Più passa il tempo, meno ho voglia e meno ho voglia, meno mi passa il tempo

Tempi sprecati

Blogger: boinz
Se tu mi guardassi da lontano, o caro lettore, dubito che riusciresti a distinguermi dalla massa. Tra tremila anni gli archeologi che esporranno i miei resti nel museo del 21° secolo scriveranno sulla targhetta: “Impiegato dell’era berlusconi ha un tenore di vita paragonabile a un operaio degli anni ’70 del secolo precedente ma la precarietà di una puttana nigeriana appena sbattuta sul marciapiede. Il poveraccio pensava di essere vicino alla felicità perché in realtà non capiva un cazzo. Del resto l'orribile vita che conduceva se la meritava in pieno, appartenendo egli al ceto sociale con il minor spirito di classe della storia della civiltà umana. Persino gli avvocati, persino gli industriali, i commercianti, coloro che insomma vivevano della rovina dei concorrenti erano riuniti in associazioni, corporazioni, sindacati: l'impiegato a cavallo tra 20° e 21° secolo invece, era completamente abbandonato al suo destino. I sindacati dei lavoratori che avrebbero dovuto vegliare su di lui, avevano infatti preferito dedicarsi alla difesa di operai e pensionati, che avevano un livello di reddito al limite della sopportazione umana e che soprattutto compravano le tessere e scendevano in piazza quand’era ora di manifestare. L’impiegato invece era un individualista diffidente e cattivo e così si prendeva per intero il carico di merda destinato alla massa dei lavoratori dipendenti in cambio di uno stipendio solo nominalmente più consistente di quello degli operai. Come molti suoi contemporanei, l’esemplare che vedete qui esposto aveva così cercato una via di fuga mentale aprendo un blog su internet, quella rozza prima esperienza di rete in cui poi ci siamo trasferiti -una volta divenuti puro spirito- duemila anni fa” Così, abbastanza vicino a quella che dante definì la metà del cammin di nostra vita traggo un bilancio di metà esercizio e ammetto quanto segue 1) faccio un lavoro di merda; 2) frequento in larga maggioranza delle teste di cazzo a partire dai colleghi; 3) ho uno stipendio che se io e la mia auto non facciamo puttanate, mi permette di chiudere il mese leggermente sopra il pareggio; 4) una volta ogni sette minuti immagino la scena delle mie dimissioni ultima versione io che incido con un saldatore la mia lettera di dimissioni sul cuoio capelluto del mio titolare 5) racconto in giro di aver scopato una quantità di donne pari o forse persino superiore al numero di donne in età fertile che ho effettivamente conosciuto in tutta la mia vita; 6) al di fuori di mtv, qualche sporadico programma comico, il calcio, blob, e i telegiornali praticamente non guardo più la televisione; 7) credo che i pink floyd siano stati il secondo più grande gruppo della storia, perlomeno finché il cervello di waters ha retto; 8) vorrei vedere berlusconi costretto a presentarsi alle elezioni senza fondo tinta in faccia e con i capelli del loro colore naturale; 9) non so i nomi delle veline e me ne vanto apertamente; 10) una volta ogni sette minuti penso “chi cazzo me lo fa fare”; 12) non ho più voglia; firmato: boinz, 12/01/2004

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • Powered by Splinder

mercoledì, giugno 30, 2004

Questa l'ho postata ieri dall'immarcescibile Viridian, nettamente una delle mie blogger preferite.

Comunque mi è piaciuto e lo ripropongo qui.

HO SMESSO DI SMETTERE

Ho smesso di guardarmi allo specchio. La barba me la faccio a memoria e i miei colleghi si sono abituati a vedermi arrivare in ufficio ridotto a una maschera di sangue.
Ho smesso di pensare a me stesso come essere pensante. Ho deciso di pensare come essere non pensante: la cosa manda in conflitto i miei centri decisionali, il che mi permette di addormentarmi abbastanza in fretta, malgrado il caldo.
Ho smesso di sognare un futuro migliore. Sogno un passato migliore, praticamente un remake hollywoodiano della mia vita, con Johnny Depp al mio posto.
Ho smesso di fumare: è bastato aggiungere un po' d'olio alle balle e adesso girano che è una bellezza.
Ho smesso di considerare il sesso come un fine ma come l'inizio di qualcosa di importante. Non se l'è ancora bevuta nessuna ma non dispero.
Ho smesso di sognare, tranne quando vado al ristorante messicano, allora sì che sono cazzi!










