Più passa il tempo, meno ho voglia e meno ho voglia, meno mi passa il tempo

Se tu mi guardassi da lontano, o caro lettore, dubito che riusciresti a distinguermi dalla massa.
Tra tremila anni gli archeologi che esporranno i miei resti nel museo del 21° secolo scriveranno sulla targhetta:
“Impiegato dell’era berlusconi ha un tenore di vita paragonabile a un operaio degli anni ’70 del secolo precedente ma la precarietà di una puttana nigeriana appena sbattuta sul marciapiede. Il poveraccio pensava di essere vicino alla felicità perché in realtà non capiva un cazzo. Del resto l'orribile vita che conduceva se la meritava in pieno, appartenendo egli al ceto sociale con il minor spirito di classe della storia della civiltà umana. Persino gli avvocati, persino gli industriali, i commercianti, coloro che insomma vivevano della rovina dei concorrenti erano riuniti in associazioni, corporazioni, sindacati: l'impiegato a cavallo tra 20° e 21° secolo invece, era completamente abbandonato al suo destino. I sindacati dei lavoratori che avrebbero dovuto vegliare su di lui, avevano infatti preferito dedicarsi alla difesa di operai e pensionati, che avevano un livello di reddito al limite della sopportazione umana e che soprattutto compravano le tessere e scendevano in piazza quand’era ora di manifestare. L’impiegato invece era un individualista diffidente e cattivo e così si prendeva per intero il carico di merda destinato alla massa dei lavoratori dipendenti in cambio di uno stipendio solo nominalmente più consistente di quello degli operai. Come molti suoi contemporanei, l’esemplare che vedete qui esposto aveva così cercato una via di fuga mentale aprendo un blog su internet, quella rozza prima esperienza di rete in cui poi ci siamo trasferiti -una volta divenuti puro spirito- duemila anni fa”
Così, abbastanza vicino a quella che dante definì la metà del cammin di nostra vita traggo un bilancio di metà esercizio e ammetto quanto segue
1) faccio un lavoro di merda; 2) frequento in larga maggioranza delle teste di cazzo a partire dai colleghi; 3) ho uno stipendio che se io e la mia auto non facciamo puttanate, mi permette di chiudere il mese leggermente sopra il pareggio;
4) una volta ogni sette minuti immagino la scena delle mie dimissioni ultima versione io che incido con un saldatore la mia lettera di dimissioni sul cuoio capelluto del mio titolare
5) racconto in giro di aver scopato una quantità di donne pari o forse persino superiore al numero di donne in età fertile che ho effettivamente conosciuto in tutta la mia vita;
6) al di fuori di mtv, qualche sporadico programma comico, il calcio, blob, e i telegiornali praticamente non guardo più la televisione; 7) credo che i pink floyd siano stati il secondo più grande gruppo della storia, perlomeno finché il cervello di waters ha retto;
8) vorrei vedere berlusconi costretto a presentarsi alle elezioni senza fondo tinta in faccia e con i capelli del loro colore naturale;
9) non so i nomi delle veline e me ne vanto apertamente; 10) una volta ogni sette minuti penso “chi cazzo me lo fa fare”; 12) non ho più voglia; firmato:
boinz, 12/01/2004
VARIAZIONI SUL TEMA
Cos'è un bacio? Un apostrofo rosa tra le parole: "T'amo!"
(Edmond Rostand)
Cos'è un bacio? Un apostrofo rosa tra le parole "O me la dai o scendi!"
(Jimmy il fenomeno)
Cos'è un sorriso? Un apostrofo rosa tra le parole: "Giorno di paga"!
(Boinz)
Cos'è un cacio? Un apostrofo rosa tra le parole "Toma"!
(Boinz)
DIRETTAMENTE DA UNA MIA EX-COLLEGA
baciata dal dono del nonsense (altro che Marcello Marchesi!)
"E' BRUTTO MA NON SI NOTA" (fa tipo diciamo!)
"A CAVAL DONATO NON SI GUARDA IL PELO" (specie se ha i peli sulla lingua!)
