Più passa il tempo, meno ho voglia e meno ho voglia, meno mi passa il tempo

Tempi sprecati

Blogger: boinz
Se tu mi guardassi da lontano, o caro lettore, dubito che riusciresti a distinguermi dalla massa. Tra tremila anni gli archeologi che esporranno i miei resti nel museo del 21° secolo scriveranno sulla targhetta: “Impiegato dell’era berlusconi ha un tenore di vita paragonabile a un operaio degli anni ’70 del secolo precedente ma la precarietà di una puttana nigeriana appena sbattuta sul marciapiede. Il poveraccio pensava di essere vicino alla felicità perché in realtà non capiva un cazzo. Del resto l'orribile vita che conduceva se la meritava in pieno, appartenendo egli al ceto sociale con il minor spirito di classe della storia della civiltà umana. Persino gli avvocati, persino gli industriali, i commercianti, coloro che insomma vivevano della rovina dei concorrenti erano riuniti in associazioni, corporazioni, sindacati: l'impiegato a cavallo tra 20° e 21° secolo invece, era completamente abbandonato al suo destino. I sindacati dei lavoratori che avrebbero dovuto vegliare su di lui, avevano infatti preferito dedicarsi alla difesa di operai e pensionati, che avevano un livello di reddito al limite della sopportazione umana e che soprattutto compravano le tessere e scendevano in piazza quand’era ora di manifestare. L’impiegato invece era un individualista diffidente e cattivo e così si prendeva per intero il carico di merda destinato alla massa dei lavoratori dipendenti in cambio di uno stipendio solo nominalmente più consistente di quello degli operai. Come molti suoi contemporanei, l’esemplare che vedete qui esposto aveva così cercato una via di fuga mentale aprendo un blog su internet, quella rozza prima esperienza di rete in cui poi ci siamo trasferiti -una volta divenuti puro spirito- duemila anni fa” Così, abbastanza vicino a quella che dante definì la metà del cammin di nostra vita traggo un bilancio di metà esercizio e ammetto quanto segue 1) faccio un lavoro di merda; 2) frequento in larga maggioranza delle teste di cazzo a partire dai colleghi; 3) ho uno stipendio che se io e la mia auto non facciamo puttanate, mi permette di chiudere il mese leggermente sopra il pareggio; 4) una volta ogni sette minuti immagino la scena delle mie dimissioni ultima versione io che incido con un saldatore la mia lettera di dimissioni sul cuoio capelluto del mio titolare 5) racconto in giro di aver scopato una quantità di donne pari o forse persino superiore al numero di donne in età fertile che ho effettivamente conosciuto in tutta la mia vita; 6) al di fuori di mtv, qualche sporadico programma comico, il calcio, blob, e i telegiornali praticamente non guardo più la televisione; 7) credo che i pink floyd siano stati il secondo più grande gruppo della storia, perlomeno finché il cervello di waters ha retto; 8) vorrei vedere berlusconi costretto a presentarsi alle elezioni senza fondo tinta in faccia e con i capelli del loro colore naturale; 9) non so i nomi delle veline e me ne vanto apertamente; 10) una volta ogni sette minuti penso “chi cazzo me lo fa fare”; 12) non ho più voglia; firmato: boinz, 12/01/2004

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venerdì, gennaio 30, 2004

OSSERVATORIO BERLUSCA

Lo so che lo fanno già in tanti ma mi ci metto anch'io: nulla deve restare impunito!!!

"I governi non possono intervenire sui prezzi. Non può farlo un governo liberale e non possono farlo i regimi totalitari. [E'] la singola massaia [che] deve dedicare più tempo alla spesa per poter scegliere quale negozio ha il prezzo più conveniente e regolare così l'offerta".

Così parlò il premier. Meno male che ci pensa lui, sennò chissà dove andremmo a finire!!!!!


Un cazzeggio di: boinz a 16:57 | link | commenti
attualita

Dopo tanta attesa torna a grande richiesta la più famosa Soap Opera della storia della televisione.

BROKEN DICKS

Riassunto delle puntate precedenti:

Geims è sposato con Genniffer che intanto si chiava Maicol che è il fratello di Beverli che ha una relazione lesbica con Britni che deve dei soldi a Pit che ha parcheggiato la macchina in doppia fila davanti al bar di Pòl che ricchiona con Filip che lava le scale nel palazzo dove abita Maic, lo zio di Scirlei che vende il culo davanti alla scuola che frequenta il figlio di Entoni e Carmelaina che si odiano e vorrebbero divorziare perché Entoni puzza con le ascelle e Carmelaina fa la zoccola in Corso Brunelleschi, angolo via Cibrario, esattamente sotto l'appartamento di Tom che infatti spesso se la va a chiavare in ciabatte anche se dice a sua moglie Daian che va a comprare il giornale tanto per dire qualcosa perché Daian non c'è più con la testa e passa le giornate a cagare sul balcone del vicino del piano di sotto, che altri non è che Pit che va a prendere la macchina parcheggiata in doppia fila davanti al bar di Pòl ma la trova rigata con un chiodo grosso come un arpione. Pit si incazza moltissimo e allora entra nel bar e con un martello pneumatico incide il suo nome sul bancone da dietro al quale salta fuori Pòl con Filip ancora dietro attaccato a rimorchio e si mette a bestemmiare forte perché dice che non c'entra un cazzo ma con Pit a bestemmie non ce n'è per nessuno perché Pit è stato allevato da Con-tun-cin, un muratore veneto che ha messo su una fabbrica di computer che nel giro di sei anni ha rotto il culo alla Maicrosof di billgheiz, ma è rimasto lo stesso cafone di prima, il che non vuol dire che sia un bene. Intanto Entoni stufo del lavoro di merda che fa (seleziona modelle per il crazy horse) litiga di brutto con il suo capo (Ziggy), prendendolo a pugni sulle recchie e va a fare l'impiegato nella piccola-media azienda di Maic dove lavora Filip quando non s'incula Pòl. A questo punto Geims capisce che Genniffer lo tradisce ma gli sceneggiatori lo pregano di far finta di niente sennò viene fuori un casino incredibile. Geims dice che se proprio deve fare la figura del cornuto e mazziato vuole un aumento e allora il regista che ne ha le palle piene di 'sta storia lo fa morire sotto a un tram. Genniffer senza dire niente a nessuno, col ricavato dell'assicurazione dà a Pit i soldi che gli doveva Britni così Pit rimette a posto la carrozzeria della sua macchina e la soap opera finisce qui, anche perché io mi sono abbastanza rotto il cazzo.


Un cazzeggio di: boinz a 15:37 | link | commenti (3)
broken dicks

So che vi sono mancate moltissimo le mie pöesie immortali e per questo non mi dilungo in ciance e mi lancio nella splendida arte con un piccolo ditirambo dal titolo

 

Sbrincio

 

Squarci di giallo

ornano eterni

le lenzuola del tempo

almeno fino alla prossima lavata:

è un sogno o son desto?

Bel ciorgnone!

E’ tutto vero?

Mi spiace

Del resto per sapere

qual è il vero colore dei capelli di una donna

bisogna guardare lì...

là sotto,

lì dai, mi hai capito dove

Quella cosa...

......... vabbè, lasciamo perdere.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Se ce n’è uno gli dico anche dove tirare.

Mangio una parrucca usata mentre

i finti capelli scivolano sul bagnato canino:

Li puccio col pane.

E’ inutile stare a raccontarsi balle:

ringrazio e vado a letto

e dopo aver camminato nelle sconcezze del mondo

per miglia e miglia e miglia e miglia

ed essermi trascinato

nella spazzatura delle cose umane

per miglia e miglia e miglia e miglia

con i piedi sporchissimi

entro tra le lenzuola fresche

di bucato

ma gli scarafaggi

mi mordono

i tre alluci.

Ho la nausea e mi giro e vomito

BUEEERRK!!

ma mi sbaglio di lato

e le rimetto addosso i miei debiti

Si sveglia e litighiamo

improvvisamente sento l’ispirazione

e scorreggio senza preavviso.

L’odore fa scappare i benzinai

che si lasciano dietro morte e distruzione

e violenze e saccheggi

e assassini e abomini

ed anche qualche pecora

modificata di dietro.

Come dice?

Squartiamo il vitello sacro

e con le sue budella sanguinanti

dammi una pulita al parabrezza

e con i suoi tendini

mi rifaccio la racchetta da tennis

e con le sue corna

beh, le darei al mio capo

ma non ne ha bisogno.

Ci ha già le sue.

Slinguo con uno squalo:

il pesce è in via di estinzione

almeno

a giudicare da come costa al ristorante

Pensavi che non sarebbero mai arrivate le

cinqueemmezza?

Ti dirò

Il sospetto mi era venuto

Ma

infinite le lande coperte di rimpianti

Perché non sei venuta?

Forse perché dormivi.

E sento che è giunto il momento di

darci un taglio netto e

di smettere di scavare nel passato delle cose

con le dita e

poi farne una pallina e

poi analizzarla con attenzione e

poi mettersela in bocca e

far schioccare la lingua soddisfatti.

Giro per casa con gli zoccoli.

e poi ci vado a letto.

Doppio senso neanche tanto sottile.

Bon, basta così

per oggi il poeta è stanco

e poi

gli scappa

ma il cesso è occupato

allora rimane qui

a creare ancora un po’

quando improvvisamente

si sente

lo sciacquone sciacquare

la serratura sgranare

la porta ruotare

e il poeta si alza

e va a pisciare.


Un cazzeggio di: boinz a 14:07 | link | commenti
grandi poesie

giovedì, gennaio 29, 2004

Mi sono reso conto che nell'elenco dei nemici dell'uomo moderno ho trascurato la figura di cattivo più significativa e repellente. E' altresì vero che mi sono dimenticato anche il relativo super eroe col quale è impegnato in una lotta che si trascina da eoni e attraversa ininterrotta nazioni ed epoche. Per farla breve, come avrete capito il cattivo di cui si parla è

IL CAPO

E' un individuo malato di capismo dalla nascita oppure al quale è stato inoculato il germe in tenera età. Se ne distinguono di due tipi: il Titolare e lo Sgherro.