Un cazzeggio di: boinz a 10:47 | link | commenti (9)
grandi poesie

martedì, giugno 29, 2004

Nuova rubrica:

BOICOTTA LA PUBBLICITA' CORROTTA

La gente non si rende conto di come le pubblicità di merda ci rovinino la vita. Quante volte vi è capitato di voltare la faccia dal video, infastiditi da una reclame insopportabile? Quante volte avete pensato: "A questo gli spaccherei volentieri la faccia!" oppure: "A questa gliela stiaccherei volentieri nel culo, così vediamo se sta zitta!"? Ecco. Eppure c'è un modo per fargli capire che devono finirla di romperci il cazzo. Bisogna boicottargli le vendite, non comprargli più niente neanche per caso! Così se siamo fortunati chiudono baracca o perlomeno cambiano campagna pubblicitaria.

Tanto per fare un esempio quanto non sopporto la reclame delle valigie Roncato! Sapete quella della figa in aeroporto che va al cesso e lascia fuori la valigia, che arriva la tamarra che gioca al carrellino e poi chiude con la mitica frase: "Uno shuttle: ma allora tu sì n'astronauta!"
Ecco, se mai mi trovassi nelle condizioni di dover comprare una valigia, l'ultima marca che prenderei in considerazione è proprio la Roncato. Piuttosto la scatola di cartone chiusa con lo spago ma mai una Roncato. Perché odio quella tamarra, mi sta davvero in culo!

Altro esempio: l'acqua Uliveto (non vi sto manco a spiegare il perché).

Altro esempio: non mi ricordo che porcheria è ma è quella che la gente sta in coda alla posta e a un certo punto inizia a dimenarsi come se avesse un iguana giù per la schiena cantando: "Shake rattle and roll" senza nessun rispetto per la memoria dello zio Elvis.

Ma in assoluto, vorrei dare la palma di merda alla carriera all'intera produzione pubblicitaria di Francesco Amadori, un uomo di merda che odio con tutto l'animo. Sono convinto che sia un bastardo sfruttatore, un maniaco sessuale, uno che mostra il pisello ai bambini dell'asilo e prima o poi si farà beccare con le manine sporche di marmellata. La sua ultima serie di reclame poi mi sta sul cazzo in maniera indicibile.

Ve la rammento brevemente:
Il fratello sfigato di Caparezza si presenta a casa con un mazzo di rose con cui si è spolpato tre quarti di stipendio.
"Cara ti porto fuori a cena!"

Invece di ringraziare lei si incazza come una bestia!
"No! Basta! Brutto pezzo di merda! Ne ho le palle piene di mangiare porcherie! Da oggi si mangia sano!"

Ecco, già qui io come minimo, ma come minimo minimo minimo l'avrei mandata a fare in culo. Però vabbè, magari ha le sue cose eccetera. Il punto è che dopo essersi prodotta in una tale sparatona, ha il becco di presentarsi con quei cazzetti semi mosci dei wurstel Amadori! Voglio dire, è roba che farebbe schifo a una iena! E questo per te sarebbe mangiare sano? Ma vaffanculo!
A chiudere in bellezza salta fuori il vecchio pedofilo (si vede che sei vecchio, anche se ti tingi i capelli!) che con un sorriso mafioso rassicura: "Parola di Francesco Amadori!" E chi cazzo sei tu? Cos'è, un altro contratto cogli italiani? Ma chi cazzo ti conosce a te? Ma vaffanculo!

Insomma, boicottateli! Fateli chiudere! Sono dei bastardi che ci rovinano la vita, non abbiate pietà!







Un cazzeggio di: boinz a 12:36 | link | commenti (14)
attualita

DEPRESSIONE E MALINCONIA

Il mio cuore scoppia di sensi di colpa: perché? perché? perché? Vivo in un costante stato di depressione: perché? perché? perché?

COMMENTI

Per me è perché sei un pessimista di merda.
Bilbo - h18:04

Per me invece è perché finalmente hai capito tutto della tua vita.
Zumzumzumzumzum - h18:11

Bello il tuo post potresti farne una canzone e darla a Socci
Barabba - h 18:14

A Socci al massimo potrei dare una capocciata sulla barba
Boinz - h.18:18

Io dico che è per quella volta là.
Ceffo - h18:20

Ma quale, quella o quell'altra?
Boinz - h18:25

Quella, non fare lo gnorri.
Ceffo - h18:38

Ceffo, non è come pensi tu, anzi!
Boinz - h18:42

Secondo me non avresti mai dovuto starnutire forte in chiesa quella volta lì.
Ofesscassì - h.18:44

Io insisto: non ci stava.
Ceffo - h.18:49

Ceffo, è un po' tardi per porsi il problema.
Boinz - h.18:51

X Ofesscassì: mi è spiaciuto, proprio addosso al prete. Son cose che capitano.
Boinz - h.18:56

Io ricordo quella volta che hai fatto a botte con quelle due ragazze in piazza e che te le sei prese.
Maremmacane - h.19:04

Ahh... già. Me l'ero scordato... No, siamo lontani, lontani...
Boinz - h.19:12

Non è che sei depresso perché sei a scarso di soldi, praticamente un morto di fame?
Salamandra - h. 19:18

