Più passa il tempo, meno ho voglia e meno ho voglia, meno mi passa il tempo

Se tu mi guardassi da lontano, o caro lettore, dubito che riusciresti a distinguermi dalla massa.
Tra tremila anni gli archeologi che esporranno i miei resti nel museo del 21° secolo scriveranno sulla targhetta:
“Impiegato dell’era berlusconi ha un tenore di vita paragonabile a un operaio degli anni ’70 del secolo precedente ma la precarietà di una puttana nigeriana appena sbattuta sul marciapiede. Il poveraccio pensava di essere vicino alla felicità perché in realtà non capiva un cazzo. Del resto l'orribile vita che conduceva se la meritava in pieno, appartenendo egli al ceto sociale con il minor spirito di classe della storia della civiltà umana. Persino gli avvocati, persino gli industriali, i commercianti, coloro che insomma vivevano della rovina dei concorrenti erano riuniti in associazioni, corporazioni, sindacati: l'impiegato a cavallo tra 20° e 21° secolo invece, era completamente abbandonato al suo destino. I sindacati dei lavoratori che avrebbero dovuto vegliare su di lui, avevano infatti preferito dedicarsi alla difesa di operai e pensionati, che avevano un livello di reddito al limite della sopportazione umana e che soprattutto compravano le tessere e scendevano in piazza quand’era ora di manifestare. L’impiegato invece era un individualista diffidente e cattivo e così si prendeva per intero il carico di merda destinato alla massa dei lavoratori dipendenti in cambio di uno stipendio solo nominalmente più consistente di quello degli operai. Come molti suoi contemporanei, l’esemplare che vedete qui esposto aveva così cercato una via di fuga mentale aprendo un blog su internet, quella rozza prima esperienza di rete in cui poi ci siamo trasferiti -una volta divenuti puro spirito- duemila anni fa”
Così, abbastanza vicino a quella che dante definì la metà del cammin di nostra vita traggo un bilancio di metà esercizio e ammetto quanto segue
1) faccio un lavoro di merda; 2) frequento in larga maggioranza delle teste di cazzo a partire dai colleghi; 3) ho uno stipendio che se io e la mia auto non facciamo puttanate, mi permette di chiudere il mese leggermente sopra il pareggio;
4) una volta ogni sette minuti immagino la scena delle mie dimissioni ultima versione io che incido con un saldatore la mia lettera di dimissioni sul cuoio capelluto del mio titolare
5) racconto in giro di aver scopato una quantità di donne pari o forse persino superiore al numero di donne in età fertile che ho effettivamente conosciuto in tutta la mia vita;
6) al di fuori di mtv, qualche sporadico programma comico, il calcio, blob, e i telegiornali praticamente non guardo più la televisione; 7) credo che i pink floyd siano stati il secondo più grande gruppo della storia, perlomeno finché il cervello di waters ha retto;
8) vorrei vedere berlusconi costretto a presentarsi alle elezioni senza fondo tinta in faccia e con i capelli del loro colore naturale;
9) non so i nomi delle veline e me ne vanto apertamente; 10) una volta ogni sette minuti penso “chi cazzo me lo fa fare”; 12) non ho più voglia; firmato:
boinz, 12/01/2004
TORINO VISTA DA PARIGI/5
La notizia è che alle Olimpiadi la Francia è arrivata dietro all'Italia! Commento personale: hihihi! I media qui son divisi tra la tentazione di cedere al solito ottimismo sciovinista alla vinaigrette, per cui qualunque cagata fatta da un francese diventa automaticamente un avvenimento, e un minimo di decenza che vuole che tre medaglie d'oro siano obiettivamente un po' pochino per una spedizione partita come sempre in tromba con l'obiettivo minimo di spezzare le reni al resto del mondo. Ripeto: hihihihi!
Berlusconi accusa Parigi di protezionismo per aver impedito la scalata dell'Enel alla Suez.
Berlusconi accusa i giudici di aver permesso che le nostre banche siano finite in mano straniera.
I francesi si stanno sfondando dalle risate. La fortuna è che riescono ancora a distinguere tra l'Italia e il suo governo. Meno male (finché dura).
