Più passa il tempo, meno ho voglia e meno ho voglia, meno mi passa il tempo
Questa l'ho postata venerdì da Personalità Confusa.
Tutto sommato non è male e allora la ripropongo qua in versione riveduta e corretta (non si butta via niente!) per quei (pochi) che non frequentano il blog del grande PC.
La festicciola di compleanno della collega dirimpettaia.
Sulla depressione indotta dalle festicciole di compleanno in ufficio ci sarebbe da scrivere una monografia di dimensioni babeliche. Una delle cose più atroci è il mucchio di salatini ripieni di topo che rimane praticamente intonso fino alla fine della disputa. Un ammasso di olio freddo, pastella e rifiuti organici che anche i più disperati si rifiutano di ingerire. Il festeggiato allora prende il vassoio e inizia a girare tra gli invitati porgendo proprio l'angolo con i rottami fritti ma tutti i più anziani (memori delle feste dell'anno passato) si sottraggono parandosi dietro una scusa tipo: "No, poi non mangio." "Grazie, ma ho già approfittato troppo." Ci cascano sistematicamente i neo assunti, i timidi e gli stagisti che ringraziano, si introducono questo impasto disgustoso e subito si trovano a dover combattere con i conati.
Molti salatini dall'apparenza innocua nascondono invece una pericolosissima trappola agliata della quale purtroppo ci si rende conto sempre troppo tardi: infatti è solo dopo aver superato coi denti l'involucro neutro di pasta sfoglia che dal cadavere sprigionano gli effluvi agliati degni della festa della bagna caöda di Andezeno, dove per settimane il vapore grasso di latte, olio e aglio oscenamente miscelati nasconde la luce solare. Molti vivendo l'assunzione di aglio come una ferita imbarazzante, cercano a quel punto di riparare al cesso o al primo vaso di ficus per sputare l'atroce impasto ma conosco fenomeni impiegatizi che invece si abboffano di queste pastarelle al Ziklon B2 solido per esibire i loro effluvi come medaglie di socialità: "A me mi hanno invitato e a te no, ahhhhhhhhh!"
Ma la cosa più triste e squallida è il capo figlio di troia che finché nel vassoio di salatini c'è qualcosa da squarciare si improvvisa compagnone, elargisce pacche cameratesche e battute idiote e risapute salvo però tornare bastardissimo esattamente un nanosecondo dopo la dipartita dell'ultima briciola commestibile, cazziando duramente i presenti per la perdita di tempo.
Alessiah, che fa un beato cazzo tutto il giorno, l'anno scorso ha avuto il pelo di girare tutta l'azienda col suo calendario dei gatti e chiedere la data di nascita a cani e porci. Quest'anno il mio cade di lunedì ma se ho culo scappo via prima.
FLASH
Felice Andreasi vestito da motociclista che dice: "Ho fatto la curva 'recchia a terra, mi sono scurticato il lobo: guarda il sangue!"
Devo smettere di leggere Hotel Messico sul lavoro. Senza accorgermene stavo mandando a un cliente la seguente mail:
Ho visto che non paghi più le fatture che ti mando con tanto amore. Mm. Sappi che a me non me ne fotte un cazzo, il mio stipendio non dipende dalla regolarità dei tuoi pagamenti ma da un contratto vergato con una firma al sangue. Niente di personale, cioè. Però vorrei evitare che in giro si dicesse che sono diventato ricchione. Capisci, nuocerebbe alla mia immagine di impiegato modello, di blogger da 3 contatti al mese e soprattutto di picchiatore allo stadio del Pignasco. Capisci, ora come ora le orde barbare se ne sono state alla larga perché grazie a me il nostro stadio è diventato una fortezza inespugnabile (3 anni, 102 giorni di squalifica, una buona media). Ma se si spargesse in giro la voce che sono recchia? Come la mettiamo? Inizierebbero a venire cani e porci a fare come a casa loro, cioè a scazzare con le donne e a sbevazzare e scagazzare dappertutto e questo non posso accettarlo. Nononono.
Così ho deciso di tagliarti un occhio con un foglio A4 extra strong, facendolo passare di taglio sulla pupilla: zzzzzzzt! Fa male, te lo posso garantire. Ce l'hai presente Bunuel? Bene. Allora mi aspetto l'assegnino qui sulla mia scrivania per questo pomeriggio, sì? Sotto la consolle del computer, sì? Sennò ti giochi l'occhio, sì?
Cordiali saluti
Boinz
IPOCRITA! Alessiah: "Il mio computer si è messo a fischiare!" Io: "E' perché hai su la minigonna."
Mi hanno tolto la barriera anti rumore che divideva la mia scrivania da quella di Serena.
Dice che ci appiccicavo troppe cazzate.
In effetti nell'ordine facevano bello sfoggio di sé:
1) vignetta di Babbo Natale che caca nel camino di una casa con su scritto: "Ecco cosa ti porta Babbo Natale se sei stato cattivo.";
2) Foto della morosa a far schiattare di invidia colleghe e colleghi;
3) Le note in chiave di basso;
4) Foto di Gabriele Paolini mentre urla: "Televisione falsa!" a Rete4 (in attesa di autografo);
5) Portachiavi della Trabant;
6) Quadretto in legno con la scritta COME VA e un pollice rotante in mezzo che può essere regolato su: "Bene" (ore 12:00); "Così così" (ore 09:00); "Di merda" (ore 06:00), più posizioni intermedie, piantato fisso sulle ore 06:00;
7) Foto del mio capo durante uno dei suoi attacchi di ira paranoide incastonata in un quadretto: "Non correre, pensa a me" (a no, questo ce l'ho in macchina);
8) Piastrella smaltata con la preghiera dell'impiegato: "Gesù, Giuseppe, Sant'Anna e Maria/ Fatemi comprare una tabaccheria";
9) Prima pagina del catalogo aziendale con le facce dei dipendenti ritoccate in stile Settimana Enigmistica (benda da pirata sull'occhio destro, denti a scacchiera, orecchie a sventola, pinne ai piedi ecc.);
10) Cartello: "Se è per dirmi una cazzata, state zitti; se è per dire una cosa importante, non sono dell'umore; se è per chiedere l'ora, l'orologio sta lì (freccia)";
11) Elenco telefonico interno abbinato ai numeri del lotto (es. 048 - Morto che parla; 076 - uccello morto; 038 - donna che dorme; 023 - il culo ecc.).