Figurati, oramai ci ho fatto l'abitudine. No, no...
Boinz - h.19:22

Potrebbe essere la tua macchina. E' un autentico cesso, ce l'avessi io me ne vergognerei come un cane, anzi, meglio un cane che un auto così.
Pirillone - h.19:28

Sarà anche quello, boh? Ma no, no, non è quello... che barba...
Boinz - h.19:42

Un po' di figa? Su, dillo a Barabba tuo: quant'è che non chiavi, eh?
Barabba - h.19:51

Che ore sono? No, quella serve sempre ma non ci siamo ancora.
Boinz - h.20:00

Ho capito! Sei depresso perché ne hai le palle piene e mancano ancora 6 settimane alle ferie!
25cm - h.20:07

Sì! Esatto! 25cm. si porta a casa questa splendida batteria di pentole inox e un buono per un paio di pinne marca Decathlon! Complimenti!
Boinz - h.20:12

Io continuo a pensare che sia quella cosa lì.
Ceffo - h.20:17

Ceffo, ma te ne vai a fanculo? Anzi, ma chi ti conosce? Di cosa parli? Io non so di cosa parli!
Boinz - h.20:20

Boinz, non la voglio la tua batteria di pentole. E nemmeno le tue pinne usate.
25cm. - h.20:24

Oramai è tua e te la tieni e anche le pinne! Ah Bilbo: volevo dirti che nella scala evolutiva tu sei tre gradini dietro la merda. Oramai hai trentacinque anni, è ora che lo sappia.
Boinz - h.20:30

Pessimista di merda.
Bilbo - h.20:32

Raccontala a un altro la storia delle ferie. E' il tuo senso di colpa che ti stronca.
Biffo - h.20:38

Ok, Biffo: hai vinto tu. Quando vuoi le pentole sono a tua disposizione sul mio pianerottolo. E adesso andate tutti a fanculo! Bilbo, te per primo per favore.
Boinz - h.20:41

Allora le pentole non me le dai più?
25cm. - h.20:44

Ma va a cagare!
Boinz - h.20:48

































Un cazzeggio di: boinz a 09:59 | link | commenti (5)
scleri vari

lunedì, giugno 28, 2004

10000 contatti!

Non so cosa dire, sono abbastanza confuso. A no, quello confuso è un altro.

Volevo raccontare la genesi del blog, anche se il 33% (Jackson e Marcello) dei suoi frequentatori la conosce già. Avevo qualche perplessità, soprattutto perché odio le autocelebrazioni, però ho visto da un paio di messaggi che al nome bingobangobongo viene attribuito un sottinteso razzista che in verità non possiede e così ho deciso se non di raccontare la "storia" del blog, perlomeno di farne il punto.

Nasce prima Boinz e poi Bingobangobongo. Per la precisione Boinz nasce come base e-mail da cui prendere per il culo un po' di persone, in particolare i miei colleghi. Un giorno ve ne racconterò qualcuna ma non è questo il momento.

Non ricordo come scelsi questo nome o meglio, ricordo che mi venne così senza una ragione particolare. Comunque è vero che quando devo attribuire un nome a un personaggio ricorro spesso a onomatopeismi.

L'anno scorso cazzeggiando cazzeggiando, capitai dalle parti del Clarendario. Per chi non lo sapesse il Clarendario era un concorso attraverso il quale Clarence selezionava dodici sconosciute da ritrarre seminude sul proprio calendario. Il concorso riguardava un paio di centinaia di aspiranti zoccole che presentavano una decina di loro foto che poi venivano votate da una massa di pipparoli sbavanti.

A queste pseudo modelle oltre alle foto in concorso veniva offerta la possibilità di aprire un blog. Diciamo che la stragrande maggioranza -tipo il 90% - manco ci provava, un buon 8-9% lo apriva e poi lo frequentava con l'assiduità di "Aspettando Godot" mentre solo una mezza dozzina di tipe invece lo apriva e ci scriveva su qualcosa!

Devo dire la verità, a parte due o tre fighe degne di menzione, le restanti tre-quattrocento erano spesso e volentieri deprimenti, per non parlare dei loro blog! Allucinanti. Il vuoto assoluto! Robaccia. Fortunatamente qualcosa di gustoso ogni tanto saltava fuori tra i commenti che erano nettamente divisi per categorie a seconda di chi li postava. Da un lato infatti c'erano quelli che a vario livello scrivevano per esprimere quanto apprezzassero le grazie più o meno generosamente messe in mostra dalle concorrenti: si andava dai genuflessi, ai maniaci, agli innamoratini, a quelli che avanzavano proposte al limite del reato. Dall'altro c'erano i casinisti, quelli che andavano solo per prendere per il culo donne e cavalieri serventi. In mezzo i fidanzati, che venivano massacrati un po' da tutti, donne comprese.

