Più passa il tempo, meno ho voglia e meno ho voglia, meno mi passa il tempo

Tempi sprecati

Utente: boinz
Più che un tipo bello un bel tipo.

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martedì, novembre 30, 2004

Oggi Ada si è presentata in ufficio con un monovestito color biancastro molto fasciante.
Io: "Ehi, ti dona un casino il color panna! Saresti quasi da montare!"


Un cazzeggio di: boinz a 09:05 | link | commenti (18)
altri dialoghi

lunedì, novembre 29, 2004

Che poi il giorno del proprio compleanno è un giorno uguale agli altri. Anzi, piove. In ufficio arrivano le donne e ti dicono "Auguuuuuuuuuuuuuuuri!", arrivano gli uomini e ti dicono: "Allora, vecchia puttanazza sempre più vecchia e sempre più puttanazza! Il momento di crepare si avvicina, eh?", lasci la chiavetta con 10 Euro appesa alla macchinetta e bon. Il resto della giornata in ufficio è il solito niente. Domani arriverà la tipa dell'ufficio a fianco e dirà: "Ma ieri era il tuo compleanno? Ma potevi dirlo!" Che per avvertire tutti ma tutti tutti avevi persino noleggiato la macchina dell'arrotino che invece della solita frase sugli ombrelli da riparare ripeteva che il giorno dopo era il tuo compleanno! Vabbè.

La sera poi si esce fuori a cena: gli amici, le solite storie "E ti ricordi tizia: ha divorziato." "E ti ricordi caio? E' in mobilità." "E ti ricordi Sempronio? No, neanch'io. Chi cazzo è Sempr
onio?"
E poi: "Perché è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazzoooooo e ci ha anche scassato la minchia!"
Il cameriere porta la torta: inciampando ci finisce sopra con l'uccello e la fetta con l'impronta del glande sulla panna è quella che finisce a te.
I regali: l'immancabile vibratore a pedale, ricavato da una vecchia macchina da cucire Singer; 6 copie dell'ultimo libro di Faletti; il DVD di "La figlia del generale" con Shirley Temple, preso dal cassone del Lidl a sei euro e cinquanta; un paio di guanti taglia Schwarzennegger, buoni per tirarci fuori il pollo dal forno; l'ultimo degli U2 masterizzato su un cd del GS.

Arrivi a casa stanco ma felice e trovi un messaggio sulla segreteria telefonica: quel posto da assistente del lanciatore di coltelli per cui avevi fatto il colloquio due mesi fa presso il circo dei malati di Parkinson è di nuovo vacante! Ooooh! Finalmente una buona notizia!







Un cazzeggio di: boinz a 14:30 | link | commenti (11)
bollettino dei naviganti

Oggi è il mio compleanno YEEEEEEE! :)
Ne faccio 35. oooooooh. :(




Un cazzeggio di: boinz a 11:09 | link | commenti (16)
bollettino dei naviganti

venerdì, novembre 26, 2004

LE NUDITA' ELETTIVE
(scleri di un venerdì di consapevolezza)

Vi capita mai di pensare: "Ma cosa ci faccio io qua dentro?" A me sì, e sempre più spesso. Cosa ci faccio io in questo ufficio? Cosa ci faccio io in questo posto? Cosa ci faccio io in questa vita? Cosa ci faccio io in questo blog?

C'è qualcosa nel mondo dei blog che mi imbarazza, la stessa che mi fa alzare il sopracciglio dinnanzi al Grande Fratello e ai cd. "Reality Show": il mondo dei blog è infatti una stanza virtuale dove in teoria ci si mette a nudo e ci si osserva vicendevolmente. Ora, noi sappiamo che questo non è esattamente vero perché non è obbligatorio guardarsi e nemmeno spogliarsi : uno può tranquillamente tenere su i pantaloni o la camiciola oppure esibire parti di carne finta (e se uno è bravo riesce pure a spacciarle per vere) oppure semplicemente mettere un costume da pagliaccio sul blazer blu e viceversa. Ma a questo punto viene da chiedersi quale sia il nostro vero "io", se quello col blazer blu o quello col naso rosso. Perché nel momento in cui ce le scegliamo, queste nudità elettive non diventano forse parte di noi e quindi più vere del vero?

Appena aperto il blog ho detto a tutti i conoscenti: "Ehi, vienimi a trovare sul mio blog! E' davvero fico!" un po' perché mi piace condividere con le persone che apprezzo le cose che apprezzo, un po' per far vedere quanto so' bravo e un po' per gonfiare il numero dei contatti. Ho smesso. La maggior parte degli amici dopo essere passata di qui mi ha guardato come se mi vedesse per la prima volta, quasi dicendo: "Tu sei completamente pazzo!" Anzi, uno me l'ha pure detto! Non una parola sulla qualità degli scritti ma piuttosto una critica sullo scarto tra la mia vita di tutti i giorni e quello che scrivo perché la mia reale personalità non corrisponde in pieno a quella che esibisco sul blog. E' diversa, più complicata, più strutturata. Sul blog ci finisce solo la voglia di sclero, di libertà, il sogghigno, lo sberleffo, la voglia di far casino, di una vita diversa, più piena. Il costume rosso su.. vabbè, i pantaloni di velluto e il maglione a scollo a "V".

Solo la voglia però. Ogni tanto mi capita di andare a rileggere le cose che ho scritto sei mesi fa o anche solo la settimana scorsa e vengo travolto dalla sensazione di vuoto pneumatico dei miei post. Prontamente parte il messaggio registrato: "Sì vabbè, è roba scritta in mezz'ora di buco in ufficio: vedessi le cose che scrivo a casa!" Non è vero. A casa non riesco a scrivere niente. Quello che c'è qui dentro rappresenta il 98% della mia produzione. E cosa rappresenta della mia personalità? Torniamo al discorso delle nudità elettive: quello che scelgo di esibire sul blog è rappresentativo della mia vera essenza più di quello che mostro di essere nella vita di tutti i giorni? Io sono quello che risulto una volta tolte tutte le convenzioni, sganciato dal rapporto fisico con le persone, proiettato in uno spazio autenticamente mio oppure sommando convenzioni, rapporto fisico etc.? E ne sono diminuito o migliorato? E allora davvero mi chiedo: che ci faccio io in questa vita?