Bella la cerimonia di chiusura, anche se quella di apertura mi aveva emozionato di più. Mi ha fatto piacere leggere sul giornale che l'Italia ha fatto bella figura e che sia ancora vista come esempio di genialità, eleganza e inventiva. Del resto credo che siano bastati i tre minuti della presentazione dei giochi olimpici di Vancouver per convincere anche i più scettici: i tre minuti più noiosi dell'intera olim^piade. In particolare voglio segnalare il tenore che ha cantato l'unico inno nazionale dodecafonico al mondo!
Che impressione Elisa con i capelli corti! Comunque commentavo con la Morosa che lei e Giorgia da sole danno merda a tutte le cantanti francesi messe assieme. Proprio nessun paragone. Memorabile la traduzione dello speaker presunto poliglotta della televisione francese: "La canzone di questa giovane cantante parla della luce che apre gli occhi." Capì 'n cazzo, come si dice a Torino.
Chiamparino con la bandiera l'ho visto troppo male. Mo' cade, mo' cade. E invece ha tenuto duro. E' un po' la storia del suo mandato da Sindaco. Fu vera gloria? Alle urne l'ardua sentenza!
LA RACCOLTA UFFICIALE DI EQUIVOCABOLARIO!

Beh, è stata dura ma alla fine ho partorito la Compilation di Equivocabolario!
Non voglio perdermi tanto in commenti, ma ne sono davvero contento. E' davvero un buon gruppo di canzoni e spero solo che vi piaccia.
Questa è la tracklist:
01.phd - I won't let you down
02.shola ama - you might need somebody
03.suzanne vega - luka
04.hall & oates - maneater
05.fleetwood mac - little lies
06.terence trent d'arby - dance little sister
07.lloyd cole - no blue sky
08.lenny kravitz - it ain't over till it's over
09.aimée mann - you do
10.men at work - downunder
11.muse - bliss
12.macy gray - I try
13.finley quaye - even after all
14.propaganda - duel
15.simply red - money's too tight for mention
16.iggy pop - the passenger
17.prefab sprout - cars and girls
18.tasmine archer - sleeping satellite
Chi fosse interessato ad averla mi contatti in MP che ci dò le giuste dritte!
Come detto spero che vi piaccia. In ogni caso questa raccolta vuole essere solo il primo anello di una lunga catena di buona musica che attraversi i blog. Per il momento chiudo qui e passo il testimone alla Vì: conoscendola, so già che ne verranno fuori grandi cose!
TORINO VISTA DA PARIGI/4
Carino l'hockey su ghiaccio: non si capisce un accidente ma non ha un secondo di pausa. Credo proprio che sia lo sport di squadra più intenso che abbia mai visto.
Notiziario sportivo: "l'Italia ha vinto una nuova medaglia d'oro e scavalca la Francia." In quale specialità, non è dato sapere, comunque parte il servizio. Bah, sci alpino. Discesa. Che strano, pensavo l'avessero già disputata una settimana fa. Sarà qualche strana combinata. Scende uno svizzero: primo. Scende Aamodt: secondo. Scede Bode Miller: quarto. Aspettaspettaspetta. Non ci credo. Infine scende Antoine Devoriaz con il pettorale trenta che va più veloce di tutti e vince. Guardo il teleschermo allibito: l'Italia vince una medaglia d'oro e scavalca la Francia nel medagliere e loro fanno rivedere l'oro che hanno vinto una settimana fa!!! Questi sono peggio di noi, è incredibile.
TORINO VISTA DA PARIGI/3
Umberto Tozzi all'Olympia
Uh, che delusione l'Olympia, la mitica sala dove hanno suonato i Beatles e Yves Montand. Entro e subito lo stomaco mi fa un salto all'indietro di sedici anni sani sani, quando matricola universitaria seguivo le lezioni di giurisprudenza al cinema Faro in Via Po. Ecco, l'Olympia è identico, e non è un gran complimento. L'unica differenza è che tutto è in rosso e nero invece che in finta pelle beige - sedili fiat.