Io mi iscrissi alla parrocchia dei perculeggiatori dove grazie a commentini quali:

"Il prossimo anno fatti fotografare mentre mangi un panino che almeno copri 'sta faccia di cazzo"

oppure

"sei così brutta e laida che non dovrebbero metterti la foto neanche sulla patente, figurarsi in un concorso di bellezza!!!"

ma anche:

"Se invece delle seghe ti tiravi una martellata sul cazzo a quest'ora davanti avevi una racchetta da ping pong"

ebbi presto un discreto successo. Ma fare casino a insulti era troppo poco: presto mi saltò il ghiribizzi di alzare il livello dello scontro fino all'anarchia! Così quando proposi di votare solo quelle che la mostravano divenni una specie di portabandiera (giuro, Marcello può confermarlo) e quel che è peggio iniziai a essere preso un po' troppo sul serio, per non dire che mi prendevo un po' troppo sul serio.

Allora inventai il personaggio di Bingobangobongo. Il nome mi venne da una canzone degli anni trenta che sentii una volta a Blob ("Bingobangobongo/stare bene solo in congo/non ritorno più") ma personalità e stile di scrittura li presi pari pari da un mio amico di nome Paolo che esiste veramente.

Come Bingobangobongo ripartii da capo a perculeggiare tutti adottando però uno stile diverso di scrittura e quindi creandomi una nuova verginità:

"ciao ho provato a guardare l etue foto e leggere i commenti secondo me non sei male ma di testa sei insopportabile. ho letto le cose che scrivi scrivi peggio di me mi sembri una gran montata chi cazzo ti credi di essere ho visto il tuo sito pieno di cagate presuntuose fisicamente sei anche da trombae ma poi appena apri bocca diventi noiosissima roba da far venire il mal di testa dagli sbadigli anche perché dici solo fesserie hai il talento di un imbianchino e d'arte non capisci una sega. se tu fossi la mia donna credo che non mi verrebbe duro neanche con il silicone ti do 6 solo perchè è un concorso così brutto che un calendario così nn lo vorrei neanche appeso al contrario. tanti saluti da bongo bing bongo."

oppure:

Ciao sono bingobangobongo si potrebbe avere un afoto mentre fai una puzzetta secondo me sarebbe sexy l'unica cosa non farla mentre indossi i collant perché i collant che si gonfiano di gas non sono belli a vedersi."

Ma anche:

"Ciao SOno bingobangobongo, non ho voglia di litigare ho fatto sol odelle osservazioni mi sembra però che siate un po' troppo gentili perchè la signorina fa un po' la principessa sul pisello e la cosa triste è che il pisello non è di nessuno di voi. poi per me ognuon è libero di fare cosa gli pare figuratevi ma visto da dietro questo blog sembra di entrare in una moschea con tutti gli uomini col culo allaria e la faccia a terra spero di aver reso lidea. ciao bbb."

La cosa è andata avanti così per qualche tempo, tra critiche (fantastica quella di un tizio che contrapponeva l'umorismo greve ma raffinato di Boinz a quello terra terra di BBB) e deliri, poi un po' perché mi ero scocciato, un po' perché ogni bel gioco dura poco, un po' perché mi ero fatto sgamare insomma alla fine ho calato la maschera. Tanto più che il clarendario volgeva al termine (e finì in burletta, infatti non ci sarà un'edizione 2005) e niente, mi son trovato a spasso.

Qualche giorno dopo la chiusura del Clarendario mi scrisse il mitico cugino Fez segnalandomi il blog di Personalità Confusa. E' stata un'autentica rivelazione! Fino ad allora avevo considerato il blog come quel posto dove le quattordicenni ficcavano le loro baggianate e non avevo mai pensato che potesse essere invece una forma di espressione così sofisticata. Passai due giorni a leggermi tutti i post del grande PC. Poi presi a girare di blog in blog sempre più affascinato e dopo un paio di esperimenti alla fine trovai il coraggio di aprirne uno anch'io.

Potevo chiamarlo Boinz ma ero affezionatissimo a Bingobangobongo, così decisi di usare quest'ultimo come URL. Presto però mi resi conto che lo stile BBB che andava benissimo per fare il guastatore, non rendeva affatto in un blog. Per cui a malincuore ho rinunciato a usarlo come io narrante. Tutto qua. Il resto è noto.

Grazie ancora a tutti per questi 10.000 contatti e a buon rendere!


Un cazzeggio di: boinz a 11:06 | link | commenti (11)
bollettino dei naviganti

venerdì, giugno 25, 2004

Mi prostro riconoscente alla geniale Tam, autrice di una delle più belle frasi che ho sentito nell'arco degli ultimi dieci anni (l'altra è: "Per quell'aumento ne ho parlato col titolare ed è d'accordo").

