Più passa il tempo, meno ho voglia e meno ho voglia, meno mi passa il tempo
Neparliamoacena ha scovato un sito che aiuta i blogger di tutto il mondo quando la mattina si alzano e si scoprono a corto di idee, offrendo degli spunti per i loro post. Problema problema, gli spunti che propone fanno cagare. Allora per il bene della comunità ho pensato di darmi da fare io.
BLOG IDEAS
- La tua squadra di calcio preferita: perché l'hai scelta, perché continui a tifare per lei e perché di tutto questo non ce ne frega un cazzo;
- Il tuo segno zodiacale e perché è frequentato solo da zombie;
- L'ultima volta che hai trombato, il commissario tecnico della nazionale era ancora Enzo Bearzot: ci sarà un motivo. Spiegacelo e facci fare due risate;
- Appoggia il piede destro sulla coscia sinistra; aiutandoti con le mani allarga le dita e descrivi cosa vedi;
- La giacca che hai addosso stamattina ce l'ha uguale anche il tunisino che fa l'elemosina in corso Mediterraneo. Stamattina al collo aveva un cartello: "Datemi un euro che voglio cambiare questa giacca del cazzo." Vorrà dire qualcosa?
- La tua donna e perché gli amici l'hanno soprannominata "Il Mostro";
- Droga, puttane e alcol: per ridurti così non ne hai avuto bisogno. E' una consolazione o no?
- Il tuo blog ha il template più brutto della storia dell'informatica, al punto che Splinder sta pensando di mandarti due negracci strafatti di crack a casa. Descrivilo e possibilmente dacci l'indirizzo di chi te lo ha disegnato;
- Fuori dalla finestra un cane sta cacando sul cofano della tua macchina: descrivici la scena e i tuoi sentimenti al riguardo;
- Il massimo dell'anticonformismo che ti concedi è il gilè senape sulla camicia salmone. Pensi che questo basti a definirti come fallito o vuoi aggiungere qualcos'altro?
- Calati i pantaloni e le mutande al ginocchio. Guarda dentro le mutande. Descrivi cosa vedi.
- Il tuo rapporto con la religione e perché Dio ha interrotto un silenzio di ventimila secoli per disconoscerti.
Buon lavoro!
Caro Enzo,
Anch'io come molti altri ti ho conosciuto fuori tempo massimo. La cosa mi fa girare doppiamente le palle perché in un certo senso eravamo vicini di casa. Ok, stiamo parlando di un condominio da settantamila famiglie, ma porca miseria! mi fosse capitato una volta di incrociarti su un pianerottolo o in ascensore per tempo. E invece niente.
Così tra venerdì e sabato mi sono letto tutto Bloghdad e Kubakuba, ho scaricato il tuo articolo su Marcos (a 48 byte/sec.!) ed ho letto gli articoli dei giornali che ti riguardavano. Ti sembrerà strano ma alla fine ho provato uno stringente senso di mancanza, un dolore acuto come se fosse mancato un amico o un parente. Eppure fino a dieci giorni prima io non avevo mai sentito parlare di Enzo Baldoni. Eppure non è la prima volta che muore un volontario di un'associazione umanitaria o un giornalista in un posto rovente (e tu avevi scelto il più rovente, il più vicino alle caldaie di Satanasso, come avrebbe detto Tex). Eppure non riesco a non considerare i tuoi carnefici come pedine microscopiche con colpe microscopiche se rapportate a quelle dei fautori di questa guerra tragica e ingiusta (hai fatto in tempo a vedere "Farenheit 9/11"? Vabbè, tanto erano cose che sicuramente sapevi già). Per dire, mi hanno suscitato più odio quei professionisti del giornalismo di regime che ti hanno subito etichettato come il classico No Global radical chic di sinistra che non sapeva farsi i fatti suoi, che quelli che materialmente ti hanno assassinato.
No, quello che mi ha toccato in profondità - e mi è costato tempo e fatica capirlo- è che tu avevi molto dell'uomo che io avrei voluto essere: il talento che io non ho, la curiosità per l'uomo che io non ho, la lucidità che io non ho, l'allegro disincanto che io non ho, in definitiva le palle che io non ho, e non mi riferisco alla fine che hai fatto ma a tutto quello che l'aveva preceduta: i mille mestieri, il volontariato, gli ideali e il coraggio dell'incoerenza, il lavoro che avevi scelto e il coraggio di lasciarlo per stare vicino a tua moglie durante la gravidanza, i viaggi e la capacità di prendere il meglio della vita sapendo trarre lezione -e quindi il meglio - anche dal suo peggio.
Le scelte, le scelte... leggevo che molti ti scrivevano per chiederti consiglio e che tra serio e faceto ti vantavi di aver causato diversi divorzi e licenziamenti, comunque senza pentimento né tuo né di chi ti aveva chiesto consiglio. Chissà se avrei avuto il coraggio di chiedertene uno...
