Più passa il tempo, meno ho voglia e meno ho voglia, meno mi passa il tempo

Tempi sprecati

Blogger: boinz
Se tu mi guardassi da lontano, o caro lettore, dubito che riusciresti a distinguermi dalla massa. Tra tremila anni gli archeologi che esporranno i miei resti nel museo del 21° secolo scriveranno sulla targhetta: “Impiegato dell’era berlusconi ha un tenore di vita paragonabile a un operaio degli anni ’70 del secolo precedente ma la precarietà di una puttana nigeriana appena sbattuta sul marciapiede. Il poveraccio pensava di essere vicino alla felicità perché in realtà non capiva un cazzo. Del resto l'orribile vita che conduceva se la meritava in pieno, appartenendo egli al ceto sociale con il minor spirito di classe della storia della civiltà umana. Persino gli avvocati, persino gli industriali, i commercianti, coloro che insomma vivevano della rovina dei concorrenti erano riuniti in associazioni, corporazioni, sindacati: l'impiegato a cavallo tra 20° e 21° secolo invece, era completamente abbandonato al suo destino. I sindacati dei lavoratori che avrebbero dovuto vegliare su di lui, avevano infatti preferito dedicarsi alla difesa di operai e pensionati, che avevano un livello di reddito al limite della sopportazione umana e che soprattutto compravano le tessere e scendevano in piazza quand’era ora di manifestare. L’impiegato invece era un individualista diffidente e cattivo e così si prendeva per intero il carico di merda destinato alla massa dei lavoratori dipendenti in cambio di uno stipendio solo nominalmente più consistente di quello degli operai. Come molti suoi contemporanei, l’esemplare che vedete qui esposto aveva così cercato una via di fuga mentale aprendo un blog su internet, quella rozza prima esperienza di rete in cui poi ci siamo trasferiti -una volta divenuti puro spirito- duemila anni fa” Così, abbastanza vicino a quella che dante definì la metà del cammin di nostra vita traggo un bilancio di metà esercizio e ammetto quanto segue 1) faccio un lavoro di merda; 2) frequento in larga maggioranza delle teste di cazzo a partire dai colleghi; 3) ho uno stipendio che se io e la mia auto non facciamo puttanate, mi permette di chiudere il mese leggermente sopra il pareggio; 4) una volta ogni sette minuti immagino la scena delle mie dimissioni ultima versione io che incido con un saldatore la mia lettera di dimissioni sul cuoio capelluto del mio titolare 5) racconto in giro di aver scopato una quantità di donne pari o forse persino superiore al numero di donne in età fertile che ho effettivamente conosciuto in tutta la mia vita; 6) al di fuori di mtv, qualche sporadico programma comico, il calcio, blob, e i telegiornali praticamente non guardo più la televisione; 7) credo che i pink floyd siano stati il secondo più grande gruppo della storia, perlomeno finché il cervello di waters ha retto; 8) vorrei vedere berlusconi costretto a presentarsi alle elezioni senza fondo tinta in faccia e con i capelli del loro colore naturale; 9) non so i nomi delle veline e me ne vanto apertamente; 10) una volta ogni sette minuti penso “chi cazzo me lo fa fare”; 12) non ho più voglia; firmato: boinz, 12/01/2004

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venerdì, dicembre 24, 2004

Oggi ho letto la storia di una di noi. Non solo una di noi blogger ma una di noi esseri umani che sfiga, destino, vita crudele, malattia fate un po' voi, si sono portati via.

Non la conoscevo, non avevo mai avuto modo di passare dalle sue parti ma il bello/brutto dei blog è che il segno che lasci può sempre essere ripercorso al contrario per rivedere le puntate precedenti. Forse è un po' indelicato a posteriori ma credo che se un blog ha uno scopo sia proprio quello di portarti dove non saresti mai stato altrimenti e questa volta lo ha raggiunto in pieno.

Ecco, volevo dire che è scomparsa una persona incredibilmente coraggiosa e positiva e forte e solare e bella e davvero leggere le sue parole di forza e fiducia mi hanno fatto stare incredibilmente male.

E niente, volevo solo dire che su questo piccolo blog ci sarà sempre una candela per ricordare questa piccola grande bellissima persona e blogger e quell'altro grande blogger che ci ha lasciato quest'anno in un modo altrettanto tremendo. 