La frase di Tam è: "LA VITA E' UN SELF SERVICE". Ed è proprio vero!

La vita è un self service perché:

... c'è sempre qualcuno davanti a te nella coda che becca l'ultima porzione del piatto che ti fa più gola;
... i conti non tornano mai;
... quando arrivi al tavolo ti accorgi che hai dimenticato un pezzo importante;
... quando tutto è finalmente a posto se da un lato quello che era freddo si è sciolto dall'altro quello che era caldo si è raffreddato e quello che era croccante si è ammosciato;
... quello che aveva un aspetto delizioso si rivela insipido;
... spesso e volentieri trovi peli dove non avresti voluto trovarne;
... quando esci se ti va bene puzzi solo di frittura;









Un cazzeggio di: boinz a 15:58 | link | commenti (3)
ora ti dico adesso cosa

Il mio contributo al Blogrodeo indetto da Personalità Confusa l'altro giorno. E' quel che è ma vabbè...

Un esperimento che non si sa come andrà a finire

Camera da letto. Due ragazzi attorno ai quindici anni in piedi uno di fronte all'altro. Uno, decisamente ben piantato, porge un bicchiere pieno di una sostanza di un colore tipo fango all'altro, piccolino e magrolino.

“No, Piero, guarda lasciamo perdere.. ho cambiato idea.”

“Ma che problema c'è? E' solo uno stupido decotto!”

“Non è uno stupido decotto!”

“Sì che lo è”

“Non è nessuno stupido decotto! Per dirne una puzza di naftalina…”

“Ma dài…”

“Io, mi spiace, ma non ho nessuna voglia di crepare per…”

“Per un esperimento.”

“Esatto. Un esperimento che non si sa come andrà a finire. Senti, io me ne vado a casa.”

Piero sospira esasperato.

“Ecco, capisci perché la gente ti chiama Moccio?"

“Non chiamarmi Moccio!”

"Perché, sennò cosa fai?"

"Non chiamarmi Moccio e punto."

“Sei un cazzetto fiacco e un cagasotto.”

“Non è vero.”

“Trenta chili di ossa e merda! Io ti do l’opportunità di far vedere che hai le palle e tu mi sputi in mano.”

“Io le ho le palle!”

“E allora bevi. Oppure ammetti che hai paura.”

“Non ho paura. Ho… cambiato idea”

“Ok. Allora la PS1 la lascio a Gene.”

“Pazienza.”

“E tu con me hai chiuso.”

“Come vuoi.”

“Allora vattene.”

Il Moccio apre la porta della stanza ma Piero la richiude con una manata.

“Senti, facciamo così: oltre alla PS1 e ai giochi ti lascio anche tutti i miei film porno.”

“Tutti?”

“Già. Più di 30 film porno in DVD.”

“Ok, mettili qui sulla scrivania.”

Piero rovista sotto al letto e ne cava una scatoletta che lascia cadere sulla scrivania.

“Ecco e ora bevi.”

Gli porge il bicchiere. Moccio fa una faccia disgustata.

“Cos’è sta roba? “

“Un’erba. Si chiama Lutoxeja, il loto degli stregoni. Guarda, questo è il sacchettino che ho preso da mio zio: la tiene chiusa a chiave nell’armadio dietro il bancone dell’erboristeria. A quanto pare è un potente stupefacente conosciuto già ai tempi dei Celti e dei Caldei. Una cosa che ha recuperato nel nord della Francia.”

“Ok. Però se sto male mi porti al pronto soccorso, ok? Mi prendo io la responsabilità di tutto, ma non farmi morire.”

“Sta’tranquillo.”

Il Moccio prende il bicchiere e se lo porta alla bocca.

Beve.

Buio.

“Allora?”

“Tutto ok.”

“Dai raccontami.”

“Non c’è nulla da raccontare. Quanto ho dormito?”

"Tipo un quarto d'ora. Allora? Allucinazioni, cose strane?"

“Niente di niente. Non mi sento neanche particolarmente strano anzi, direi che non sono mai stato meglio. Bene, vado a casa. Prendo la mia Play Station, giochi eccetera e vado, ok?”

“Eeeeh, no. Ho cambiato idea. Ho deciso che per uno stupido decotto una PS1 nuova e 30 film porno sia un po’ troppo.”

“Ah, beh chissà cosa dirà tuo zio quando scoprirà che gli hai fregato la sua droga.”

“Fallo e ti spacco la faccia.”

“Pronti.”

Il Moccio prende la sedia della scrivania e la spezza in due per il senso della lunghezza.

“Quale metà preferisci?”

Piero si ritrae terrorizzato. Il Moccio prende la Play Station, i CD e il sacchetto con l'erba sotto l’ascella e apre la porta

“Sai cosa? Credo che tuo zio…”

“Ss…sì?”