Così adesso mi devo beccare Serena in faccia tutto il giorno. Se dovessi spiegare che effetto mi fa la sua presenza, direi che mi piacerebbe spaccarle il cranio usando una Fender Stratocaster a mo' di mazza mentre dagli altoparlanti suona a manetta "Smells like teen spirits" dei Nirvana, esattamente nel finale quando Kurt urla a nastro: "A DENIAL! (bum! sulla capoccia) A DENIAL! (bam!) A DENIAL! (bam!), A DENIAL! (scronch! il cranio che si rompe), A DENIAL! (scresh!), A DENIAL! (Squash!) A DENIAL! (Splosh!) A DENIAAAAAAL!" (sbeng! la stratocaster sporca di sangue e materia cerebrale lanciata dall'altro lato dell'ufficio).
Si capisce che mi sta in culo?
Inauguro una nuova rubrica, dedicata ai lampi di memoria, dal nome
FLASH
Flash numero 1: Alvaro Vitali che si dimena al ritmo: "Mela mela banana e caffè, mela mela banana e caffè".
Ieri sera ero al Califfone con Bingo a sorseggiare una birra. Venivo da una giornata di merda perché arrivato in ufficio in ritardo, mi ero giustificato dicendo che avevo fatto fatica a scegliere il CD da ascoltare in macchina, scatenando l'ira funesta del capo. Così a pranzo ho mangiato un piattone di asparagi olio e sale che poi ho pisciato direttamente nel porta spazzolone del cesso delle donne.
Anche Bingo aveva avuto una giornata del cazzo: mi stava appunto raccontando che volevano trasferire in Repubblica Ceca l'agenzia di volantinaggio dove lavora, quando dal parcheggio un'inquietante risata a mitraglietta ha completamente assorbito la mia attenzione. Neanche il tempo di chiedermi chi cazzo fosse però, che già la porta del locale si spalancava per fare entrare Serena e la sua banda.
"Toogooo! Ma hai visto il locale?"
"Ma daaai, ma è vero?"
"Che cafoone, troppo mago!"
"Pirupiru!"
Ho lanciato uno sguardo verso il cesso. Troppo tardi.
Serena: "Ecco questi sono i due tizi che ti dicevo."
"Ma daaai. Quale dei due è il tuo collega?"
"Ciaaaaaaao! Allora, lui è Boinz. Lui è Alfo, questo è Pirupiru e loro sono Titta, Totta e Tatti. Ciao, io sono Serena!"
Bingo: "Ci siamo conosciuti l'altra sera che battevi in Corso Grosseto."
Serena (sorriso che sembra una balestra carica): "Io NON batto. Avevo il crocifisso, non ricordi?"
Bingo: "E che c'entra?"
Io: "Ve l'hanno già detto che avete proprio dei nomi del cazzo?"
Serena in un trillo di campanelle: "Che vi dicevo? Sono due cafoni ma fanno ridere!"
"E anche tenerezza."
Io: "Chi di voi stronzi è Pirupiru?"
Uno con la faccia da scemo alza la mano, gli altri si mettono a ridere.
Io: "Perché cazzo ti chiamano così?
Lui si stringe nelle spalle: "Pirupiru!"
Bingo: "E' un deficiente!"
Io: "Oppure un genio. Cosa sei, un genio o un deficiente?"
Lui si stringe nelle spalle: "Pirupiru!"
"Direi che il giudizio per il momento è sospeso."
Serena: "Che facciamo allora, ci sediamo, sì?"
Io: "Ah, no restate pure in piedi, tanto due secondi e ce ne andiamo."
In quel momento un violento frullo di ali interrmpe la conversazione.
Pappagallo: "Porcod**!"
Bingo l'accoglie sul dito e gli passa la ciotola con le noccioline. "Bello di papà. Dì qualcosa ai signori!"
"Contadini! Porca Mad****!" E poi gli sputa le noccioline addosso.
"Ah, sì, questa gliel'abbiamo insegnata per lo svolazzo della domenica mattina sul sagrato della chiesa. Fico, eh?"
Io: "Allora che fate, restate?"
Serena: "Beh, sì!"
Io, alzandomi: "E allora buonasera."
E ce ne siamo andati.