"IO MI COMPREREI UN PERSONAL O UN PLANTARE" (certo che se usi il computer con i piedi...)
"IL PISELLO E' PIU' PULITO DELLE MANI PERCHE' LO LAVI AL MATTINO E POI E' LI'!" (lì dove?)
"MA DOVE SONO LE ISOLE MARSHALL? ASPETTA CHE GUARDO SULL'ATLANTICO..." (quando si dice un libro oceanico!)
"SE MUOIO ALMENO MI EVITO LA PETTINATRICE!" (dev'essere una pettinatrice tremenda!!!)
"SEDICENTE VUOL DIRE AFFASCINANTE???" (se ti piace il tipo criminale)
"IL TELEFONO SUONAVA A DIROTTO" (questa è meravigliosa!!!)
Gabinetto/1
Una porta chiusa. Una mano si allunga e scrolla la maniglia.
Voce dall'interno: "Occupato!"
Io: "E porco mondo, è mezz'ora che sei chiuso lì dentro!"
VDI: "Eh, c'è chi ha bisogno di più tempo e chi meno. Ma... che cazzo, c'è un altro cesso qui di fianco!"
Io: "E' occupato anche quello! A proposito, ehi dico anche a te! (Scrolla l'altra maniglia) Vedi di darti una mossa!"
Altra voce: "Ma vaffanculo!"
VDI: "Oh, ci vuole il tempo che ci vuole!"
Io: "Sì, ma se ci vai senza giornaletto ce ne va anche di meno!"
VDI: "Ma quale giorn...! Che cazzo, uno già è un po' bloccato, poi... mmm!"
Si sente un leggero raspare.
Io: "Ma... Brutto bastardo! Ma questo è il rumore della gomma! Stai facendo un cruciverba!"
VDI: "Mmmm... oggesummaria! Ma non capisci che più tempo resti qui fuori più tempo mi ci vuole? Vai via!"
Altra voce: "Sì togliti dai coglioni!"
Io: "E io invece resto qui fuori!"
VDI: "Ma fa che cazzo vuoi, basta che te ne stai zitto. Però sappi che io fino a che non ho finito non esco."
Altra voce: "E io pure!"
Io: "Vabbè, sto zitto."
...
...
...
...
Io: "Finito?"
VDI: "No."
...
...
...
Io: "Finito?"
VDI: "NO!"
Io: "E tu?"
Altra voce: "Ma suca!"
...
...
...
Io: "Finito?"
Altra voce: "Ma te ne vai a fanculo!?"
VDI: "E diobono che rompicazzo!"
Io: "E va bene, ma torno tra cinque minuti..."
VDI: "Oh! Lasciaci cagare in pace!"
Io: "... e se siete ancora lì dentro son cazzi vostri!"
Altra voce: "Hohohoho! E che fai, sfondi la porta?"
Io: "Esatto, sfondo la porta!"
VDI: "Ma vattene! Anzi no, aspetta, senti: fu amata dal Petrarca: 5 lettere!"
Io: "Lo sapevo! Che bastardo!"
Altra Voce: "Hehehehe!"
Io: "Se ti riferisci alla squadra di rugby, è sicuramente quella troia di tua sorella!"
VDI: "Hahahaha!"
Io: "Fanculo!"
Altra voce: "Senti questa: nelle dita e nella carta!"
VDI: "Hehehehehe! La cacca!"
Altra voce: "Hahahahaha!"
VDI: "Hehehehehe!"
Ma quando l'azienda perde un cliente importante e tu pensi: "Come godo!"
...quando vedi i titolari della tua azienda che si prendono a spintoni nelle scale e tu pensi: "Fa' che ne resti uno per terra!"
...quando uno qualunque degli azionisti racconta una sventura che gli è capitata e tu pensi: "Ben ti sta!"
...quando vedi uno dei titolari dell'azienda partire in viaggio d'affari e pensi: "Speriamo che l'aereo caschi su uno spuntone di pietra in corrispondenza del tuo sedile!"