“…abbia ritrovato la bevanda magica di Asterix!”

Chiude la porta. La riapre

“Ah. Non chiamarmi mai più Moccio!”


Un cazzeggio di: boinz a 13:45 | link | commenti (4)
blogrodeo

mercoledì, giugno 23, 2004

Guardo la partita con gli occhi di fuori. Non so perché ma l'inno nazionale che di solito mi fa lo stesso effetto della marcia di Topolino, appena appena c'è una mezza competizione sportiva in ballo (scapoli - ammogliati, olimpiadi di biglie, vergini contro zoccole) mi fa venire le lacrime agli occhi.

Neanche il tempo di mettere la palla in campo e subito una cattiva notizia: la gara tra le tifose più fighe ci vede soccombere. Non lo 0-5 contro la svezia ma siamo lì.

Partono e subito capisco che il clima è ostile. Per i Bulgari piove, per i nostri piove sul bagnato.

Abbiamo in linea Oreste Del Piero, quello che ha un cugino focomelico che fa il capitano della nazionale.

"Salve, suo cugino è un insulto alla miseria, un insulto al calcio e un monumento alla miseria in cui è precipitato il calcio."

"Beh, ma che cazzo ti aspetti da uno con le basette di Barry White che parla agli uccelli?" Infatti ciabatta fuori una palla che se stava fermo e se la lasciava rimbalzare addosso faceva gol.

Fioccano mazzate durissime, in particolare per Cassano che le prende con percentuali bulgare. Panucci ha il gel idrorepellente in testa e per questo gioca sul liscio: scivola, svirgola la palla ecc. Attorno ai suoi piedi c'è una chiazza da disastro ecologico.

L'arbitro fischia un rigore contro Materazzi. Guardo in faccia Materazzi per capire se è colpevole o innocente ma nei suoi occhi passa già la rassegna stampa del giorno dopo: "L'Italia ha stata eliminata dall'arbitro!"

Tiro gol. L'allenatore esulta come uno a cui hanno amputato il cazzo.

Fine del primo tempo, i giocatori escono dal campo: i nostri vanno negli spogliatoi a prendere una tazza di tè con un velo di latte e una brioche al mirtillo. I bulgari invece salgono in tribuna a vendere portachiavi commemorativi e pinze per il bucato.

Rientro. Pim pum pam pareggia Perrotta.

Entra Vieri e subito ringrazia le Madonna per la magnifica serata.

Nonostante la pressione a 180 mi annoio da matti. Del Piero è preoccupato perché a causa della pioggia si ritrova a bere un'acqua che non è Uliveto.

Svezia e Danimarca realizzano l'inciucio e su Quartarete Tosatti si mette a cantare "Era già tutto previsto" di Cocciante.

Guardo la corsa di Cassano verso la panchina al rallentatore: dentro di me suona l'assolo di chitarra della suite di "Atom Heart Mother"

Mi viene in mente una bellissima poesia di Gino e Michele, anno 1986.

La Nazionale formato esportazione.

La Nazionale formato esportazione

si accese per poco.

Il tempo di far tirare una boccata alla difesa

e subito saltò il filtro.

Il pacchetto a centrocampo fu stracciato

e in avanti qualche tiro andò in fumo.

Dalla panchina Bearzot guardò Di Gennaro e la Nazionale

e sognò Platini e le Marlboro.


Un cazzeggio di: boinz a 14:19 | link | commenti (13)
attualita

martedì, giugno 22, 2004

Arte e Denaro: retrospettiva pittorica del

 

Geom. Antonio Ravitta

 

 

Pignasco, dal 21/06/04 al 25/09/04 - sala comunale.

"Il rapporto tra Arte e Denaro è sempre stato intimo. Michelangelo e Leonardo erano due froci che mettevano culo e talento a disposizione di chi pagava di più ma questo passaggio oggi è stato superato e il denaro diventa arte senza intermediari."

(Dal manifesto artistico del Geom. Antonio Ravitta - ediz. Ravitta € 18,50)


Invito esclusivo per il vernissage. Ricco Buffet.

-o-

Entro nella sala comunale con l’atteggiamento di quello che si aspetta di trovare quattro cazzate appese ai muri e la solita ressa attorno al buffet. Infatti attorno a quelle quattro porche fette di salame c'è un tumulto da black block mentre le crostacce non se le fila nessuno.

Ne approfitto per farmi una cultura. Una cornice grossa come una pista d'atletica e in mezzo una moneta da dieci lire. La fotocopia del libretto di istruzioni di un telefonino Motorola anno 1991. Anche questa è arte.

Il marchio della Fiat UNO 45 S con una scatarrata grassa sopra che cola. Anche questa è arte.

