Più passa il tempo, meno ho voglia e meno ho voglia, meno mi passa il tempo

Tempi sprecati

Blogger: boinz
Se tu mi guardassi da lontano, o caro lettore, dubito che riusciresti a distinguermi dalla massa. Tra tremila anni gli archeologi che esporranno i miei resti nel museo del 21° secolo scriveranno sulla targhetta: “Impiegato dell’era berlusconi ha un tenore di vita paragonabile a un operaio degli anni ’70 del secolo precedente ma la precarietà di una puttana nigeriana appena sbattuta sul marciapiede. Il poveraccio pensava di essere vicino alla felicità perché in realtà non capiva un cazzo. Del resto l'orribile vita che conduceva se la meritava in pieno, appartenendo egli al ceto sociale con il minor spirito di classe della storia della civiltà umana. Persino gli avvocati, persino gli industriali, i commercianti, coloro che insomma vivevano della rovina dei concorrenti erano riuniti in associazioni, corporazioni, sindacati: l'impiegato a cavallo tra 20° e 21° secolo invece, era completamente abbandonato al suo destino. I sindacati dei lavoratori che avrebbero dovuto vegliare su di lui, avevano infatti preferito dedicarsi alla difesa di operai e pensionati, che avevano un livello di reddito al limite della sopportazione umana e che soprattutto compravano le tessere e scendevano in piazza quand’era ora di manifestare. L’impiegato invece era un individualista diffidente e cattivo e così si prendeva per intero il carico di merda destinato alla massa dei lavoratori dipendenti in cambio di uno stipendio solo nominalmente più consistente di quello degli operai. Come molti suoi contemporanei, l’esemplare che vedete qui esposto aveva così cercato una via di fuga mentale aprendo un blog su internet, quella rozza prima esperienza di rete in cui poi ci siamo trasferiti -una volta divenuti puro spirito- duemila anni fa” Così, abbastanza vicino a quella che dante definì la metà del cammin di nostra vita traggo un bilancio di metà esercizio e ammetto quanto segue 1) faccio un lavoro di merda; 2) frequento in larga maggioranza delle teste di cazzo a partire dai colleghi; 3) ho uno stipendio che se io e la mia auto non facciamo puttanate, mi permette di chiudere il mese leggermente sopra il pareggio; 4) una volta ogni sette minuti immagino la scena delle mie dimissioni ultima versione io che incido con un saldatore la mia lettera di dimissioni sul cuoio capelluto del mio titolare 5) racconto in giro di aver scopato una quantità di donne pari o forse persino superiore al numero di donne in età fertile che ho effettivamente conosciuto in tutta la mia vita; 6) al di fuori di mtv, qualche sporadico programma comico, il calcio, blob, e i telegiornali praticamente non guardo più la televisione; 7) credo che i pink floyd siano stati il secondo più grande gruppo della storia, perlomeno finché il cervello di waters ha retto; 8) vorrei vedere berlusconi costretto a presentarsi alle elezioni senza fondo tinta in faccia e con i capelli del loro colore naturale; 9) non so i nomi delle veline e me ne vanto apertamente; 10) una volta ogni sette minuti penso “chi cazzo me lo fa fare”; 12) non ho più voglia; firmato: boinz, 12/01/2004

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giovedì, febbraio 24, 2005

AIUTO! QUI STA DIVENTANDO UN BLOG VERO!

Inscatolando inscatolando, mi è capitato per le mani il diario che tenevo da ragazzo, quando avevo tra i quindici e i vent'anni. Non so il motivo per cui avessi preso quest'abitudine, forse solo perché mi era stata regalata una bella agenda e non volevo sprecarla lasciandola vuota. Non era un protoblog ma un autentico diario di bordo con un'indicazione delle cose che allora mi sembravano più significative tra quelle che mi capitavano, le persone che incontravo eccetera senza grandi concessioni alla narrativa o alla fantasia: zero foto, zero ritagli, solo parole su parole e nomi, fatti, date.

Ovviamente c'erano anche speranze, rabbie & delusioni, giudizi che a posteriori mi hanno fatto inorridire e ingenuità varie.