Mi alzo con una bocca come se avessi leccato tutta la notte francobolli commemorativi dell'invenzione della merda. Il mal di testa che mi romba tra le orecchie ha già superato il punto di non ritorno e una nausea assassina mi sciacqua il ventre come se avessi una centrifuga al posto dello stomaco. Conto il tempo che mi mancano alla vomitata: a giudicare dal sudore freddo che mi cola dal labbro superiore direi circa 90 secondi. Guardo il mondo oltre le tapparelle: il vicino di casa esce in doppiopetto blu e giubbotto catarinfrangente arancione. Un vecchio caca sullo zerbino della panettiera. La Pia Opera San Vincenzo ha rilevato i muri del Sexy Shop e ha destinato entrambi i locali alla vendita di vibratori grossi come tamburi. Il colloquio è andato uno schifo. Per portare le cassette dell'acqua minerale alla fine hanno preferito un laureato in fisica quantica con un master al MIT. Mi ha chiamato l'usciere della Michael Page in persona per dirmelo, un gesto che ho apprezzato moltissimo. Credo che mi abbia fottuto quel benedetto test psicoattitudinale e la versione diretta dall'aramaico al Cobol di un testo di Mino Reitano. Eppure avevo visto tre volte "La passione di JC" per fare un ripasso. Niente. Allora ho portato una copia del test psicoattitudinale a un amico autista di pullman che mi ha detto che a giudicare dalle risposte risulto vittima di una sindrome depressiva con clamorosi attacchi di demenza paranoide. Mi ha consigliato un elettroshock oppure un viaggio fino all'Outlet di Serravalle Scrivia con una carta di credito grossa come un europallet. Ci penserò su. Intanto son passati i 90 secondi: bueeeerkkkk! Ieri sul giornale c'era un annuncio per fare i lavavetri in Piazza Campanella ma quando ho chiamato mi hanno detto che era una selezione destinata agli orfani del '15/18. Con questa ho suonato a tutte le porte ma direi che nessuno sembra interessato alla mia batteria di pentole professionali. Intanto mio fratello con la sola seconda elementare sta facendo i milioni coi suoi post-it in ferro battuto. Buaark! Vomito una sostanza spugnosa. Senza accorgermene devo aver trangugiato il tampone del timbro che usiamo per distinguere i negri dagli altri. Bua, bua, buaaark! Mi fanno male le pareti dello stomaco. Prendo nota mentale che dovrei comprarmi uno di quei dischi orari con il motorino che cambia l'ora senza uscire dalla sala giochi ogni dieci minuti. Bueek!! Buok! ...Burp... Ok, posso andare in ufficio.
AVVISO AI NAVIGANTI: L'altro giorno mi sono comportato un po' da cafone con la mia morosa eeeeee niente, per farmi perdonare le ho comprato l'ultimo CD di Lenny Kravitz. Pessima idea Trattasi infatti di un discaccio veramente brutto, più stiracchiato del nuovo capello che egli sfoggia in copertina. Un disco musicalmente molto povero: per fare il gallo e far vedere quanto è bravo, LK ha suonato tutti gli strumenti, dimostrando di cavarsela accettabilmente con la chitarra e la batteria ma di essere un disastro con tutto il resto (a partire dal basso). Sì lo so, l'aveva fatto anche per altri dischi ma lì c'era un minimo di ispirazione a tenere su la baracca, qui manco quella. Addirittura ci scappa anche qualche plagio neanche tanto velato (da suoi vecchi successi fino ad arrivare ai Roots) Che devo dirvi... probabilmente aveva un certo budget e l'ha speso tutto dal parrucchiere. Insomma, se volete comprarlo compratelo, io però vi ho avvertiti.
Ecco l'ennesimo
DIALOGO SINCERO
(oramai ho beccato il filone e vado avanti!)
TI PRESENTO I MIEI
Figlia: "Papo questo è il manzo a cui tiro il colpo."
Padre: "La prima impressione è schifosissima ma devo far finta di essere gentile e rilassato. Come va?"
Manzo: "Ugaciacca uga uga ugaciacca!"
Padre: "Gesù. Ma davvero ti vuoi sposare st'affare?"
Figlia: "Papo, ho trentacinque anni, non è che possa aspettarmi Bobo del Grande Fratello! Questo ho trovato e questo mi piglio!"
Padre: "Mica dicevo a te, dicevo al tuo manzo! Che diamine ci trovi in mia figlia? E' racchia e antipatica e non sa cucinare manco un panino al prosciutto!"
Manzo: "Boh? E' calda."
Padre: "E tu cosa ci trovi in 'sto tubero?"
Figlia: "Ha una bella macchina."
Padre: "Che macchina ciai?"
Manzo: "Una Uno 45 S."
Padre: "'Sti cazzi! Soldi?"
Manzo: "Tu pensi che se ci avevo i soldi mi caricavo tua figlia?"
Padre: "Vero. Vabbè, basta che me la levi di torno."
Manzo: "Non ci penso nemmeno. Per il momento l'illudo, poi al momento buono trovo una scusa e la mollo."
Padre: "Sì, lo stesso piano che avevo io, poi ho fatto il pasticcio ed eccomi qua."
Figlia: "Papo, voglio che tu sappia che come figura paterna potevo capitare meglio. Diciamo dal Conte Ugolino in su. Voglio che a questa riunione partecipi anche la mamma che sta dalla mia parte solo per darti torto."
Madre: "Figlia, questo è uguale a tuo padre. Tanto vale che resti a casa, che mi dai una mano a stirare, lavare, riassettare, porti lo stipendio ecc."
Figlia: "Mamma, il mio più grande terrore è fare la vita che hai fatto tu e diventare come te. Però lo stesso ti voglio bene. Perché? Boh, e che ne so? Invece Papà è un coglione."
Manzo: "Mi sembra di essere capitato nel remake di un film di Bergman diretto da Nando Cicero."
Padre: "Ma allora sei un intellettuale! Mi sono sempre stati sul culo gli intellettuali, e anche gli ignoranti. In linea di massima apprezzo solo quelli che ne sanno un pelino in meno di me."
Figlia: "In pratica i pesci del tuo acquario."
Manzo: "Vabbè, mi sono rotto il cazzo anche se forse farlo presente è un po' da cafoni. Io vado. Vieni a trombare o resti fino alla fine di 'sto psicodramma?"
