vedere davanti a me otto ore al giorno una statua agghiacciante di un tale inchiodato a una croce, nessuno l'ha mai tolta.
io da bambino ero continuamente trattato come un diverso, non c'era nessuna cattiveria o mancanza di rispetto in questo, forse solo un po' di mancanza di sensibilità dovuta ad abitudini così largamente condivise che sono così pochi quelli che ne sono fuori che il problema, che dovrebbe essere dell'intera comunità (laica) diventa un problema di pochi, e che si arrangino.
a me me ne frega poco di quello che succede in francia, in algeria, in turchia o in iran. o meglio, non cambia la sostanza delle cose: la comunità a cui appartengo è una comunità laica, e in una comunità laica simboli religiosi in edifici pubblici non ce ne dovrebbero essere, tanto più nelle scuole!
il rispetto dagli altri, tra le altre cose, è una cosa che va meritata prima di tutto dimostrando noi stessi rispetto, tanto per cominciare non imponendo simboli religiosi a chi non crede in quei simboli religiosi.
per il resto, questo post è un capolavoro assoluto
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#10   16 Dicembre 2006 - 06:04
 
(che poi, quello che volevo dire, è che alcune manifestazioni religiose, di una sola religione, facevano e fanno parte delle attività che fanno parte della didattica, e dire "se non vuoi partecipare vai pure fuori" è ancora troppo poco per un paese laico)
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#11   21 Dicembre 2006 - 16:10
 
Ma signor Boinz, per i soccorsi avrebbe ben potuto chiamare me, che all'epoca non solo non avevo la macchina, ma nemmeno il telefono
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Effe

#12   21 Dicembre 2006 - 22:20
 
potrebbe essere la sceneggiatura per un film splatter!!!
tanti auguri anche a te!!!! quando rientri cioè torni in patria per natale???
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Angostura

#13   22 Dicembre 2006 - 23:40
 
Ciao Boinz.
Grazie per gli auguri di Natale e anche per il solito racconto di vita (quasi) vissuta.
A presto.
Paka Rago
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