...quando senti uno dei titolari tossire e pensi: "Sei mesi di vita a esser generosi!"
...quando tossisci tu e pensi: "Alla faccia degli azionisti, gli venisse un colpo in questo momento!"
Vuol dire che è ora di cercare un altro lavoro?
Altri Supereroi
L'uomo tromba: l'uomo tromba è molto grosso e lo si distingue dagli altri supereroi perché indossa sempre un maglioncino rosso col collo a V. La specialità dell'uomo tromba è prendere casa nello stesso palazzo del cattivo e poi attaccare a suonare la tromba dalle undici di sera fino alle sette del mattino dopo, incurante dei martellamenti e delle bestemmie che gli mandano i vicini. L'uomo tromba è efficientissimo poiché in questa maniera il cattivo la mattina ha troppo mal di testa per andare a fare casini in giro.
La Sentinella: è una vecchina sempre incazzata che vive incastrata dietro la tapparella della finestra di casa sua. La sua specialità è cogliere ogni minima variazione ambientale nel quartiere e immagazzinarla nel suo tremendo database. A differenza dei più sofisticati sistemi informatici, la Sentinella è però anche in grado di rielaborare le informazioni così raccolte, non importa quanto lontane nel tempo e nell'origine, e rielaborarle in forma compiuta, magari aggiungendo qualcosa di suo inventato di sana pianta per costruire dei pettegolezzi di ferro battuto dall'effetto devastante. Utilizzata in pianta stabile sarebbe in grado di smantellare Al Qaeda nel giro di ventiquattro ore ma la CIA e il Presidente degli Stati Uniti la temono più di Bin Laden. E' di una malignità inumana e fa parte dei buoni solo perché i cattivi non la sopportano.
Il Baccaglione: il Baccaglione non è in grado di stare in una stanza con una donna senza perdere le bave. Vive perennemente con una mano in tasca a tastarsi il pisello e ha l'alito cattivo. Le donne non lo sopportano e cercano di farglielo capire in tutti i modi, inutilmente perché il Baccaglione capisce solo il richiamo del pisello. Tutte le volte però che ne trova una più disperata di lui che ci starebbe pure, il Baccaglione non sa più cosa fare e si ritira tipo lumaca. Fa parte dei buoni per pietà.
QUI, casomai l'aveste persa, potete trovare la prima serie dei supereroi alternativi;
Qui e qui invece ci sono i cattivi.
E dopo mesi mesi e mesi di attesa, torna alla grande un clamoroso
DIALOGO SINCERO!
Dal Dentista
Paziente: Buongiorno. Ho i denti sfigati perché nonostante la mia alimentazione sia basata quasi esclusivamente sui Mars pucciati nella Nutella, non prendo uno spazzolino in mano dai tempi delle Olimpiadi di Cartagine.
Dentista: Mars con Nutella è la dieta che l'Associazione Medici Dentisti consiglia per una vita sana e ricca! Naturalmente sana e ricca per i membri dell'Associazione Medici Dentisti. Che dentifricio usa?
Paziente: Sei scemo? Non uso lo spazzolino uso il dentifricio?
Dentista: Bravo! Bravissimo! (lo abbraccia con trasporto)
Paziente: Ecco, io non ciò una lira per farne due ma ciononostante mi illudo di trovare un dentista veramente onesto che non mi rompa un buco per aggiustarmene un altro.
Dentista: Un dentista onesto? Al suo posto inizierei ad entrare nell'ottica di alimentarmi via endovena. Si metta su questa poltrona: ecco, fanno cinquantamila! Ora apra la bocca: fanno altre cinquantamila! Dica "Aaaaah".
Paziente: Col cazzo!
Dentista: Oramai è in ballo, le conviene continuare sennò quello che ha cacciato fino a qui è perso.
Paziente: Aaaaaah!
Dentista: Cinquantamila! Dunque la sua situazione è ottima! Davvero, mi compiaccio! E' tutto in putrefazione avanzata, i suoi denti sembrano ceneriere incrostate di merda di gabbiano. Quanti soldi può cacciare?