Il Titolare di primo acchito può sembrare persino una persona straordinaria: è ricco, elegante, sorride sempre come un capo di stato. Parla coi subordinati in maniera gentile e si ricorda i nomi di ciascuno di loro. Sembra simpatico anche se si atteggia un po' troppo per cui molti sospettano che sia fondamentalmente culo. I più anziani però sanno che in realtà è un subdolo e acido bastardo al punto che per farsi venire duro quel mozzicone di cazzo che si ritrova in mezzo alle gambe pensa intensamente ai suoi operai che si sputtanano la salute per arricchire lui. Gira su una macchina che un cialtrone così non dovrebbe avvicinare neanche per farci il pieno o passarci la cera e nonostante sia sposato con una vecchia laida (normalmente è lei quella con la grana) cerca di circondarsi di fighe. Il titolare ha sempre una figlia che è puttana per definizione. La Puttana passa indifferente tra le masse dei dipendenti cenciosi manco fosse una mannequin di Versace, che è poi il sogno inappagato della sua vita perché nonostante i milioni spesi in lifting, beauty farm, cosmetici e mises che costano uno sproposito, resta un cessone orribile. La puttana ostenta una virtù degna di Santa Maria Goretti e spende un pacco di soldi (messi comunque a bilancio) in opere caritatevoli. Tutti però sanno perfettamente che è una sfrenata ninfomane, che se si fa pagare dai suoi chiavatori non è per bisogno ma per vizio, pur restando comunque inavvicinabile per tutti quelli che non posseggono un cazzo delle dimensioni di un tronchetto della felicità. Il suo fidanzato (al quale hanno trovato un posto da scaldasedie in ditta) è un arrivista totale che sopporta le più clamorose umiliazioni in pubblico (figurarsi in privato) nella speranza di impalmare la zoccola. Sarebbe penoso se non cercasse di sfogare le sue frustrazioni sui più deboli, così che 1) la massa lavoratrice gode per tutte le sue disavventure che vengono anzi tramandate di bocca in orecchio con risolini sadici; 2) alla fine risulta indistinguibile da un volgare Sgherro, errore che gli costerà oltre alla poltronissima anche tutte le sedie che la separano dalla porta di uscita

Il motto araldico dello Sgherro è: arrogante con i deboli, a pelle di leone con i forti o presunti tali. Non è capace a lavorare ma ha un paio di talenti che dal suo punto di vista sono addirittura preferibili: per esempio è diventato capo non per meriti acquisiti sul campo ma perché ha saputo subito distinguere quali erano i culi giusti da leccare e quali le (poche) persone efficienti dell'azienda da assassinare alla schiena. La Proprietà in lui non vede nient'altro che un cane pastore in forma umana ma lui riesce lo stesso a illudersi di essere un uomo cardine. Ciò non toglie (anzi lo dimostra una volta di più) che non capisca un cazzo così quando deve dare un ordine cerca di renderlo il più confuso e contraddittorio possibile in maniera da poter sempre e comunque ribattere al collaboratore: "Io cosa le avevo detto di fare?" Lo Sgherro merita talmente la morte che qualcuno lassù ha deciso che la morte sarebbe ancora troppo poco, inventandogli così una vita da suicidio. Lo Sgherro infatti dimostra quarantotto anni pur avendone trentasei: gli altri dodici se li è giocati in rancori e umiliazioni; lo Sgherro è sposato con una donna orrenda che ha impalmato per fame quando era ancora un impiegatino e della quale adesso si vergogna; lo Sgherro ha un ufficio polveroso e buio perché i Titolari ne apprezzano le doti di vigliacco e spia ma non lo vogliono tra i piedi perché è brutto, sgraziato e malvestito, oltre a ricordargli il loro lato oscuro. Così l'unico indicatore che ha dell'opinione dei superiori è la contabilità dei benefits concessi agli altri "quadri" che tiene con precisione maniacale e che lo vede perennemente ultimo in classifica, cosa di cui lo Sgherro soffre terribilmente. Lo Sgherro è odiatissimo dalla massa dei collaboratori che sperano solo una cosa dalla vita: cambiare lavoro e poi ricevere il suo curriculum vitae. Così, per difendersi dai logorii della vita moderna, l'Uomo Moderno ha sviluppato una serie di piccole vendette, che vi elenco in ordine crescente di odio:

1) La Pinzatrice: appena lo Sgherro gira l'angolo l'U.M. si precipita nel suo ufficio e gli svuota per nove decimi la pinzatrice. Dopodiché si mette in posizione lavorativa con l'orecchio teso aspettando il catartico "tlac tlac" seguito dall'urlo di esasperazione: "Ma porco cazzo, l'avevo appena riempitaaaa!"