Figlia: "Vengo. Anzi no, vado in camera a far finta di piangere ma in realtà a guardare La Fattoria e in particolare Floriana a cui mi ispiro. Ma no, tutto sommato ho voglia di trombare. Però non con te. Ho deciso. Vado in camera. Anzi no, vengo ma faccio finta che tu sei Pappalardo."
Padre: "Io ho smesso di seguirvi. A quest'ora di solito dormo sbavando davanti alla tele."
Madre: "Io non ho ancora finito di fare il terzo grado a questo giovanotto. Sei ricco, sei povero, che mestiere fai ecc."
Manzo: "Ugaciacca uga uga ugaciacca!
Madre: "Lo sapevo!"
Insomma ero lì che lavoravo sulla schedina del totocalcio, bestemmiando duro sulla partita del Toro quando ho sentito bussare alla porta. Mi son girato e da sotto alla fessura ho visto spuntare un biglietto da cento euro con su scritto: "Britni Spirs". Ho ripreso il biglietto e ci ho aggiunto: "Mo' anche le zoccole???". E l'altro ha risposto: "E beh, son soldi!" Vero, così ho aperto la porta all'
INTERVISTA TOTALE A BRITNEY SPEARS
La tua carriera sembra mettere più enfasi sulla tua sessualità, ricordiamo per esempio il bacio con Madonna all'MTV Awards.
C'è da dire che Madonna mi ha sempre gasato a bestia ma metti tipo già quando andavo al liceo che cantava "Like a Virgin".

Pssss. Bestia! Guarda che avevi due anni!
Ah sì? beh, mi acchiappava a toro. Proprio l'avrei girata e rigirata tipo sdraio e poi bu-bum bu-bum! Paura!
Un tema ricorrente delle tue canzoni è la ricerca dell'amore eterno. Sei stanca di vivere brevi relazioni?
Eh sì, a trentamila lire a botta fai in fretta a fumarti il mese!
Cosa ne pensi delle altre artiste che si presentano come anti-Britney?
Ci caverei gli occhi con una pinzatrice, le squarterei a tipo macellaio! Però due botte tipo a Beyoncé gliele darei di gusto.
Quali sono le canzoni più significative del tuo ultimo album?
Credo mmm... aspetta eh? Quella dove c'è lei, cioè volevo dire, io vestita da somaro... Aspetta... mmmm beh, ma che cazzo, ma te lo devo venire a dire io??? Te lo ascolti sto porco disco e poi decidi tu, non ti ho capito!
E' vero che ti sei rifatta il seno?
No figurati. Avevo una prima scarsa e poi di botto una mattina mi sono svegliata con due boccione spaventose. Ma dove cazzo vivi?
Che libri hai letto recentemente?
Ho letto quello lì che parla di quel tizio che va da qualche parte e poi... ehm... conosce una tipa che fa la zoccola. Sai quale dico... quello lì!
Cos'altro fai per uscire dai periodi di depressione, oltre a scrivere canzoni?
Conto i denari che ciò in banca! No ho una scafarea!
Son due giorni che ho la testa completamente vuota. Mi rendo conto che anche a sparar cazzate ci vuole il giusto atteggiamento mentale. L'altro giorno ho fatto un colloquio come addetto alla manutenzione dei servizi dell'autogrill di Moncalieri Sud: il mio compito consisterebbe nel lavare gli orinatoi, rifornire di carta igienica i gabinetti, spazzare per terra, cancellare gli annunci erotici - molti corredati da disegni espliciti - dai muri, raschiare le sgommate di merda da arredi e infissi, sostituire i Gled Magic water esausti ecc.
Con me in coda a fare anticamera, erano quasi tutti negri e arabi, poi c'era qualche ragazza madre, una serie di laureati in scienze delle comunicazioni e un ingegnere. Un ingegnere, non potevo crederci! E pensare che un tempo erano la crema della società industriale! Ma oramai anche per pulirsi il culo ci vuole un pezzo di carta.
Il tizio che mi ha accolto assomigliava vagamente a Klaus Kinski in Nosferatu. Prima cosa mi ha chiesto di calarmi i pantaloni: voleva vedere se ero ebreo. La cosa mi ha lasciato un po' perplesso ma pazienza.
Poi mi ha chiesto quali erano le mie motivazioni: "Eeeeh, pulire i cessi dove cagano i camionisti è sempre stata la massima aspirazione della mia vita." In effetti non sono mai stato uno particolarmente ambizioso e credo che si veda dal mio abbigliamento (cazzo, avrei dovuto mettere la cravatta!) però il posto è francamente buono. Ci vedo anzi senz'altro maggiori prospettive di crescita di dove mi trovo adesso, tanto più che merda ne prendo uguale ma perlomeno lì mi fornirebbero di grembiule e guanti di lattice. Lo stipendio è leggermente inferiore ma potrei tenermi le mance, per le quali mi fornirebbero di cestino in simil paglia.
Siamo rimasti che mi avrebbero detto qualcosa così adesso sono nel pallone più assoluto. Probabilmente seguirà un colloquio con il tizio del risto-agip e poi chissà. Insomma, la mia vita è a una svolta importante. Se mi prendono, mi faccio metti un due anni di esperienza per poi magari ambire al pisciatoio de "Le Gru" a Grugliasco fino ad arrivare al cesso della Rinascente in centro. Beh, è un bel piano: sono soddisfatto di me! Ma non corriamo troppo con la fantasia, iniziamo a entrare qui dentro poi vediamo.
Il problema è che non avrò Internet. Dice che non è necessario per il tipo di lavoro (mah!) ma io il mio blog poi come lo gestisco?