Mah. Fine dello sclero. :)





Un cazzeggio di: boinz a 11:16 | link | commenti (34)
bollettino dei naviganti

giovedì, novembre 25, 2004

L'altra sera in centro c'era un traffico mostruoso: la coda partiva dal ponte di Corso Vittorio, faceva tutto il tratto di Corso Cairoli, girava sul ponte di Piazza Vittorio per stemperarsi solo una volta arrivati davanti alla Gran Madre, dove tre vigili cercavano di supplire al semaforo rotto sbracciando come sbandieratori del Palio d'Asti impazziti.

Bingo: "Certo che dev'essere bello alzarsi la mattina con la consapevolezza che un palo con tre lampadine sa fare il tuo mestiere meglio di te."


Un cazzeggio di: boinz a 11:20 | link | commenti (14)
il cielo sopra torino, altri dialoghi, bingo

mercoledì, novembre 24, 2004

Da: Miniboinz
A: Babonatale

Oggetto: LETERINA

Babo Natale,

Questanno o fatto i miei sete anni e finamente poso scriverrti io sensa pasare da mama e papà e nemeno da quel cagone di mio fratelo B. perche mi sono acorto che io ci dicevo le cose da scrivere nella letterina e loro scrivevano i cazi che gli passavano per quel vasino che cianno al posto della testa e infati no mè mairrivato un cazo di quelo che volevo ma cuestanno ti scrivo io e via tutti i intermediari.

Infati mi ricordo benisimo che lanno scorso ti avevo chiesto un Uzi, la plestession 2, e una bici con le marce o se no l'Uzi e la bici che poi per la plestesion ci pensavo io.
Beh, mi e arivato il solito cazo di gnente. Cioe mi e arivato un malione con le maniche un gioco per fare le formine con una roba che sembra i topi del naso e un altra cagata che non mi ricordo ma che di certo nonera ne l'uzi ne la bici e puttaneva gnanca la plestecion.

Cuestanno pero sono io che scrivo che mi sono fato un culo cosi a scuolla per imparara a scrivere solo per scriverti io di persona.

Senti qui per luzi o capito che e un po ncasino farlarrivare da sraele alora va bene nche il Kalasgnaus russo che tralatro preferisco che sinceppa meno e risulta sensaltro piu performante pero cazo uno dei due me l odevi dare, zioboia. la bici invece facio a meno volio lo scuterone che ce unamico che poi me lo spipola benbene che il suo fa i centosettanta.

Anche dela plestescion fotte pincazzo, va bene per i pirla e alora portala a mio fratelo che poi ci penso io. Pero sul resto non transigo, specie per l'UZi!

Guarda che se non vedo le cose che volio ti aspeto sotto al camino e ti pianto un culo cosi grosso che laltranno per portare i regali potrai fare a meno del saco.

ciao
il tuo bimbo buono
miniboinz
















Un cazzeggio di: boinz a 10:16 | link | commenti (22)
astroboinz & co

martedì, novembre 23, 2004

Come dicevo da Mipassilisale, stavo pensando di fare un po' di sport per tirare giù la pancetta, fare un po' di fiato, conoscere figa ecc.
Purtroppo la selezione si sta rivelando tutt'altro che semplice perché quello che piacerebbe a me non è sempre possibile e quello che sarebbe possibile non mi piace particolarmente!

Vado a esemplificare:
1) Jogging: no, perché dopo un po' mi distraggo e mi viene da bloccarmi di colpo chiedendomi : "Dov'è che stavo andando?" sconcertando gli astanti;
2) Calcetto: passatempo bello e sano! Sfortunatamente è impossibile praticarlo individualmente e trovare altre 9 persone over-35 disponibili e contemporaneamente appartenenti alla razza umana (del tipo cioè che dopo la doccia sappia esprimere un ragionamento che vada al di là della sacra trimurti: figa-calcio-auto) è davvero disperante!
3) Tennis: ho le spalle che fanno cric-croc;
4) Basket: mi mancano almeno almeno dieci centimetri e tre diottrie;
5) Sci: odio il freddo e il bagnato e poi ho le ginocchia che fanno cric-croc;
6) Nuoto: odio il freddo e l'umido e poi ho i sinus che fanno cric croc;
7) Body building: roba da piciu.
8)
Sesso: ci ho provato una volta e non ci ho capito niente. Un casino di regole da ricordarsi e comunque prima di giocare ci va un sacco di preparazione... troppi casini! No, decisamente non fa per me!
9) Ippica: mi stanno in culo i cavalli e poi tra piazzati e vincenti non ci becco mai!

Così alla fine ho deciso per:
10) Biliardo e freccette: ottimo passatempo sano e maschio! Niente di meglio dell'atmosfera fumosa di una birreria per ripulire i polmoni! E pazienza per la pancetta!















Un cazzeggio di: boinz a 12:14 | link | commenti (23)
ora ti dico adesso cosa

lunedì, novembre 22, 2004

Questo è un racconto trasversale. Inizia qui ma non si sa bene né come né dove né quando finirà.

Prima Puntata

LICANTROPI METROPOLITANI

Quella mattina mi alzai con un mal di testa da sbronza furiosa, pur non avendo toccato alcoolici da settimane. Mandai giù due aspirine in compressa con una tazza di caffè mentre guardavo il mondo attraverso le strisce della tenda veneziana. Un gruppo di bikers stava prendendo a catenate una vecchia che si era avventurata in strada prima dell'ora di punta. Mandai giù un sorso di caffè e presi nota mentale di ricordarmi di buttare un occhio ai resti: quel carrettino per la spesa poteva tornarmi utile.
Decisi di affrettarmi: la vecchia ne aveva ancora per poco. Caricai il fucile con i denti di ferro che avevo strappato al gruppo di drogati sotto il ponte di Corso Eudora, infilai il pugno di ferro e il corpetto di catene e sorrisi: si prospettava proprio una magnifica giornata!