2) Il Berrettino: essendo pelato come una melanzana, quando fa freddo lo Sgherro si avvita su quella testa di cazzo che si ritrova un berrettino di lana di cui l'U.M. approfitta per lucidarsi le scarpe (chiaramente con la parte interna) che tra parentesi vengono sempre lucidissime;

3) La Pizzetta: lo Sgherro conserva con cura i ticket restaurant per quando esce con la sua infelice zoccola, così a pranzo mangia una grassissima pizzetta made in panetteria. L'U.M. usa la pizzetta come punching ball per le proprie frustrazioni e dopo averla scartata con cura: a) la pesta con la suola della scarpa; oppure b) vi rovescia su le proprie unghie tagliate con una tronchesina portata da casa all'uopo. Dopodiché la richiude con attenzione e la rimette nel cassetto dello Sgherro;

4) Il Tè: La Puttana figlia ha un bollitore nel suo ufficio, di cui (per piaggeria ma soprattutto per risparmiare i soldi della macchinetta) si è dotato anche lo Sgherro. L'uomo moderno -quando è davvero incazzato - gli ruba un po' di filtri del tè per pisciarci sopra per poi rimetterli a posto nella loro scatoletta dopo averli fatti accuratamente asciugare. Se c'è un Dio (e io sono sicuro che c'è) lo Sgherro prenderà proprio una di queste bustine per offrire un tè alla Puttana aziendale.

L'UOMO

MODERNO

Ha un unico talento: quello che qualunque cosa accada lui rimane sempre a galla, anche se nessuno sa come faccia.


Un cazzeggio di: boinz a 16:24 | link | commenti (3)
the best of boinz, gente strana

Scena veramente di culto. Il mio titolare (fanatico di medicine alternative, oroscopi, psicologia spicciola) ha comprato sulle bancarelle in Piazza Statuto un librone del cazzo dal titolo Personology che attribuisce una ben precisa personalità alle persone nate un certo giorno dell'anno. Non so, per esempio: "29 Gennaio: il soggetto è un coglione, non ha voglia di fare un cazzo, mandatelo a cagare appena bussa alla porta." Un paginone così.

Panico, delirio e massacro, questo libro è diventato in breve il cuscino su cui appoggia la testa prima di addormentarsi e in un crescendo di follia capistica ha preso a consultarlo ogni quattro minuti, tipo I-Ching per quegli sventurati che hanno letto "La svastica sul sole" di Dick.

Sono riuscito a sbirciarlo per caso, panicato a mille per paura di trovare un profilo sfavorevole (come poi è venuto fuori, tra parentesi pigliandoci parecchio).

Assieme al profilo sono però indicati anche personaggi famosi e nella mia data di nascita erano indicati una nota cantante nota per le sue stravaganze, un presidente della repubblica conservatore, un famoso scienziato del XIX secolo. Tre personaggi che non hanno un beato cazzo in comune.

Stamattina durante quei quattro minuti in cui si mischia al popolo per fare la figura del capo democratico, è saltato fuori il nome di un nostro ex-agente che gliel'ha piantata nel culo per passare alla concorrenza (ben fatto dico io). Mister ha tirato fuori il suo librone: "Ecco, voglio proprio vedere cosa dice... ecco: '3 Novembre. Le persone nate questo giorno sono superficiali, ansiose, inaffidabili!' Cosa vi dicevo? Ci piglia, ci piglia!" Arriva una collega che si sporge sopra la sua spalla e gli dice: "Guardi che quello è il 3 Ottobre!" "Come dice? Ah.. eh sì. Vediamo: 'I nati del tre novembre sono intelligenti, vivaci, pieni di iniziativa.' Ehm... no, ci pigliava di più l'altro. Ma forse mi ricordo male io la data di nascita, forse è ottobre, devo rivedere..." Ed è tornato nel suo ufficio grosso come il mio appartamento.

Comunque ecco la maniera in cui viene gestita l'azienda dove lavoro io.


Un cazzeggio di: boinz a 12:40 | link | commenti (2)
il lavoro

mercoledì, gennaio 28, 2004

Ho due o tre sogni ad occhi aperti che ricorrono con particolare frequenza. I primi due sono leggermente pornografici e quindi sorvolerei. Il terzo invece è pura poesia: si intitola

GIORNO DI DIMISSIONI

L'ideale sarebbe riuscire a orchestrare una giornata degna dell'Armageddon, di morte e distruzione, maledizioni fino alla settima generazione e così via. Purtroppo se la vita ci insegna qualcosa è che non le si può chiedere tutto, per cui bisogna accontentarsi di piccoli accorgimenti atti perlomeno a far gonfiare il fegato dei superiori fino alle dimensioni di un pallone sonda.

Così dopo aver a lungo riflettuto, alla fine ho selezionato alcuni tipi che voglio sottoporvi.

1) Dimissioni Fecali: Il dimissionario entra tranquillo in sala riunioni durante un delicatissimo vertice aziendale. E' completamente nudo a parte un paio di mocassini neri impolverati e un Tuttosport vecchio sotto braccio. Inoltre è molto spettinato. Arrivato al centro della sala si accovaccia, apre il giornale e si mette a defecare tranquillo. Il finalino è a scelta: a) il dimissionando sposta il giornale e dice ecumenico: "Continuate pure, non mi date nessun fastidio. Fate come se io non ci fossi." e si rimette a leggere; b) il dimissionario sposta il giornale, allunga il collo e dice perplesso: "Ma questo una volta non era il cesso degli operai?"