La serata però è magnifica: cioè tira pioggia e vento ma il quartiere della Madeleine, dove si trova la sala concerti, è uno dei più belli di Parigi e da sotto l'ombrello, avvinghiato alla morosa, le vetrine di Fauchon e delle gastronomia di altissimo lignaggio che circondano la chiesa sembrano particolarmente irraggiungibili.
Tozzi nella mia vita ha occupato un periodo ben preciso: dagli otto ai tredici anni; dal '77 all'82; da "Ti Amo" a "Eva" con un picco in coincidenza di "Notte Rosa". Da allora non l'ho praticamente più seguito, anche perché diciamocelo, le sue successive produzioni non sono state assolutamente all'altezza delle precedenti. Quindi strade del tutto separate, finché un giorno alla Fnac mi è caduto l'occhio sul cartellone del suo concerto e di colpo mi sono accorto di quanta voglia avevo di sentire qualcuno cantare in italiano.
L'età media in sala è cinquant'anni: molti hanno comprato il biglietto dopo che Tozzi è passato alla tele in una delle trasmissioni più seguite annunciando la presenza di una misteriosa guest star, sulla cui identità io e la morosa ci siamo spremuti le meningi per, metti, un buon trenta secondi. Comunque, appartengono a quella generazione che ha conosciuto i suoi più grandi successi, che vanno appunto da "Ti Amo" a "Eva" con un picco in coincidenza di "Gloria". Figa praticamente nessuna: anzi no, una c'è e vale per tutte! Accolti da urla francamente fuori luogo, circa dieci minuti prima dell'inizio del concerto hanno fatto il loro ingresso in sala Christian Karembeu e la signora Adriana, versione post-moderna e mediatica de "La bella e la bestia". Lei una figa pazzesca, lui l'ultimo dei mandinghi del tipo che se anche lei ci stesse, la sola idea di farmi beccare dal marito in atteggiamento intimo con sua moglie riuscirebbe ad annullare ogni mia spinta erotica.
Finalmente si spengono le luci: niente sound-check, niente gruppo di spalla. Tozzi e la sua band entrano tranquilli da destra, prendono gli strumenti e aprono il concerto con un pezzo che non conosco: dev'essere uno di quelli più recenti, che per me vuol dire degli ultimi 24 anni!!! Quando però attaccano con la seconda canzone, "Ti Amo", la signora di fianco inizia a piangere a fontana. Praticamente non smetterà per tutto il concerto.
Bisogna ammettere che Tozzi è coolissimo. Entra in scena trascinando i piedi come si entra in ufficio, inciampa in una spia e cazzeggia col pubblico in un francese passabile: "Je ne parle pas bien français mais je suis de Turin, qui plus ou moins est comme Paris..." e ha fatto il gesto con la mano. Sentir citare Torino mi ha fatto piacere e respirare un po' l'aria di casa, anche se di seconda mano (lo so, lo so: è ora che venga a passare qualche giorno dall'altro lato delle Alpi!)
Quando infine si rende conto che in sala ci sarà un buon 85% di italiani, decide di alternare le due lingue.
Il suono fa schifo, in parte perche fa è "equalizzato" da cani, in parte perché la band, pure bravina, ha dei suoni veramente banali: ufff, il sassofono con l'eco e il rullante elettronico fanno troppo "Karaoke canta tu" ma boh, finché funziona...
C'è da dire anche che canta pochissimi pezzi per intero: il più delle volte si limita ad accennarne un paio di strofe e il ritornello per poi passare ad altro. L'intento di promuovere la raccolta è insomma veramente sfacciato, ma lui è talmente cool e tranquillo che boh, chi se ne frega. Tra i pezzi scelti ne mancano comunque parecchi di quelli dei bei tempi, a partire da "Zingaro" e "Dimmi di no". In compenso però ha tirato fuori dal cassetto una piccola chicca: "Un corpo e un'anima" che non sapevo manco fosse sua (la cantavano Wess & Dori Ghezzi attorno al 1975). A quanto pare se l'era completamente dimenticata anche lui finché alla tele non l'hanno usata come jingle per lo spot di Sky (quello con i giocatori di calcio che salgono sulle spalle delle persone a far vedere che razza di sanguisughe sono) e niente, ha deciso di riappropriarsene.