Paziente: Mah, metti sui duecento euro.
Dentista: Per duecento euro ti posso al massimo insegnare come si tiene lo spazzolone.
Paziente: Lo spazzolino?
Dentista: Con sto cesso di bocca che ci fai con lo spazzolino! Hehehehehehe!
Paziente: Ma questo molare qua? Si può recuperare? E soprattutto quanto costa?
Dentista: Sssssì, dunque: cinque minuti col trapano, cinque minuti di lampada UVA, trenta lire di amalgama... mmm... ottocento euro! Settecentonovantotto senza fattura.
Paziente: Ma vaaaaaaaaffanculo!
Dentista: Cinquantamila!
Insomma, sto aspettando una risposta di quelle importanti, fondamentali. Di quelle che non ti cambiano la vita: te la ribaltano. E così da due settimane ogni volta che squilla il cellulare, ogni volta che apro la casella di posta, ogni volta che entro in casa e butto l'occhio al led della segreteria telefonica vengo travolto dall'ondata di panico, dall'ansia. Troppo importante la carne al fuoco, troppo radicali le conseguenze. Come fare a sopportare l'attesa in situazioni del genere, come riprendersi dalle eventuali delusioni: è questo che fa la differenza tra viver bene e viver male e in questo momento sto vivendo di merda!
L'altro giorno durante un colloquio mi hanno fatto l'esame grafologico. Sì insomma, sapete che sto cercando di evadere in perfetto stile Abate Faria, e l'azienda di selezione che si è occupata della mia candidatura, tra le altre balle ci ha ficcato in mezzo anche l'esame grafologico.
In verità non stava andando male ma non stava andando neanche particolarmente bene. A me l'azienda non interessava più tanto: in effetti l'annuncio parlava di beni di lusso ma poi è venuto fuori che si trattava di un allevamento di maiali e così il mio entusiasmo si era decisamente raffreddato. Del resto neanche la selezionatrice era andata in estasi di fronte al mio profilo: in effetti per quel posto da addetto alla nutrizione dei porci cercavano un ingegnere neo-laureato o comunque un figlio cadetto di una casa reale europea. Vabbè, a ogni buon conto il colloquio si stava trascinando da un po', quando la tipa ha deciso di farmi l'esame grafologico. Mi ha dettato una cosa e poi si è messa lì a studiare il mio foglietto.
"Ho... le mani un po' screpolate, di solito scrivo meglio... oggi ho fatto veramente schifo..."
"Va bene, va bene..."
"Ho una calligrafia orrenda..."
E a questo punto la selezionatrice si è tirata su di colpo con una strana luce negli occhi.
"Non l'avrei mai detto! Ma lei è esattamente il tipo di... come si dice... quelli che..."
"Delinquente?" ho fatto io.
"no... no... tipo.. ecco..."
"Inaffidabile, vigliacco, stupido..."
"no... no... tutt'altro..."
"...lento, impreciso, sconcio, volgare, mediocre..."
"No per carità. Cioè sì anche, ma quello che dico io è che lei è incredibilmente... Maschio!"
E mentre diceva questo si infilò una mano nella scollatura della camicetta mentre si leccava lascivamente il labbro superiore.
"Ah sì? E da cosa l'ha capito?"
"Dalla lunghezza delle tue... ASTE! Sono lunghe e tese. E dure."
"Sì, in effetti non c'è male. Posso anche fare di meglio!"
"Ah sì?"
E venne a sedersi sulle mie ginocchia. Problema problema, l'esaminatrice aveva tra i settantatré e i novantasei anni.
"Un... Maschio!"
"Sa che l'ultima donna che me l'ha detto è stata l'ostetrica che mi ha fatto nascere?"
"E io ti faccio rinascere!"
"Beh, oggi è stata una giornata un po' così. Venendo ho visto una puttana ferma davanti a un incrocio e le ho chiesto quanto voleva e lei per tutta risposta mi ha spento la sigaretta sul tergicristallo. In effetti era un'impiegata in pausa caffè! Hehehe! Ha visto gli effetti del fumo? Ma ma... ma cosa fa?"