2) Dimissioni polemiche: il dimissionario si presenta in giacca e cravatta nell'ufficio del capo. Discute amabilmente e all'offerta di un aumento dice: "Mah, se me lo mette per iscritto..." Una volta preparato il documento però, il dimissionando invece di firmarlo lo strappa in mille pezzi che getta in aria: "Questo è per dimostrarvi che non me ne vado per i soldi ma perché mi state sui coglioni!!!! PORCOZZIOOOO!!!!!" (La bestemmia è facoltativa, però a me sembra che ci stia bene)

3) Dimissioni Gangsta: Il dimissionario si presenta nell'ufficio del capo vestito da rapper con tanto di bandana, jeans col culo alle ginocchia e sulla spalla un radione grosso come una valigia che spara a tutta manetta "I GOT THE POWER!" Schiacciati con violenza scrivania e capo contro il muro, il dimissionario mostra con aria minacciosa i due pugni, sui quali ci sono una serie di anelli che riportano rispettivamente le lettere: "DIMIS" "SIONI". Lascio all'ispirazione del momento la possibilità di picchiare in faccia il capo per marcargli sulla carne viva le vostre intenzioni di lasciare il posto.

4) Dimissioni in Dolce Stil Novo: il dimissionario entra nell'ufficio del capo con una radio mangiacassette che posa per terra. Quindi pigia il pulsante play e sulle note di "You can leave your hat on" cantata da Joe Cocker inizia uno spogliarello molto imbarazzante. A seconda della quantità e della qualità di merda mangiata nel corso degli anni, la lettera di dimissioni sarà scritta sulla canottiera sudata oppure sulle mutande rigate di merda che naturalmente alla fine dell'esibizione verranno tirate sulla faccia del capo. Scegliete voi se raccogliere i vestiti e uscire salutandolo "Ciao pirla! Passo poi a prendere il libretto " oppure se approfittare dell'attimo di sbandamento del superiore gerarchico per tentare di sodomizzarlo col suo cercapersone.

5) Dimissioni Apocalittiche: questo sistema è applicabile in caso di vincita al superenalotto. Il dimissionando si presenta in ufficio in clamoroso ritardo alla testa di una squadriglia di elicotteri sulle note della "Cavalcata delle valchirie" di Wagner. Arrivati all'altezza della fabbrica, dagli elicotteri verranno sparate fialette puzzolente delle dimensioni di un siluro sottomarino a impregnare per sempre le mura della prigione di un odore adeguato al suo ambiente. Se la vincita è consistente, si può pensare di noleggiare un bombardiere B52 caricato a merda, da scaricare nel più clamoroso gavettone di tutti i tempi esattamente sulla decappottabile del titolare. E' consigliato comunque avvertire gli eventuali colleghi configurabili come amici che quella mattina parcheggino il più lontano possibile.

6) Dimissioni sportive: il dimissionando ruberà una vecchia 127 di proprietà di un immigrato illegale che provvederà a rivestire negli spigoli di ferro battuto chiodato, (la 127 non l'immigrato!). Con un sapiente uso di acceleratore e freno a mano, il mezzo meccanico verrà poi utilizzato per demolire il parco macchine della dirigenza durante la pausa pranzo. In caso di vittoria al super enalotto sostituire la 127 con una jeep Hammer.

7) Dimissioni Filarmoniche: Il dimissionando si presenta alla testa di una banda di quaranta elementi, agitando la mazza tipo pazzariello. Musica suggerita: l'inno dei marines. Arrivato nel piazzale il dimissionando fa cenno alla banda di farla finita e mentre il tamburino attacca una lunghissima rullata, il dimissionario si cala i pantaloni e caca in mezzo al cortile, sotto gli occhi esterrefatti degli ex-colleghi. Una volta finito, si pulisce con con carta intestata portata all'uopo (che lascerà appallottolata in mezzo al cortile ) e si tira su i pantaloni. Quindi senza mostrare alcuna emozione fa cenno di riattaccare la musica e se ne esce alla testa della banda così come è venuto. Una variante consiste nel cacare nella bandiera aziendale e poi lanciarla a mo' di fionda attraverso una finestra - meglio se quella della titolarità.

8) Dimissioni molto esplicite: il dimissionando si barrica nel bagno dove si denuda completamente e inizia a tirarsi una pippa. Una volta arrivato vicino al punto di non ritorno esce di corsa precipitandosi nell'ufficio del titolare, meglio se impegnato in riunione con clienti e fornitori, e gli sborra sulla scrivania, possibilmente mettendo il dito davanti alla punta del cazzo come si fa con le pompe dell'acqua per allargare bene lo spruzzo quando si bagna il giardino. A questo punto si stringe nelle spalle e dice: "Scappato." prende la cravatta del titolare e la usa per pulirsi le palle e le dita.

9) Dimissioni a sorpresa (per cinefili): ci si presenta una sera a casa del titolare in anfibi, calzamaglia bianca, parapalle, bombetta e naso di pulcinella. Per penentrare nell'abitazione si dovrà suonare al citofono e raccontare una storia molto commovente basata su un incidente in macchina e l'urgente necessità di usare il telefono. Una volta dentro si può fare sfoggio di un po' di ultraviolenza e se la moglie (o la figlia) è carina si può fare anche un po' del caro vecchio su e giù. E' comunque consigliato il ripasso delle parole di "Singing in the rain". Una variante consiste nel delegare la presentazione delle dimissioni a due negracci strafatti di crack da mandare con pinze e saldatore a casa del titolare.