Musica chill-out, luci bianche soffuse da teli écru, locale trendy, uomini metrosessuali vestiti gucci e donne androgine vestite gucci. Sono arrivato al
BLOG RADUNO
Mi si avvicina un quarantenne abbronzato con un sorriso che fa male agli occhi tanto è solare. Mi porge una mano francamente aperta. "Buonasera, con chi ho l'onore?" "Io sono Boinz, il mio blog si chiama Bingobangobongo."
Gli porgo la mano ma la sua esita e diventa molle. "Quanti contatti c'hai nel tuo blog." "Circa settemila, ma ho aperto solo a metà Gennaio." "Ah."
Si avvicina un microfonino dal discretissimo auricolare color carne. "Senti qui c'è un C3."
Si volta e se ne va. Io azzardo un timido: "Arrivederci." ma lui è già svanito nella folla. Mi sembra comunque di notare un discretissimo dito medio.
"Sei tu il C3?"
Ci metto un attimo a capire chi è che parla. Poi abbasso lo sguardo e mi trovo davanti un nano. Proprio un nano vero: capoccione, braccine ecc. "Non saprei." "Jeans Levi's 501, finte Clark's ai piedi, giacchetta Conbipel, maglioncino..." Mi scosta la giacchetta "...GB Sportelli: seee, sei tu. Seguimi."
Attraversiamo il locale. Io lancio sguardi un po' allarmati perché vorrei rimanere lì. Ce n'è uno vestito come me ma nessuno gli dice niente. Tanto più che, cazzo! ha una folla attorno: "E quello lì? Non è un C3 quello?" "Bello mio, quello è Personalità Confusa." "Ah, è quello lì?"
Mi volto a guardarlo ma da dove mi trovo adesso è sovrastato dalla folla. Cento a uno che lì intorno ci sono anche le regine di picche. E vabbè.
Passiamo di fianco a un altro enorme gruppo sghignazzante ma qui non fatico a riconoscere Platinette. Poi vabbè Selvaggia Lucarelli ecc. Luca Sofri ecc. In un angolo Gino Paoli si beve un whisky. Stranamente non se lo fila nessuno ma forse c'è un modo per non accettare i commenti anche qui.
Man mano che ci allontaniamo dal centro le luci si fanno sempre più giallastre, gli arredi meno sofisticati. La gente sembra più normale. "Senti, ma questi qui chi sono? Mi piacerebbe sapere come si chiamano, magari ho persino letto i loro post e...." "Ehi, qui non siamo mica allo zoo safari di Alberobello! Anzi, spiegami un po' come cazzo hai fatto a entrare dall'ingresso VIPS." "Mi sono spacciato per Herzog."
Il nano mi guarda con disgusto e non commenta.
La stanza dove siamo arrivati intanto, ricorda la sala d'attesa di una stazione. C'è gente che dorme, gente che legge il giornale, gente che si fa i cazzi suoi ma il nano non accenna a fermarsi. "Oh, ma dove cazzo mi porti?!"
Non mi caga di pezza. E dire che stasera Bingo voleva far volare il suo pappagallo bestemmiatore sopra il convento dei frati domenicani. E io qui dietro a un nano col capoccione e le braccine.
Finalmente arriviamo in una specie di garage, tutto sporco, i muri neri di fuliggine e gas di scarico. In un angolo c'è uno che vomita. "Eccoti arrivato." "Sono deluso." "E chi cazzo ti credevi di essere? Gilgamesh?? Buon divertimento." "Dì, ma quello che vomita lì in fondo?" "Ah, è Marcello. Marcello, Boinz. Boinz, Marcello. Tanti saluti." E se ne va.
Mi appiccio una canna. "Vuoi un tiro?" "Bueeeerk!"
Tzk... Altro che erigendo erezioni.
SERATE DI PRIMAVERA Serena: ieri sera sono andata a vedere uno spettacolo d'arte tribale! Togoooo! C'erano tutti questi negri dal fisico tutto bello scolpito che nelle luci del palcoscenico brillavano di sudore mentre picchiavano su dei tamburi grossi così senza senso non c'era una chitarra o una tastiera son contenta che ero un po' dietro, sai, quelli davanti gli è arrivato lo schizzo del sudore dei negri, belli eh? per carità ma negri. C'eravamo io Lillo, Lollo e Lallo, Titti, Totta e Tatti, Pirupiru e Alfo. Io ero quella vestita meglio: minigonna infinitesimale, con spacco fino al lobo delle orecchie, reggiseno fatto coi tubolari innocenti a simulare una terza misura, trucco esagerato: ero fighissima! Io: Ieri sera sono andato con Bingo a vedere "Polizia contro Autonomi" uno spettacolo di mazzate dure presso un capannone in periferia. Bingo aveva con sé il suo pappagallo a cui ha insegnato a bestemmiare a comando, che in queste circostanze può sempre tornare utile. All'inizio è stato molto bello perché la lotta doveva essere a mani nude e invece i celerini sono arrivati bardati di tutto punto. Dopo un po' però gli schizzi di sangue, gli infiltrati e le bestemmie fortissime (non vi dico il pappagallo di Bingo) hanno iniziato a suonare di già visto e rivisto, così siamo andati via; Serena: siamo andati a mangiare in un ristorante indiano, ma non indiano dell'India ma indiano dell'America del Sud sì cioè volevo dire indio, mi hai capita, quelli con il piattino dell'elemosina nel labbro. Lì per lì mi è piaciuto molto l'ambiente eeeee le cameriere con la faccia da stiratrici filippine eeeee l'ambiente tipo la musica eeee le cose appese ai muri eeee i tavoli strani e queste cose così. Poi però ho pensato: ma sta a vedere che il cuoco è meridionale e mi è passata la voglia. Io però