L'esaminatrice iniziò a snodarmi la cravatta.
"Se fa così però mi imbarazza signora...."
"Maschione maschio..."
"Sa che è il colloquio più strano che abbia mai fatto? A proposito, scusi la domanda, eh? Non è assolutamente un riferimento all'età, vero, ma lei è per caso presbite?"
"Come una talpa."
"No perché stavo vedendo che ha analizzato il mio foglio alla rovescia."
Qui forse ho fatto un errore perché fu come se le avessero tirato una secchiata d'acqua fredda in faccia. La signora infatti si alzò di brutto, per precipitarsi alla borsetta e riemergerne con gli occhiali sul naso. Poi si mise a studiare il foglio come se lo vedesse per la prima volta lasciandosi scivolare sulla poltrona, borbottando una serie di versi inarticolati. Due minuti così e quando si rialzò aveva gli occhi fiammeggianti di sdegno.
"Non credo che avremo bisogno di lei nella nostra azienda.... Finocchia!!!"
"Ma io veramente..."
"Vada, vada!"
"Ma io..."
"Vada!!!"
"Mi richiama lei?"
"See, see! A mai più rivederla!"
Vabbè, poteva andare peggio. Anzi, tutto sommato sono ottimista. Del resto dove vuoi che trovino un figlio cadetto di una famiglia reale per far la guardia ai porci? Lo sento: quel posto è già mio! :)
Oggi ho fatto colazione durante l'oroscopo di Canale 5:
"Sagittario: grazie ai grandi successi ottenuti sul lavoro..."
Basta, qui ho smesso di ascoltare.
"Ma è proprio necessario?"
Gesù, non avevo nessuna voglia di uscire, men che meno di andare a bere una birra! Avevo il frigo pieno di lattine ed ero stanco morto. In ufficio mi stavano tritando le balle da non avere manco più il tempo di grattarmi i capelli, figurarsi se avevo voglia di andare al Califfone!
Ma la morosa era già sulla porta:"Dai, vieni a prendere una boccata d'aria che ti fa bene: il tempo di bere una cosa e poi torniamo."
Ho detto "vabbè" con le sopracciglia, ho messo su la giacca e l'ho seguita.
In auto non ho spiccicato parola. Troppi casini per la testa. E' un periodo che ho più casini io in testa che Amsterdam nel quartiere a luci rosse.
Poi però abbiamo trovato posto proprio davanti al locale: a pensarci forse è la prima cosa che mi va dritta dall'inizio dell'anno.
Entriamo e toh! Sorpresa sorpresa! Ci sono Bingo e Pepe.
"Ciao bello!"
"Dio *****!"
Gli dò cinque: "Guarda chi c'è! Come mai sei a spasso di mercoledì?"
"Ma oggi non è un mercoledì come gli altri!"
Butto un'occhiata circolare a cercare un posto e caspita! mi accorgo che conosco quasi tutte le persone in sala, se non proprio tutte! E tutte mi rivolgono un cenno di saluto, un gesto col mento, o vengono a darmi una pacca sulla spalla. Ci sono Canecane e Davide F., Parapiglia e Sacripanza. Sul palco riconosco la batteria dei "Rumori Puzzolenti" e infatti in un angolo che si rollano una canna ci sono anche il Geom. col Geko e Monoscopio (il Geom. li cazzia). E poi l'Uomo Puzzetta ed il Cognato, il Bestemmiatore e il Garzone, l'Uomo Sudato e l'Uomo Loffa. E Bilbo Jameson, Pit e Scirlei. E Miniboinz, James Boinz e Astroboinz! E Rebecca la giovane massaggiatrice di sessantacinque anni! E Pirupiru!
"Ma come mai siete tutti qui? Se è per il mio compleanno vi avverto che siete in ritardo di due mesi!"
Bingo mi mette un braccio sulla spalla e una media chiara in mano.
"Non è il tuo compleanno: è il compleanno del blog!"
"E' già passato un anno? Davvero? Un anno di cazzate?"