Un cazzeggio di: boinz a 15:30 | link | commenti (1)
the best of boinz, colloqui & dimissioni

martedì, gennaio 27, 2004

L'angolo della Poesia

Diarrea

Corro.

Sfilo.

Siedo.

Spingo.

Spruzzo.

Caldo.

Molle.

Tonfo.

Puzza.

Spruzzino.

Tonfino.

Sollievo.

Eheehehheehe!


Un cazzeggio di: boinz a 17:59 | link | commenti (3)
grandi poesie

Cattivi per tutte le stagioni

Naturalmente supereroi di questa levatura necessitano di cattivi altrettanto spettacolari.

L'Uomo Puzzetta: è sempre molto elegante, nei giorni che si sveglia di buon umore infila addirittura una gardenia all'occhiello del gessato. Esteriormente ha l'aspetto di un pilota di voli di linea intercontinentali o da direttore di banca d'affari e ha modi da gentleman inglese. In realtà è molto cattivo e odia l'umanità sia nel complesso sia presa nei suoi singoli componenti. La sua specialità è infilarsi in luoghi chiusi e affollati (ascensori, uffici postali, ACI) piazzandosi molto lontano da porte e finestre da dove fa partire una sequenza di scorregge silenziose grassissime. Quando finalmente la gente inizia a percepire l'odoraccio l'Uomo Puzzetta lancia un'occhiata cipigliosa molto severa a un facile bersaglio (arabo, fattorino, operaio anziano) che non c'entra nulla. Se non sopravviene alcuna reazione da parte degli astanti, attacca a pronunciare all'indirizzo della sua vittima, puntandolo a dito, frasi tipo: "Dovrebbe vergognarsi, è una cosa da incivili!" fino ad aizzargli contro la folla ormai inferocita. Il poveretto per causa sua rischia il linciaggio e sicuramente perde il posto in coda. L'Uomo Puzzetta è molto infelice, sua moglie lo odia e gioca sempre gli stessi numeri al lotto. E' il papà dell'uomo blatta.

Il Cognato: ha trentasei anni e non ha mai fatto un cazzo in vita sua. Vive dai genitori, più precisamente sul loro divano. Ogni tanto si presenta a cena e ne approfitta per lanciarsi in un'opera di sistematica demolizione della vita del cognato-vittima. Critica tutto (il lavoro, i mobili, la macchina ecc.) con un senso dell'umorismo grossolano e cattivo al quale il cognato-vittima non può ribattere per non fare incazzare la moglie. Sul lungo periodo questo tenere tutto dentro rischia di provocargli un tumore allo stomaco ma lui resiste perché il Cognato riesce ancora a passare per vittima: il Cognato giocava molto bene a pallone ma poi si è fatto male al menisco. Il Cognato ha avuto sempre sfortuna, anche a scuola. Il Cognato non può lavorare sotto padrone perché è troppo sensibile. Il Cognato è un buono, ecco cosa. A causa dei rancori soffocati in breve tempo la vita degli sposi si riduce a un ammasso di macerie fumanti finché non viene fuori che il Cognato non è il fratello di nessuno dei due. E' solo uno stronzo invidioso che si è presentato al matrimonio e ha approfittato dell'occasione per scroccare qualche cena. E' molto pericoloso.

Il Bastardino: vive sul balcone del palazzo di fianco. E' capace di abbaiare trentasei ore di fila ma nessuno riesce a capire esattamente da quale punto. So di vicini esasperati che hanno demolito un palazzone di nove piani a colpi di berta spaccablocchi senza riuscire ad individuarlo o perlomeno a farlo stare zitto. A casa sua è il monarca assoluto di diritto divino, per cui parlare col suo padrone è del tutto inutile. In questi casi non serve a nulla neanche il ricorso alla legge, poiché il bastardino è dotato di un sensore magnetico nell'esofago per cui all'avvicinarsi di una macchina dei vigili urbani viene colto da improvvisa afonia. L'unica soluzione è aspettare in macchina col motore acceso e investire tutti i cani dell'isolato. A volte neanche questo basta, anzi è controproducente perché i padroni del fu Bastardino per sostituirlo comprano in leasing un mostro da centocinquanta kili in quadrifonia dotato di Subwoofer 400 Watt con Dolby Surround, facendo rimpiangere la bestiola precedente.

La Commessa Zoccola: al primo impatto provoca un'erezione totale al punto da spingere il cliente ad allungare istintivamente la mano sinistra alla ricerca del pulsante dell'alzacristalli. La Commessa Zoccola ha infatti una scollatura panoramica e veste come una drogata sedicenne. Tuttavia appena si fa un pelo più sotto col suo sorriso giallo tartaro, il cliente ha un violento scatto all'indietro con la testa perché si rende conto che sotto lo strato di trucco spesso venti centimetri c'è in realtà una vecchia raccapricciante: so di uomini che in questo modo si sono procurati addirittura un colpo di frusta. Ma nel momento in cui arriva a portata di voce è già troppo tardi perché grazie al sapiente uso di un alitosi da lazzareto, costringe la sua vittima a comprare abiti inguardabili che aveva in stock da tempo immemorabile e di cui il cliente si pente un nanosecondo dopo essere uscito dal negozio. E' fidanzata con un sessantacinquenne membro di una cover band dei Metallica.