avevo scelto meglio di tutti. Io: Siamo andati in una rosticceria a pulmino a mangiare un panino con la porchetta che credo che continuerò a ruttare fino alla pensione. Bingo ha iniziato a fare lo scemo con il suo pappagallo e il rosticciere, che aveva una foto parietale di Padre Pio voleva spiedarlo e metterlo a cuocere con le patate. Abbiamo fatto un puttangiro e siamo andati via. Serena: Mentre mi portava a casa Titti (o era Tatti, boh? E chi li distingue?) ha cercato di baciarmi. Gli ho riso in faccia, lui ha inchiodato e mi ha buttato fuori a calci dalla sua macchina in pieno Corso Grosseto. Che cafone! Io: e non ti becco la Serena che batte in Corso Grosseto? Vestita come una zoccola di quelle da combattimento, o da impiegata in libera uscita -che grosso modo coincide: ero indeciso tra prenderla su o prenderla sotto; Serena: ma non ti becco il Boinz e un suo amico? Io sono fortunata, l'ho sempre detto. Io: "Ma non ti bastavano gli straordinari per arrotondare lo stipendio?" Serena: "Non lo vedi il crocefisso? Secondo te una prostituta gira con il crocefisso al collo?" Io: "Non ci ho mai fatto caso ma direi che le due cose non si escludono." Bingo: "Quanto vuoi per bocca?" Pappagallo: "Porcod**!" Serena: "Chi è sto cafone?" Io: "Il proprietario della macchina." Serena: "E' vero che mi dai un passaggio fino a casa?" Io: "Monta!" Bingo: "E' quello che ha fatto finora. Hahahhaahahaha!" Serena: Oddio, ma di tutta la gente che c'è in giro proprio il Boinz doveva passare di lì? Quello mi ha sempre dato l'aria di essere un mezzo maniaco. E quel suo amico col pappagallo bestemmiatore! Un pazzo, pazzopazzopazzo! Voglio scendere! Voglio scendere, fatemi scendere! Io: E allora scendi e vaffanculo! Pappagallo: Porca mad***!
Forse la più bella vignetta satirica di tutti i tempi (da La Repubblica che l'ha sgraffignata a USA Today)

Ancora un meraviglioso DIALOGO SINCERO Dal Farmacista F.: Cara la mia grassona, come posso fregarla?
C.: Sono venuta qui perché vorrei dimagrire ma non ho voglia di farmi un culo così in palestra. Cosa mi consiglia?
F.: Ho questa cremina qui che non serve a un cazzo già di suo. Chiaramente a un budello di cellulite come lei ce ne vorrebbe un silos ma le verrebbe a costare come una villa sul Mar Rosso. Inoltre essendo piena delle peggio merde è carissima e cancerogena ma io ci guadagno un casino così gliela spaccio per prodotto miracoloso.
C.: Me la dia pure. Tanto non ci credo, me la metterò due volte, poi la terza volta me ne scorderò e da lì in poi finirà ad ammuffire sulla mensola in bagno.
F.: Come il 99% delle merdate che vendo. Naturalmente dovrei farti notare che questa crema del cazzo ha senso solo se è accompagnata da una dieta da fame ma a quel punto lì come potrei spacciartela come straordinaria? Tanto vale farsi solo la dietona.
C.: No, per carità. Adesso esco da qui e mi spazzolo un metro quadrato di focaccia alla cipolla e uovo.
F.: Tanto ormai dici, sono ripugnante. E vabbe', basta che cali i soldi. Vuoi anche uno spazzolino da denti? Questi sono radioattivi.
C.: No, ho ancora quello della prima comunione che va benissimo.
F.: E tieniti 'sti dentacci gialli.
C.: Arrivederci
F.: Ma vaffanculo!
Critica Cinematografica.
Il Rumore Dell'Infinito
Scritto diretto e interpretato da: Boinz
Italia, 2004 - 210' - Drammatico
Trama: Un uomo attraversa la strada. Entra in un'edicola e compra La Repubblica, Panorama e un pacchetto di Milde Sorte. Controlla il resto, saluta distrattamente mentre esce quindi riattraversa la strada, monta in macchina e se ne va.
Metafora dell'infinito, questo film ci riconcilia con la produzione cinematografica italiana. Era dai tempi di Michelangelo Antonioni che non avevamo la possibilità di godere di un tale capolavoro sull'incomunicabilità tra le persone, l'indifferenza per le diversità e la sofferenza. Emblematica in questo senso la scena iniziale: venti minuti fissi sulla faccia inespressiva del protagonista che cerca uno spiraglio nel traffico per andare a comprare le sigarette, metafora dell'egoismo della società di oggi che rifiuta il debole e l'emarginato. Di forza devastante poi la scena della coda al bancone, un piano sequenza di 170' (che però passano velocemente) in quasi completo silenzio, in cui c'è tutta l'angoscia esistenziale dell'uomo moderno, costretto a passare da una coda all'altra, da un'attesa all'altra, rinviando l'inizio della vita vera per motivi spesso futili (qui c'è il tabaccaio al cesso per un improvviso bisogno). Per non parlare della scelta delle testate di opposto orientamento politico a simboleggiare ancora una volta la confusione ideologica della nostra società. Un film vero, onesto, necessario, da vedere senz'altro e non lo dico perché l'ho scritto e diretto io ma perché è così, e non state a sentire le altre critiche (bastardi invidiosi) fatevi una cazzo di cultura una buona volta, puttana di quella merda! Un gran bel film, bravo al regista, bravo complimenti, proprio bravo!