Finalmente arriva la misteriosa guest star e mi cade una palla poiché trattasi di nientepopodimeno che di Marco Masini, suo antico tastierista (vabbè, non lo ascolto ma i giornali li leggo). Puoi capire che guest star visto che in Francia non sanno manco di chi sia figlio! I due cantano "Gente di mare" e "Si può dare di più" ma soprattutto cazzeggiano come solo noi italiani sappiamo fare: dicono due cazzate poi si fanno due risate, si danno grandi pacche sulla spalla, si abbracciano, si fanno due complimenti eccetera. Ora, qualcuno mi deve spiegare perché se due italiani si comportano così sembrano due fratelli o due amici intimi che escono la sera per andare a figa; se invece lo fanno due francesi sembrano due finocchi. Boooh! Accetto scommesse.
Dopo un medley My Sharona, Beatles, Police e un'altra cosa che non ricordo, il concerto chiude con Gloria e tutti (molti, dai) a saltare.
Si accendono le luci, una ragazza va a recuperare la mia vicina, completamente disfatta dalle lacrime
"Alors maman, tout c'est bien passé?" (Allora mamma ti sei divertita?)
E l'altra, provata dall'esperienza mistica dell'incontro semi ravvicinato con Umberto Tozzi, si è rimessa a piangere: vabbè, che dire?
Usciamo: un bordello senza senso. Noi ci lamentiamo sempre ma per quanto riguarda la sicurezza dei locali l'Italia è veramente all'avanguardia. Il tappone di folla poi è moltiplicato all'ennesima potenza dal semicerchio umano, armato di macchine fotografiche, cellulari, sorriso a centosei denti, canna penna e calamaio che si va formando davanti all'uscita.
Io: "Ma figurati se Tozzi esce di qua!"
Morosa: "Tozzi magari no, ma Karembeu sicuramente!"
Oddio, e chi ci pensava più!
Insomma, che delusione l'Olympia! E che delusione i parigini: io pensavo che a certe cose non ci badassero e invece aveva ragione Tozzi: "Paris c'est plus ou moins comme Turin." E infatti pioveva pure!
Sarò eternamente grato a Lady K per aver postato sul suo blog il link a http://www.myheritage.com/, un sito che passa a pettine la tua foto e cerca punti in comune con i volti di persone famose. In pratica a chi cazzo assomigli.
A quanto pare nella mia faccia vedono punti in comune con:
62% a Rajiv Ghandi
60% a Christopher Lee
57% a Jules Massenet
54% a Tony Blair
54% a Harmid Kazai
52% a Richard Avendon (un mostro!)
52%a Henryk Sienkiewiz (e chi cazzo è???)
52% a Samuel L. Jackson
49% a Hritwik Roshan (finalmente uno un po' carino)
Secondo tentativo:
54% Octavio Paz
53% Derek Walcott
53% Luigi Nono
50% David Duchovny
48% Matt Leblanc
47% Milos Forman
47% Bon Scott
Terzo tentativo
60% Dustin Hoffman
61% Pedro Almodovar
60% Walter Benjamin
59% Shahkrukh Khan
56% Franz Lehar
55% Mel Gibson
53% Tristan Tzara
53% Tim Berners-Lee
Tre foto, 24 nomi diversi!!!! Poliedrico io o fesseria il sito?
TORINO VISTA DA PARIGI/2
Che brutte queste medaglione enormi col buco in mezzo: sembrano i CD che i camionisti zarri si appendono allo specchietto retrovisore. Dissensi.
Massimo risalto televisivo al vincitore francese della discesa libera: dall'una alle undici, l'ora in cui sono andato a dormire, avrò visto passare il servizio una bella dozzina di volte. Alla fine, per aggiungere qualcosa di nuovo, sono andati ad intervistare il padre del campione: basco nero alla fantozzi, guanciotte rosse e baffi neri, gli mancava la baguette sotto il braccio e la fisarmonica per sembrare la caricatura del francese all'estero! Esilarante!
Tanto spazio per la medaglia d'oro francese ma dell'oro italiano si sono perse le tracce. Del resto c'era Tolosa - non so chi di rugby. Frustrazione.