Basta, sono troppo giù, non mi riesce di dire altro.

Boinz


Un cazzeggio di: boinz a 17:32 | link | commenti (8)
bollettino dei naviganti

giovedì, dicembre 23, 2004

 

 

 

 


Boinz



Un cazzeggio di: boinz a 14:30 | link | commenti (11)

Io (curiosone): "Senti, ma quando ci siamo messi insieme qual è la prima cosa che hai notato in me? Cos'è che ti ha colpito?"
Morosa: "Mmmmm il culo. Hai un bel culo."
Io: "Ah, cioè non il senso dell'umorismo, non la splendida conversazione, la sconfinata cultura."
Morosa: "Sì, anche, ma tu mi hai chiesto la prima cosa che mi ha colpito."
Io: "Ho capito. Vabbe', è quello che ho sempre pensato."
Morosa: "Cioè?"
Io (sorrido ammiccante): "Che mi hai preso per il culo."
Morosa (sospira scrollando la testa rassegnata): "Sei irrecuperabile."









Un cazzeggio di: boinz a 10:38 | link | commenti (18)
altri dialoghi

mercoledì, dicembre 22, 2004

IL CANTO DI NATALE DI BINGOBANGOBONGO.

Il papà di Bingo non mi rivolge più la parola da quella volta che gli ho spento la cicca nella mangiatoia del presepe. E io che cazzo ne sapevo? Mi era sembrato strano che ci fossero tutte quelle statuine intorno a un posacenere ma sai, di cose strane ne vedi talmente tante!
"Cos'è giochi ai soldatini?"
E lui con pazienza: "No, questa è la mangiatoia del Bambin Gesù, questo è San Giuseppe e questa la Madonna."
"Fa vedere? Non le somiglia un cazzo!"
"Questi sono i Re Magi che portano i regali al Bambin Gesù: oro, incenso e mirra."
"Mah, secondo me il primo è ok: a regalare i soldi non si sbaglia mai. Gli altri due potevano starsene a casa! Senti, ma non è che qui la mucca si mangia tutta la paglia prima che arrivi il Bambino?"
"Ma non è una mucca, è un bue. Il bue e l'asinello! Boinz, ragazzo mio, tu hai delle lacune di religione spaventose!"
"Ma no, sono solo un po' fuori forma. Davvero."
"No, non è questione di forma. Va' subito a trovare Don Riccardo e digli che ti mando io."
"Vabbe' dai, magari dopo le feste. Figurati come sarà occupato in questi giorni!"
Intanto dall'altra parte della stanza Bingo mi faceva suca spalancando le mani sopra la testa e poi portandole a coppa sul pube.
"Va bene Boinz, però sappi che se non vai a confessarti non potrò invitarti al cenone del 24."
Ora devi sapere che a me il Natale mi piace per due cose: le ferie e il cenone del papà di Bingo. E' incredibile come cazzo cucina! A Natale poi ci dà dentro peggio di una betoniera a cibo, roba che mangi finché l'ombellico non ti esce fuori come alle donne incinte.
"Se la metti così vado. Però secondo me farebbe bene a venire anche Bingo."
Ci voltammo tutti e due.
Bingo: "Mai nella vita! Toglietevelo dalla testa!"

Per strada non c'era nessuno. Tutti in casa al calduccio, tranne me, Bingo e il suo pappagallo.
"Sei un bastardo."
"Così impari a farmi suca."
"Porcod**!"
"A proposito: era proprio necessario portare Perepepé?"
Per chi non lo sapesse Perepepé è il pappagallo di Bingo, addestrato a bestemmiare random. Ogni tanto salta su con un'imprecazione da andarsi a nascondere in cantina, come durante i bombardamenti.
"Io e Pepe siamo inseparabili."
"Allora vedi di mettergli la museruola."

Arrivati davanti alla chiesa mi toccò bussare alla porta. Uscì fuori un tizio con una gonna che gli arrivava fino ai piedi e noi giù a ridere!
"Cosa c'è da ridere?"
"Ma no, niente, solo che cazzo, non potevi metterti un paio di pantaloni prima di venire alla porta?"
"Se siete venuti a parlare di abbigliamento vi avverto che sono molto impegnato."
"No senta, abbiamo sentito parlare molto di questa nuova religione e vorremmo saperne di più."
"Ho capito. Voi siete i due reprobi. Seguitemi."