Che dici, è possibile che una persona che non ho mai conosciuto finisca per mancarmi? Non so se sia possibile ma è così. La cosa strana è che non so manco se ne ho il diritto, perché in fondo mi hai lasciato forse la cosa migliore che avresti potuto lasciarmi, cioè il tuo esempio. Ma mi manchi lo stesso.
In bocca al lupo e palle fredde, ovunque tu sia .
B.
Accidenti, ho scoperto solo oggi leggendo la Repubblica il blog di Enzo Baldoni. Che orrore, che orrore...
Per la rubrica koltelli & forkette siamo andati a trovare il Pio Refettorio Benedettino per barboni e morti di fame nel vecchio ghetto di Sant'Addolorato Alto, proprio di fronte alla discarica tossica.
In una sala rotonda affrescata con i raccapriccianti martirî dei primi cristiani e le scene più cruente della via crucis, una coda di mendicanti ondeggiava sotto i colpi di scudiscio di una suora dalla faccia colore della cera.
Bingo era piuttosto incazzato.
"Maa, al Caval d'Bruns mai, eh?"
"Mi hanno tagliato il budget."
"Chiamalo budget. Oramai la tua è una paghetta. Altro che bud.."
FLASH! Una tremenda scudisciata sul labbro inferiore gli aprì uno sbrego di cinque centimetri in piena faccia.
"SILENZIO E MORTIFICAZIONE DAVANTI A NOSTRO SIGNORE!!"
Bingo si portò le mani in faccia: "E porcod..!"
FLASH! Un'altra stecca questa volta sulla palpebra dell'occhi destro!
"COME HAI DETTO BARBONE?! NON HO CAPITO!!"
"Dicevo: sempre sia lodato!"
"AH, ECCO!"
La coda si muoveva lentamente, un passo per volta. Una suora con un rosario di pietre dure minacciosamente arrotolato attorno al pugno, la percorreva da cima a fondo senza staccare gli occhi dai poveri malcapitati
"NEGRI, EBREI E ATEI QUI NON LI VOGLIAMO! QUI SERVIAMO SOLO CATTOLICI COMANDATI E CONFESSATI."
Noi marciavamo tenendo gli occhi ben fissi per terra. Capìta l'antifona, nessuno ci teneva a esser preso di mira o - peggio ancora- a scudisciate. Intanto, dall'altro lato della sala i fortunati già serviti scappavano con le ciotole della minestra in mano andando ad imboscarsi nei coni d'ombra sotto i lucernai. Insomma la coda si muoveva lentamente ma si muoveva. Il nostro turno non sembrava più così lontano quando la suora con un gesto imperioso fermò la somministrazione di cibo, andandosi a piantare di fronte ad un vecchio che già porgeva la ciotola. Nella sala calò un silenzio di vetro.
"TU! COME SI CHIAMAVANO LE CINQUE MOGLI DI GIOSAFFATTE!?"
"Io... io non lo so sorella."
PAM! Gli arrivò dritto in faccia il pugno rosariato con un rumore tipo schiaccianoci.
"BRUTTO FIGLIO DI PUTTANA! CREDI DI ESSERE VENUTO QUI A MANGIARE, BERE E PORTARE IL PECCATO, EH?! MA TE L'INSEGNO IO LA BUONA NOVELLA. "
E PAM! giù di ginocchiate nella schiena.
Bingo mi diede una gomitata e bisbigliò "Andiamocene alla svelta."
"Sì, troviamo il modo e svignamocela."
Ma proprio in quel momento il pappagallo sulla spalla di Bingo iniziò a scuotere la testa da sotto le ali.
"Gnac.. gnac.. gnac..."
Sentii un filo gelato di sudore scorrermi sotto le braccia: "Gesù, siamo fottuti!"
"Scappiamo!"
Il pappagallo spalancò di colpo le ali, si guardò intorno infastidito ed infine urlò a pieni polmoni:
"SANTISSIMA MADONNA!!!! DIO CRISTO!!!!"
E noi due prontissimi: "Amen!" seguiti da tutta la navata centrale
"AAAMENNN!"
Una voce catarrosa ci arrivò da dietro: "Ehi, voi due stronzi. Fate stare zitto quel cazzo di uccello!"
"Amico, la fai facile!"
FLASH! Un colpo di frusta mi sfiorò la spalla andandosi a schiantare sulla bocca dell'omino dietro di noi.
"SILENZIO, BRUTTI BASTARDI!"
"MA VAFFANCULO!" Gracchiò una voce fin troppo riconoscibile.
"CHI HA PARLATO!!! CHI CAZZO HA OSATO SCOPERCHIARSI IL CESSO!!!!"
La suora iniziò a scudisciare la coda a sangue, finché si trovò davanti Bingo e il suo pappagallo. Io mi trasformai di colpo in una statua di gesso.
"Tu. Tu sei stato. Tu, brutto peccatore. Tu o la tua cornacchia, ma fa lo stesso."