Il Vecchio: il Vecchio percorre la città trascinandosi il suo paniere a ruote carico di rottami di ferro, che usa come arma contundente contro le tibie dei giovani che odia furiosamente. Il Vecchio è un presenzialista di code: nonostante non abbia un cazzo da fare si presenta davanti ai cancelli dell'USL, della banca o della posta con un anticipo degno di un concerto degli U2. E quando per ipotesi arriva a coda già formata cerca di scavalcare tutti e passare per primo. Sgamato, si lancia in una filippica contro i giovani al solo scopo di perdere altro tempo (perché lui ne ha in quantità industriali) finché gli astanti non lo lasciano passare. Una volta entrato si intrappa, oppure presenta richieste appositamente confuse solo per fare incazzare gli impiegati -piuttosto stronzi già di loro- già di prima mattina. Oppure finge di essersi dimenticato l'impegnativa. O il libretto di risparmio. O il libretto di circolazione o qualunque cosa possa far bloccare la procedura una volta arrivati a metà del guado e non si possa tornare indietro. L'uomo moderno che deve andare in ufficio odia a morte il Vecchio, perché è di fretta e 'sto stronzo gli fa perdere mezza mattinata che invece avrebbe potuto prendere per farsi i cazzi suoi ma non può permettersi di criticarlo ad alta voce perché la coda gli si rivolterebbe contro: "E già, prendiamocela anche con gli anziani adesso!" come se fosse colpa dell'uomo moderno se il vecchio ha una pensione ridicola. Finalmente il vecchio trova il libretto bancario in una tasca del paletot e lo porge all'impiegato che ha i fumini che gli escono dalle recchie. L'uomo moderno lancia uno sguardo distratto e scopre che il Vecchio ha sul conto corrente una cifra di soldi sufficiente a colmare il debito pubblico dell'Unione Europea. Questo perché il Vecchio è molto tirchio e potrebbe condurre un tenore di vita da sceicco arabo. Ma tiene da parte i soldi per la vecchiaia perché il Vecchio è fondamentalmente immortale.


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lunedì, gennaio 26, 2004

SUPEREROI PER TUTTI

L'altra sera mi è capitato un vecchio fumetto della Marvel, in cui Capitan America spaccava il culo a un tizio che al posto della testa aveva un'emorroide arrossata e mi sono ricordato che avevo smesso di comprarli proprio perché questi supereroi tutti perfettini mi avevano proprio rotto il cazzo. Vabbè, poi è arrivato Frank Miller ed il suo Batman sclerato però credo che manchi ancora uno step per rendere veramente definitivo il passaggio verso una nuova era. Allora, dal momento che se non mi muovo io nessuno fa un cazzo, ho deciso di lanciare una nuova serie di supereroi che siano un po' più vicini al mio senso estetico e che vado ad elencare in anteprima:

L'Uomo Blatta: era uno spazzino felice finché un giorno scivolando su una merda di cane, cadde in un pozzo nero abusivo pieno di liquami altamente tossici. Per questo ha acquisito super poteri eccezionali: resistente a ogni forma di radiazione, mangia monnezza e insetti morti che poi sputa violentemente in faccia ai nemici in una pallina coagulata nel catarro che secerne dai polmoni malati di fumatore. Indossa una divisa color disgusto e puzza forte con le ascelle. Di carattere è uno stronzo e non parla più col padre.

Il Bestemmiatore: prima faceva il camionista. Un giorno mentre guidava in tangenziale un tamarro su una Uno TD gli ha tagliato la strada e poi gli ha fatto dito. Il Bestemmiatore gli ha scaricato una maledizione fortissima in calabrese stretto che gli ha fatto scoppiare tutte e quattro le gomme in piena curva. Da allora è diventato un paladino della giustizia, anche se dal punto di vista di un camionista quindi un po' sui generis. I suoi super poteri - sviluppati grazie a un'alimentazione basata sulla 'Nduja piccante di cui è ghiotto - gli permettono di forzare porte e spostare immobili con la sola forza della sua volgarità. Quand'è in borghese frequenta il CRAL sotto casa, dove frega i soldi ai pensionati ubriachi giocando a carte. Picchia spesso la moglie, i figli non ne parliamo neanche.

Sborraman: si è reso conto dei suoi super poteri quando a tredici anni ha messo per la prima volta le mani su un giornalino porno. Il susseguente pippone catastrofico che si è tirato in bagno ha prodotto un'eiaculazione così violenta da sfondare il bordo del water. I suoi compagni lo chiamano raramente, anche perché dispone di un solo colpo in canna e spesso -preso dall'agitazione orgasmica- sbaglia mira.

La Donna Zoccola: ha un fascino (per quelli che apprezzano il genere) a cui nessun super cattivo può resistere, bloccandolo così in una trattativa lunghissima che permette agli altri buoni di venire a liberare il pianeta con tutto comodo.