Entrammo in questo stanzone tipo palestra ma tutto disegnato. Bingo fischiò d'ammirazione.
"Mica male la baracca!"
"Un po' di rispetto per la casa del Signore!
Bingo mi avvicinò l'orecchio:
"Mi sembrava strano che un pezzentone così avesse una casa del genere."
"Dev'essere il custode. Quella che ha addosso dev'essere la divisa."

Arrivati davanti a una specie di tavolo il tizio del camicione si inginocchiò e abbassò la testa.
"Perso qualcosa?"
Non ci cagò di pezza, girò a sinistra e si infilò in una stanzetta.
"Dunque voi due deficienti vorreste farmi credere che non sapete nulla della religione Cattolica?"
"Ma no, siamo solo giù di forma. Vero?"
"Ma sì. Ci basta una rinfrescata e ci torna tutto come nuovo."
"Chi è Dio?"
Perepepé attaccò a sbattere le ali furioso cercando di liberarsi. Fortunatamente la museruola tenne e ci evitammo il rogo.
"Aspetta, ne ho già sentito parlare."
"E' quello con la barba, vero?"
"No, quello è San Giuseppe."
"Che cazzo ne sai tu?"
"L'ho visto oggi nel presepe di tuo padre!"
"Dio" fece camicione "è il principio ultimo di ogni cosa."
"Principio ultimo?"
"Un attimo: o è il principio o è l'ultimo. Eh? Che mi dici? Sono stato attento eh?"
"Chi è Gesù?"
"Dev'essere il padrone del posacenere."
"Ma no, quello è un bambino."
"Ok, ho capito. Voi due avete bisogno di un corso di catechismo."
"Mah, possiamo parlarne. Tu che dici Bingo?"
"Aaah sì, sì ok. Poi veniamo dopo le feste..."
"Sì dai, poi ci mettiamo d'accordo."
"Sì. facciamo passare le feste e ci mettiamo d'accordo. Arrivederci."
"Sono sicuro che intanto vorrete versare la quota di iscrizione."
"E' che siamo un po' al verde."
"Sa i regali..."
"Sì i regali, una cosa e l'altra."
"Così per sapere,
quant'è?"
"Venti euro a testa."
Io e Bingo ci guardammo negli occhi un attimo, poi Bingo tolse la museruola a Pepe:
"Ma vaffanculo!"


Un cazzeggio di: boinz a 12:12 | link | commenti (13)
the best of boinz, bingo

martedì, dicembre 21, 2004

Il mio contributino al miniblogrodeo del Sig. Confuso.

 

TURNO DI NOTTE

 

Per molti la notte significa svago, trasgressione, divertimento o riposo. Per me invece è il momento di entrare in fabbrica. Dove lavoro io infatti si fanno i turni. Ce ne sono quattro: quello dalle 8:30 alle 17:30 si chiama “centrale” ed è il più tranquillo; poi c’è il primo turno dalle 6 alle 14; il secondo dalle 13 alle 22 e infine c’è la notte, dalle 22 alle 7.

Tra i miei colleghi ci sono pochissimi italiani: pregiudicati, trafficanti, ex sindacalisti caduti in disgrazia, gente piena di debiti, rissaioli. Io faccio la notte perché mia figlia studia all’Università e con lo stipendio normale non potrei mantenerla: lavorare la notte infatti ti permette di guadagnare qualcosa in più. Del resto gli dai la vita, un minimo te lo devono pur riconoscere. Io per esempio mia figlia non la conosco affatto: quando lei è sveglia io dormo e quando lei dorme io lavoro; il sabato sera che siamo svegli tutti e due lei non c’è mai. Ci vediamo giusto all’ora di cena e non sappiamo mai cosa dirci. C’è mia moglie che mi tiene aggiornato ma spesso ho il sospetto di non conoscere manco lei.