Beh, ho buttato tutto via. Tutto sommato è meglio l'oblio specie per chi come me ha cicatrici abbastanza sottili un po' dappertutto.


Un cazzeggio di: boinz a 16:25 | link | commenti (12)
bollettino dei naviganti

martedì, febbraio 22, 2005

Tutto sommato sto vivendo questo periodo che precede la mia emigrazione in maniera tranquilla. Non ottimista quanto mi sarebbe piaciuto ma neanche preoccupato come temevo. Lo sto vivendo in maniera rassegnata.
Ieri guardavo un programma su Sky: “Chi comprerà il made in Italy” e via via mi rendevo conto di come la situazione sia di una gravità che nessuno ha ancora avuto il coraggio di denunciare fino in fondo. Perché la colpa non è (solo) di berlusconi o di tizio o di caio ma è un accumularsi di errori, di cinico disinteresse per la cosa pubblica che ha radici antiche e di cui adesso ci viene presentato il conto.

E’ l’intero sistema insomma che è arrivato alla frutta e non si vede proprio come possa rinnovarsi se non a costo di lacrime e sangue per anni e anni. I responsabili infatti sono tanti se non tutti gli attori in campo:
Una classe imprenditoriale cresciuta ad aiuti di stato, svalutazioni e contributi a pioggia, buona a ritagliarsi spazi non attraverso l’innovazione e l’efficienza ma comprando i favori dei politici;
Una classe politica che ha visto la “cosa pubblica” solo come una mucca da cui mungere capitali;
Una criminalità organizzata a cui è stata lasciata tutta la libertà di manovra che la decenza permetteva;
Una mentalità generale per cui chi frega il prossimo ha ragione e fa bene;

E –diciamolo- anche una classe operaia e i suoi referenti politici che ha assistito a tutto questo, accettando negli ultimi 25 anni ogni tipo di vessazione sociale senza battere ciglio: ieri guardavo un programma sulla tv francese. Due notizie: Alain Juppé ex-primo ministro condannato alla non eleggibilità per dieci anni per aver fatto assumere presso il comune di Parigi dieci persone senza alcuna funzione; Jean Tiberi ex-sindaco di Parigi, attualmente sotto processo per aver fatto avere delle case popolari a gente che non aveva i requisiti.
Sono cose che a noi fanno ridere! Condannato per aver fatto assumere dieci persone al comune di Parigi, dove ci saranno cinquemila dipendenti! Da noi le proporzioni sono dieci persone assunte con meriti, e 4990 entrate grazie a calci nel culo! E idem per le case popolari!

Comunque poi ho visto un servizio sui cantieri navali di La Ciotat, una cittadina vicino a Marsiglia che per 130 anni ha vissuto di pane e industria navale finché nel 1987 il governo ha deciso di chiudere gli impianti per favorire altri siti. Beh, gli operai si sono rivoltati in massa: hanno occupato i cantieri per sette anni, fino al 1994, quando preso per sfinimento il governo ha deciso di riaprirli. Non so se mi spiego: sette anni di occupazione!!! Da noi si fa sciopero sempre di lunedì o venerdì per farsi il fine settimana lungo o per permettere agli imbianchini o ai giardinieri in nero di avere tre giorni di fila a disposizione.

In ogni caso ai lavoratori dipendenti non si può più chiedere nulla. Stipendi bassi, pressione fiscale alta, specie quella indiretta, servizi pubblici pressoché inesistenti e a pagamento. Il taglio delle tasse è stato un’ennesima occasione persa: Berlusconi avrà pure risparmiato 600 mila euro l’anno dei suoi ma ha definitivamente affossato i consumi interni e l’economia, privilegiando le classi con la più bassa propensione al consumo. Ecco, c’è da dire che questo quinquennio di sprechi, di premi all’illegalità, di aiuti agli amici e agli amici degli amici e di una parallela sostanziale immobilità di politica industriale ed economica lo pagheremo carissimo. Perché mentre noi stavamo fermi a tirare Previti fuori dai guai, Cina e India sono cresciute al ritmo dell’8-10% all’anno. Moltiplicate per cinque e vedrete quante posizioni abbiamo perso.