Dall'altro lato della stanza il farmacista si cala in gola una fetta di salame da due etti; la panettiera si fa una flebo di Ben Cola mentre si scola a tromba una bottiglia di aranciata Guizza; uno che non conosco si frega un pacco di tovaglioli ed esce: anche questa, a suo modo, è arte.

Scorgo Bingo ed il suo pappagallo davanti a un ritratto di Tremonti fatto a biro.

Bingo: "Che ne pensi?"

Pappagallo: "Mah!"

Bingo: "Pure io."

Io: “Non vai a scannarti al buffet?”

Bingo: “Nah, è tutta roba marcia avanzata dalla festina di Capodanno del Geom.”

Lancio un’occhiata alla ressa da stadio attorno al banchetto. Due donne si contendono una pizzetta ammuffita tirandosi per i capelli. Il parroco sta cercando di strozzare l’assessore all’urbanistica per un bicchiere di carta pulito.

Il Geom. al lato opposto della sala scatta foto della rissa che stampa al volo e appende alle pareti con tanto di prezzo (esoso!) in bella vista.

Arte istantanea.

“Ma chi vuoi che se le compri?”

“Loro.”

“Ma se sono orrende!”

“Appunto.”

“Padri di famiglia, professionisti stimati che si accapigliano per una patatina.”

Mi sorride assassino: “Già!”

Guardo la rissa e poi guardo il Geom.

“Non è che sa un po’ di ricatto?”

Si stringe nelle spalle indifferente.

Mah.

Decido di andarmene al Califfone. Se mi spiccio riesco ancora a vedere il secondo tempo della partita.



Un cazzeggio di: boinz a 11:53 | link | commenti (21)

lunedì, giugno 21, 2004

DOCUMENTO (quasi) VERO!!!!

---------------------------------------------

Repubblica Italiana

Ministero degli Interni

Roma, data odierna

A seguito del vile (barrare la casella interessata)

[] omicidio

[] attentato

[] incidente

[] colpo di stato

[] rigore inesistente

il Ministero

[] degli interni

[] della difesa

[] delle finanze

[] sport e spettacolo

informa che la

[] polizia

[] guardia di finanza

[] federcalcio

sta seguendo la pista anarchico-insurrezionalista.

Cordiali saluti

Il Ministero degli Interni





Un cazzeggio di: boinz a 14:27 | link | commenti (7)
attualita

Sono intimamente toccato dalla generosità di Lise Charmel che in un suo post abbozza uno strepitoso elenco di cose da non dire mentre si fa l'amore, per la precisione:

1) "Aspetta!"

2) Parlare dell'Inter;

Direi che è un elenco talmente esaustivo che tutte le altre cose che possono venire in mente si piazzano automaticamente nella categoria "dettagli". Restano però un paio di inciampi che credo sarebbe opportuno evitare, tipo:

1) Fischiettare la colonna sonora del Padrino;

2) Mettersi le dita nel naso e poi esaminare di sottecchi il materiale estratto;

3) Indossare una maglietta di Paperino;

4) Sbadigliare tipo squalo;

5) Tirare fuori il Game Boy;

6) Raccontare la barzelletta dell'orso e del coniglio;

7) Fare commenti ad alta voce sulla cellulite del partner;

8) Mettersi un termometro sotto l'ascella;

9) Sfogliare le pagine gialle alla voce Serramenti in alluminio;

10) Far girare un pallone da basket sulla punta del pisello (il proprio o quello del partner è indifferente);

11) Sgranare un cesto di fagioli borlotti;

12) Ripetere ad alta voce la tabellina del 14;

13) Selezionare la suoneria del telefonino;

14) Tagliarsi le unghie dei piedi (sul letto poi è indice di gran classe);

15) Fare il suono della tromba;

16) Buttare il discorso sui soldi che in 'sta casa si spendono a cazzo ma deve finire 'sta storia!;

17) Chiedere al partner qual era il punto tre dell'ODG dell'ultima riunione dei condomini;

18) Raccontare l'ultimo pettegolezzo dell'ufficio;

19) Collegarsi al proprio blog per verificare il numero di contatti;

20) Dire: "Ah, scusa, stavo pensando ad altro."


Un cazzeggio di: boinz a 14:12 | link | commenti (8)
ora ti dico adesso cosa

venerdì, giugno 18, 2004

Parlando di superalcolici e uffici vendite, ricordo quella volta che andai a cena con dei croati. Era una trattativa difficile, c'erano in ballo parecchie migliaia di metri quadri di materiale e il progetto era prestigioso. Il mio capo mi chiamò nel suo ufficio per farmi capire che dall'andamento della trattativa sarebbe dipeso gran parte del mio futuro aziendale. Avrei avuto gli occhi della proprietà addosso e non ci sarebbero state reti. Lo ringraziai della fiducia ma dentro di me già paventavo il disastro! Perché io non tengo assolutamente l'alcool!