"Eh sì!"
"Beh, allora auguri a tutti!"
Cinque cose che dovrei smettere di fare
1) cercare di toccare il culo a tutte le donne che incrocio;
2) passare tre quarti d'ora tutte le mattine davanti alla rastrelliera dei CD e poi uscire con la solita raccolta di De Gregori;
3) mostrare il dito al cane del vicino tutte le volte che mi abbaia contro;
4) cominciare un discorso e poi
5) mettermi a ridere quando sono in imbarazzo;
6) superare sistematicamente i limiti che pure mi autoimpongo;
Ricomincio da capo
L'anno nuovo è iniziato esattamente com'era finito l'anno vecchio e cioè con la voglia matta, il bisogno fisico di voltare pagina lavorativa. Con il rientro infatti mi è tornata prepotentemente la nausea esistenzial-lavorativa, scatenando ancora di più i propositi di fuga. Ma che vi devo dire? Io continuo a rispondere agli annunci, i colloqui continuano a susseguirsi, i livelli di selezione a stratificarsi ma alla fine della fiera rimango inchiodato qua, novello Gesù Cristo o meglio, novello Spartacus. Ogni volta mi pare di fare bene, ogni volta sento di essere vicino al traguardo ma vuoi per via di strane combinazioni astrali, vuoi perché la selezionatrice non ama i bruni, vuoi perché quel giorno lì il direttore del personale aveva dormito male non concludo un accidente. Io non demordo (non ho alternative, del resto) ma mi rendo conto che se si potesse rimontare la mia vita selezionando solo le scene dei colloqui ne verrebbe fuori una sequenza tipo "Ricomincio da capo" e precisamente quella in cui Bill Murray decideva di approfittare della situazione per baccagliare la collega, modificando ogni volta un particolare per adeguarsi ai gusti della sua preda.
Ecco, la mia sequenza non risulterebbe tanto diversa: ogni volta le stesse domande e poi le mie risposte ogni volta leggermente migliori, perfezionando una postura ogni volta apparentemente più rilassata, e qualche dettaglio che magari mi era sfuggito la volta precedente (per esempio tenere la borsa con la sinistra in maniera da avere la destra libera da dare al selezionatore al momento dell'arrivo e della partenza evitando così ineleganti passaggi di mano). Continuo a perfezionare, a limare, a migliorare ma alla fine -esattamente come Bill Murray nel film - sono sempre qui. E che palle!
Proposito per il 2005: tirare il trepiede della macchina foto in faccia al capo.
Cena aziendale di Natale
(2a parte)
La serata già orrenda di suo, è stata definitivamente scamazzata da un intermezzo allestito da due "vecchi ma non troppo" che hanno riscritto il testo di "Agua de Março" di Antonio Carlos Jobim (che avrà passato l'antivigilia a contorcersi sul cesso dalla cacarella) per cantarla in gloria dell'amministratore delegato e degli altri viscidi potenti, in ordine decrescente di potere assoluto.
Tutti che ridevano e cantavano in coro il ritornello e io in un angolo che pensavo: non è vero. Questa cosa non sta avvenendo sul serio, sono io che me l'immagino per autoconvincermi che me ne voglio andar via.
A parte la tristezza dell'iniziativa adulatoria, a parte l'imbarazzo centuplicato dal fatto che nessuno provava imbarazzo, è stata proprio la miseria qualitativa della cosa che mi ha abbattuto come un piccione: le rime fatte aggiungendo un "aun" alla fine delle parole per simulare il portoghese, in particolare, mi han fatto davvero capire che non c'è futuro per l'umanità.
Meno male che qualcuno ne ha approfittato per pulirsi le scarpe sul maglione di puro cachemire della figlia del titolare appoggiato distrattamente sullo schienale della sedia, che così ha chiuso l'anno piagnucolando.
Non so chi sia stato ma vorrei dargli un bacio.
Cena aziendale di Natale.