I colleghi unanimi: nessuno si immaginava che Torino fosse una città così bella. L'immagine che se ne ha in Francia, mi si dice, è quella di una città industriale: fredda, moderna, brutta.
"Non vi preoccupate, ho risposto, pure molti italiani se l'immaginano così!" Rassegnazione!
Bello invece il commento di un collega all'inno nazionale cantato da una bambina: "Bellissimo. Normalmente gli inni nazionali hanno qualcosa di bellicoso, che richiama la guerra. Invece così è diventato un autentico inno di pace."
Ovviamente nessuno lo conosceva e tutti rimasti sorpresi perché in effetti è molto bello.
Devo ammetterlo: l'inno nazionale ascoltato con orecchie di emigrante fa tutto un altro effetto che ascoltato con orecchie da mercante. Emozione!
TORINO VISTA DA PARIGI
Uh, le sequenze di fesserie che ho dovuto sentire sti giorni! Il top durante la cerimonia di inaugurazione:
il telecronista che presentava il cittadino Vittorio Emanuele Savoia, inquadrato dalla telecamere, come membro non meglio identificato della famiglia Agnelli;
"Gloria" che è diventata improvvisamente uno dei più grandi successi di Eros Ramazzottì (doppiamente grave perché Tozzi è molto conosciuto in Francia);
E poi lo Stadio Comunale di Torino ribattezzato "Stadio Municipale", il Sindaco di Torino: Sergio Cattaneo e il presidente della Fiat: Luca di Montezello.
Ma il top del top è stata la traduzione in diretta dei versi di Dante declamati da Albertazzi, col presunto poliglotta annaspare, ripetendo le parole che via via afferrava: "Centomila.... noi... l'entusiasmo.... vivere.... il mondo" una cosa veramente demenziale!
Oggi invece è stata esilarante la scena dell'inquadratura di due belle ragazze brune, salutata dal commentatore con un elegante: "Certo che le italiane sono molto belle!" giusto un attimo prima che le ragazze si mettessero a sventolare una bandiera canadese!
C'è da dire una cosa però: né le gare, né la cerimonia di inaugurazione sono interrotte dalla pubblicità, che invece a quanto pare imperversa sulla Rai, disturbata solo ogni tanto dalle immagini delle Olimpiadi!
LE DUE COSE CHE HO CAPITO DEI FRANCESI
Dunque.
I francesi in grande maggioranza sono ignoranti, cafoni e presuntuosi, con scarsa apertura mentale e si credono molto più furbi di quello che sono. Insomma, hanno i nostri stessi difetti. La maggior parte della gente non sa neanche cosa accade nel dipartimento vicino, figurarsi fuori dalla nazione e almeno in questo noi siamo un po' più svegli. Però l'informazione è libera: certo, il 95% dei francesi si informa attraverso i telegiornali che sono smaccatamente filogovernativi, però i giornali indagano e muovono correnti di opinioni importanti. La satira dal canto suo è brutale come noi manco ci immaginiamo e la censura che c'è da noi inimmaginabile.
La televisione del resto è inguardabile: non ci sono le TV private e quindi tutti hanno Canal + (alias: telepiù) e/o il satellite. I canali standard sono: i primi due per i vecchi babbioni; il terzo e la 5/arte per i vecchi acculturati di sinistra; canal + e M6 per i ggiovani. Tutto noioso ma perlomeno è una TV pacata. La prima impressione infatti che si ricava dalla visione della tele italiana dopo l'esposizione alla tv francese è che la nostra TV è tremendamente urlata! Davvero guardare la Ventura dopo un anno quasi dei presentatori carini, sorridenti e pacati francesi fa l'effetto di piombare al Monsters of rock in pieno anno mozartiano!
Il francese veste malissimo, non è capace di abbinare una camicia a una cravatta o una camicia e un paio di brache. Per non parlare delle scarpe. Ho deciso che dovrò venire in Italia un paio di volte all'anno solo per comprare scarpe. In Francia fanno troppo cagare, come in generale la moda maschile. Però è vero che c'è maggior libertà e non sei giudicato in base a come ti vesti. Il direttore generale dell'azienda dove lavoro ha tre o quattro anni in più di me e veste a cazzo di cane. In Italia sarebbe inconcepibile: da noi l'abito fa il monaco, non ci sono santi.