Il Pappagallo si portò le ali ai fianchi
"Dì un po' troia, ma tu da quand'è che non vedi un bel tronco di cazzo?"
La suora spalancò la bocca, poi si girò di colpo e fece un cenno a due suore enormi ai lati della stanza che arrivarono di corsa, caricarono su Bingo e lo portarono via.
"Ciao Bingo."
"Ci vediamo. Salutami Pirupiru."
"Sarà fatto."
Dunque, lato culinario. Io ho mangiato una brodaglia di torsoli di cavolo che faceva veramente cagare, con un blocco di pane duro e una mela raggrinzita.
Bingo invece ha tirato su involtini di salmone affumicato e asparagi; lasagna ai frutti di mare; branzino al sale; torta saint-honoré, caffè e limoncello di mandarino. Però se lo sono scopato fino a dissanguarlo.
Voti: Boinz: 2/20
Bingo: 18/20
Astroboinz tornò dalle ferie di buon umore. Il solstizio passato nella Galassia R-moscia lo aveva ritemprato e si sentiva pronto a riprendere con entusiasmo il suo lavoro e ad affrontare le nuove sfide che il destino gli avrebbe proposto.
Quella mattina la tangenziale spaziale era scorrevole come un articolo di Curzio Marziano e alla radio il suo CD da ottomiliardi di file mp3000 aveva infilato una sequenza di musica strepitosa, pescata direttamente dai tempi della sua infanzia. La discarica lunare aveva un leggero aroma di miele e allo svincolo di Giove non c'era quasi nessuno.
Superato l'ultimo pericolo di intasamento, Astroboinz tirò giù il finestrino e guidò lasciando che il vento solare gli scompigliasse i capelli come una mano di mamma. Quando arrivò all'uscita dell'Astroporto Pescarito un pallino di magone gli si bloccò per un attimo in gola ma fu un attimo e subito riprese a fischiettare. Finalmente arrivò al parcheggio aziendale: era così in anticipo che l'unico posto al riparo dai raggi gamma era vuoto. Fantastico, questo voleva dire che la Cosmopunto e Virgola all'uscita non sarebbe stata calda come un wok mercuriano!
Entrò e subito la bollatrice dotata di rilevatore di retina oculare rilevò la sua presenza. Astroboinz lanciò un'occhiata al'orologio che marcava le 8:14 - ottimo! Astroboinz salì le scale e si sedette alla scrivania. Tirò un respiro profondo: non c'era nessuno, l'inizio di giornata che lui preferiva. Sul computer c'erano trentacinque messaggi di y-mail, quasi tutti di clienti: aprì il primo. Una grana apocalittica! E porcozzio!
A questo punto entrò il capo, praticamente al passo dell'oca. Astroboinz chiese: "Come va?"
"Di merda. Un'estate veramente del cazzo. Dopo venga nel mio ufficio."
Entrò nel suo ufficio e sbattè la porta.
L'umore di Astroboinz ripiombò nella suola delle sue scarpe. Era tornato al lavoro, porcozzio!
CIBO MODERNO
Dopo il passato di verdura, il futuro di verdura.
Il post oramai è superato. Siamo passati all'era del post-post.
IL MARE
Il mare come ragionamento non regge. Fa acqua da tutte le parti.
Ancora un poderoso
DIALOGO SINCERO
Ritorno dalle ferie
Io: "Ciao come vedi, malgrado le tue maledizioni sono tornato. Solo a guardarti mi viene voglia di vomitare ma mi trattengo per decenza."
Collega: "Ciao le mie ferie sono andate benissimo."
"Non me ne frega un cazzo."
"Il posto era bello e la gente simpatica."
"Ti ricordo che questo è un dialogo sincero."
"Ho preso un'inculata colossale. Il posto era una merda e ho scoperto che ho più feeling con il casellante della tangenziale che con mia moglie."
"Così va meglio."
"Ora ti mostro le foto. Questa è mia suocera."
"Ha la faccia da puttana."
"Per una volta ti dò ragione. Questa è mia moglie."
"Ha la faccia da puttana."
"Sì ma solo quella. A letto è una merda, almeno con me. Con altri non so. Questo è mio figlio."
"Dev'essere ritardato e pure un po' ricchione. Tutto suo padre."
"Pazienza, tanto quasi sicuramente non sono io. Questo è il nostro albergo e questa è la spiaggia."
"Praticamente un centro accoglienza extra comunitari a fianco di una discarica."
"Esatto. Tu invece?"
"Io son rimasto a casa. Tiè!"
Segue gesto dell'ombrello.
"Insomma, il solito barbone."
"Il solito barbone."
Ritorno all'aratro
Voglia ai minimi storici
Depressione in agguato
Guardo fuori e vado fuori (di testa)
Miracolo negativo
Voglio la mamma
Mi risponde il capufficio
Che bella merda!
altri dialoghi
astroboinz & co
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