-Boinz-
PRONTUARIO DI CORRISPONDENZA COMMERCIALE 03/02/04 Gentile Signor Rossi, Faccio seguito alla sua gentile visita al nostro stand durante il recente salone della Pera Cotta, per la quale la ringrazio moltissimo. Spero che abbia avuto modo di esaminare i nostri cataloghi e che la nostra gamma di prodotti per l'industria dell'arcobaleno siano risultati di suo interesse. Resto a disposizione per ogni ulteriore informazione e porgo cordiali saluti. Boinz ------------------------------------------------------- 16/02/04 Gentile Signor Rossi, Ho provato a contattarla varie volte per telefono ma sfortunatamente lei non era disponibile. Spero che abbia avuto modo di esaminare i nostri cataloghi e che la nostra gamma di prodotti per l'industria dell'arcobaleno siano risultati di suo interesse. Resto a disposizione per ogni ulteriore informazione e porgo cordiali saluti. Boinz ----------------------------------------------------- 03/03/04 Gentile Signor Rossi, Ancora non ho avuto risposta al mio messaggio (visita alla fiera della Pera Cotta, catalogo, prodotti per l'industria dell'arcobaleno, do you remember?) Eppure sembrava così interessato. Poi più un cazzo. Perché? Le pare serio? Ma vaffanculo! Cordiali saluti Boinz ----------------------------------------------------- 31/03/04 Caro Roberto (posso chiamarti così? Anche se non abbiamo mai parlato al telefono sento che ti conosco come un amico, un fratello quasi), Guardo fuori e vedo il cielo blu. I prati sono in fiore, come diceva Orietta Berti (ti piace OB? A me non tanto) e io sono qui che sfoglio la margherita aspettando una tua risposta. Ti prego, chiamami. Oppure scrivimi. Dammi un cenno della tua esistenza (guarda, sto diventando mistico, hehehe Ciao Boinz ----------------------------------------------------- 16/04/04 Roby, Che cazzo, Perché dice così Signor Rossi? Io faccio il mio lavoro e basta. Lavoro duro e tutti mi trattano male. Ma perché? Roby, torna in te stesso. Io ti amo!!! Boinz ----------------------------------------------------- 07/05/04 Gentile Signor Rossi, La presente per confermarLe che abbiamo provveduto a rimuovere il signor Boinz dall'Ufficio Commerciale. A dire il vero il Signor Boinz non lavora più per la nostra azienda perché è stato ricoverato al manicomio impiegatizio di Collegno. Ci scusiamo per le lettere minacciose e i messaggi osceni lasciati sulla sua segreteria telefonica. Sono episodi che non si ripeteranno. Possiamo mandarle un nostro incaricato a presentarle la nostra gamma di prodotti? Siamo sicuri che apprezzerà moltissimo. Cordiali saluti
!)
quando ho provato a chiamarti ieri la Tua collaboratrice non ha messo bene la mano sulla cornetta (apposta?) così ti ho sentito chiaramente quando dicevi: "Ancora 'sto rompicazzo?"Boinz no, cioè, volevo dire Pluto ecco sì, Pluto.
Il cugino Fez me l'aveva detto scuotendo la testa amaro: "E' un'inculata."
Io sorridevo giocondo e muovevo la testa su e giù.
"Senti non può essere, sfidano le leggi di gravità, c'è sicuramente la fregatura."
Ma io non lo sentivo più. Ero ormai completamente rapito dal
Topolino Ballerino
Il cingalese mi guardò in faccia con un sorriso cattivo.
Accanto a un radione Sanyo che sparava musica House a tutto volume, un Topolino e un Paperino di carta saltellavano gioiosi sulle gambette di filo e io -senza rendermene conto- con loro.
"Piaci? Compri?"
Io (con un filo di bavina) "Sì. Voio."
"Uneuro."
Il cugino Fez mi tirò per la spalla: "Ma non scherz..."
Io già mi scavavo nella tasca alla ricerca della ricca monetina.
"Oh, ma sei scemo?"
Io (in pieno pallone): "Voio. Compro."
Fez: "Aspetta, vediamo prima come funziona, no?"
Il cingalese gli lanciò uno sguardo tipo squalo malese. Aprì una bustina ed estrasse un Topolino magico
"Allora, tu prende Topo, tu sbatti su cassa radio o su televisore finché carico. Se carico danza, se non carico non danza."
Ciò detto sbattè il pupazzetto sulla cassa del radione Sanyo, lo mise in piedi e il Topo iniziò a ballare.
Io: "Bene, bene, voio, compro, voio, voio. Qui c'è l'Euro richiesto, cordiali saluti."
Il cingalese mi passò il pacchettino lanciando uno sguardo di scherno al cugino Fez.
"Ricorda: se carico danza, se non carico non danza."
Arrivati a casa per prima cosa ho aperto il pacchettino mentre il cugino Fez -dubbioso- metteva su un disco dei Mowgli, un gruppo di post rock new wave scandinavo. Ho lasciato a lui l'onore di sbattere Topolino sulle preziose casse ma appena lasciato al sostegno delle sue gambine il topo si è afflosciato manco fosse un pezzo di carta rozzamente tagliato con le forbici, con un filo di lana come gambette.
"Sarà la musica o forse l'impianto troppo sofisticato."
Abbiamo provato facendo suonare una vecchia cassetta di Gloria Gaynor in un radione da cucina portato per l'occasione sul balcone onde simulare le condizioni del vu' cumpra orientale, ma niente. Ogni volta che provavamo a metterlo sulle gambette plof, cascava giù.
"Forse la radio del cingalese aveva una pila atomica al suo interno. Proviamo con il televisore."