La Merda Umana: ha la capacità di mutare il suo aspetto in qualunque forma di secrezione puzzolente emessa dall'uomo, anche se in linea di massima si presenta sotto forma di stronzo traditore. Adorato dai capi, questo strano super potere gli ha permesso anche di fare carriera nel suo ufficio. In effetti non si capisce bene cosa ci faccia tra i buoni, visto che lo odiano tutti.

La Donna Pelosa: indossa calze nere spesse anche d'estate perché non ha voglia di depilarsi. Il suo superpotere consiste nello smontare l'ardore erotico del cattivo (che spesso è il motivo per cui si ribella alla società) mostrando il gambaletto a metà polpaccio contornato da peli lunghi anche tre centimetri. Irresistibile.

La Caccola: da un naso apparentemente normale è in grado di estrarre meteoriti di kriptonite verdi che con un piticchio spara addosso ai nemici. A volte però la caccola gli esce un po' filamentosa e per questo rischia costantemente di finire ammanettato dal suo stesso muco. Lo chiamano proprio quando non possono farne a meno.

Il Garzone: si aggira per la città sul suo camioncino Iveco. Appena individua la macchina del cattivo si parcheggia in doppia fila e poi va al bar, bloccandolo sul posto. A nulla vale la strombazzata di clacson del cattivo: tra i super poteri del Garzone c'è anche un'incredibile capacità di sbattersene il cazzo degli altri.

L'uomo sudato: gira in canottiera, pantaloncini corti, calze al polpaccio bordeaux o verde scuro e mocassini neri. In una mano ha sempre un fazzoletto con cui si asciuga la fronte e -quando pensa di non esser visto- le palle. E' grasso da far schifo, e in testa ha quattro capelli unti manco si lavasse con le patatine fritte. Quando il cattivo si presenta però gli lancia addosso il fazzoletto sudato che gli si incolla fino a soffocarlo. E' il supereroe più sottovalutato, anche perché fa schifo ai suoi stessi compagni.

L'uomo loffa: si autoscorreggia, riuscendo così a entrare in qualsiasi ambiente. Gli basta avvicinare lo sfintere a un pertugio qualsiasi (serratura, fessura ecc.) e poi pfffffff! in un attimo è dall'altra parte. Poi però una volta che è di là non sa che cazzo fare, per cui come eroe è abbastanza inutile.


Un cazzeggio di: boinz a 12:47 | link | commenti (6)
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venerdì, gennaio 23, 2004

Protesta silenziosa

Sto seriamente pensando di realizzare una forma di protesta silenziosa nei confronti dell'azienda scaglionando gli shampoo una volta ogni tre giorni e rasandomi un giorno sì e uno no, con i seguenti risultati:

S D L M M G V
capelli puliti così così luridi puliti così così luridi puliti
barba fatta fatta da fare fatta da fare fatta da fare
S D L M M G V
capelli così così puliti così così luridi puliti così così luridi
barba fatta fatta da fare fatta da fare fatta da fare

Quest'uso alternato e alternativo dell'igiene personale mi consentirebbe di piombare in ufficio due giorni su dieci in condizioni al limite della decenza ed altrettante ridotto proprio come un barbone mentre, trassando il giusto, riuscirei a passare i i week end sempre ad alto livello estetico. Per quanti sforzi faccia invece, non riesco ad evitare una giornata lavorativa al massimo splendore. Credo però che sia inevitabile.

Tra parentesi, oggi mi sono reso conto che anche il mio capo attua un lavaggio alternato della cute pilifera, solo che essendo pelato come un'acciuga, nei giorni di bassa finisce per assomigliare al cantante dei Prodigy.

Comunque se il progetto funziona, conto di aggiungere al sistema anche il cambio mutande ogni 5 giorni e il lavaggio delle ascelle ogni 11 ma lì credo che per la stesura della relativa tabella avrò bisogno di una mano da parte del prof. Hawkings, se trova il tempo tra una raffica di botte e l'altra.


Un cazzeggio di: boinz a 12:23 | link | commenti
il lavoro

Il paese sta andando dal culo

Alla nazione stanno tirando la pelle del culo. Berlusconi per calarsi meglio nella parte si è fatto tirare la pelle della faccia, che tanto nel suo caso è la stessa cosa.

 

 


Un cazzeggio di: boinz a 10:12 | link | commenti (4)
attualita

giovedì, gennaio 22, 2004

Oroscopo Test

Se siete onesti, questo test vi rivelerà la verità.

Scrivete le vostre risposte su un foglio di carta. Non imbrogliate !

(Le risposte sono qui di seguito)

1. Scrivete il nome di una persona di sesso opposto al vostro.

2. Qual è il vostro colore preferito fra il rosso, il nero, il blu, il verde e il giallo ?

3. La vostra prima iniziale ?

4. Il vostro mese di nascita ?

5. Quale colore preferite, il bianco o il nero ?

6. Nome di una persona del vostro stesso sesso.

7. Il vostro numero favorito ?

8. Preferite Sydney o Brisbane ?

9. Preferite il lago o l’oceano ?

10. Scrivete un desiderio (realista !).

Una volta che il test è terminato....