Intanto i nostri ingordi imprenditori intascano i contributi statali, depauperano l’Inps a colpi di cassa integrazione immotivata (che poi i pensionati non si ritrovano, col risultato di abbassare ancora i consumi) e poi chiudono gli stabilimenti qui per riaprirli in Repubblica Ceca o in India, senza porsi il problema di chi comprerà mai i loro prodotti in un’Italia poverissima. Oppure vendono tutto agli stranieri per lanciarsi nel mondo della finanza, senza curarsi di quello che sarà dei dipendenti, del marchio, del mercato.

Ma è anche la crisi di un modello, quello dell’industria familiare, gestita da gente che non sa cosa capita nel palazzo accanto, ha una gamma di prodotti ferma agli anni ’60, vota Lega e chiede i dazi contro i cinesi. Come fa a reggere di fronte alla concorrenza di multinazionali guidate da esperti di marketing dotati di capitali pressoché illimitati? Intanto le nostre grandi imprese sono tutte in mano alle banche e gestite da finanzieri che non hanno la più pallida idea di cosa sia una vera politica industriale. Nota bene: sono le banche che decidono il bello e cattivo tempo in Italia, le vere detentrici del potere che dissanguano i correntisti e i piccoli creditori (altri soldi tolti ai consumi) per finanziare gli amici e gli amici degli amici e le loro imprese virtualmente morte, magari con una gestione disastrosa se non fraudolenta tipo Parmalat o Lazio e chissà quante altre.

Per cui non credete a quelli che vi vengono a raccontare di una crisi causata da motivi contingenti tipo “l’11 Settembre” o Parmalat, la guerra in Iraq o il cattivo tempo. La crisi che stiamo vivendo ha radici profonde, durerà tantissimo e non sarà sufficiente cambiare il governo, sebbene con Berlusconi siamo destinati alla morte certa.

Io emigro, non sono il primo, non sono quello messo peggio: ho già un lavoro, parlo bene la lingua, ho dei ganci. Come me non solo cervelli industriali e accademici ma tecnici, gente con esperienza nel proprio settore ha già preso e prenderà la strada dell’estero. Tutte risorse che verranno meno e pazienza.
Io temo invece che riprenderà anche l’emigrazione non specializzata, temo che tanti di qui ai prossimi anni riprenderanno la via dei nostri padri e dei nostri nonni con la valigia di cartone a contendere il posto in fabbrica ad extra comunitari dalle basse pretese. A loro non posso che augurare un in bocca al lupo. Saranno anni durissimi.
 


Un cazzeggio di: boinz a 12:26 | link | commenti (15)
attualita

lunedì, febbraio 21, 2005

MESSAGGIO DI SERVIZIO

Voi riuscite a vedere la testata del mio blog e le altre immagini? Perché io non le vedo più eppure il mio account su Altervista è ancora attivo. 

Quello che vorrei capire cioè è se l'inghippo stia nel mio computer, in Splinder, in Altervista o se tanto per cambiare sono vittima del sistema ingiusto e prevaricatore!


Un cazzeggio di: boinz a 14:03 | link | commenti (10)
bollettino dei naviganti

venerdì, febbraio 18, 2005

LE GRU

Ieri è stato il mio ultimo giorno da lavoratore italiano. Da oggi –e fino a fine marzo- sono ufficialmente disoccupato.
La trattativa per la chiusura del rapporto è stata, per usare un eufemismo, alquanto tribolata. Quando con un ragionamento neanche tanto capzioso ho spiegato all’Amministratore delegato che dopo gli ultimi sviluppi che aveva preso il nostro rapporto, lo scopo della mia vita era diventato quello di sputtanarlo completamente, come persona e finanziariamente, questi si è fatto venire una crisi isterica che se da un lato mi ha riempito di sublime soddisfazione, dall’altro ha esaurito le mie già scarse scorte di energia mentale.
Così dopo la riunione nel corso della quale si è stabilito che in cambio di un anno di stipendio mi sarei astenuto dall’andare a distribuire copie del tabulato clienti in giro per l’Europa, per ricaricare un po’ le batterie sono andato a scassare un po’ di soldi alle Gru.