Uno dei luoghi comuni sul turno di notte è che chi fa la notte lavora male. In parte è vero ma è un po’ come lasciare la spazzatura al sole e poi lamentarsi che puzza. Quelli che vengono assegnati al turno di notte sono infatti i più pelandroni, gli elementi peggiori allo scopo di stancarli per farli andare via. Lamentarsi che una volta abbandonati a loro stessi lavorino male mi pare un controsenso. Poi però è anche vero che la notte perdi gran parte del senso delle cose. Tutto ti pare inutile e privo si significato e finisci presto per lavorare col medesimo fatalismo, come viene viene.

Alle due c’è la pausa pranzo. La prima volta che feci la notte l’idea di mangiare la pasta e la carne alle due del mattino mi sembrò assurda. Mi vergognavo addirittura e così non portai niente. Quando suonò la sirena della pausa scoprii però di avere una fame da lupo. Corsi alle macchinette delle merendine ma le trovai vuote: venivano caricate alle sette del mattino e quel poco che sopravviveva veniva spazzolato via da quelli del secondo turno durante la pausa delle otto.

Trovai giusto un ultimo pacchetto di Pavesini che fui costretto a centellinare per farli durare fino alle sette. Non ricordo di aver mai avuto tanta fame.

Un altro luogo comune che sento spesso sul turno di notte è che si fa parecchio sesso. Non nego neanche questo. Il punto è che quando vivi sfasato rispetto al resto del mondo perdi completamente ogni parvenza di vita sociale. E’ come vivere fuori da te stesso, come vivere in orbita. Spesso infatti capita in chiusura di turno, quando davvero non ti interessa più niente. E’ un sesso disperato, solo per smettere di pensare ma quasi mai raggiunge lo scopo.

Poi finalmente si fanno le sette e suona la sirena dell’uscita. Spesso ci fermiamo nel parcheggio a vedere il sole che sorge. E’ sempre uno spettacolo incredibile. Ti fa venire voglia di accenderti una sigaretta e aspettare ancora cinque minuti prima di tornare a casa.


Un cazzeggio di: boinz a 09:41 | link | commenti (15)
blogrodeo

venerdì, dicembre 17, 2004

Davanti al becco non ho più Serena, la dirimpettaia cavallina ma un giovane di belle speranze anche se, ahilui! assai distratto.

Capo (dopo una vaccatina): "Riccardo, veda di stare più attento la prossima volta. Boinz, mi faccia la cortesia: gli stia dietro che questo ha la testa tra le nuvole!"
Io: "Volentieri, ma come faccio a stargli dietro se ce l'ho davanti?"





Un cazzeggio di: boinz a 10:40 | link | commenti (13)
altri dialoghi

giovedì, dicembre 16, 2004

Come sapete a causa dell'incauta composizione del palinsesto, mi trovo spesso a passare davanti alla tele durante il telegiornale regionale del terzo, una specie di fossa dove si incaglia la programmazione Rai prima dell'impennata Sport 3 - Blob.

Ieri sera gran parte del TG Piemonte era dedicato alla trattativa Fiat - GM. Non fosse stato per le cifre mostruose in ballo, sembrava di assistere alla trattativa per la vendita di un'auto usata.
Fiat: "Bom, ti sei impegnato a prenderla, qua ci son le chiavi, qui c'è il libretto: tanti auguri!"
La GM: "Nononononononono! Quella che mi avevi fatto vedere era un'auto quasi nuova, sempre tenuta in garage, ce l'aveva un vecchio, e adesso invece mi vuoi rifilare 'sta baracca col motore fuso! Non la voglio più, te la tieni!" Segue colpo dell'ombrello.
Fiat: "Ok, la tengo io ma tu la paghi lo stesso! Guarda qui: hai firmato!"
GM: "Leggi bene: c'è scritto Paperon De' Paperoni! Peppeppé ti ho fregato, peppeppé!"
Fiat (fa cimpirimerlo): "Hai firmato e te la tieni! Lallallallà, lallallà, stoccafisso e baccalà!"

E poi han fatto sentire i commenti della città: i giornalisti tutti agghiacciati dal panico; i sindacati terrorizzati; gli imprenditori con le borse sotto gli occhi di chi non dorme da due settimane; Chiamparino triiiiiste (che è poi la sua condizione normale).
Perché se GM molla la Fiat, Torino va dallo sparagnaus (Juve compresa, hehehehe!)