(Continua qui tra 24h)





Un cazzeggio di: boinz a 17:15 | link | commenti (10)
pura narrativa

domenica, novembre 21, 2004

SOSTIENE PEREIRA

In casa ho sia l’antenna centralizzata analogica sia la parabola sul balcone. La settimana scorsa il vento mi ha spostato l’antennone centrale e così fino all'intervento del tecnico sono stato privato del TG Piemonte. Niente di grave, eh? tanto più che nella scaletta delle mie serate esso rappresenta solo quel fastidioso intermezzo che separa il TG3 dallo sport e soprattutto da Blob. Come a dire: una faccenda da far passare il più velocemente possibile. Fatto sta che trovandomi al suo posto i notiziari del Lazio e della Lombardia mi si sono aperti gli occhi su una realtà fino a pochi giorni prima inimmaginabile: il TG regionale come momento televisivo interessante e colorato.

Il TG3 Piemonte, infatti, è la quintessenza della tristezza e del pessimismo subalpino.
I lettori sono fondamentalmente 4: c’è Orlando Pereira, una specie di bisonte imbronciato che dopo vent’anni di televisione non ha ancora deciso se è più brutto con o senza la barba e così un mese se la taglia e il mese dopo se la fa ricrescere uguale. Orlando, se la cosa ti può consolare non l’ho deciso neanch’io. Per me sei sempre bruttissimo. Comunque al momento siamo nella versione senza barba ma non dispero. Credo che Tabucchi quando scrisse "Sostiene Pereira" si riferisse a lui poiché in effetti nessuno si fida particolarmente di quello che dice, e così le notizie vengono riportate con questa specie di clausola dubitativa: "Sostiene Pereira (Orlando) che la Fiat è completamente risanata!

Poi c’è Gianfranco Bianco detto “linguetta”, per la sua abitudine di umettarsi le labbra ogni mezza parola. Campione mondiale di apertura della vocale “e”, non scenderebbe mai sotto i tremila metri di quota ed effettivamente lo si vede contento solo nei servizi dagli alpeggi o in cima ai ghiacciai. Quando invece gira in città è più incazzato di Pereira.

Milena Boccadoro a dispetto del suo nome ha una bocca storta e orrenda, come tutto il resto della sua corporatura a partire dal naso. Esiste in due versioni: estiva e invernale. Quella estiva si distingue perché ha una maglia psichedelica comprata al mercato rionale mentre in inverno indossa una giacca di pelle, che a sua volta si divide nella versione con rosa e senza rosa. Non ricordo di averla mai vista vestita in un’altra maniera.

Capelli medio lunghi con la riga in mezzo ad ali di gabbiano, occhiali tondi, cravattina col nodo a capocchia di spillo, Nino Battaglia è l’ultimo reduce degli anni ’80, così démodé da aver fatto il giro completo ed essere ritornato moderno. Battaglia è capace di dare la notizia dello stupro di un’intera scuola elementare e della vittoria della coppa del mondo di calcio con lo stesso tono nauseato. A quanto pare l’ultima volta che ha sorriso è stato alle elementari e per errore.

Poi c’è la pattuglia dei giornalisti sportivi: la star delle star è senza dubbio Carlino Nesti, un pelo offuscata da quando gli hanno tolto l’Under 21. In verità si è anche un po’ insaccato. E’ specializzato a risolvere i casi di emergenza, quando cioè è lunedì, ha dieci minuti secchi di notiziario sportivo regionale da riempire e nel week-end non è successo un cazzo. Carlino però non si perde d'animo: dilata le parole, le pause, gli sguardi. Articola ogni sillaba come se stesse parlando a un gruppo di giapponesi alla prima lezione di italiano con il sorrisino da insegnante di appoggio e finalmente in dieci minuti riesce a dire quello che ad altri basterebbe mezzo secondo per pensare: la Juve ha vinto, il Toro ha pareggiato.

Mario Pisano è l’anziano della banda. Oramai fa solo più il Toro e il gioco delle bocce. Arriva direttamente dai giardinetti dove ha portato a spasso il nipotino e si presenta con improbabili maglioni con la zip centrale o giacche del campionato '75/76. A prima vista può sembrare un po’ lento, ma in realtà è che il suo sistema operativo gira in dialetto e quindi prima di parlare perde tempo a tradurre. E’ l’ultimo piemontese DOC della provincia di Torino.

Francesco Marino come minimo dev’essere napoletano. Ogni volta che lo vedo il primo pensiero è che il tubo catodico si sia crepato e mi deformi le immagini. Poi mi ricordo che Marino ha la faccia (enorme) incredibilmente sproporzionata rispetto al corpo (minuscolo) e mi tranquillizzo. E' amico personale di Nedved che con il pallone d'oro vinto nel 2003 gli ha rigato la portiera della macchina di servizio.

(Continua)



Un cazzeggio di: boinz a 18:29 | link | commenti (18)
il cielo sopra torino

venerdì, novembre 19, 2004

Rispondo al seguente annuncio. "Agenzia di recupero crediti cerca impiegati specializzati. Sono ben accette le candidature di pregiudicati, extracomunitari e buttafuori professionali. E' richiesto: eloquio convincente, prestanza fisica e indifferenza alla vista del sangue e alle scene di violenza."