Per i non torinesi, Le Gru è un mega centro commerciale che sorge dove Corso Sebastopoli si trasforma in Corso Allamano. Oltre a un Carrefour a due piani, ci sono una manica e mezzo di negozietti che vendono prevalentemente vestiti di ogni genere, dal truzzo al fighetto ed è talmente pieno di figa che agli allupati è sconsigliata l’esposizione oltre le due ore. Alcune veramente fanno aumentare a tal punto la traspirazione dai pori, da generare effetti microclimatici, quali piovaschi all’interno delle gallerie o improvvisi tsunami di aria per il contemporaneo tirar di fiato e successivo sospirare da parte dei numerosi arrapati presenti (tra cui il sottoscritto) al passare di cosce particolarmente tornite.

Purtroppo ultimamente anche la morosa si è messa a gironzolare sul mio blog, per cui salterò a pie’ pari tutta la parte relativa alle fighe. Vi basti sapere che ho comprato due camicie e un paio di brache della Timberland e un portafoglio The Bridge. Olè.
 


Un cazzeggio di: boinz a 20:46 | link | commenti (6)
bollettino dei naviganti

martedì, febbraio 15, 2005

Carissimi,

Per una volta mi trovo a parlare di un argomento serio, personale e vero, né esagerato né diminuito. A far data dal primo aprile infatti, la mia vita subirà una rivoluzione totale e definitiva: cambio lavoro e vado a vivere a Parigi. Yeeeeh! Yeeeeeh!

Come potrete immaginare la prospettiva mi eccita e mi terrorizza e non vi nascondo che sono praticamente un fascio di nervi deambulante.

L'azienda per cui lavoro ha reagito bene alle mie dimissioni: mi hanno solo tolto saluto (e chi se ne frega) e computer, per cui questi 40 giorni residui mi vedranno presente sulla blogosfera solo saltuariamente e solo in orari serali, salvo accordi diversi per un taglio sul preavviso.

Una volta a Parigi poi, non potrò postare per parecchio tempo, per cui temo che la mia esperienza di blogger si stia avviando alla fine.

Vabbè, adesso facciamo passare questi 45 giorni, poi per i saluti ci sarà tempo.

B.


Un cazzeggio di: boinz a 22:24 | link | commenti (22)
bollettino dei naviganti

lunedì, febbraio 14, 2005

DIALOGO TRA GENTE DI GRAN CLASSE

Collega: "Secondo me Ada a letto dev'essere una furia, lo vedi da come muove il culo e piripì e piripà, io non so cosa darei per darle due botte secondo me..."
Io: "Guarda, credimi: Ada l'ultimo uccello che ha visto è stata la colomba aziendale a Pasqua!"


Un cazzeggio di: boinz a 13:24 | link | commenti (15)
altri dialoghi

venerdì, febbraio 11, 2005

TORINO: ISTRUZIONI PER L'USO

Questo blog abbastanza sabaudo, per ragioni a me oscure è frequentato in buona percentuale da milanesi. Ora, sebbene nelle orecchie ancora mi riecheggi l'urlo della Maratona*: "Milanesi, milanesi, milanesi tutti appesi", credo che sia giusto dare loro quelle due dritte per orientarsi decentemente e non attaccare a sbuffare sin dal casello di Rondissone per poi lamentarsi perché c'è nebbia. Perché non è nebbia: è la condensa sul parabrezza causata dai vostri sbuffi!

Ora chiariamo subito un punto: l'autostrada magica in modello Hogwarts (con i pezzi che si spostano e si ricombinano) non è colpa nostra. E' colpa delle FFSS. Noi ne siamo vittime ancora più di voi (specie chi, come il sottoscritto abita a Torino Nord). Comunque per adesso va così fino a Novara. Quando attaccheranno da Novara a Milano (con grandi risatone a Rho) capirete cosa intendo dire.