E così ho pensato alla crisi dell'83, quando Ghidella tirò fuori la Uno e la Fiat riprese a respirare.
E ho pensato alla crisi del '93 quando qualcuno che non era Romiti tirò fuori la Punto e la Fiat riprese a respirare.
E ho pensato a quando due anni fa la Stilo in versione "cartonata" iniziò a girare in tangenziale, che tutti pensammo: 'Gesù, siamo fottuti!'

E ho pensato a come sarebbe bello andare ad abitare in un'altra città o meglio ancora in un'altra nazione e poter vivere i nuovi ridicoli modelli di mamma Fiat col disinteresse che meritano e anzi farci ancora su una bella risata: la Nuova Panda: hahahahaha! La Punto fetecchia: hahahahahaha! La Stilo: peppeppé!

E invece no.















Un cazzeggio di: boinz a 16:01 | link | commenti (14)
attualita

mercoledì, dicembre 15, 2004

BLOGRADUNO/3

All'ingresso della bellissima villa sul Lago di Como, la più bella gente della blogosfera sfiora il terreno leggera come un post di Jorma. Mi avvicino sfoderando il mio più sfrontato sorriso da orecchio a orecchio, le mani in tasca a mostrare la sempiterna camicia di Fred Perry malgrado i -2° di temperatura esterna e un'umidità del 98% che farebbe intirizzire un orso polare ricoperto di Gore-tex. Ma stasera sono forte, cazzo se sono forte!
Saluto con un cenno del capo Macchianera (che non mi caga di pezza), faccio l'occhiolino a Personalità Confusa (che non mi caga di pezza), sorrido a tutte le donne che entrano nel mio campo visivo (che non mi cagano di pezza) e mi infilo.

Finalmente arrivo all'ingresso. Mi si fa sotto il solito tipo lampadatissimo: mi mostra i denti ma non per sorridere.
"Ehi pezzo di merda! Io ti conosco, tu sei Boinz!" Con la mano scatta subito a cercare il fischietto nel taschino dello smoking ma io lo gelo con un gesto secco.
"Rallenta bello, non ti agitare prima dell'uso! Io adesso ho VENTIMILA contatti. Dico: VENTIMILA contatti, mica cazzi di gomma!"
Lampada UVA ha un'esitazione, poi porta lo stesso una mano al taschino ma con molta più calma, per cavare un palmare grosso come un santino. Picchietta sullo schermo con l'ipertrofica unghia del mignolo, quindi mi lancia un'occhiataccia.
"URL?"
Io: "AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH!"
"Coglione! Com'è l'indirizzo del tuo blog!"
"Ah. accatittippì... slash-slash... slash, come il chitarrista dei Guns... poi 'equivocabolario'... no senza il ciqù... puntosplinder...puntocom."
"Mmm."
Picchietta ancora un po' poi porta l'indice all'auricolare.
"Cosimo? Di corsa all'ingresso A. Abbiamo un C1!"
"Come C1?! Io pensavo almeno B0 se non addirittura un A3!"
Ma Lampadato ha già smesso di considerarmi e si avvicina a un gruppo di blogstar in arrivo.
"Herr Effe, è sempre un piacere vederLa."

Rimango da solo per un paio di minuti in un angolino buio, finché finalmente si presenta un vecchietto in divisa da posteggiatore abusivo, con tanto di cappello da tranviere e cornetto rosso portafortuna a penzolare dal taschino.
"Sei tu il C1? Seguimi."
Entriamo nella villa da una porta sul retro. Attraversiamo un corridoio buio con un vago odore di muffa e escrementi di topo, quindi il vecchietto apre una porta che dà su una stanza illuminata al neon, facendosi di lato per lasciarmi entrare.
"Buon divertimento."

Entro in quella che sembra la sala d'aspetto di una stazione FFSS. L'ambiente è squallidino ma i gruppetti di persone che chiacchierano amabilmente creano comunque un'atmosfera conviviale. In fondo, al posto del buffet, c'è una macchinetta del caffè a cialde e una distributrice di merendine a moneta. Vabbè, mi dico, poteva andare anche peggio.