Così, avendo già un'idea di come poteva andare a finire, decisi di prenotargli le camere in un albergo con annesso ristorante a 500 metri da casa mia.

La mattina dopo arrivarono in orario direttamente in azienda: quattro biffi col vestito della domenica! Lo stesso li trattammo come capi di stato in visita in qualche prestigiosa istituzione europea.

Durante il giorno li accompagnai a fare il giro degli impianti facendogli il solito spiegone, poi li portai in ufficio per presentargli i miei colleghi. Andammo a pranzo, tornammo in azienda, ci dicemmo ancora due cazzate in sala riunioni e poi li lasciammo andare a darsi una rinfrescata in albergo, dove ci demmo appuntamento per la sera.

Insomma, fino qui tutto bene.

La sera all'uscita dall'ufficio, andai direttamente a pescarli in albergo.

Entrai nella hall e fui accolto da una serie di urla inarticolate: erano loro che avevano già attaccato coi superalcolici: "Allarga lo stomaco!" mi spiegarono poi. Sì ma cazzo, erano appena le sette di sera!!!!

Comunque mi accolsero con grandi pacche sulla spalla e con la versione croata di "Perché è un bravo ragazzo." In altri momenti avrei pensato: ma chi cazzo vi conosce? ma erano clienti così stetti al gioco sfoderando i miei migliori sorrisi. Quando chiesi un crodino però uno dei tizi, quello con la faccia più da delinquente, mi anticipò acchiappandolo al volo per rovesciarlo di malagrazia nel lavandino mentre un altro biffo mi ficcò in mano un bicchiere di una cosa che assomigliava clamorosamente al cloroformio!

"Nonononono" disse il più vecchio del gruppo: "We drink whisky and you drink whisky. And when I drink all drink! Ja? I say one two zree and den all drink, ja?"

"Ja ja ja!" Pacche sulle spalle e risate. e poi via! Si attacca.

Un due tre! Zang, una frustata sul fegato! Una porcheria assurda al sapore di paraflu e gomma da masticare!

Un due tre! Zang la testa che gira.

Un due tre! Zang, le orecchie che fischiano! Mi venne in mente la cartella che avevo in quinta elementare.

Allora iniziai a portare il bicchiere alle labbra ma solo per finta, senza aprire la bocca ma mi sgamarono subito! Idem quando cercai di rovesciare il paraflu in un vaso di fiori! Anzi, lì presi un cazziatone durissimo direttamente in croato, che è una lingua terribile per essere cazziati! Così per fare pace bevvi due bicchieri di quella porcheria senza fare tante storie e quella fu la fine. Persi completamente coscienza di me stesso e di cosa stessi facendo in quel posto: ridevo, tossivo, ogni due passi cadevo per terra. Di colpo mi sorpresi a correre dietro alle cameriere per toccargli il culo e ai camerieri per fare a botte e lì capii che ero un uomo finito.

All'ingresso nella sala ristorante ebbi un ultimo attimo di lucidità: chiamai il cameriere e gli chiesi urgentemente un secchio ma stronzo come solo un cameriere col quale hai fatto a cazzotti sa essere mi disse in un orecchio: "Devi crepare, bastardo!"

E lì mi prese davvero la disperazione e non mi tenni più: vomitai un fuoco pirotecnico di liquidi organici con frammenti di patatine Pai e noccioline. Spruzzai l'impasto dappertutto, per terra, sul tavolo, ma soprattutto mi vomitai addosso una brodaglia puzzolentissima di alcool, paraflu e fiele. Stavo male da morire e giù a rimettere!

Ci volle del bello e del buono per finire il getto in stile idrovora ma le cose invece di migliorare peggiorarono drammaticamente. Infatti mi prese un mal di testa da diventare ciechi: allucinazioni, regressione ancestrale, sensi di colpa ecc. E ancora dovevamo iniziare a mangiare! Finalmente arrivarono gli antipasti ma io non ne potevo già più e per cercare di anestetizzare il mal di testa attaccai a bere ancora più forte. Qui le cose si fecero veramente deliranti: ridevo, bevevo, vomitavo, mi lamentavo e tutti dicevano: "One two zree!" quasi sicuramente solo nella mia testa. E io che bevevo e bevevo e ridevo e vomitavo e poi bevevo e poi per terra e poi vomitavo e poi ridevo.

Da qui in poi ho solo più qualche flash della serata: io che mi avvicino a un tavolo occupato e strappo via la tovaglia, cercando di lasciare i piatti al loro posto (combinando un casino assurdo), io che mi spoglio nudo e mi tuffo nell'acquario, io che faccio a botte col cameriere, io che cerco di violentare la moglie del proprietario e poi nient'altro. Buio.