A Torino orientarsi è semplice. A nord e est ci sono le montagne, a sud le colline e Superga, a ovest c'è un cazzo. Quindi se alzate la testa e vedete le montagne e avete l'ombra di fianco vuol dire che state andando a nord; se ce l'avete davanti o dietro vuol dire che state andando a est. Se vedete le colline state andando grosso modo a sud. Se non vedete un cazzo state tornando a Milano. Il problema è che le strade di Torino sono orientate da sud-ovest a nord-est e che spesso c'è uno strato di smog che copre anche l'evidenza, quindi bisogna farci un po' la mano ma fidatevi: funziona.

Comunque per andare in centro basta tenere d'occhio la Mole o al limite il Dito (altresì noto come l'accendino), l'unico grattacielo sabaudo: un autentico scarabocchio in cielo tracciato con zampa di gallina dal sig. Mussolini.
Oppure seguire i corsi: non quelli di orientamento ma i larghi vialoni che tagliano Torino da un capo all'altro incrociandosi tra loro ad angolo quasi sempre retto.
Sia detto fuor dai denti: questo secondo me condiziona anche il modo di pensare dei torinesi che effettivamente sono piuttosto squadrati e vanno subito al punto. Il milanese invece gira intorno alle cose. Per questo noi abbiamo la Fiat e i milanesi le Smart.

Unica cosa: evitate di seguire i cartelli con le indicazioni per la tangenziale e le autostrade: sono tutti sbagliati. Non so perché ma è così. In linea di massima comunque per tornare sotto la madunina dovete prendere la tangenziale. Alla peggio piuttosto che girare in tondo infilatevi in un corso e fatelo tutto: prima o poi ci arrivate perché tutti i corsi vanno o verso la tangenziale o verso il Po. Ma mi raccomando: evitate di seguire i cartelli e non svoltate mai!

(continua)

*: quella vera, quella del Comunale, quella che fece dire a un mio amico: "Quando scende il bandierone è come rientrare nell'utero materno!"


Un cazzeggio di: boinz a 13:27 | link | commenti (23)
ora ti dico adesso cosa

giovedì, febbraio 10, 2005

Collega (toccandosi le orecchie): "Guarda, a me certe cose di qui mi entrano e di qui mi escono."
Io: "Il problema è che in mezzo non incontrano niente!" 
  


Un cazzeggio di: boinz a 17:07 | link | commenti (9)
altri dialoghi

lunedì, febbraio 07, 2005

La Classica Puttanata Americana

Sempre più spesso mi capita di andare al cinema a vedere un film e scoprire che in capo a cinque minuti di proiezione ho già bello che capito tutto: chi fa cosa e perché. Film appena usciti ma già visti e stravisti per i quali ho coniato una definizione: Classica Puttanata Americana.
Gli amici lo sanno già: "Ehi, allora com'era 'L'Ultimo Samurai'?" "Uh, la Classica Puttanata Americana!" e chiudo qui il discorso.
L'altro giorno però un collega neo assunto ha voluto approfondire domandandomi: "Ma cosa intendi tu per Classica Puttanata Americana?" lasciandomi senza parole! Questo perché malgrado in percentuale rappresenti oramai il 95% della produzione mondiale, la CPA (Classica Puttanata Americana) è una categoria cinematografica alla quale nessun critico di settore ha mai riservato la giusta attenzione.
Così per colmare questa lacuna dottrinale ho deciso di elencare gli elementi che secondo me la distinguono dai film normali.