Mi avvicino a un gruppetto dotato dell'unica tipa quasi discreta della stanza, mentre un panzone si infervora in un discorso che presumo profondissimo:
"...ma soprattutto il problema è che nessuno vuole più lavorare la terra!"
"Specie i giovani! I giovani non hanno voglia di far nulla!"
"Ma che profonda questa frase! Non ci avevo mai pensato!"

Mi allontano inorridito e cerco di infrattarmi in un altro capannello.
"...pensavo che fosse un buon segno e invece..."
"Eh cara mia: una rondine non fa primavera!"
"E' vero! E' proprio così! Bravo!"

Colto da disperazione mi accascio ad ascoltare un gruppetto di ragazzi:
"Io non capisco tutte queste polemiche sulle sorelle Lecciso. Sono così naturali!"
"Esatto! Senti, la gente vuole vedersi alla televisione, vuole riconoscersi: date la gente comune alla gente comune e avrete la gente comune davanti agli schermi! E poi tanto calcio, chiaramente."
"Chiaramente!"

Mi arrendo alla vita. Tiro fuori 50 cent. e mi sparo un caffè liofilizzato corretto così a naso direi all'orina. Mentre giro lo stecchetto di plastica trasparente guardo dalla finestra le luci che brillano nel settore A1, le sagome della gente che discute di cose divertentissime e balla e ride e penso che è da un sacco di tempo che non vado allo stadio a vedere il Toro.




























Un cazzeggio di: boinz a 13:53 | link | commenti (31)
blog raduno

martedì, dicembre 14, 2004

James Boinz arrivò sulla sua accartocciatissima Panda 30 davanti alla sede torinese del servizio segreto di sua maestà il Re Scamazzato 1°: una finta osteria ricovero di barboni amanti di vino guasto e pasta scotta.
Bussò sulla porta di legno ruvido seguendo il codice stabilito per quella settimana: sedicimila volte con la mano destra, poi centotré volte con la sinistra e poi altre quarantaseimila con la destra e come d'incanto la porta si aprì di colpo.
"Che cazzo, ho capito!! Ma vaffan... ah ma sei tu. Uffff..."
'M' si rimise le bretelle a posto sulla camicia a quadroni rossi e blu, girò sui tacchi e rientrò strascinando le ciabatte sul pavimento in rumorosissimo linoleum.
I due passarono davanti alla segretaria Moneypenny, che in quel preciso momento fingeva di apparecchiare. Il capo si grattò il cazzo senza neanche fare finta di mettere le mani in tasca. Boinz invece le fece l'occhiolino e la sciupatissima donna gli mostrò il dito.
Finalmente Boinz e M entrarono nel finto retrobottega.
James si lasciò cadere su una sedia di paglia davanti alla scrivania del superiore, un tavolaccio coperto da una tovaglia a scacchi rossi e bianchi.
"Allora capo, da chi salviamo il mondo stavolta?"
"Niente di tutto questo. C'è un cane che mi caca tutte le mattine sullo zerbino davanti casa. Scopri chi è e rigagli la macchina, oppure rigagli il cane."
"Tutto qua? Niente fighe, niente alberghi del cristo?"
"Niente. Ah, già che ci sei comprami un pacchetto di Merit, fatti dare i soldi da Moneypenny. Ora sciò! Aria che ciò da fare. Vattinn'."

Boinz uscì un po' deluso dal briefing strategico.
"Money dammi le money che devo prendere le cicche a Mister Ho-le-palle-in-giostra."
"Io per M non anticipo manco più l'orario di lavoro, figurati i soldi!" Gesto dell'ombrellone. "Anche se un bel tumore ai polmoni è esattamente quello che gli auguro!"
"Ho capito, ce li metto io. Ma questa me la segno!"
"Fa' cosa vuoi. Però cazzo, ciai quasi quarant'anni, è ora che ti fai furbo!"