(Cronaca di un incubo di fine anno)
Dimenticavo di dirvi che anche quest’anno il Padrone nella sua munifica munificenza, ha deciso di celebrare la sua augusta persona con la solita stronzissima cena di Natale, una sfilata felliniana di ipocriti sorrisi e strette di mano falsamente democratiche, che i più ingenui credono rivolte a suggellare i legami della grande famiglia aziendale ma che in realtà sono l'estremo manifesto dell'arrogante nulla che caratterizza la vita lavorativa in quest'impresa.
Già dalla disposizione dei tavoli, teoricamente orientati a simulare una grande promiscuità democratica ma in realtà disposti secondo lo schema rigido dell'organigramma, si intuisce infatti la clamorosa divisione in caste imperante:
Il tavolo no.1. riservato alla proprietà & famiglia è senz'altro il più bello, il più largo, col bouquet più colorato, il più illuminato, quello con le posate belle. Del resto è perfettamente inutile avvicinarvisi se non si è possessori di un fastoso pacchetto azionario. Gli argomenti di discussione:
- ad alta voce: “Come stiamo bene insieme oh che bella festa”;
- a voce un po’ più bassa: “Quest’anno non siamo andati dal culo, il prossimo anno chi lo sa.”
- a un livello pressocché inintelligibile per orecchio umano, strizzato in una smorfia di disgusto mafioso: “Siete feccia, siete fuffa inguardabile, mi date il voltastomaco.” rivolto praticamente a tutti.
Allucinante.
Tavolo no. 2. La Dirigenza. C'è da dire che il tavolo rotondo, nato come espressione di democraticità, nella realtà di tutti i giorni si è dimostrato come la più spietata cartina tornasole dei livelli di potere aziendali: mentre infatti il suo omologo rettangolare permette ai veri potenti di celarsi cedendo il posto in punta a qualche omino inutile, nel tavolo dirigenziale rotondo si nota subito come gli squali più feroci del lotto assumano immediatamente la posizione di irresistibili poli d’attrazione, ponendosi come estremi attorno ai quali vanno a gravitare le rispettive fazioni di leccapiedi e assassini prezzolati.
Argomento della tavolata:
- ad altissima voce (per farsi sentire dai componenti del tavolo della Proprietà): chi la spara più grossa.
- a bassa voce: orribili sentenze di morte.
Spaventoso.
Tavolo no. 3: Gli anziani. Con vent’anni di azienda sulle gambe, oramai hanno smesso di detestarsi e vivono in attesa che l’Inps stacchi le macchine che li tengono ancora in vita (lavorativa). Tema: come eravamo. Speciale di quest’anno (di tutti gli anni): oh, guarda un po’ chi è morto.
Agghiacciante.
Tavolo no. 4: Gli anziani ma non troppo. Gira gira finiranno per parlare del figlio di Maria Teresa e della sua merda. Implacabile.
Tavolo no. 5: I ggiovani aziendali. Le colonne portanti dell’azienda dei prossimi vent’anni, quelli che dovrebbero farci fare il famoso salto di qualità. In pratica il segnale vivente che è ora di cercarsi un altro lavoro! Argomenti di discussione: un quarto d’ora di cazzate televisive, trenta secondi di video musicali semi porno, mezz’ora di luoghi di villeggiatura a cui un tempo si aveva accesso solo con lo stipendio di quadro. Poi dopo una rapida occhiata circolare, prendono però il sopravvento le maldicenze e le cattiverie nei confronti degli altri colleghi: le ragazze fanno l’elenco delle avances ricevute nel corso dell’anno (che comunque fanno curriculum); i maschi invece vanno più allo spiccio, tagliando a fettine sottili le capacità lavorative dei rispettivi responsabili o dei colleghi anziani, rivelando una memoria per i dettagli che rasenta l'autismo. Tutti comunque esprimono un’ambizione e una mancanza di valori di civiltà minima che fa spavento. Terrificante.
Tavolo no. 6: i segati fuori. Tutti i ritagli umani aziendali, i cascami che fanno numero e a cui nessuno rivolge la parola se non per ragioni puramente lavorative. Argomenti: monologhi sparsi e scoordinati. Molto atteso quello di Ada e il suo Bimby. All’arrivo degli antipasti caldi però il tavolo precipita in un silenzio di vetro. Patetico.