Al colloquio saremo più o meno in venti ad aggirarci per lo stanzone di anticamera. Sono l'unico in giacca e cravatta e la cosa mi disturba. Sento già l'ansia che mi prende quando di colpo si apre la porta in fondo alla stanza: ne escono cinque ceffi di quelli da cambiare marciapiede quando li incroci per strada.
"Allora feccia: dividetevi in gruppi di quattro! Veloci per dio, veloci!!" Ci ammucchiano in gruppetti a furia di spintoni. Gesù, penso, questi non sanno proprio come si gestisce il personale! Poi uno dei cinque dirigenti (chiamiamoli così) avvicina il mio gruppetto e con un gesto secco ci fa cenno di seguirlo giù per le scale. Lo avvicino mentre scendiamo:
"Come si articola la vostra organizzazione? Qual è il fatturato? E' prevista l'auto aziendale oppure c'è il rimborso forfettario a kilometro? Com'è l'orario d'ufficio? Io preferirei 8:30 - 17:30 con la pausa alla mezza. Inoltre volevo sapere se c'è una mensa o se distribuite i ticket restaurant."
Intanto siamo arrivati di fianco a una Renault 21 tutta ammaccata.
"Bene, chi di voi è già stato in galera per reati violenti? Stupro, rissa, violenza ecc."
I miei colleghi alzano la mano indifferenti. Sono: un nero vestito d'arancione Anas o più facilmente, braccio della morte; un tizio sfregiato con un occhio bianco e un arabo tutto impomatato. Non voglio fare la figura del più fesso e allora la alzo anch'io.
"Anche tu fighetta?"
Si mettono tutti a ridere e allora capisco che si riferisce a me.
"Sarei io la fighetta?"
"E chi se no?"
"Ah, buono a sapersi."
Scoppiano a ridere da doversi tenere l'uno con l'altro. Vabbè.

Saliamo in macchina e partiamo. Io sono seduto di dietro in mezzo, tra l'arabo e lo sfregiato che puzza tremendamente di sudore. Il negraccio poi guida da bestia così sento la nausea montare. "Scusi, chiedo al capo, non si potrebbe aprire il finestrino?"
"No. Qualcuno di voi vuole un po' di coca per tirarsi su?"
Io: "Se c'è, preferisco una Fanta."
Si mettono tutti a ridere. Capisco di aver detto qualcosa di spiritoso, anche se non ho capito cosa. Il direttore distribuisce un po' di talco usando l'unghia sproporzionata che ha al mignolo a mo' di cucchiaino. Penso: oh, meno male! Poi però 'sti coglioni invece di metterselo sotto le ascelle se lo ficcano nel naso! Lo vedi allora che la puzza di sudore la sentono anche loro?!
"Me ne dai un po' anche a me?"
"Sicuro? Ma sì che sei sicuro! Hehehehehe!" Boh. Faccio come gli altri e tiro su la polverina col naso ma mi fa prudere le mucose e la starnutisco tutta fuori. Gli altri ridono che non si tengono più. Ma che cazzo avete da ridere? Poi di colpo capisco e viene da ridere anche a me.
"Guarda il fighetta che faccia che fa!"
La ridarella mi passa di colpo: 'sta cosa della fighetta non mi piace e lo faccio notare allo sfregiato strappandogli la manica del giaccone con un morso.
Il capo mi dà una bastonata su un gomito
"Sta tranquillo che adesso ti facciamo sfogare."
"Non sono una fighettaaaa!!!!"
"E chi lo ha mai detto?" E sorride. E già. Chi è che lo ha detto? Mah.

(Continua)
























Un cazzeggio di: boinz a 14:30 | link | commenti (4)
colloqui & dimissioni

mercoledì, novembre 17, 2004

L’altra sera ero lì con Dio che guardavamo la partita alla tele. Lo avevamo già fatto altre volte ma venivo da una giornata pesante per cui non è che fossi particolarmente partecipe.

“Cos’è, hai avuto casini sul lavoro?”

“Un po’.”

“E chi è che non ce li ha?” E si mise a ridere sgangheratamente, con i pezzetti di patatina fritta masticati che gli cascavano dalla bocca. Gli buttai uno sguardo infastidito. Si era tolto il camicione per non macchiarlo ed era rimasto in canottiera e boxer, tra l’altro col bottoncino aperto. Sulla canottiera aveva tante di quelle macchie di ketchup che se non fosse stato per gli occhi aperti sarebbe sembrato la vittima di un’imboscata mafiosa.

“E DA’ STA PALLA, PORCO ME! Cazzo, c’è in campo della gente che in nazionale non dovrebbe neanche portare la borsa del massaggiatore. Uno di questo giorni mi sa che maledirò l’allenatore fino alla settima generazione.” E giù a ridere e a sputazzare pezzi di tubero fritto.

 

“Senti, posso chiederti una cosa?”

“Dimmi dimmi.” Senza togliere gli occhi dal teleschermo.

“Noi ci conosciamo da tempo vero?”

“Uh!”

“Tu lo sai che ti rispetto: sei più anziano di me e tutto quanto.”

“Altroché! Potrei essere tuo Padre! HAHAHAHHAAHAHAHA! Buona questa vero? A volte penso che dovrei mollare tutto e andare a Las Vegas.”

“Tutto cosa?”

“Il lavoro, le cose.”

“Ma tu cosa fai esattamente?”

"Oddio.. cioè, o me! Non vorrai metterti a parlare di lavoro proprio adesso!"

"Esattamente."

“Cosa vuoi che faccia? Faccio Dio, mando avanti la baracca!”

“E ti sembra questa la maniera di mandare avanti la baracca?”

“In che senso?”

“Ma lo vedi il telegiornale? Li vedi i casini che succedono?”
”E allora?”

“Non ti senti responsabile?”

“No. Che c’entro io?”

“Come che c’entri? L’hai creato tu sto casino!”
”Io? Forse che Agnelli è responsabile della gente che va a schiantarsi in auto? A no, Agnelli è morto. Chi è il capo della Fiat adesso?”
”St’approccio imprenditoriale non mi piace affatto.”

“Hai mai sentito parlare di libero arbitrio? A proposito, quell’arbitro è un autentico figlio di puttana. Penso che lo farò morire entro la fine della settimana.”

“Mi sembra di sentir parlare i dirigenti di quelle aziende che fanno le mine anti-uomo. Ah, non sono io che le sparo in ogni angolo del pianeta: io le faccio soltanto.”

“No è diverso. Io sono quello che fa la molletta, il gancetto, il pezzettino di plastico. Siete poi voi che vi fate la mina anti-uomo.”