Boinz portò la macchina da Q8 per le modifiche necessarie alla bisogna:
"Dunque ho bisogno di un termos per il caffè, un'autoradio che prenda qualcosa che non sia solo Radio Maria e le spazzole nuove del tergicristallo. Ah senti: questo sbrego sul parafango gliel'ho fatto io in parcheggio. Guarda cosa riesci a fare con l'assicurazione... se ci scappa qualche soldo in più ti offro una pizza da M."
"Per radio, termos e spazzole c'è un bel supermercato qui di fronte. Per l'assicurazione mi sa che la foto del perito impegnato in un'orgia gay l'abbiamo sfruttata un po' troppo. Si è impiccato. Del resto gli ho spillato tanti di quei soldi che avrei potuto comprarci un transatlantico. Infine, piuttosto che mangiare una pizza fatta da M mi calo in gola un topo vivo!"

Boinz si piazzò davanti alla casa di M. armato di pocket coffee del Lidl e una copia di Teletutto. Alla radio un tizio stava raccontando quanto sia bella la luce eterna.
Finalmente alle otto precise Boinz capì di aver di fronte il proprio uomo, anzi la propria donna: da una Uno Sting del 1987 uscì infatti con molta circospezione Moneypenny, si accovacciò sullo zerbino di M e iniziò a spingere. A quel punto Boinz si precipitò fuori dalla sua Panda:
"Che cazzo fai!?"
"Toh chi si vede! Hai mica qualcosa da leggere?"
Boinz le passò la sua copia di Teletutto.
"Perché?"
"Il bastardo mi deve quindici mensilità arretrate.. ggghhh... ora però togliti di mezzo che mi sconcentri!"
Boinz cercò qualcosa da controbattere. Non la trovò. Girò sui tacchi sconsolato ma quando passò davanti alla Uno di Moneypenny tirò fuori la chiave e le rigò la portiera.
"Ehi! Che cazzo! E' la mia macchina quella!"
"Scusa eh? Ma James Boinz porta sempre a termine le sue missioni."
"Bella missione di merda!"
"Puoi dirlo baby. Puoi dirlo..."

(titoli di coda)





























Un cazzeggio di: boinz a 10:02 | link | commenti (16)
astroboinz & co

lunedì, dicembre 06, 2004

Comunicazione di servizio:

Ehi, non ci sono per tutta la settimana! Basta, fine. Ciao.


Un cazzeggio di: boinz a 16:51 | link | commenti (9)
bollettino dei naviganti

venerdì, dicembre 03, 2004

RIMEMBRANZE, LUOGHI E PERSONE

Donne che mi sarei sparato volentieri in vena

Non sono certo dell'esatta sequenza cronologica ma direi che le due donne che mi hanno fatto fare il primo significativo balzo in avanti dall'innocenza dell'infanzia alla turpitudine della pubertà sono state Maria Giovanna Elmi sul Dirigibile e soprattutto la Perla di Labuan di Sandokan: i miei compagni di 2a elementare non perdevano un gesto del prode barbuto. Io invece consideravo il buon Kabir Piedi solo una sciocca parentesi pelosa tra un tuffo e l'altro al mio cuoricino di settenne. Percepivo con chiarezza come con la Perlina mi sarebbe piaciuto farci qualcosa che all'epoca definivo con molta approssimazione "sposarsi" ma che in realtà era la versione prepuberale di sesso sfrenato a morsi, sudore e zompi.

Oggi Maria Giovanna Elmi è un'affermata direttrice di teatro ma all'epoca era una gran gnocca. Lì più che voglie di capriole ricordo bene lo strano fastidio che provavo quando Mal, vestito con il solito blazerone blu e un bel cappello da tranviere, le si avvicinava a meno di venti centimetri. Nella mia ingenuità pensavo: "Ma guarta sto stronso che palla come stallio e olio e si chiava 'sto gran figone perso!"