Il senso dell'umorismo francese è piuttosto banale (infatti grandissimi comici francesi io non ne ricordo, visto che sia Louis De Funés che Fernandel -tolto Don Camillo- erano decisamente sciocchi) o gira attorno al sesso. In pratica tutti i comici che girano alla tele da noi non lavorerebbero neanche alla Trattoria dei Ricordi su Telecupole. NON FANNO RIDERE!!!!! Un dramma. Però trovo lo stesso affascinante l'uso che fanno certe persone anziane dell'indignazione come meccanismo comico. E' difficile da spiegare ma un anziano francese che sbuffa fingendosi esasperato mi fa scattare un meccanismo di simpatia che quasi mi muove all'applauso.
La musica pop francese è tremenda, inascoltabile. Sono fermi a Nicola di Bari. A Scialpi con un po' di impegno. Un po' meglio il rock alternativo ed la techno -che però a me fa cagare. Però ascolto volentieri gli chansonnier anni '60: la prima volta che ho ascoltato Georges Brassens ho avuto uno choc! Fabrizio De Andrè quindici anni prima di De Andrè!
In assoluto in Italia si mangia meglio, si ride meglio, il tempo è migliore, la gente è più aperta e simpatica, si sta più attenti all'igiene personale e all'aspetto. Inoltre -nonostante il caos assoluto che impera a tutti i livelli- si lavora meglio, e questo -vi posso garantire- lo riconoscono anche i tutti i francesi che hanno avuto a che fare con noi per ragioni di lavoro. Questo perché mentre noi, abituati da sempre a dovercela sfangare con le nostre sole forze, ci sforziamo comunque di ottenere il risultato, il francese segue il suo schemino e appena appena la cosa esce dall'ordinario si blocca come un automa.
Ciò detto i francesi hanno un senso dello Stato e di classe che noi -che ci crediamo tanto più furbi- ce lo sogniamo!!! Quando fanno uno sciopero tutti incrociano le braccia e non si muovono fino a quando non hanno ottenuto quello che volevano. Ricordo gli scioperi dei cantieri navali di La Ciotat quando il governo aveva deciso di concentrare tutte le commesse da un'altra parte: SETTE ANNI DI OCCUPAZIONE DEGLI IMPIANTI!!!! Gente coi controcazzi cioè.
I paesi e le città francesi sono tutti più puliti ed ordinati dei nostri: perché? Perché i soldi che ricevono finiscono in larga percentuale nelle cose da fare e in parte nelle tasche degli amministratori e non viceversa.
L'economia non va benissimo ma rispetto a noi è un altro pianeta. Io credo che una delle ragioni stia nel fatto che la maggior parte dei grandi dirigenti delle aziende girano attorno alla quarantina, non come da noi dove per diventare presidente di una grande società devi avere l'età per diventare papa: settantacinque anni! Volete mettere la diversa mentalità, la diversa elasticità?
E le donne son fighe. Mamma mia quante fighe ci sono a Parigi. Un po' vuote eh? e anche rompicazzo. E un po' troppo delicatine. E gnegnegne. Ed egoiste. E noiose. E se la tirano. Però fighe. Ma fighe fighe. Ci si può accontentare? Non lo so. Ai poster l'ardua sentenza.
COPROMANZIA
Forse non tutti sanno che sono uno dei più grandi esperti mondiali di Copromanzia, una forma di divinazione che permette di predire il futuro osservando le tracce che rimangono nel water dopo aver fatto la cacca. I primi rudimenti li appresi molti anni fa in India, durante un viaggio intrapreso alla ricerca di Dio e di un produttore di hashish interessato alle gioie dell'export: mentre cazzeggiavo lungo le rive del Gange mi cadde l'occhio su questo antico volume esposto in un bancarella di libri usati: lo lessi di un fiato e fu il grande amore. Ricordo ancora la frustrazione dei primi tentativi da cui non risultava che un futuro di merda o il lungo periodo di senza indicazioni per il domani causa stipsi.