“Mi sembra un atteggiamento pilatesco il tuo.”
”Uh, non venirmi a parlare di Pilato! E’ colpa sua se mio figlio si è montato la testa!”

“A maggior ragione.”
”Senti, per farti un esempio: se gli americani votano Bush io che posso farci? Posso cambiare il risultato delle elezioni? No. E allora cazzi loro. E cazzi vostri.”

“E’ tutto qua quello che sai dire?”

“No. Aggiungo che è finita la birra.”

“Se la vuoi sai dov’è.”

“Uff!” Fece schioccare le dita ed il tavolino si riempì di beck’s in bottiglia. “Per la torta di mele ti alzi tu o devo pensarci io?”

“Lascia, vado io.”

E' questo che mi dà fastidio di discutere con Dio: vuole sempre avere ragione lui.


Un cazzeggio di: boinz a 19:32 | link | commenti (12)
dio

lunedì, novembre 15, 2004

 

- Reclutare cinque negri strafatti di crack : 1000 Euro;

 

 

 

 


- Comprare un’Alfa 75 rubata: 300 Euro;

 

 

 

- Cinque passamontagna della Upim: 75 Euro;

 





- Apparecchio blocca-antifurti universale: 650 Euro;

 

 

 



  - Il tuo capo che si piscia addosso per la paura: non ha prezzo

 

 

 

Ci sono cose che non hanno prezzo.

Per tutto il resto c'è


 

 

 

 












Un cazzeggio di: boinz a 15:38 | link | commenti (12)
scleri vari

martedì, novembre 09, 2004

L'omino aveva perso già mezzo stipendio al videopoker, quando il barista preso da un senso di rimorso andò a mettergli una mano sulla spalla.
"Come ti chiami ragazzo?"
"Il mio nome è Boinz, James Boinz."
"E' ora che te ne vai a casa, Boinz. Per oggi hai perso abbastanza"
"Aspetta, fammi fare l'ultimo tiro."
Mise dentro un gettone da due euro, schiacciò a cazzo i pulsanti lampeggianti e con un rutto fragoroso la macchina gli sparò in grembo mezzo milione di euro in monetine! Boinz non fece in tempo a dire "Ma vieni!" che subito tre truzzi gli furono addosso, lo presero di peso e lo scaraventarono fuori dalla porta che il barista si precipitò a sbarrare.

Perché con l'agente zerozeroboinz, culo e sfiga viaggiavano a braccetto.

Boinz salì sulla sua Panda 30 che dopo i taroccamenti dll'agente Q8, un tecnico segreto che operava sotto la falsa identità di benzinaio, era diventata un autentico prodigio della tecnica: se da un lato toccava i 500 km/h, dall'altro però non faceva manco seicento metri con un litro di benzina, neanche in prima. Boinz era convinto che Q8 avesse fatto al motore una modifica apposta per fottergli metà stipendio in carburante ma si dimenticava sempre di farlo presente ai capi.

Finalmente arrivò al palazzo dove abitava. Trovò subito parcheggio ma c'era un chiodo e così bucò la gomma. Scese dalla macchina incazzato e scivolò su una merda. Cadde a faccia avanti ma atterrò proprio su un portafoglio pieno di grana. Si rialzò contento, per quanto sporco di merda di cane, quando da un'Alfa 90 arrivata a pallettone sul parcheggio scesero sei arabi, tra cui il proprietario del portafoglio che lo accusò di averglielo fregato. James si discolpò dicendo di averlo trovato e si offrì di comprargli due etti di maria come gesto riparatorio. L'arabo si placò un attimo e James ne approfittò per pagarlo con i soldi presi dal suo stesso portafoglio!

Sbarazzatosi degli arabi finalmente James poté andare a casa. Abitava in una soffitta al 36° piano senza ascensore. Arrivato in cima si accorse che aveva dimenticato le chiavi di casa in macchina. Scese le scale prese le chiavi, ritornò su e si accorse di aver dimenticato la maria. Scese di nuovo le scale, prese la maria tornò su e si rese conto che aveva lasciato giù le chiavi! Allora posò la maria, scese giù, prese le chiavi, tornò su e la maria era sparita! Bussò subito al vicino, un carrellista tamarro di diciannove anni, sicuro che ne sapesse qualcosa. Bussò e ribussò ma non ottenne risposta, tranne lo schioccare secco di un accendino Bic. James decise allora di sfondare la porta. Prese la rincorsa dall'androne, salì i trentasei piani di corsa e pam! sfondò la porta, che però era di cartone pressato e insomma bastava già bussare con vigore per aprirla. Sul tavolo il sacchetto di maria però giaceva ripulito tipo aspirapolvere a fianco di una montagnola di mozziconi. Il tamarrazzo era sdraiato per terra che si contorceva dal ridere e grazie al cazzo! si era fumato due etti di maria in cinque minuti!
Per tutta risposta James scese giù e gli rigò la Golf, della quale gli mancavano ancora trentaseimila rate da pagare e a cui teneva più che alla verginità del suo ano. Gliela rigò ben bene e poi tornò su ma si accorse che aveva lasciato le chiavi conficcate nella portiera della macchina. Scese di nuovo giù e pensò che non aveva più voglia di tornare su. Decise di andare a bere una cosa quando gli si ripresentò davanti l'Alfa 90 degli arabi che in un lampo scesero e lo circondarono. Il capo gli disse che si era sbagliato e invece di dargli la maria gli aveva dato la rucola che aveva comprato per mangiarla a cena con la bresaola, e se gentilmente gliela poteva ridare indietro. James gli disse di salire su al 32° piano, la porta a destra e di chiedere al mucchio umano che c'era per terra cosa ne avesse fatto.
Gli arabi salirono su ma invece di aprire la porta a destra, sfondarono la porta a sinistra, precipitando così nel trabocchetto che il malefico dottor Zeta capo della Spectre aveva preparato per Boinz, il suo acerrimo nemico.