Tavoli no. 7 e 8. La produzione. Tutta la banda che normalmente vive nelle catacombe aziendali. Salta subito all'occhio come tra le operaie, mortificate per 364 giorni da grembiuli o vecchi vestiti sformati, ci sono parecchie fighe pazzesche, molto più fighe delle insipidissime impiegate che infatti schiattano di rabbia. Argomento: non ne ho idea. Credo problemi di vita vera, dati gli stipendi da fame elargiti dall’azienda.
Tavolo no. 9: I magazzinieri. Tutti maschi, passano una mezz’oretta a parlare di cinema, calcio e Grand Theft Auto salvo poi convergere nell’argomento principe di tutte le conversazioni tra uomini: la figa e tutte le sue applicazioni. Si passa quindi dalle donne aziendali in chiave sessuale, le cameriere del ristorante in chiave sessuale, le celebrità televisive in chiave sessuale in un crescendo di pornografia mentale ampiamente alimentata dagli alcolici. Mitico.
A rigore io avevo tutte le carte per sedermi sia al tavolo della generazione di mezzo, sia a quello dei ggiovani (un po' al pelo), il che mi rendeva perfetto per il tavolo dei segati fuori. Invece con un abile colpo di mano son riuscito a sedermi al tavolo no.9, facendomi due sane risate e sfogando la mia ben nota vena più trash che mi ha attirato gli applausi della tavolata!
TRAUMA DA RIENTRO
E diciamolo una buona volta: sono un vigliacco. Sono un tragicomico, grottesco codardo.
Insomma, è successo che stamattina quando sono arrivato in ufficio c'erano praticamente già tutti. Così ho infilato la Boinzmobile in cima alla coda e proprio quando mi son piegato per prendere la borsa col portatile è arrivata quella pozzanghera umana che risponde al nome di Serena. Ha parcheggiato proprio di fianco a me, prendendo sedici posti con la sua Yaris limousine è scesa e si è piantata davanti alla mia portiera.
Avessi avuto un po' più di palle, sarei rimasto piegato fingendo di essere impegnato in una difficilissima operazione a cuore aperto. Oppure sarei sceso spalancando la porta con tutta la forza in direzione della sua milza. Invece da quel vigliaccone che sono ho aperto, le ho sorriso e non le ho tirato una ginocchiata nel torace quando si è precipitata a baciarmi. Con che faccia lo sa solo lei.
"Ciaoooooo ma come staiiiii!"
"Eh, io un po' così."
Ecco, avessi avuto un po' più di palle avrei chiuso la conversazione qui. Invece per colpa della mia clamorosa cortesia mi sono lasciato scappare la frase che tutte le volte mi riprometto di cancellare dal mio vocabolario lavorativo e che invece staziona sempre in fondo alle mie righe di dialogo: "E tu?"
"Aaaah, ioooo, guarda: benissimo. Oddio, non c'era neve e quella che c'era era sparata e quella sparata si scioglie subito e ho rischiato di rovinare il fondo dei miei sci (rossignol eh? Mica balle io i soldi li so spendere non bado a spese io) che mi sono costati un casino perché io i soldi li so spendere, non bado a spese io. Cioè, ci siamo divertiti neh? ma sai, il pensiero di quello che è capitato in Giappone..."
"Guarda che in Giappone non è capitato un cazzo."
"Come e lo zio nami? Ma non sei informato? Vabbè, ti racconto tutto."
E via con centodue minuti di puttanate colossali.
Proposito per il 2006 (per il 2005 oramai è tardi): mandarla a fanculo appena apre bocca.
"Ciaoooo!"
"Ma va a cagare!"
utente anonimo in "Eccolo, &egrav...
tolly in E' NATO BOINZINO!!!!...
principessafelice in E' NATO BOINZINO!!!!...
mafaldablue in "Eccolo, &egrav...
oggi
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