Stessa cosa. Siamo andati avanti così per un bel pezzo passando via via tutti gli elettrodomestici disponibili, finché Fez si è fatto venire l'illuminazione ed ha guardato le istruzioni. In pratica 'sti topolini vengono fissati a un filo trasparente che opportunamente collegato al radione Sanyo o a un collega mariuolo del nostro venditore, ne determina il movimento. Altro che "Se carico danza, se no carico no danza"!
Insomma ci ho fatto la figura da fesso. Vabbè per un euro, l'ho pagata ancora poco.
Negli ultimi giorni si è verificata una sequenza di fatti che per usare un eufemismo, mi hanno lasciato oltremodo perplesso. - Il governo si è rallegrato dell'uscita della Spagna dalla coalizione: "ora siamo i soli partner degli Usa"; - Una camera del parlamento ha approvato una legge per cui si può parlare tortura solo se reiterata; - Parallelamente esplode lo scandalo delle torture perpetrate da parte degli americani nella prigione irachena di Abu Ghraib; - Nessuna presa di posizione ufficiale da parte del governo italiano che si limita semplicemente a chiedere il silenzio stampa per le vicende legate agli ostaggi sulla cui pelle in questo momento non metterei mille lire. - Pochissime prese di posizione da parte degli organi di informazione; Non c'entra niente ma ieri Lucia Annunziata si è dimessa da presidente della Rai a seguito della convocazione di un consiglio di amministrazione per ratificare una serie di nomine decise altrove tra le quali segnalo: Gigi Moncalvo direttore de La Padania (non credo che necessiti presentazioni) capostruttura di RaiDue, Marzullo Vicedirettore di Rai Uno (idem) e tutta una serie di personaggini made in mediaset da piazzare in altri posti chiave. Intanto ultima di una splendida serie, Alitalia sta attraversando una crisi micidiale che quasi sicuramente la vedrà soccombere, ferma restando la volontà della classe politica di pascersi dei brandelli del cadavere anziché operare tempestivamente per salvare il salvabile. Cosa sta diventando questo paese?
Altro Dialogo
Lui: Ho fatto sesso con la tua fidanzata.
L'altro: Che t'è sembrato?
Lui: Mah, dopo quello che mi aveva detto Ezio m'aspettavo chissà cosa e invece...
L'altro: Vero che non è niente di speciale?
Lui: Ti dirò di più, è quasi meglio mia moglie.
L'altro: Adesso non esageriamo!
Oggi apre una nuova rubrica,
Il Regino Di Picche
in onore delle vere Regine di Picche di cui sono fervido e indefesso ammiratore.
Dialogo
Lei: Cos'è che ti ha fatto innamorare di me?
Lui: C'è una domanda di riserva?
-
Lei: Mia madre vorrebbe conoscerti.
Lui: Per favore, non mentre sto mangiando.
Lei: Sono convinto che i miei ti piaceranno tantissimo! Magari un giorno diventeremo come loro!
Lui: Hai per caso visto quella corda legata a cappio che avevo nel cassetto del comodino?
-
Lei: Mi sono innamorata di un altro.
Lui: Giura!
-
Lei: A volte mi chiedo dove sto andando.
Lui: Ti ci vorrebbe un navigatore satellitare esistenziale.
-
Lei: Credevo di aver trovato il compagno della vita e invece sei solo un bifolco cafone.
Lui: >rutto<
-
Lei: Dove stiamo andando, Boins, dove stiamo andando...?
Lui: Se riesco a trovare un parcheggio nei prossimi cinque minuti, al cinema. Sennò ti riporto a casa e vado a giocare a bocce con i miei amici.
-
Lui: Questo piatto come si chiamava prima di fare questa fine?
Lei: L'ha preparato tua madre. E' passata questa mattina mentre andava in ufficio.
Lui: Ma sai che non è niente male?
Eccoci qua di nuovo a tirare il carretto per i coglioni (i miei, non quelli del carretto). Sabato pomeriggio mi affacciavo sul panorama romano che si vede da Castel S.Angelo: ventilazione apprezzabile, cielo terso, spalti gremiti ai limiti della capienza. Indossavo una polo a maniche corte e avevo caldo. Sorridevo felice (non dico balle, posso presentare delle prove fotografiche) ed ero quasi ben disposto verso il resto dell'umanità. Oggi son tornato in ufficio e il 75% dei colleghi (quelli che frequento per il 75% del tempo) hanno una tigna che gli tocca terra. Le possibilità che siano incazzati con me perché li ho lasciati nel fango lavorativo per una settimana mentre io passeggiavo a Trastevere o per i boschetti di ulivi della campagna fiorentina sono elevate ma in realtà capisco che anche un clima da inverno polacco contribuisce al loro skazzo. Ho avuto veramente percezione di quanta sfiga alberghi al mondo quando è arrivato il titolare (dell'azienda, oltre che della maggior parte degli insulti che esprimo nell'arco della giornata) e ha iniziato a decantare le virtù della terapia Vega per i malati terminali di tumore. A quanto pare c'è un tizio che, dato morto dalla medicina ufficiale, è stato salvato dagli impacchi di erbe e bestemmie di questi santoni e adesso conta di migliorare il primato mondiale sui 110 ostacoli. Naturalmente da questa esperienza ha tratto un libro che ha venduto moltissimo. Due cose, anzi tre: 1) per questa categoria di personcine che campano gabbando i malati che hanno perso ogni speranza, proporrei un soggiorno a spese dello stato nella prigioncina di Abu Ghraib, intrattenuto dai gentilissimi soldati americani e inglesi; 2) mi auguro che il mio titolare abbia al più presto la possibilità di testare le virtù della terapia Vega; 3) sento che il sorriso che mi ornava la parte bassa della faccia, regalo della settimana di relax, si sta sgretolando come una vetrata colpita da un pallone di marmo. Son tornato in ufficio.
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