Perché con Boinz sfiga e culo viaggiavano sempre a braccetto!













Un cazzeggio di: boinz a 16:00 | link | commenti (13)
astroboinz & co

lunedì, novembre 08, 2004

Capisci che stai invecchiando quando:

...ti rendi conto che nessun commesso di negozio ti dà più del tu;
...ti basta una pinta di birra per svegliarti col mal di testa;
...ti viene sonno durante 90° minuto;
...incrociando una mammina col passeggino ti cade l'occhio prima sul bambino e poi sulla mammina;
...l'incazzatura per una sconfitta del Toro dura esattamente quanto il triplice fischio finale;
...inizi a rileggere i classici perché non te li ricordi più;
...hai dei colleghi che non si ricordano il Mundial 1982 perché non erano manco nati;
...nel guardaroba hai più pantaloni di velluto che jeans;
...sfogliando i listini delle auto su "Quattroruote" guardi i consumi e non la velocità massima;










Un cazzeggio di: boinz a 10:55 | link | commenti (17)
il cielo sopra torino, ora ti dico adesso cosa

venerdì, novembre 05, 2004

Sul suo blog, La Signorina racconta che a una seconda visione, "L'Ultimo Bacio" passato l'altra sera in tele le è sembrato decisamente migliore di quanto le era parso la prima volta.

Ecco, davvero "L'Ultimo Bacio" è uno di quei punti fermi nella storia che mi fanno capire come io non abbia affatto le idee chiare a proposito delle donne.

Infatti seppure non sia del tutto orripilante dal punto di vista strettamente narrativo (ho qualche riserva sul piano cinematografico ma transeat) personalmente l'ho trovato drammaticamente fastidioso sul piano strettamente morale e proprio per la visione delle donne che trasmette. Facciamo un piccolo riassunto: è un film corale nel quale ci vengono presentati un tot di uomini e un tot di donne.

A inizio film gli uomini fanno un'esplicita dichiarazione di intenti mentre le donne dal canto loro mostrano qual è la vita a cui aspirano.

Bene. Alla fine del film gli uomini hanno tutti realizzato le proprie intenzioni: chi voleva mollare moglie e figlio molla moglie e figlio; chi voleva mollare il negozio molla il negozio; chi voleva trombare la figa diciottenne si tromba la figa diciottenne; quello che tratta di merda la moglie fino a farla scappare (il marito della sandrelli) ha pure la soddisfazione di vedersela tornare con la coda tra le gambe.

Le donne invece si vedono costrette ad accettare la situazione creata dai rispettivi compagni: quella che voleva il marito più presente nella cura del figlio si ritrova da sola; quella incinta deve inghiottire il tradimento del marito; la sandrelli che aveva inseguito le speranze nelle forme del suo ex-amante, torna a casa dal marito stronzolo con la coda tra le gambe; la fighetta deve accettare di essere stata per una sera una piacevole alternativa al cinema o alla partita su Sky. Stop.

C'è anche da dire che le figure femminili presentate sono tutte tremendamente negative: o castranti (la Mezzodì) o isteriche (la moglie di quello che si fa il piercing) o rintronate (la Sandrelli e la Stella - che comunque è davvero una gran figa!). Oddìo, non che gli uomini siano chissà che cosa, ma a giudicare dal risultato finale è a loro che son state riservate tutte le simpatie del regista.

Tutto questo può essere bilanciato dalla scena finale in cui la Mezzodì sorride a un barbuto mentre va a correre? A me non sembra. Anzi, andando controcorrente direi che quella scena la mortifica ulteriormente, se non altro perché nel frattempo è diventata madre.

Ebbene, quando ho espresso questa mia opinione alle donne dell'ufficio mi han detto: "Ma guarda che la vita è anche così." Sarà, ma la vita è anche non così. Quella che ha scelto di raccontare Muccino - e quindi la sua morale di pariolino dello stramenga - io l'ho trovata molto poco condivisibile. Non così le donne e a questo punto davvero mi viene il sospetto che sono io che non ho affatto le idee chiare sulle donne. Non so, ditemi voi.


Un cazzeggio di: boinz a 12:27 | link | commenti (33)
il cielo sopra torino

giovedì, novembre 04, 2004

"Hai mai fatto sesso con una donna molto più vecchia di te?"
Non riuscivo a crederci! Stavo vivendo il sogno della vita di ogni diciassettenne allupato!

Proprio quella mattina avevo iniziato a lavorare per la Home Library, una di quelle aziende che vendono porta a porta libri dello stracazzo . La responsabile aveva depositato me e un altro scalcagnato nella zona delle case popolari in cima a Corso Grosseto, dandoci appuntamento alle 13 nello stesso posto. Erano le 9, avevamo quattro ore di tempo per romperci le palle. Appena la troia girò i talloni Scalcagnato si accese una sigaretta e mi guardò di sguincio.
"Senti, lo so che dovremmo girare assieme il primo giorno e tutto il resto però secondo me sei un ragazzo sveglio e in gamba." Era la prima volta che me lo dicevano e così subito mi si rizzarono le antenne. "Adesso io mi faccio questo lato della via e tu ti fai l'altro. Ci diamo appuntamento qui alle 11 e poi andiamo a giocare a biliardo nel bar qui dietro."