Poi ci fu la rimessa in onda del "Segno del comando". Oramai anche i miei compagni di merenda (in tutti i sensi) si erano lasciati alle spalle il periodo di latenza per precipitare nel gorgo di una sfrenata ricerca di sospirati centimetri di pelle. Ricordo le discussioni sull'esatto orientamento della figa. Chi diceva che era orizzontale, chi verticale, chi tonda, chi quadrata. Voglio dire, stiamo parlando della seconda metà degli anni '70: la tv democristiana era abbottonatissima, le TV private di là da venire e gran parte di noi aveva perso in un colpo i denti da latte cercando di tirare su una sedia con la bocca come faceva Afric Simone in "Ramaya". Comunque io sostenevo che fosse orizzontale e a forma di losanga.
Era quella l'epoca dei grandi sceneggiati: "Gamma", "Ho incontrato un'ombra", "Ritratto di donna velata" (che mi fece innamorare perdutamente dell'Alfetta da camorrista di Nino Castelnuovo) e appunto, il "Segno del Comando" che colpì l'immaginazione di tutti noi: una volta stabilito all'unanimità che Ugo Pagliai aveva la faccia da fesso, ci trovammo però divisi tra Carla Gravina che faceva il fantasma e Paola Pitagora che invece interpretava la segretaria dell'inglese marpione. A me piaceva Carla Gravina, malgrado l'accento di Monfalcone. Ce n'era solo uno, il più maniaco di tutti che invece era pazzo della proprietaria dell'albergo, la signora Giannelli. Questo pezzo ho deciso di scriverlo in sua memoria dopo aver comprato i DVD della ElleU. Marco, avevi ragione: la Giannelli faceva molto ma molto più sangue. Ci tenevo a dirtelo
.





Un cazzeggio di: boinz a 12:33 | link | commenti (12)
il cielo sopra torino

giovedì, dicembre 02, 2004

Dopo tanto tempo vi ripropongo ancora una volta un esaltante
DIALOGO SINCERO

Blograduno

"Ciao io sono Boinz. Sei delusa, affascinata, orripilata? A me a guardarti viene da ridere."
"Ciao io sono Superfemmina. Sorrido ma sono raggelata dalla sensazione di niente che esprimi."
"Tu come mi immaginavi? Più alto, più basso ecc. Io considerando il tuo nome, pensavo almeno a una tettona di un metro e novanta. Una cosa genere Russ Meyer. Invece sembri un ramarro che si è nascosto in un calzino."
"Ti immaginavo coglione e devo dire che ci ho preso."
"Senti, volevo dirti che il tuo blog è una merda. Non ho mai letto tante cazzate una infilata all'altra."
"Son sicura che è l'unico tipo di infilata a cui hai assistito nella tua vita. Senti, volevo parlarti del tuo template. Oramai hai trentacinque anni, è ora che tiri via quel cazzo di Harry Potter."
"Guarda che non è Harry Potter. E' Sbirulino. Vuoi che ti faccia l'imitazione?"
"Se è per sembrare un po' più intelligente non ho niente in contrario ma fallo lontano da qui. Tipo di sotto in mezzo alla strada. Magari mentre passa un tram."
"Vabbè, mi hai rotto il cazzo. Mi presenti la tua amica? Lei sì che è una figa cosmica!"
"Ciao sono MagicaMeraviglia, la blogger buona e bona. Cosa ne pensi delle mie tette? Ma prima di tutto, quanti contatti hai sul tuo blog?"
"19.000!"
"Mavvaffanculo a te e a chi ti ha invitato!"

-o-

"Ciao io sono Boinz! Ma tu sei il mitico Gennaroz! Ti ricordi di me? Vengo sempre a lasciare i commenti sul tuo blog! Come mi immaginavi?"
"Sì è vero sono Gennaroz, se il mondo dei blog fosse diviso in categorie io sarei in Champions League e tu nel campionato ritardati. Non ti immaginavo perché la mia fantasia smisurata non è così smisurata da farmi immaginare le cose che non considero."
"E cosa ne pensi dei miei commenti?"
"-rutto-"

-o-

"Ciao io sono Boinz, sei tu Dio? Sei Dio veramente?"
"Ciao io sono Dio, volevo dire che solo per avermi rivolto la parola il tuo blog è stato cancellato e disperso nel cyberspazio in mille frammenti. Perché come Dio io sono un po' canaglia."
"Senti, volevo chiederti qual è il significato della vita."
"Quello che conta è la grana. Il resto è fuffa. L'universo è un enorme Fuffaggregator."
"Me l'ero immaginato."























Un cazzeggio di: boinz a 12:40 | link | commenti (18)
dialogo sincero, blog raduno

mercoledì, dicembre 01, 2004

Mi sembra di aver capito che i blogger scelgano quasi sempre un nick che ha in comune col nome reale almeno una consonante: vi torna?


Un cazzeggio di: boinz a 12:24 | link | commenti (27)
scleri vari

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