Infine, dopo lunghe giornate passate nei gabinetti delle stazioni, sui libri di antichi maestri dissenterici e i periodici viaggi di perfezionamento nei cessi pubblici dei quattro capi del globo, imparai a discenere i segni e a decriptarli con la stessa facilità con cui si legge la carta stampata. Vabbè, oggi tutti sappiamo che il segno verticale che si apre in due rami significa "scelte difficili in vista", mentre la strisciata sottile che si allarga e poi si richiude di colpo è la fiammella vitale che ci anima ma all'epoca c'era molta diffidenza e quest'arte divinatoria era vista con sospetto.
Altri tempi! Veniamo finalmente ai giorni nostri. L'altra mattina ero in ufficio che stavo lavorando a una pratica amministrativa su un sito porno quando venni chiamato d'urgenza al centralino. Emergenza ordine pubblico.
Quando arrivai, mi trovai di fronte una folla di colleghi che stazionava eccitata davanti alla porta del bagno: a quanto pareva il solito misterioso cafone aveva utilizzato i servizi lasciandoli in uno stato esecrabile. Due colleghe si erano incrociate davanti ai lavandini immediatamente dopo il fattaccio ed erano volate accuse e parole grosse che stavano degenerando in rissa. Così conoscendo la mia passione per i decori fecali, la centralinista mi aveva chiamato per dirimere la querelle.
Per prima cosa mi accertai che nessuno avesse alterato l'ambiente del delitto, cioè orinato nel cesso contaminato cancellando tracce preziose. Circoscrissi allora la zona con il rotolo di banda rossa e bianca della "scientifica", quindi estrassi il fazzoletto, mi coprii il viso e finalmente entrai nel luogo del delitto.
Il bagno era immerso in una nebbiolina talmente grassa e scura che faticai a capire qual era esattamente il water incriminato. Dovetti aprire le porte una per una ma infine lo trovai: ci rimasi di sasso. Un lavoro di fino, complimenti, l'opera di un professionista della spinta. Una serie di arabeschi eleganti e infiniti, che si allacciavano e si abbandonavano come quelli della moschea di Cordoba. Mi persi nelle loro volute e tra disegni ipnotici e gas letali, finii per smarrire il senso del tempo. Non so quanto rimasi inerte a fissare quella tazza lercia finché con un ultimo lampo di lucidità capii che dovevo riscuotermi. Cancellai quindi ogni altro pensiero e mi concentrai su quello che avevo davanti. I segni lasciati dimostravano in maniera lampante che si trattava di un uomo: anche un bambino se ne sarebbe reso conto. Un uomo bruno, di corporatura media, con le scarpe marroni e i pantaloni neri, sui trentacinque. Doveva essere un forestiero, qualcuno che veniva da fuori. Uno straniero. Uno straniero che si era dimenticato di passare lo spazzolone. Corporatura media. Bruno. Sui trentacinque. Pantaloni neri e scarpe marroni. O cazzo. Mi guardai i piedi in preda al timor panico. Scarpe marroni.
O cazzissimo.
O cazzo.
Maledetta la mia porca distrazione. Ma come faccio a dimenticarmene ogni volta? Dovrei farmi un nodo alle mutande.
Trassi un profondo respiro: una puzza tremenda. La riconoscevo: era proprio roba mia. Bene, non c'era più niente da fare. Espirai sconsolato ed uscii dal bagno. Subito le colleghe mi si affollarono attorno frementi di curiosità. Presi un altro lungo respiro quindi feci cenno di far silenzio. Il centralino divenne di piombo, indicai una donna a caso e dissi: "E' stata lei!"
Quindi mi girai di scatto e me ne andai lasciando i miei colleghi al loro caos. Qualcuno nel parcheggio già faceva bollire il catrame mentre uno squadrone di segretarie perquisiva tutti gli uffici cercando cuscini di piume.
Mentre salivo le scale ripensavo a quello che avevo appena visto. Ma come cazzo faccio a dimenticarmene ogni volta? Pazzesco! Vabbè, nessuno è perfetto.
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