La zona era orrenda, pioveva e faceva freddo. L'idea di passare quattro ore così allo sbaraglio non faceva fare i salti di gioia neanche a me così annuii convinto.
"Bene. Questa è la tua dose." Mi diede un pacco di cataloghi "Mi raccomando, non far cazzate." Attraversò la strada e in un attimo scomparve nella giungla di asfalto e cemento armato.
Suonai al primo portone che si presentò alla mia destra: un palazzone popolare di cui non si vedeva la cima a meno di non attraversare la strada. Dopo sedici vaffanculo finalmente un'inquilina del 12° piano dalla voce scandalosamente sensuale mi aprì il portone. Naturalmente l'ascensore era fuori uso così salii a piedi le 24 rampe di scale. Mentre mi inerpicavo ripassavo mentalmente le balle che la responsabile mi aveva frettolosamente illustrato durante il viaggio. Non avevo la più pallida idea di come me la sarei cavata però lo stesso confidavo sulle mie qualità. Del resto ero un ragazzo sveglio e in gamba! Ed entusiasta! Magari solo un po' ingenuo, fatto sta che quando dalla finestra della scala del 9° piano vidi Scalcagnato mollare la sua dose di cataloghi in un cassonetto e andare al bar non mi meravigliai affatto.
Finalmente arrivai davanti alla porta della signora che mi aveva aperto il portone. Mi misi a posto i capelli e il giubbotto di jeans della Rica Lewis e suonai. La porta si aprì ed uscì una signora di quarantacinque-cinquant'anni molto ma molto ben tenuta, dai capelli bianco platino a caschetto ed un trucco piuttosto pesante per una casalinga. Non avevo mai avuto molto a che fare con le puttane ma nella mia ingenuità capii subito che quella che mi trovavo di fronte apparteneva alla categoria.
"Ci hai messo un bel po' a salire. Entra."
La seguii dentro. Dalla vestaglia di raso si intuivano le forme di un signor culo. Non era molto alta ma doveva essere un'autentica furia.
Mi fece sedere in poltrona. Lei si sedette sul divano di fronte a me, accavallò le belle gambe e si accese una sigaretta.
Le feci tutto uno spiegone incoerente, reso ancora più incoerente dallo stato di allucinazione erotica che mi attraversava come una scossa elettrica. Le illustravo i vantaggi dell'offerta del mese ma occhi e testa viaggiavano lungo spacchi e trasparenze incessantemente. La cosa era tanto più imbarazzante perché mi rendevo conto che lei non staccava lo sguardo dai miei occhi nemmeno per un secondo ma lo stesso non potevo fare a meno di guardarla con desiderio. Malgrado la bocca più asciutta di una scarpa e la chiazza di sudore fosforescente che si allargava a dismisura sotto le ascelle non la finivo più di ciarlare così mi interruppe con un rapido cenno della mano.
"Quanti anni hai?"
"Ventuno."
"Non ne hai ventuno. Quanti ne hai?"
"Diciassette."
"Sei vergine?"
"Io? No."
"Non sto parlando del segno zodiacale."
"Ah, in quel senso. No, nemmeno."
"Hai mai fatto sesso con una donna molto più vecchia di te?"
All'epoca l'esperienza sessuale più conturbante che avessi mai avuto era stata quella volta che avevo stretto la mano a Susanna Messaggio al salone del libro. Poi un sacco di bricolage e nient'altro.
"Mmm.. molto più vecchia no. Diciamo più vecchia."
"Ti interesserebbe?"
Era una proposta? Cercai di prendere la cosa con molta cautela e tatto.
"Volentieri ma non ho una lira manco a piangere."
"Questo lo immaginavo ma sai come gira il mondo. Senza soldi non si cantano messe."
Mi rialzai pesantemente. "Mi spiace."
Fece dondolare la pantofola sulla punta dell'alluce. "Nell'appartamento qui sopra vive uno spacciatore. Era il mio amante e mi ha lasciato per una ragazzina. Adesso non è in casa. Se riesci ad intrufolarti in casa sua e mi porti la collana che è appesa nell'angolo dello specchio del mobile in sala ti faccio un trattamento che non ti immagini nemmeno."
Ricaddi a sedere sulla poltrona.
"Ora puoi andare."

In men che non si dica mi ritrovai fuori alla porta. Guardai in su. Poi guardai in giù, poi guardai in su. Presi una decisione: dovevo parlarne con Scalcagnato.
Mi precipitai giù per le scale e non smisi di correre finché non fui dentro al bar dove Scalca stava giocando a biliardo con tre arabi.
"Hai fatto bene a parlarmene. Se è uno spacciatore facilmente ci sono anche dei bei soldi che girano, altro che collanina. Senti, facciamo così. Adesso è tardi. Tu lascia stare quel palazzone, poi ci andiamo assieme oggi pomeriggio. Finisci il tuo giro, ci troviamo al solito posto all'una."

Maledetta ingenuità! Come diavolo avevo potuto credergli?! Ancora oggi me lo rimprovero! Fatto sta che ripresi il mio giro ma avendo la testa completamente altrove non combinai una beata sega di niente. Girai a vuoto ancora una buona mezzoretta quando un urlo e poi un tonfo squarciarono l'apparente tranquillità del quartiere. Assieme ai pochi passanti mi precipitai a vedere cos'era successo: sfracellato per terra, mischiato come un mazzo di carte c'era quel che rimaneva di Scalcagnato. L'infamone aveva provato a fare il colpo senza di me! Subito si aprì il portone del palazzo. Due tizi dalla faccia molto poco raccomandabile si infilarono in una Alfa 75 e scapparono sgommando. Povero Scalcagnato! Se solo mi avesse aspettato... megio ancora: se non gli avessi proprio detto niente... Ma non era più tempo di rimorsi: in mano stringeva una collanina di cui avevo bisogno io. Sicuramente più di lui. La Home Library poteva andare in culo: c'era qualcosa di molto urgente da fare con una donna molto più vecchia di me ed io non ero tipo da far aspettare le donne anziane!
































Un cazzeggio di: boinz a 16:56 | link | commenti (8)
le grandi guide

mercoledì, novembre 03, 2004

ELEZIONI AMERICANE

Non è ancora detta l'ultima parola che in ogni caso sarà OHIO! (da leggere in inglese se vince Kerry e in italiano se vince Bush!)


Un cazzeggio di: boinz a 11:35 | link | commenti (17)
attualita

martedì, novembre 02, 2004

Rispondo al seguente annuncio: "Appartamento ampia metratura palazzina signorile affittasi prezzo interessante."