1) Lo dice il termine stesso ma la CPA è prima di tutto un film americano. Film del cazzo ne esistono a tutte le latitudini ma la CPA è circoscritta territorialmente alla sola Hollywood;

2) La CPA ha una storia riassumibile in una decina di parole tra le quali la congiunzione "ma".
Es.: Gli ammazzano la moglie (l'amico/il figlio/il cane) ma lui li ammazza tutti; lo sospendono dal servizio ma sgomina l'organizzazione di cui fa parte il suo capo; gli distruggono mezzo pianeta ma quando gli toccano la famiglia/la nazione/l'auto nuova, si incazza come una furia ecc. 
Insomma, il buono è protagonista di un percorso in salita ma alla fine fa il culo a tutti;
Ora, c'è da dire che la categoria delle CPA non è limitata ai soli film d'azione: esistono infatti anche le CPA sentimentali:Es.: è l'amore della sua vita ma è affetta/o da un male incurabile; si detestano ma poi si innamorano; è un cattivo/è una donnaccia ma poi si redime e muore/si sposa; insomma: i due fighi del film sono destinati a trombare e poi o a sposarsi o a morire (almeno uno dei due), ma ciò non toglie che la vera CPA sia d'azione.

3) L'eroe della CPA a inizio film è sempre nei casini. Più o meno le varianti sono sempre quelle: o è stato piantato dalla moglie; o ha fatto qualche cazzata sul lavoro; o gli hanno rigato la macchina, fatto sta che è a terra che più a terra non si può. Spesso è anche diventato un ubriacone della straminchia o un pessimista di prima.

4) L'eroe della CPA ha due categorie di capi: uno è venduto l'altro è il suo mentore spesso facente veci di Amico (v. pto. 5.) Il capo cazzeggiatore e paraculo nella CPA non esiste.

5) La vera CPA è manichea al massimo: da un lato tutti i buoni, dall'altro i cattivi. I buoni a loro volta si dividono in tre categorie: l'Eroe, l'Amico e la Fuffa.
L'Eroe è praticamente invulnerabile. Si pianta con la sua pistolina a sei colpi bello in evidenza metti tipo in mezzo a Piazza Vittorio; i cattivi, piazzati da mezza giornata sui tetti prospicienti gli sparano da tutte le parti con ogni tipo di arma da fuoco, dai tric-trac al Patriot: dopo venti minuti di casino pitipim pam pam lui viene fuori un po' sporchino ma sostanzialmente a posto, i cattivi invece sono tutti crepati. L'Eroe al limite ha una ferita alla spalla o al fegato ma dopo dieci minuti gli è già bello che passato tutto perché l'Eroe è anche omeopatico.
L'Eroe si circonda di Fuffa: deficienti, casinisti, cazzoni bravissimi a mettersi nei casini, che fortunatamente vengono massacrati a nastro tipo carne da macello e di cui nessuno sentirà la mancanza.
A cavallo tra l'Eroe e la Fuffa c'è però l'Amico. L'Amico generalmente è nero, fa il simpaticone e sta sul cazzo a tutti: fortunatamente non campa quasi mai più dei due terzi della durata del film. Quindi se il film dura 90'. l'Amico muore dopo grosso modo un'ora, se il film dura 120' campa ancora una mezz'oretta in più ma tant'è. Se però riesce a superare questo scoglio arriva dritto fino alla fine salvo crepare in zona recupero. L'Amico infatti non sopravvive mai ai titoli di coda, salvo nel caso in cui sia previsto un sequel, e allora arriva con la pelle a brandelli e poi il suo destino verrà deciso dal botteghino.

6) Anche i cattivi sono di tre categorie: c'è la Fuffa, il Cattivo e il Compare del cattivo. Per far fuori la fuffa basta scorreggiare un po' forte: sono praticamente formiche, come numero e resistenza fisica. Perché il Cattivo si circondi di simili elementi rimane un mistero. Lui infatti è invulnerabile: gli puoi passare sopra con un carro attrezzi, sparare con un cannone atomico, dargli in faccia con un paraurti senza scompigliargli un baffo. Il cattivo può morire solo per mano del buono perché il cattivo è il lato oscuro del buono (eh la peppa!) così come il Compare è il lato oscuro dell'Amico. E' infatti l'Amico a far fuori il Compare, quasi sempre lasciandoci la pelle, quasi sempre per salvare l'Eroe dalla morte certa, cosa di cui nessuno gli sarà grato, perlomeno in platea;