Devi sapere che casa mia è una specie di armadietto per le scope, del tipo che per aprire la porta di casa devo prima chiudere il letto, spingere il tavolo contro il muro in fondo, chiudere l'armadio, spostare la sedia di lato. E lo stesso per aprire la finestra, solo spostando tutto sotto la porta. Sogno quindi un monolocale da quattrocento metri quadri, praticamente un capannone industriale, con giusto un divanetto e un tavolino da tè nel mezzo e tutto il resto vuoto.

Così chiamo e prendo un appuntamento: La prima buona notizia è che dietro non c'è la solita agenzia immobiliare, quegli sciacalli che ti chiedono due affitti affinché tu ti lasci inculare a morte. Sta a vedere che è la volta buona.

La palazzina è molto bella: tre piani, stabile recente, un bel giardinetto su una strada poco trafficata. Mi luccicano già gli occhi e penso alla faccia che farà la morosa. Guardo la bottoniera per farmi un'idea dei vicini e scopro che c'è un'agenzia immobiliare. Mi fischia un'orecchia ma non faccio in tempo a rifletere sul da farsi che una Multipla con un tizio con la faccia spaventosamente da cazzo a bordo mi si ferma proprio davanti.
"Sig. Boinz? Salve, sono ***."
"Salve."
"Salga che la porto a vedere l'appartamento."
"Ah non è qui?" Mi guardo intorno preoccupato.
"No ma non si preoccupi: è poco più in su."

Oramai ci sono, la giornata è andata, tanto vale seguirlo. Salgo in macchina e partiamo.
Man mano che procediamo il quartiere però degrada con progressione geometrica. Le case si fanno più alte, più vecchie, più sporche. Le auto più vecchie e più sporche, le persone più brutte. Parcheggiamo contro un muro di cemento armato tipo carcere. In fondo alla via c'è un'auto ribaltata e incendiata a cui mancano cerchioni, portiere, fanali e tutto il resto.
"Eccoci qua."

Mi indica con un ampio gesto della mano uno stabile che di signorile non ha un beato cazzo. Sembra un covo di negri.
"Che gliene pare?"
"Non so. Devo vedere dentro."

Entriamo.
"Purtroppo l'ascensore è momentaneamente fuori uso."
I muri delle scale sono stati decorati a regola d'arte: ci sono cazzi disegnati dappertutto, parolacce, bestemmie, e gli immancabili "Vuoi scopare? Chiama il 348 -----". Per terra c'è immondizia, polvere, resti di ogni tipo, scatole del McDonald's. Dal soffitto pendono cavi e pannelli isolanti. Scavalchiamo un tipo che dorme su un gradino.
"Dev'essere il signore della Otis in pausa caffè."
Puzza di piscio, puzza di cumino, scarpe vecchie, neon che friggono, urla, goldoni usati, cani che abbaiano, motorini, gradini che ballano, verdura marcia, scatole impregnate di piscio di gatto, giornali vecchi. Finalmente arriviamo al piano. Il mio sarebbe l'interno 24.
"Eccoci qua."

La porta è graffiata, sfondata, pisciata ma è ancora intera. Il tizio tira fuori un mazzo con sedicimila chiavi e inizia a sgranare le quattro serrature:
"Sa, la tizia che c'era prima era un po' paranoica."
"Una signora anziana immagino."
"Esatto. Bravo, complimenti!"

Apre la porta ed entriamo.
Resto senza parole. Prima di tutto non ho mai visto una simile disposizione delle stanze. L'ingresso farà da solo settanta metri quadri. Il resto della casa è diviso tra un loculo con angolo cottura, una minicamera e un cesso a scatoletta. Ma questo è davvero il meno perché sembra che quest'appartamento sia stato abitato da un pazzo. Le prese, le funi delle serrande, le maniglie delle porte, i rubinetti: tutto è stato divelto, strappato, piegato. In cucina il lavabo giace morto per terra, come se il precedente inquilino in preda a un raptus rabbioso avesse provato a portarsi via tutto quello che poteva. E tutto, tutto, tutto è coperto da uno spesso strato di gromma nera e di quei cazzi che ho visto incisi a quantità lungo i muri delle scale.
"Che gliene pare?"

Persino la moquette è stata divelta a strappi: nello pseudosoggiorno ne giacciono pochi sparuti ciuffi tipo campo di periferia a fine stagione.
"Adesso lo vede così, ma provi a immaginarselo messo a posto, con delle belle tende, una mano di bianco: un posto autenticamente suo."

I muri sono coperti di scritte frenetiche, perloppiù inintelleggilbili salvo qualche bestemmia e altre poche frasi prive di senso.
"Ma il bianco non sarebbe a carico dell'ultimo occupante?"
"Era una vecchina, una pensionata, non ce la siamo sentita di chiederglielo. Tanto lei è giovane e forte, non è sicuramente un problema." Sorride mostrando un dente di ferro opaco.
Guardo i cazzi incisi a chiodate sui muri e cerco di immaginarmi la vecchietta della candeggina Ace che li disegna. Non ci riesco.
Gli chiedo se lui è il padrone.
"Ah, no io sono l'incaricato dell'agenzia immobiliare."
"Quanto tempo è che lavora per quest'agenzia? Una settimana, un mese?"
"Nove anni."
"Come dice?"
"Due settimane. Insomma, le interessa o no, perché c'è altra gente che è interessata e devo dire qualche cosa."
"Gli dica pure che se lo vadano a prendere."
"Cosa, l'appartamento?"
"No, nel culo."

Si irrigidisce con una reattività che ben pochi cazzi possiedono. Senza dire una parola si dirige a lunghi passi verso la porta. Gli vado dietro per le scale attraversando la puzza di piscio, di cumino, le bestemmie, i "Vuoi un pompino", le urla, i cazzi disegnati ed usciamo.
Ora dall'altra parte della strada le macchine cappottate, sventrate e bruciate sono due. L'altra è la sua.
Una lacrima gli scorre sulla guancia.
"Io toglierei la parola 'signorile' dall'annuncio."
Gli do una pacca e me ne vado.










































Un cazzeggio di: boinz a 15:18 | link | commenti (6)
pura narrativa

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