7) Mentre sono lì che si mazzulano come tamburi, nella vera CPA prima o poi salta fuori la Fighetta che si innamora dell'Eroe. La Fighetta è lì solo per far rifare gli occhi al pubblico maschile e per far vedere quanto l'eroe sia tutto sommato attaccato ai valori tradizionali della costituzione americana: dio, famiglia, patria, soldi, inquinamento. Dopo quei venti venticinque minuti a pensare se trombarsela o meno l'Eroe inevitabilmente desiste, in parte perché ci ha già un'altra fighetta a casa, in parte perché non gli tira il cazzo a causa degli estrogeni da pollo che ha preso per costruirsi il fisico da pescivendolo che si ritrova. La fighetta ci rimane male ma capisce e si compra un vibratore grosso come un nano da giardino;

8) La vera CPA finisce sempre con la sequenza scazzottata-inseguimento-scazzottata-inseguimento-duello finale. Durante l'inseguimento il buono rischia di esser preso sotto almeno trecento volte da ogni tipo di autoveicolo sopra le 35 tonnellate ma riesce sempre a cavarsela al pelo, malgrado le maledizioni di quella metà del pubblico che ha l'auto in doppia fila. Alla fine l'eroe e il cattivo riescono ad aggiustare i rispettivi impegni e a fronteggiarsi viso a viso. Il cattivo passa in vantaggio, sfiora il passaggio del turno ma poi gli scappa una cazzata grossa come una casa! L'eroe ne approfitta per gonfiarlo in contropiede e portare a casa la pagnotta.

9) La vera CPA finisce con la corsa della fighetta ad abbracciare l'eroe malgrado sia sporco come una merda e al sangue tipo cotoletta. Una donna vera infatti gli direbbe: "Vabbè, hai salvato il mondo. Ora vatti a lavare che poi magari ti tiro un pompino!" Il capo traditore viene sbugiardato e l'Eroe, capito che lavorare bene fa bene alla nazione, rimette la testa a posto. 


Un cazzeggio di: boinz a 16:00 | link | commenti (20)
ora ti dico adesso cosa

Oggi mi sento Placido Signore

Per tutti coloro che non conoscono Torino ma che sin dalla più tenera età avrebbero desiderato visitarla, consiglio questo sitino
qua ed in particolare la gallery Vie e Piazze (che trovate sulla destra) con parecchie foto molto ben fatte!


Un cazzeggio di: boinz a 10:10 | link | commenti (7)
il cielo sopra torino

venerdì, febbraio 04, 2005

Da: Miniboinz
A: Carodiario

Carod'iario,

oggi nizio a tenere il mio diario perche' diobono bisonia tenere il diario. io non volevo e ò spiegato che io non volevo perche mi e' gia capitato che una volta con un mio tema hanno arestato tutta la banda del Malese che cè già una fatwa nei miei confronti che se mi prende lo zio bin laden mi fa un culo a bocca di coccodrillo ma il maestronon capisce un cazzo e così alla fine lo devo tenere. del resto come fai a spiegare a un piciu come il mio maestro che non sa manco se sta seduto o impiedi che roba è una fatwa?
comunque ò capito che bisonia farsi i cazzi miei e alora parl osolo di cose così.

Ieri ceravamo io e linda e io volevo insegnare a linda a farmi il massagio tailandese. no perche' e' una cosa che facevo sempre quando andavo a bancoc a trovare il Malese ma adesso il Malese non cè piu e se vado a bancoc mi aprono in due come un fico troppo maturo e alora devo trovare nalternativa. insomma e dai dai dai ce lavevo quasi fatta poi pero quando ha capito che il letto si sporcava un po d'olio non a piu voluto. e come cazzo faccio io ora? ma cosa lo vengo a dire a te piciu di un maestro che manco le seghe sai tirarti senza il libretto di struzioni!

altro non ce'. ah sì, senti piciu: se mi metti unaltra volta insufficiente la prosima volta che becco il mullah omar ci dico che sei stato tu a passare il mio tema al sismi e poi li son tutti cazzi tuoi.

E vafanculo una buona volta!

Miniboinz 


Un cazzeggio di: boinz a 10:58 | link | commenti (3)
astroboinz & co

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